lunedì 6 aprile 2015

#VIGNETTE / Art Direction (Walt Handelsman)


Walt HANDELSMAN, 1956, vignettista statunitense
Art Direction, 'The New Yorker', da 'Internazionale', 19 ottobre 2012

#SPOT / Mente e cuore (Rita Levi Montalcini)


Rita LEVI MONTALCINI, 1909-2012
medico, scienziata, premio Nobel per la medicina nel 1986
(dal web)

#RITAGLI / Cultura dell'immagine e piattezza del presente (C. Carena)

Si sono create figure spettacolari ma culturalmente inconsistenti. Viviamo di impressioni epidermiche. La prevalenza dell'immagine mi spaventa. Ci rende personaggi distorti, irreali, impalpabili. E soprattutto senza verifica. Le mie sono constatazioni di un uomo che vive appartato. Questo destino forse avrà in futuro i suoi valori, ma oggi si trasmette nella piattezza del presente.

[D: Le pesano i suoi novant'anni?]
No, per nulla. Ma a volte mi insospettiscono. «I vecchi», è sempre La Rouchefoucald a ricordarcelo, «amano dare buoni precetti per consolarsi di non essere più in grado di dare cattivi esempi».

*** Carlo CARENA, 1925, classicista, docente, traduttore, già direttore editoriale Einaudi, intervistato da Antonio Gnoli, giornalista e saggista, «Carlo Carena. E' in un piccolo mondo classico che ho cercato la mia felicità», rubrica 'straparlando', 'la Repubblica', 5 aprile 2015.


#VIDEO #PUBBLICITA' SOCIALE / Spegni le discriminazioni, accendi i diritti (Unar)



Spegni le discriminazioni, accendi i diritti
Campagna Unar, febbraio 2015
video, 0min31



Campagna lanciata da Unar (Unione Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, Dipartimento Pari Opportunità) .

Il video è segnalato da Francesco Cardinali, pubblicitario, in Coscienza e pregiudizio, rubrica 'Dentro lo spot', 'Mente e Cervello', aprile 2015.
Merita attenzione perché, sottolinea Cardinali, «è la prima volta in Italia che viene diffuso un messaggio contro tutti i tipi di discriminazioni».
Aggiunge Marco De Giorgi, direttore Unar, che «questa impostazione ci porta sulle linea di quello che si fa nelle democrazie più avanzate».
Il messaggio pubblicizza come contattare Unar, per telefono o via internet, in caso di denuncia di discriminazioni.


#SPILLI #SPOT / Apprendimento, ciò che 'tratteniamo'


Apprendimento: ciò che 'tratteniamo'
(dal web, fonte non indicata)


Alle percentuali credono solo gli americani.
Alla sostanza del 'messaggio' possiamo credere tutti. (mf)

#FUMETTI / Mafalda, Figurone (Quino)


QUINO, 1932, fumettista argentino
Figurone, Mafalda
da Quino, TuttaMafalda 1, Il mondo è guasto, Bompiani, 1978

#VIDEO #SOCIETA' / Dovremmo essere tutti femministi (C. A. Adichie)



Chimamanda Ngozi ADICHIE, 1977, scrittrice nigeriana di etnia lgbo
Dovremmo essere tutti femministi, 2013, TedxEuston
video, 29min97


Chimamanda Ngozi Adichie ha pubblicato in Italia Ibisco viola (Fusi orari, 2006), Metà di un sole giallo (Einaudi, 2008), Americanah (Einaudi, 2014).

Qui sotto è riportato, integralmente, anche il testo dell'intervento, grazie alla traduzione dal blog 'hai da spicciare?'
http://haidaspicciare.blogspot.it/2014/05/chimamanda-ngozi-adichie-dovremmo.html

Il video non è breve e il testo può essere di aiuto per rileggere con calma il contenuto.
Per chi un po' si intende di questi temi, Adichie non dice cose nuove. Ma le dice bene. Argomentando. Con pacatezza.
E la sostanza di quanto dice, anche e proprio perché non è 'gridata', è dura.
Direi pure ineccepibile.
Benché 'fastidiosa' per il genere maschile. Non solo nigeriano, naturalmente... (mf)

domenica 5 aprile 2015

#TAVOLE / Migranti arrivati e popolazione UE

Elaborazione grafica da un'idea 
di Nicolas Kayser-Bril, via Rue89
Fonti: Frontex, UE
'Internazionale', 3 aprile 2015

#VIGNETTE / Biani, Natangelo, Ebert, Altan


Mauro BIANI
Temibili armate contro il terrorismo, 'il manifesto', 5 aprile 2015

° ° °


Natangelo
Coop, 'Il Fatto Quotidiano', 4 aprile 2015

° ° °


EBERT
La deriva, blog ebert, 10 marzo 2015

° ° °


ALTAN
Armi, 'L'Espresso', 3 aprile 2015

#SGUARDI POIETICI / Mio prefazio a Pasqua (David M. Turoldo)

Io voglio sapere
se Cristo è mai stato creduto,
se l’evento è reale e presente,
se è venuto, e viene e verrà;
o sia appena un’invenzione
per un irreale giorno del Signore
di contro al cupo
giorno dell’uomo.

Io voglio sapere
se veramente qualcuno crede
e come è possibile credere:
se almeno i fanciulli
— avanti ogni cultura —
vedono ancora la faccia del Padre.

Io voglio sapere
se l’uomo è una fiera
ancora alle soglie della foresta:
se la ragione è una rovina
se i fatti hanno una ragione
se la ragione è ancora utile.

Io voglio sapere
se ci sono ancora gli assoluti
o se io sono sacerdote
di colpevoli illusioni,
se è vero che saremo
finalmente liberi
se saremo ancora liberi
se saremo mai liberi.

Io voglio sapere
se cantare è ancora possibile
se da ricchi canteremo ancora
se dipingere è ancora possibile
se la bellezza esisterà sempre,
se possibile sarà ancora contemplare.

Io voglio sapere
quale sarà l’intelligenza
di un abitante della futura megalopoli
quale il potere spirituale di resistere
se sopravviverà ancora l’amore,
se pure è mai esistito.

Io voglio sapere
se resiste ancora Cristo,
perché io mi ammazzo.

