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lunedì 2 dicembre 2019

#SGUARDI POIETICI / E' sempre stato così incerto il cammino fino a te (Maria Do Rosário Pedreira)

È sempre stato così incerto il cammino fino a te:
tanti mesi di pietre e di spine, di
cattivi presagi, di rami che graffiavano la
carne come tridenti, di voci che mi
dicevano che non valeva la pena continuare, che
il tuo sguardo era già una menzogna; e il mio

cuore sempre così sordo a tutto questo,
sempre a gridare qualcos’altro più alto affinché
le gambe non potessero ricordare le
loro ferite, perché i piedi ignorassero
le pene del viaggio e avanzassero tutti
i giorni di un poco, quel poco che
era tutto per raggiungerti. Fu per questo che,

al contrario di te, non volli dormire quella
notte: i tuoi baci si trovavano ancora tutti
sulla mia bocca e il disegno delle tue mani
sulla mia pelle. Io sapevo che addormentarsi

era smettere di sentire, e non volevo perdere i
tuoi gesti sul mio corpo un secondo che
fosse. Allora mi sedetti sul letto a guardarti
dormire, e sorrisi come mai avevo sorriso prima
di quella notte, sorrisi tanto. Ma tu parlasti

improvvisamente nel sonno, allungasti il
braccio verso me e chiamasti sottovoce.
Chiamasti due volte. O tre. E sempre così
sottovoce. Ma nessuna fu per dire il mio nome.


*** Maria do ROSÁRIO PEDREIRA, 1959, poetessa, scrittrice portoghese, E' sempre stato così incerto il cammino fino a te, dalla rivista “Poesia”, ottobre 2012, n. 275, traduzione di Mirella Abriani, in 'poesiainrete.com', 24 novembre 2019, qui
https://pt.wikipedia.org/wiki/Maria_do_Ros%C3%A1rio_Pedreira


In Mixtura i contributi di Maria Do Rosário Pedreira qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

Testo originale (Foi sempre tão incerto o caminho até ti)
Foi sempre tão incerto o caminho até ti:
tantos meses de pedras e de espinhos, de
maus pressá-gios, de ramos que rasgavam a
carne como forquilhas, de vozes que me
diziam que não valia a pena continuar, que
o teu olhar era já uma mentira; e o meu

coração sempre tão surdo para tudo isso,
sempre a gritar outra coisa mais alto para
que as pernas não pudessem recordar as
suas feridas, para que os pés ignorassem
as penas da viagem e avançassem todos
os dias mais um pouco, esse pouco que
era tudo para te alcançar. Foi por isso que,

ao contrário de ti, não quis dormir nessa
noite: os teus beijos ainda estavam todos
na minha boca e o desenho das tuas mãos
na minha pele. Eu sabia que adormecer

era deixar de sentir, e não queria perder os
teus gestos no meu corpo um segundo que
fosse. Então sentei-me na cama a ver-te
dormir, e sorri como nunca sorrira antes
dessa noite, sorri tanto. Mas tu falaste de

repente do meio do teu sono, estendeste o
braço na minha direcção e chamaste baixinho.
Chamaste duas vezes. Ou três. E sempre tão
baixinho. Mas nenhuma foi pelo meu nome.

Maria do Rosário Pedreira, de Nenbum Nome Depois, Gótica, Lisboa, 2004

venerdì 19 ottobre 2018

#SGUARDI POIETICI / A cosa mi è servito correre per tutto il mondo (Maria do Rosário Pedreira)

A cosa mi è servito correre per tutto il mondo,
trascinare, di città in città, un amore
che pesava più di mille valigie; mostrare
a mille uomini il tuo nome scritto in mille 
alfabeti e un’immagine del tuo volto
che io giudicavo felice? A cosa mi è servito

respingere questi mille uomini, e gli altri mille
che fecero di tutto perché mi fermassi, mille 
volte pettinando le pieghe del mio vestito
stanco di viaggi, o dicendo il tuo nome
così bello in mille lingue che io mai 
avrei compreso? Perché era solo dietro te

che correvo il mondo, era con la tua voce
nelle mie orecchie che io trascinavo il fardello
dell’amore di città in città, il tuo nome
sulle mie labbra di città in città, il tuo
volto nei miei occhi durante tutto il viaggio,

ma tu partivi sempre la sera prima del mio arrivo.


