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domenica 17 febbraio 2019

#MOSQUITO / Distruzione delle élite (Alessandro Baricco)

Se salti le mediazioni, metti fuori gioco la casta dei mediatori e alla lunga annienti tutte le vecchie élite. Il postino, il librario, il docente universitario: tutti sacerdoti, seppur in modo diverso, tutti membri di una élite a cui si era soliti riconoscere una particolare competenza, un’autorità e alla fine un certo potere. Se organizzo un sistema che li pone fuori gioco, sostituendoli con ambienti protetti in cui metto a diretto contatto gli uomini e le cose, e spingo tutti a galleggiare su maree generate da un’imperscrutabile intelligenza di massa, io realizzo qualcosa di epocale: un mondo apparentemente senza élite, un pianeta a trazione diretta, dove l’intenzione e l’intelligenza collettive diventano azione senza dover passare da autorità intermedie. La conseguenza inevitabile è che in un numero significativo di umani si fa largo la convinzione che si possa fare a meno delle mediazioni, degli esperti, dei sacerdoti: molti ne deducono di essere stati gabbati per secoli. Si guardano intorno e, animati da una certa comprensibile venatura di risentimento, cercano la prossima mediazione da distruggere, il prossimo passaggio da saltare, la prossima casta sacerdotale da rendere inutile. Se hai scoperto di poter allegramente fare a meno del tuo agente di viaggio, perché non iniziare a pensare di fare fuori il medico di famiglia? In un ambito che è largamente sopravvalutato, cioè la politica, l’attuale inclinazione degli elettori per una qualche forma di leaderismo populista che tende a saltare la mediazione dei partiti tradizionali, e in fondo anche dei ragionamenti, può dare un’idea particolarmente chiara del fenomeno. Ma si tratta, come dico, solo di un esempio, e neanche di quello più importante.

*** Alessandro BARICCO, 1958, scrittore, saggista, critico musicale, conduttore televisivo, sceneggiatore e regista, The game, Einaudi, 2018


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lunedì 30 maggio 2016

#SGUARDI POIETICI / Sono una donna felice (Alessandro Baricco)

Sono una donna felice,
come lo dovrebbe essere
qualunque donna
al riverbero di questa età luminosa.
Ho debolezze eleganti,
e cicatrici charmantes.
Non ho più illusioni sulla nobiltà
delle persone,
e per questo so apprezzare
la loro inestimabile arte
di convivere con le proprie
imperfezioni.
Sono clemente,
alla fine,
con me stessa e con gli altri.
Così sono pronta ad invecchiare,
ripromettendomi di farlo
negli eccessi e nelle sciocchezze.
Se l’età adulta
ti ha dato quello che volevi,
la vecchiaia
dev’essere una sorta
di seconda infanzia
in cui torni a giocare,
e non c’è più nessuno
che ti può dire di smettere.

*** Alessandro BARICCO, 1958, scrittore, saggista, critico musicale, conduttore televisivo, sceneggiatore e regista,da Questa storia, Feltrinelli, 2014.
Testo più volte riportato in rete, anche in 'facebook', 'nuovi poeti', 24 maggio 2016, qui