Io voglio sapere
se la vita è solo meretricio
se il vostro vivere è appena una difesa
contro la vita degli altri:
se qualcuno, almeno qualcuno
crede che tutti gli uomini 
sono una sola umanità.

Perché non si libera dalla ragione
e non rinuncia alle ricchezze
per questa sola ricchezza di gioia?

Perché non dà fuoco alle cattedrali,
non abbraccia ogni uomo sulla strada
chiunque egli sia,
per dirgli solo: è risorto!
E piangere insieme,
piangere di gioia?
Perché non fa solo questo
e dire che tutto il resto è vano?
Ma dirlo con la vita
con mani candide
e occhi di fanciulli.

Come l’angelo dal sepolcro vuoto
con la veste bianca di neve nel sole,
a dire: «non cercate tra i morti
colui che vive!».

Mia chiesa amata e infedele,
mia amarezza di ogni domenica,
chiesa che vorrei impazzita di gioia
perché è veramente risorto.

E noi grondare luce
perché vive di noi:
noi questa sola umanità bianca
a ogni festa
in questo mondo del nulla e della morte.
                                             Amen.

*** David Maria TUROLDO , 1916-1992, poeta e religioso dell’Ordine dei servi di Maria, Mio prefazio a Pasqua, in ‘blanc de ta nuque’ - uno sguardo sulla poesia italiana contemporanea, 4 aprile 2012, http://bit.ly/YHd14g 
Anche in 'losguardopoIetico', 65, 30 marzo 2013, http://twl.sh/X3kffA

Raffaello, 1483-1520, Resurrezione, 1501

#PAROLE DESUETE / Pasquare

Pasquare, verbo intransitivo, derivato da 'pasqua' (dal latino 'pàscha', dall'ebraico 'pesach': passaggio, liberazione, andare oltre)

(1) - Trascorrere, festeggiare, celebrare la Pasqua, o anche altra festa che si indichi col nome di pasqua, in un luogo o insieme con qualcuno.
Esempio:
«... essendo per una pasqua di Natale a pasquare col conte Ruberto» (Franco Sacchetti, 1335-1400, scrittore e poeta).

(2) - Per estensione, in generale far festa, gioire:
Esempio: «Lo ’ntelletto sta de fore, O’ l’amore sta a pasquare (Iacopone da Todi, 1236-3016, poeta e religioso). Cioè: l’intelletto è escluso dove l’amore gioisce.

*** Massimo Ferrario, per Mixtura

#SPOT / Pasqua, uova


(dal web, pinterest)


Per alcune note sulla tradizione delle uova di Pasqua, vedi qui:

#EXLIBRIS / Pasqua, meglio di Natale (F. McCourt)

Pasqua è meglio di Natale perché Papà ci porta alla chiesa redentorista dove tutti i preti sono vestiti di bianco e cantano. Sono felici perché Nostro Signore è in cielo. Domando a Papà se il bambinello nella mangiatoia è morto e lui mi risponde: No, quando è morto aveva trentatré anni e infatti eccolo lì inchiodato sulla croce. Io non capisco come abbia fatto a crescere tanto in fretta che già sta lì appeso con un cappello di spine e il sangue che gli cola dalla faccia, dalle mani, dai piedi e da un grosso buco vicino alla pancia. Papà mi dice che capirò quando sarò grande. Ormai me lo dice in continuazione e io ho una gran voglia di essere grande come lui così riuscirò a capire tutto. Deve essere bello svegliarsi la mattina e capire tutto. Vorrei tanto essere come tutti i grandi che stanno lì in chiesa, dritti in piedi o inginocchiati a pregare, e capire tutto.

*** Frank McCOURT, 1930-2009, scrittore statunitense di origini irlandesi, Le ceneri di Angela, romanzo, 1996, Adelphi, 1997. Traduzione di Claudia Valeria Letizia.

Sempre in questo blog, si può leggere qui l'altro #ExLibris di Frank McCourt Bucato, un profumo troppo buono, 19 dicembre 2014


#VIDEO #CARTONI / Little Red Riding Hood (Walt Disney, 1922)



Walt Disney, Little Red Riding Hood, 1922
Cortometraggio prodotto dalla Laugh-O-Grams Films
video, 6min19


Una vera chicca d'epoca...
Quasi un secolo fa, pare che Walt Disney (1901-1966), nel suo garage di casa e con una cinepresa usata, abbia girato queste sequenze... (mf)


« Nel 1922 Walt Disney inizia la sua avventura imprenditoriale, riciclando il nome Laugh-O-Grams con cui aveva battezzato i suoi primi sketch per il Newman Theatre. 
In passato Walt aveva già costituito due piccole società, prima Iwerks-Disney con Ub Iwerks e poi Kaycee Studios con Fred Harman, ma è solo adesso con la Laugh-O-Gram Films Inc., che le cose iniziano a farsi davvero serie. 
È l'occasione per Walt di crescere come artista e soprattutto come imprenditore, commettendo alcuni errori che si sarebbero rivelati utili per la sua formazione. Walt infatti era ancora un affarista piuttosto ingenuo: aveva venduto i suoi primi sketch al prezzo di costo, senza ottenere ricavi, e adesso si era fatto abbindolare da alcuni distributori che avevano promesso di pagare il nuovo materiale in un futuro prossimo, destinato a non avverarsi mai. Non c'è da stupirsi che la società abbia presto dichiarato bancarotta, tuttavia la manciata di cortometraggi prodotti in questo periodo avrebbe avuto un'importanza fondamentale, rappresentando il primo approccio tra Walt e il mondo delle fiabe. (...)
Nei cortometraggi di questa serie sono presenti alcuni personaggi ricorrenti, che recitano in ruoli sempre differenti. 
Già in Little Red Riding Hood troviamo un cane e un gatto antropomorfi, una bimba nel ruolo della protagonista e un ragazzino che interpreta il cacciatore... qui trasformato però in un aviatore. E non è l'unica stramberia: il corto si apre con una lunga sequenza in cui vediamo la madre cucinare frittelle insieme al gatto, e si chiude con una zuffa aerea. Al posto del tradizionale Lupo Cattivo è presente un essere umano con tanto di cilindro, che probabilmente simboleggia uno squalo finanziario, un imprenditore hollywoodiano senza scrupoli o un semplice pedofilo. I personaggi hanno inoltre abitudini molto contemporanee: vediamo Cappuccetto Rosso girare in automobile e la Nonna assente perché è andata al cinema.  »
(estratto da Valerio Paccagnella, fondatore e coordinatore del blog 'La tana del sollazzo', 