*** Maria do ROSÁRIO PEDREIRA, 1959, poetessa, scrittrice portoghese, A cosa mi è servito correre per tutto il mondo, traduzione di Mirella Abriani, in “Poesia”, Anno XXV, Ottobre 2012, n. 275
Segnalata in 'poesiainrete', 30 maggio 2017, qui


In Mixtura i contributi di Maria do Rosário Pedreira qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

Testo originale (De que me serviu ir correr mundo)
De que me serviu ir correr mundo,
arrastar, de cidade em cidade, um amor
que pesava mais do que mil malas; mostrar
a mil homens o teu nome escrito em mil
alfabetos e uma estampa do teu rosto
que eu julgava feliz? De que me serviu

recusar esses mil homens, e os outros mil
que fizeram de tudo para eu parar, mil
vezes me penteando as pregas do vestido
cansado de viagens, ou dizendo o seu nome
tão bonito em mil línguas que eu nunca
entenderia? Porque era apenas atrás de ti

que eu corri o mundo, era com a tua voz
nos meus ouvidos que eu arrastava o fardo
do amor de cidade em cidade, o teu nome
nos meus lábios de cidade em cidade, o teu
rosto nos meus olhos durante toda a viagem,

mas tu partias sempre na véspera de eu chegar.

da Nenbum Nome Depois, Gótica, Lisboa, 2004

martedì 21 agosto 2018

#SGUARDI POIETICI / Non ho mai saputo il tuo nome (Maria do Rosário Pedreira)

Non ho mai saputo il tuo nome. Entrasti un pomeriggio,
per sbaglio, a domandare se ero io un’altra persona –
un sole che improvvisamente aggiungeva calce ai muri,
un incendio capace di divorare il cuore del mondo.

Non ti mentii; mi alzai e ti condussi alla porta giusta
come un veliero trascina i sogni in mare; ma,
prima di lasciarti, ti dissi ancora che in quel pomeriggio
mi sarebbe piaciuto molto chiamarmi un’altra cosa – o
essere un gatto, per poter avere più di una vita.

*** Maria DO ROSÁRIO PEDREIRA, 1959, poetessa, scrittrice portoghese, Non ho mai saputo il tuo nome, in Nessun nome dopo, 2004, traduzione di Mirella Abriani, da Mirella Abriani, Maria do Rosário Pedreira - Nessun nome dopo, 'Poesia', numero 275, ottobre 2012. 
Segnalata in 'poesiainrete', 17 agosto 2018, qui
https://pt.wikipedia.org/wiki/Maria_do_Ros%C3%A1rio_Pedreira


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Testo originale (Nunca soube o teu nome…)
Nunca soube o teu nome. Entraste numa tarde,
por engano, a perguntar se eu era outra pessoa –
um sol que de repente acrescentava cal aos muros,
um incêndio capaz de devorar o coração do mundo.

Não te menti; levantei-me e fui levar-te à porta certa
como um veleiro arrasta os sonhos para o mar; mas,
antes de te deixar, disse-te ainda que nessa tarde
bem teria gostado de chamar-me outra coisa – ou
de ser gato, para poder ter mais do que uma vida.
Maria do Rosário Pedreira, da “Nenhum Nome Depois”, Editor Gótica, Lisboa, 2004

domenica 7 agosto 2016

#SGUARDI POIETICI / Leggi, sono questi i nomi delle cose (Maria do Rosário Pedreira)

Leggi, sono questi i nomi delle cose che
lasciasti – me, libri, il tuo profumo
sparso per la stanza; sogni una
metà e dolori il doppio, baci per
tutto il corpo come tagli profondi
che non si rimargineranno mai; e libri, nostalgia,
la chiave di una casa che non è mai stata la
nostra, una vestaglia di flanella blu che
indosso quando faccio questo elenco:

libri, risa che non riesco a mettere in ordine,
e rabbia – un vaso di orchidee che
amavi tanto senza che io sapessi il perché e
che forse per questo non tornai a innaffiare; e
libri, il letto disfatto per tanti giorni,
una lettera sul tuo cuscino e tanta
afflizione, tanta solitudine; e in un cassetto
due biglietti per un film d’amore che
non hai visto con me, e altri libri, e anche
una camicia sbiadita con la quale dormo
di notte per stare più vicino a te; e, da

tutte le parti, libri, tanti libri, tante
parole che mai mi hai detto prima della
lettera che scrivesti quella mattina, e io,
io che ancora credo che tornerai, che
ritorni, sia pure solo per i tuoi libri.


*** Maria DO ROSÁRIO PEDREIRA, 1959, poetessa, scrittrice portoghese, Leggi, sono questi i nomi delle cose, in Nessun nome dopo, 2004, traduzione di Mirella Abriani, da Mirella Abriani, Maria do Rosário Pedreira - Nessun nome dopo, 'Poesia', numero 275, ottobre 2012.
https://pt.wikipedia.org/wiki/Maria_do_Ros%C3%A1rio_Pedreira

(autore sconosciuto, via pinterest)

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