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sabato 23 maggio 2020

#MOSQUITO / Imparare a contare i giorni (Paolo Giordano)

Nel Salmo 90 c’è un’invocazione che mi torna spesso in mente in queste ore: "Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio." 
Forse mi viene in mente perché nell’epidemia non facciamo altro che contare. Contiamo gli infetti e i guariti, contiamo i morti, contiamo i ricoveri e le mattine di scuola saltate, contiamo i miliardi bruciati dalle borse, le mascherine vendute e le ore che mancano al risultato del tampone; contiamo i chilometri dal focolaio e le camere disdette negli hotel, contiamo i nostri legami, le nostre rinunce. E contiamo e ricontiamo i giorni, soprattutto quelli, i giorni che ci separano da quando l’emergenza sarà passata. 
Ho però l’impressione che il Salmo voglia suggerirci un computo diverso: insegnaci a contare i nostri giorni per dare un valore ai nostri giorni. A tutti, anche a questi che ci sembrano solo un intervallo penoso. 
Possiamo dirci che la Covid-19 è un incidente isolato, una disgrazia o un flagello, gridare che la colpa è tutta loro. Siamo liberi di farlo. Oppure, possiamo sforzarci di attribuire un senso al contagio. Fare un uso migliore di questo tempo, impiegarlo per pensare ciò che la normalità c’impedisce di pensare: come siamo arrivati qui, come vorremo riprendere. 
Contare i giorni. Acquistare un cuore saggio. Non permettere che tutta questa sofferenza trascorra invano.

*** Paolo GIORDANO, 1982, scrittore e fisico, Nel contagio, Einaudi, 2020


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mercoledì 1 aprile 2020

#MOSQUITO / Anticorpi contro lo sconcerto e pensiero magico (Paolo Giordano)

Se non abbiamo anticorpi contro Cov-2, ne abbiamo contro tutto ciò che ci sconcerta. Vogliamo sempre conoscere le date d’inizio e di scadenza delle cose. Siamo abituati a imporre il nostro tempo alla natura, non viceversa. Quindi esigo che il contagio finisca fra una settimana, che si torni alla normalità. Lo esigo sperandolo. Ma nel contagio abbiamo bisogno di sapere cosa è lecito sperare. Perché non è detto che augurarsi il meglio coincida con l’augurarselo nel modo giusto. Aspettare l’impossibile, o anche solo l’altamente improbabile, ci espone a una delusione ripetuta. Il difetto del pensiero magico, in una crisi come questa, non è tanto di essere falso, quanto di condurci dritti verso l’angoscia.

*** Paolo GIORDANO, 1982, scrittore e fisico, Nel contagio, Einaudi, 2020
https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Giordano_(scrittore)

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