#VIDEO #CAROSELLO / Simmenthal



CAROSELLO, 1967-1968
Noi siamo felici, Simmenthal 
Walter Chiari (1924-1991) e Sylva Koscina (1933-1994)
video, 2min19


La famiglia felice perché mangia carne...
E al termine: «Simmenthal...mente buona...»

sabato 4 aprile 2015

#FUMETTI / Idiozia medioborghese (Tuono Pettinato)


Tuono PETTINATO, 1976
Idiozia medioborghese
'Internazionale', 3 aprile 2015

#VIGNETTE / Aerei oggi (Ali Dilem)


Alì DILEM, 1867, vignettista algerino
Aerei, nuove misure di sicurezza
'Internazionale', 3 aprile 2015

#TAVOLE / Spesa annua per studente (Ocse)


da 'Corriere della Sera', 23 marzo 2015

Utile anche la lettura dell'articolo di Federico Fubini, Il laureato emigrante: quel capitale umano costato 23 miliardi che l'Italia regala all'estero, 'la Repubblica', 23 marzo 2015, qui

#RITAGLI / Sulla birra: curiosità e degustazione

L'etimologia
La birra era indicata dai Greci – non senza un certo disprezzo – con l’espressione “vino d’orzo”
Ne parla persino Eschilo nelle Supplici, quando, per sottolineare la fierezza del mondo greco, fa dire a un araldo: «Negli abitanti di questa terra troverete degli uomini sul serio e non gente che beve vino fatto con l’orzo!».
Insomma, per i Greci la birra – così poco alcolica – non era una bevanda da uomini, che dovevano preferirle il vino.

#PAROLE DESUETE / Invacchire

Invacchire, da 'vacca'

(a) - Gonfiarsi, ingrassare, diventare flosci e lenti nei movimenti e nell'azione

(b) - Appesantirsi, inaridirsi, perdere vivacità e lucidità mentale, diminuire in produttività dell’ingegno, per cui si rende meno di ciò che si era lasciato sperare. 

Detto del baco da seta:
affetto da giallume, gonfiarsi assumendo un aspetto lucido e teso e così, inflaccidendosi, smettere di fare il bozzolo 

*** Massimo Ferrario, per Mixtura

#SGUARDI POIETICI / L'intruso (Erri De Luca)

Camminava sull’acqua, riempiva le reti,
i pescatori lasciavano il mestiere per seguirlo.
A una festa di nozze mancò il vino e provvide,
litri a centinaia, un colpo da maestro di vendemmie,
acqua in vasi di pietra si girava in vino.
È migliore, dissero i commensali, sì, è migliore
il vino che non costa premitura, il pane fatto senza grano e forno
il pesce che da solo salta in barca: scatenava il gratis
che appartiene alla grazia, passionale e guappa.
Veniva da un battesimo in acque di Giordano, morì poco lontano
sopra una trave a T e quando un ferro gli trafisse il fianco
spillò acqua con sangue, come breccia di parto,
morì come sorgente.
Ecco l’intruso del mondo, intriso dal grasso di tutte le colpe,
messo a sbiadire pallido di freddo in un aprile
o addirittura un marzo, oltre ottocento metri
sul livello del mare mai toccato.
Un gargarismo d’acque in fondo a un pozzo asciutto,
uno scatarro nella tubatura delle arterie:
così scroscia la sua resurrezione.

*** Erri DE LUCA, 1950, poeta e scrittore, L’intruso, in ‘Casa della poesia’, 4 aprile 2011, http://bit.ly/1bQIoRl   



Raffaello, 1483-1520, Pesca miracolosa, 1515-1516

#TAVOLE / Apocalisse nucleare, minuti alla mezzanotte (1945-2015)


Livello di minaccia nucleare - Minuti alla mezzanotte
Doomsday Clock (Orologio dell'Apocalisse)
'Internazionale', 3 aprile 2015

#VIGNETTE / Biani, ellekappa, Staino


Mauro BIANI
Il mondo in uno scatto (dubbi di resurrezione), 'il manifesto', 3 aprile 2015

° ° °


Mauro BIANI
Il questiono morale, 'il manifesto', 1 aprile 2015

° ° °


Mauro BIANI
A prescindere, 'il manifesto', 31 marzo 2015

° ° °


Sergio STAINO
Sinistra, 'Venerdì di Repubblica', 20 marzo 2015

° ° °


ELLEKAPPA
Sinistra, 'la Repubblica', 31 marzo 2015

#VIDEO #CAROSELLO / China Martini



CAROSELLO, 1957-1963
China Martini, Martini e Rossi
Ernesto Calindri (1909-1999) e Franco Volpi (1921-1997)
video, 2min16


«Non dura, dura minga, non può durare»
«Oggigiorno tutto è una lusinga, dura minga, dura no. Vive solo chi non se la prende e cantare sempre può».
«Fino dai tempi dei Garibaldini, Chinamartini, Chinamartini, niente bevande ma nei bicchierini, Chinamartini come ai tempi d'oggi dì».

Una leggenda di Carosello narra che un colonnello dell’Esercito Italiano fece causa alla Martini e Rossi, perché riteneva che la figura interpretata da Franco Volpi offendesse l’esercito. (dal web)

venerdì 3 aprile 2015

#EX LIBRIS / Sinistra (N. Bobbio)

Il valore ideale in base al quale ho contraddistinto la sinistra rispetto alla destra è quello dell'uguaglianza. Ciò che ha contraddistinto la sinistra in tutte le forme storiche che essa ha assunto negli ultimi secoli è ciò che io sono solito definire 'ethos' (che è anche 'pathos') dell'uguaglianza... (...)
Se per sinistra si intende ancora il movimento storico che lotta per un mondo «più equo e vivibile», la strada che le è innanzi aperta è ancora molto lunga, purché si allarghino i nostri orizzonti al di là dei confini dei nostri paesi, come è giusto fare nell'età della, ora esaltata ora deprecata, globalizzazione. Oso dire, sia pure provocatoriamente, che per quel che riguarda il futuro della sinistra, l'umanità non è giunta affatto alla «fine della storia», ma è forse soltanto al principio.

*** Norberto BOBBIO, 1909-2004, filosofo del diritto, da Destra e sinistra, Donzelli, 1994-1998, in 'sillabario', 'R2Diario', 'la Repubblica', 3 aprile 2015. 


#SPILLI #SPOT / Gerarchia, basterebbe non volere


(dal web, autore e fonte non identificati)

E' il pronome che è sbagliato.
Basterebbe non volere. 
E sarebbero gli altri a essere lì.
Certo, è faticoso e costoso. Ma si può.
E si dovrebbe.
Anche per rispetto di noi stessi.
A meno che ci piaccia. (mf)


#LIBRI PIACIUTI / Dove sei stanotte, di Alessandro Robecchi (recensione di M. Ferrario)

Alessandro ROBECCHI, "Dove sei stanotte", Sellerio, 2015
pagine 252, € 14,00, ebook € 9,99

E' delizia continua.

La penserete così, naturalmente, se siete stati folgorati, come me, dal precedente romanzo di esordio di Alessandro Robecchi (Questa non è una canzone d'amore
In questo caso l'acquisto può esser fatto a occhi chiusi: l'autore non tradisce. E già questo, nei tempi attuali di facce multiple e di cambi di casacca, potrebbe essere la notizia.

Comprando il libro, infatti, vi assicurate una nuova vicenda del protagonista (un simpatico e incasinato autore di un programma televisivo 'trash'), ma restate in atmosfera: condotti per oltre quattro ore sull'ottovolante senza tregua di una scrittura originale, eccitata ed eccitante, colorata e guizzante, sempre piacevolmente sovratono, che alterna ironia a tratti di comicità intelligente.
Linguaggio rutilante, metafore spiazzanti, vocabolario che oscilla con sapienza tra 'alto' e 'basso': un impasto unico, che contribuisce a non farti staccare dalle pagine.
Insieme, naturalmente ad una storia ben intrecciata, solida, misteriosa: che parte da uno strano giapponese che il protagonista si trova 'imbucato' in casa in una festa di compleanno, passa ad una fantasmagorica e invitante compagnia di immigrati sudamericani e arriva, per la verità con pochi ma 'significativi' omicidi, ad un finale che ovviamente ognuno scoprirà.
Sullo sfondo, ma in primo piano, una Milano da Expo che preannuncia, perché ormai la fantasia è sempre inferiore alla realtà, ciò che nella realtà è già accaduto e leggiamo ogni giorno sulla stampa, nella pagina degli scandali quotidiani. Ma stavolta i fatti riescono ancora a strabiliare: almeno se il lettore è tipo sensibile e ha conservato, ancora, qualche risorsa di indignazione e vorrebbe sentirsi, ancora e disperatamente, cittadino di uno Stato civile.

Una nota merita la nuova relazione del protagonista con la bella ecuadoriana mozzafiato: qualcosa di più, sembra, del solito 'chiodo-scacciachiodo' nei confronti della storia precedente, che si intuiva aver lasciato segni profondi. 
Per le scene d'amore la letteratura ha speso ormai ogni descrizione possibile: e le parole, anche quando siano intense e non rituali, rischiano la banalità e la ripetitività. Qui lo stile inventivo dell'autore, che sa usare in modo originale, con abilità e in crescendo, la dimensione poetico-romantica, per poi 'abbassarla' con l'ironia al piano smitizzante della quotidianità, sembra compiere il miracolo: e sono righe che anch'esse si godono per la magia da cui sono avvolte.
Insomma, se la delizia continua c'è spazio per la prossima puntata.
*** Massimo Ferrario, per Mixtura

° ° °
«
«Lì c’era un posto con una specie di party, un’inaugurazione, qualcosa del genere. Lampade, gli sembra, anche belle, con gente elegante, bicchieri in mano, il chiacchiericcio tipico delle feste. 
Carlo e Oscar capiscono al volo: il Salone del Mobile. 
Una di quelle festicciole – pardon, evento – in cui si dicono tutti gli «Ohhh» e gli «Uhhh» messi via durante l’inverno, e che servono per lodare questo o quel designer di passaggio in città una volta l’anno, quando a Milano le sedie – quattro gambe, un piano, uno schienale – si chiamano «studi di seduta». Bello, ma sempre un culo ci devi mettere sopra. 
Non è facile vivere a Milano, sapete. Può essere uno sport estremo.» (...)

«È qui per l’Expo, dottore?», chiede il tassista. 
«Eh?», fa Carlo che era soprappensiero. 
«Dico, è qui per l’Expo?». 
Sono quegli snodi della vita di un uomo che portano a vie senza uscita, maledizioni divine che colpiscono l’umanità contemporanea, piaghe della modernità. 
Carlo sa che se dice sì quello comincerà a parlare dell’Expo. 
Se dice no, lo stesso. 
Se non risponde, quello insisterà gentilmente. 
Il fatto è che il tassista ha qualcosa da dire sull’Expo e la dirà in ogni caso, come quando si gioca a tennis contro il muro. Ecco: Carlo è il muro.
Così prova ad andare giù duro: 
«No, vado a un funerale». 
Quello sta zitto un attimo, e poi: 
«Mi spiace. Brutta cosa i funerali. Poi con ’sto traffico per questa cazzo di Expo...». (...)

Un bar dalle parti dei Navigli. 
Dopo l’ora dei pranzi aziendali e prima della sarabanda dell’happy hour. Quindi ci sono solo loro, o quasi. A un tavolino distante, un gruppetto di studenti che adesso non studiano per niente e buttano la giornata. Dietro il banco un tipo annoiato, forse sta aspettando i venti milioni di visitatori dell’Expo, ma per il momento non ne ha visto nemmeno uno. Nel caso si facciano vivi, cambierà il fusto della birra. Nell’aria c’è odore rancido di formaggio fuso sulla piastra, quello scappato dai toast, di cotolette scaldate al microonde, di lavoratori che sono tornati in ufficio, di chiacchiere di segretarie vestite come mogli di calciatori. È uno di quei bar double-face che pullulano in zona, a pranzo mensa impiegatizia, a sera bolgia di aperitivi e birre. Uno entra e chiede la chiave per il bagno, perché qui anche pisciare è una faccenda securitaria. » (Alessandro Robecchi, Dove sei stanotte, Sellerio, 2015)
»

#SGUARDI POIETICI / Voi chiedete (Kurt Marti)

Voi chiedete
com’è 
la resurrezione dei morti?
non lo so

voi chiedete
quando sarà 
la resurrezione dei morti?
non lo so

voi chiedete
c’è davvero 
la resurrezione dei morti?
non lo so

voi chiedete
non c’è 
la resurrezione dei morti?
non lo so

io so 
soltanto
ciò di cui non chiedete:
la resurrezione di quelli che vivono
io so 
soltanto
a cosa Lui ci chiama
alla resurrezione ora e oggi

*** Kurt MARTI, nato nel 1921, poeta e teologo svizzero, Senza titolo, da Orazioni funebri, traduzione di Annarosa Azzone Zweifel, Crocetti editore, 2001.
Anche in ‘Internazionale’, rubrica ‘Poesia’, n. 977, 30nov-6dic2012.

#RITAGLI / Festività di 'precetto' e gli atei (Uaar)

... i non credenti non hanno feste obbligatorie, “precetti” da rispettare. E ogni festa può essere occasione… per far festa, stare insieme ai propri cari, rinsaldare rapporti umani. (...) 

Non c’è un atteggiamento che li accomuni. Anzi, è proprio questa l’unica cosa che li accomuna: l’avere la possibilità di scegliere se e come festeggiare. Perché l’autodeterminazione non è soltanto un principio che cercano di affermare giuridicamente, ma anche una condizione inevitabile del loro non avere alcun dogma o precetto da rispettare. 

Il mondo degli atei e degli agnostici è ricco di soluzioni, perché essere increduli costituisce un gigantesco moltiplicatore di occasioni per mettere in moto la propria creatività. 

*** Uaar, redazione di 'A ragion veduta', estratto da Il senso degli atei per le feste, 25 dicembre 2012, http://bit.ly/19Liz3W 

#EXLIBRIS / Vecchi, dopo il traguardo (L. Marone)

«
Io sono vecchio, e i vecchi sono abitudinari, non amano le novità. È perché si pensa sempre che le cose peggioreranno anziché migliorare, un insegnamento che ci dà il corpo nel corso degli anni. Perciò, quando la giovane coppia è arrivata qua, ho storto il naso, credevo che avrebbero rotto la mia pace, organizzato banchetti, cene, compleanni e quant’altro. Alla loro età ogni scusa è buona per festeggiare e il compleanno è ancora visto come un traguardo da mettersi subito alle spalle per inseguire il successivo. Alla loro età non si è ancora capito che sì, l’obiettivo è importante raggiungerlo, ma non c’è fretta, non si deve battere alcun record. Meglio arrivare fino in fondo a passo lento, gustarsi il paesaggio, mantenere un ritmo cadenzato e un respiro regolare per l’intero tragitto, per poi chiudere la corsa il più tardi possibile. Perché non so se i giovani lo sanno, ma una volta tagliato il traguardo non c’è nessuno che ti viene a decorare il petto con una medaglia.
»

*** Lorenzo MARONE, La tentazione di essere felici, Longanesi, 2015.

° ° °
La mia recensione al libro di questo exlibris è in questo blog (28 gennaio 2015)

#FUMETTI / Visita medica (Pertti Jarla)


Pertti JARLA, 1971, fumettista finlandese
Visita medica - 'Internazionale', 20 marzo 2015

#VIDEO #CAROSELLO / Il pianeta Papalla



CAROSELLO, 1966
Il pianeta Papalla - Studio Testa
video, 2min19


«Philco, funziona sempre. A casa mia aspettiamo un Philco».

#SPOT / Mamma e figlia, gara di narcisismo


(dal web, senza fonte)

giovedì 2 aprile 2015

#SPOT / Libri e 'facce senza pori' (Ray Bradbury)


Ray BRADBURY, 1920.2012, scrittore statunitense
(dal web, fonte non indicata)


#BRICIOLE / Lavoro & dintorni

Lavoro e salute.
L’ossimoro di oggi.

Senza lavoro niente soldi.
Senza soldi niente acquisti.
Senza acquisti niente imprese.
Senza imprese niente lavoro.

Per fare un lavoro con passione ci vuole un lavoro.
Ma non un lavoro qualsiasi.
Appassionante.

Odiare il lunedì.
È un test.
Di valutazione.
Del lavoro che facciamo.

Il suo papà era sempre sbronzo.
Di lavoro.
E lui era triste.
Perché doveva giocare da solo.
Come il suo papà.
Che però era malato.
Di lavoro.

Se un professionista ha seguito la vocazione resterà un dilettante.
Perché troverà sempre diletto nel lavoro.

Intanto ci vuole un lavoro.
Poi bisogna che abbia senso.
E infine occorre che noi sappiamo trovarlo: il senso.
Anche dandocelo.

Cercare il lavoro e non trovarlo.
Ma ancora peggio è non cercarlo più.

Sbronzo 'di' lavoro: se nel lavoro ti ci realizzi.
Sbronzo 'per' lavoro: se per sfuggire al lavoro stupido, o che non hai, ti dai al bicchiere.

Ma in più che ti dò un lavoro, te lo devo pure pagare?

*** Massimo Ferrario, anche in 'Rivista di Direzione del Personale', 2014

#LIBRI PIACIUTI / John Banville, False piste

John BANVILLE, False piste, Guanda, 2015
pagine 280, 17.50, ebook 12,9

John Banville è scrittore irlandese solido e navigato, noto anche per la serie di polizieschi che hanno per protagonisti una 'strana' coppia: un anatomopatologo mezzo alcolizzato (Quirche) e un ispettore di polizia trasandato e apparentemente distratto (Hackett).

Questa sesta avventura non smentisce la bravura dell'autore: per l'intreccio della storia e lo stile di scrittura. 
Il lettore è condotto con pazienza, tra descrizioni di atmosfera che rivelano una penna non comune, nell'ambiente dell'alta società di Dublino, alla ricerca di una verità che sembra sfuggire e che copre due morti sospette (un suicidio? un omicidio?). Sono morti 'importanti', che toccano due uomini soci in affari: e il passo dell'indagine si muove attento e felpato, tra le persone delle due famiglie e tra queste e personaggi esterni, tra cui anche la figlia e l'assistente di Quirche.

Il libro offre una lettura lenta, che chiede di essere assaporata, e, nello stesso tempo, sa mantenere tensione e ritmo pagina dopo pagina. 
Sei avvolto da un linguaggio caldo, raffinato, talvolta piacevolmente divagante, che sa pennellare situazioni e paesaggi con minuzia e anche qualche tocco di prosa poetica. La psicologia dei personaggi è curata, scrutata con intelligenza e restituita con tratti di sintesi mai banali. 
La storia, con i legami tra le famiglie, intricati ma non difficili da seguire, ti 'prende' e lo stile vivido con cui viene dipanata ti porta facilmente a 'entrare dentro', quasi fossi un assistente invisibile dei due protagonisti mentre dialogano con i personaggi.
Insomma, un romanzo godibilissimo.

*** Massimo Ferrario, per Mixtura

° ° °
«Odiava quella parte del lavoro di poliziotto, quella sensazione di ottundimento all’inizio di un caso, l’impressione di brancolare nella nebbia, quando niente tornava con niente. Si sentiva come una scimmia con una noce di cocco senza un sasso per romperla. » (...)

«Prese un’altra sorsata prudente della sua birra. Quando rimise il bicchiere sul bancone una scia gialla corse lungo l’interno del vetro per fondersi con il resto della schiuma. Era strano, rifletté Quirke, ma in effetti a lui non è che piacesse molto bere con i suoi annessi e connessi, la puzza saponosa della birra, l’ustione del whisky. Persino il gin, che quasi non prendeva in considerazione, gli dava una sensazione metallica in bocca da mettere i brividi. Ma quel bagliore, quel bagliore interno, a quello non voleva rinunciare, a prescindere dalle condizioni del suo fegato e del suo cervello. » (John Banville, False piste)


#SPOT / Conoscenza, Esperienza, Creatività


(dal web, fonte non indicata)

#VIDEO #CAROSELLO / Vecchia Romagna Etichetta Nera



CAROSELLO, Anni 60 
Vecchia Romagna Etichetta Nera
Gino CERVI, 1901-1974
video, 2min18

«Il brandy che crea un'atmosfera...»

Il brandy Vecchia Romagna nasce nel 1939.
Il conte Achille Sassoli de Bianchi lancia il prodotto che farà della Buton l'azienda italiana leader per i liquori.
Dopo la Liberazione esso avrà grande successo presso i soldati americani di stanza a Bologna.
Negli anni Sessanta grande campagna pubblicitaria di Carosello, con Gino Cervi e il personaggio Sorbolik, disegnato come un cartone animato.

#FUMETTI / Cambiamenti (Scott Adams)


Scott ADAMS, 1957, fumettista statunitense
(dal web)

Il Capo: «Stiamo assumendo un direttore di Gestione del Cambiamento 
che aiuti gli impiegati a sposare i cambiamenti strategici»

Dilbert: «Oppure potremmo elaborare delle strategie 
che abbiano un senso. E poi gli impiegati 
potrebbero sposare il cambiamento.»

Il Capo: «Questo mi pare più difficile.»


Ho lasciato l'inglese perché sia chiara la provenienza...
Anche se ogni riferimento non è casuale.
Del resto, tutto il mondo (ahimè) è paese... (mf)

#RITAGLI / L'algoritmo costruito sui 'mi piace': ci conosce meglio della mamma

Un algoritmo che analizza semplici dati presenti sul Web - come i 'mi piace' su Facebook - è in grado di costruire un profilo della personalità di un individuo più accurato di quello tracciato da gran parte degli amici e familiari. 
Ad affermarlo è uno studio di tre ricercatori dell'Università di Cambridge, in Gran Bretagna, e della Stanford University e pubblicato sui 'Proceedings of the National Acaemy of Sciences'.
Solo i coniugi, in media, riescono a tracciare un profilo leggermente più azzeccato dell'algoritmo. 

Lo studio è stato condotto su un campione di 86.220 utenti di Facebook che hanno risposto a un questionario standard usato dagli psicologi per definire la personalità valutando i cinque tratti di personalità più significativi (si cosiddetti Big Five: estroversione, socievolezza, coscienziosità, stabilità emotiva e apertura mentale).

Il grafico (vedi qui sotto) confronta l'accuratezza della valutazione della personalità eseguita dall'algoritmo e da diversi soggetti umani. 
Wu Youyou e colleghi hanno dimostrato che, analizzando appena 10 'mi piace' cliccati da una persona su Facebook, il loro algoritmo riesce a elaborare un profilo di personalità migliore di quello tracciato da un collega di lavoro, mentre con 70 'mi piace' fornisce una descrizione più corretta di quella di un amico o un coinquilino, e neppure genitori e fratelli riescono a superare la macchina se questa è a conoscenza di almeno 150 'mi piace'. Gli unici a resistere sono mariti e mogli: per batterli l'algoritmo ha bisogno di almeno 300 'mi piace', ma dato che attualmente un utente di Facebook ne ha cliccati in media solo 227, almeno per ora il coniuge batte il computer. 

La forza dell'algoritmo, spiegano gli autori, sta nel suo approccio all'analisi dei dati puri, mentre gli esseri umani tendono a dare troppo peso a uno o due esempi di comportamento o seguono ragionamenti irrazionali.  Grazie a questo tipo di algoritmi, sostiene Youyou, «in futuro, i computer potrebbero essere in grado di dedurre i nostri tratti psicologici e reagire di conseguenza, aprendo le porte alla nascita di macchine emotivamente intelligenti e socialmente abili».

L'interesse di questi algoritmi - aggiunge David Stillwell, un altro degli autori - sta anche nel fatto che "la capacità di giudicare la personalità è una componente essenziale della vita sociale, e influisce sulle nostre decisioni, da quelle prese giorno per giorno fino ai progetti a lungo termine, come chi sposare, a chi dare fiducia, chi assumere o chi votare". 

Il loro uso potrebbe quindi tornarci molto utile. In particolare, «sulla base della loro personalità, si potrebbero accoppiare meglio i candidati a un lavoro con le mansioni affidategli, o proporre prodotti più adatti ai singoli utenti di un servizio», come d'altra parte già fanno - sia pure in modo alquanto approssimativo, sottolineano gli autori - i sistemi automatizzati di marketing in rete.

I ricercatori, tuttavia, non si nascondono che questo tipo di data mining solleva forti preoccupazioni per la tutela della privacy.
«Ci auguriamo - afferma Michal Kosinski, il terzo autore - che i consumatori, gli sviluppatori delle tecnologie e i politici affrontino in modo adeguato queste sfide, sostenendo leggi e tecnologie a tutela della privacy che diano agli utenti il pieno controllo delle loro tracce digitali».

*** redazione di 'Le Scienze', 12 gennaio 2015, 'lescienze.it'



Il grafico presenta il confronto tra l'accuratezza della valutazione della personalità eseguita dall'algoritmo e quella espressa da diversi soggetti umani. 
(Cortesia Wu Youyou/Michal Kosinski)

#VIDEO #SOCIETA' / Tangentopoli, Craxi interrogato da Di Pietro



Bettino CRAXI interrogato da Antonio DI PIETRO
Processo Cusani, Tangentopoli, 17 dicembre 1993
video, 7min17

Tutti sapevano...
Tutti pagavano...
Eppure, il 17 febbraio 1992, Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano ed esponente del Psi, quando venne colto in flagrante mentre accettava una tangente di 7 milioni di lire dall'imprenditore Luca Magni, che gestiva una piccola società di pulizie e che voleva assicurarsi la vittoria nell'appalto per le pulizie dell'ospizio, venne definito, proprio da Craxi, un 'mariuolo'. 
E il 'sistema', Bettino Craxi in testa, cercò di prendere in giro i cittadini, scaricando la corruzione su un singolo.
Sono passati 22 anni.
Ma non sono passati.
Siamo ancora a ieri. 
Più di ieri. (mf)


° ° °
« Sono sempre stato al corrente della natura non regolare dei finanziamenti ai partiti e al mio partito. L'ho cominciato a capire quando portavo i pantaloni alla zuava [...] In Italia il sistema di finanziamento ai partiti e alle attività politiche in generale contiene delle irregolarità e delle illegalità, io credo, a partire dall'inizio della storia repubblicana. Questo è un capitolo, che possiamo anche definire oscuro della storia della democrazia repubblicana, ma da decenni il sistema politico aveva una parte, non tutto, una parte del suo finanziamento, che era di natura irregolare o illegale; e non lo vedeva solo chi non lo voleva vedere e non ne era consapevole solo chi girava la testa dall'altra parte. I partiti erano tenuti ad avere dei bilanci in parlamento, i bilanci erano sistematicamente dei bilanci falsi, tutti lo sapevano, ivi compreso coloro i quali avrebbero dovuto esercitare funzioni di controllo [...] » (Bettino Craxi, dal video)
http://it.wikipedia.org/wiki/Processo_ENIMONT

Sempre in questo blog:
#ParoleBrutte, Craxismo, 23 marzo 2015
http://masferrario.blogspot.it/2015/03/parole-brutte-craxismo.html

mercoledì 1 aprile 2015

#SPILLI #SPOT / Il 'giusto' ossimoro



Il mestiere dell'uomo.
Se vuol essere Homo homini homo... (mf)

#TAVOLE / Chi lavora di più

da 'Affari & Finanza', 30 marzo 2015

#SGUARDI POIETICI / Alla vita (Nâzim Hikmet)

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
        come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
  dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
  col camice bianco e grandi occhiali, 
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
  pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

*** Nâzim HIKMET, 1901-1963, poeta e scrittore turco, naturalizzato polacco, Alla vita, 1948, traduzione di Joyce Lussu, da 34 poesie d’amore, Miti Mondadori, Milano, 1996.
Anche in 'losguardopoIetico', 110, 21 luglio 2013, http://twl.sh/10wgJvW

#RITAGLI / Invecchiare bene è trovare se stessi (U. Galimberti)

Se è vero che si invecchia per ragioni biologiche, è altrettanto vero che in Occidente si invecchia peggio che altrove per ragioni culturali. La nostra cultura ha connesso la vecchiaia all'improduttività, per cui chi non produce, stando alla gerarchla dei valori tipici delle società avanzate, è ridotto all'emarginazione, quando non all'insignificanza sociale. I costi sociali della vecchiaia, dalle pensioni all'assistenza, hanno generato una nuova lotta di classe, non più tra poveri e ricchi, ma tra vecchi che per non sentirsi emarginati non vogliono lasciare e giovani che non sanno da dove incominciare.

Se la vecchiaia per la nostra cultura è un tempo inutile, non aveva torto Indro Montanelli quando auspicava per sé l'eutanasia per restituire all'individuo la sua dignità nei confronti delle leggi indifferenti della natura. Ma se conveniamo con la tesi di James Hillman secondo il quale il fine dell'invecchiare non è quello di morire, ma di svelare il proprio carattere, che ha bisogno di un tempo lungo per apparire a noi stessi prima che agli altri in tutta la sua peculiarità, allora la vecchiaia diventa davvero interessante e rende a noi stessi giustizia di tutto il tempo della nostra vita durante il quale, per affermarci, ci siamo trascurati e, quando per caso ci incontravamo, fuggivamo da noi stessi come dal peggior nemico. La vecchiaia come una scoperta di sé e non come una ricerca spasmodica di una giovinezza ineluttabilmente perduta che, rincorsa, ci fa apparire patetici, oltre a svelare a tutti quelli che ci circondano come abbiamo imprigionato l'ultima parte della nostra vita all'idea diffusa dalla nostra cultura che celebra solo il mito della giovinezza. Questo, a parere di Hillman, è un grande danno anche per la società, perché: «Se la vecchiaia non mostra più la sua vulnerabilità dove reperire le ragioni della pietas, l'esigenza di sincerità, la richiesta di risposta su cui poggia la coesione sociale. La faccia del vecchio è un bene per il gruppo. E per il bene della società bisognerebbe proibire la chirurgia estetica, e considerare il lifting un crimine contro l'umanità».

Si dirà, va bene la scoperta di sé che abbiamo trascurato per tutta la vita, ma l'amore, che Freud considera la vera antitesi alla morte? Qui ci viene in soccorso Manlio Sgalambro, che nel suo Trattato dell'età, scrive: «L'eros scaturisce da ciò che sei, amico, non dalle fattezze del tuo sedere o delle tue spalle. Scaturisce dalla tua età che, non avendo più scopi, può capire finalmente che cos'è l'amore fine a se stesso. Una sessualità totale succede a una sessualità genitale. Qui l'amore raggiunge il proprio apice, che non è nella riproduzione a cui è legato l'animale di ogni specie, perché la specie non è niente, alcuni uomini sono tutto».

Se smontiamo le nostre idee troppo spesso vittime dell'Idea che la società ha diffuso sulla vecchiaia, persuadendoci e affliggendo l'ultima stagione della nostra vita, forse la vecchiaia può essere vissuta con il gusto della curiosità di scoprire chi siamo, dopo aver rimandato per tutta la vita questa scoperta, e di conoscere quella nuova forma d'amore che, come ci ricorda Ovidio: «la natura negò ai giovani», troppo presi dal gusto della conquista, che spesso risponde più alla propria gratificazione narcisistica che all'amore.
*** Umberto GALIMBERTI, psicoanalista di matrice junghiana e filosofo, Invecchiare bene vuol dire trovare se stessi, rubrica 'risponde Umberto Galimberti', 'D', 28 marzo 2015

° ° °
Di Umberto Galimberti, in questo blog:
#Video #Psy, Diventa ciò che sei, qui
#Video #Società, con Diego Fusaro, Giovani e futuro, qui
#Video #Psy, Amore e follia, qui

#VIDEO #SOCIETA' / Satira Migrante (M. Biani)



Mauro BIANI
progetto Satira Migrante
vignette clandestine e grafica antirazzista
video, 3min0

« Lo sguardo disincantato e libero di Biani racchiude nello spazio di una vignetta umanità e tragedia, battute graffianti e poesia, arte e politica, bestialità e speranza. 
Un racconto illustrato dei complessi problemi legati all’integrazione dei migranti in Italia, realizzato anche con gli strumenti del "data journalism" e la rielaborazione grafica dei dati di realtà raccolti nel Dossier Immigrazione IDOS/ UNAR e nelle statistiche ufficiali, dove si conta oggettivamente ciò che spesso viene misurato da pregiudizi soggettivi.
Satira Migrante è un volume no-profit realizzato dall'associazione culturale Altrinformazione, fondata nel 2009 dallo stesso Biani e da un gruppo di autori che hanno deciso di scommettere sulla possibilità di fare editoria senza padroni, padrini, partiti, prestiti bancari e pubblicità.
Il volume Satira Migrante sarà realizzato in una edizione a tiratura limitata, con il lancio ufficiale previsto per il 20 febbraio, giornata ONU della giustizia sociale, e presentazione ufficiale della pubblicazione prevista per il 20 giugno, giornata mondiale del rifugiato per le Nazioni Unite. »

testo tratto da

#VIDEO #CAROSELLO / L'amaro per l'uomo forte (Petrus)



CAROSELLO, anni 60-70
Petrus, l'amaro per l'uomo forte - La storia di Carlo Magno
video, 2min01

Lo slogan-tormentone di quegli anni è stato anche: «Petrus, l'amarissimo che fa benissimo».

Vedi anche:
http://it.wikipedia.org/wiki/Petrus

#VIGNETTE / Troppo ridimensionati? (F. Cotham)


Frank COTHAM, 1948, vignettista statunitense
Troppo ridimensionati?, 'The New Yorker'
da 'Internazionale', 3 giugno 2014

#FUMETTI / Mafalda, Scuola (Quino)


QUINO, 1932, fumettista argentino
Scuola, Mafalda
da Quino, TuttaMafalda 1, Il mondo è guasto, Bompiani, 1978

martedì 31 marzo 2015

#FOTO / La paura di una bambina (Osman Sagirli)


Siria, bimba spaventata si arrende al fotografo
Foto di Osman Sagirli, da 'la Repubblica', 31 marzo 2015


Quando ci vergogneremo, come esseri umani sedicenti adulti, sarà sempre troppo tardi...
Diceva Gianni Rodari
«Quanto pesa una lacrima? Dipende: la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra».

Senza retorica, aggiungo una domanda:
E quanto pesa lo spavento di un bambino inflittogli da un adulto che lui ha imparato a conoscere solo come un assassino? (mf)


° ° °
Per chi facesse fatica a leggere la didascalia riportata sopra nella foto, ecco il testo:

«Nel 2014, stando ai dati in possesso del Syrian Observatory For Human Rights, la guerra civile in Siria ha causato la morte di 76.000 persone, di cui più di 3.500 bambini. Dall'inizio del conflitto, nel 2011, sono finora morti circa 206.000 individui. In un Paese così martoriato è possibile che una bimba scambi l'obiettivo di una macchina fotografica professionale per la canna di un fucile, e alzi le mani in segno di resa. 
E' successo a Hudea, piccola siriana di 4 anni, quando si è trovata di fronte il fotografo Osman Sagirli nel campo profughi allestito ad Atmeh. 
Le braccia alzate, l'espressione preoccupata: lo scatto della bimba è stato condiviso lo scorso 24 marzo su Facebook dalla giornalista Nadia AbuShaban. In pochi giorni è stato condiviso più di 10.000 volte. E il web si è attivato per rintracciare l'autore della foto. 
Si è scoperto, così, che l'immagine è stata scattata da Osman Sagirli a dicembre 2014, ed è stata pubblicata per la prima volta dal quotidiano turco Türkiye a gennaio 2015, per cui l'uomo lavora da 25 anni. 
La BBC lo ha contattato per sapere se la storia "dietro" questa immagine fosse vera. E lui ha confermato: «Quel giorno stavo utilizzando un teleobiettivo e la bimba ha pensato che fosse un'arma - racconta il fotografo - Ho capito subito che si era spaventata. Normalmente i bambini nascondono la loro faccia o sorridono quando vedono una fotocamera»
Hudea, la bambina protagonista dello scatto, era arrivata nel campo di Atmeh - a circa 10 km dal confine turco - con sua madre e due fratelli dopo un viaggio di 150 km.» (a cura di Pier Luigi Pisa)