venerdì 31 agosto 2018

#SGUARDI POIETICI / E' quel che è (Erich Fried)

E’ assurdo
dice la ragione
E’ quel che è
dice l’amore

E’ infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
E’ vano
dice il giudizio
E’ quel che è
dice l’amore

E’ ridicolo
dice l’orgoglio
E’ avventato
dice la prudenza
E’ impossibile
dice l’esperienza
E’ quel che è

*** Erich FRIED, 1921-1988, poeta austriaco, E’ quel che è, traduzione di Andrea Casalegno, da E’ quel che è, 1983, Einaudi, Torino, 1988.
Anche in 'losguardopoIteico', 497, 12 novembre 2014 (pubblicazione a circolazione riservata)
https://it.wikipedia.org/wiki/Erich_Fried


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#SENZA_TAGLI / Le impronte digitali (Tiziana Campodoni)

Le impronte digitali ci distinguono e non hanno alcun bisogno di sapere di che colore siamo. L'impronta musicale invece ci qualifica e chi ... 
"non può contare su alcuna musica dentro di sé... ha moti dell'animo oscuri come la notte" (William Shakespeare)

*** Tiziana CAMPODONI, insegnante, saggista, blogger, facebook, 30 agosto 2018, qui


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#SPOT / Fumo

via facebook, 27 agosto 2018, qui
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#VIGNETTE / Libia, torture (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
'il manifesto', 30 agosto 2018, anche facebook, qui

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#SGUARDI POIETICI / Felicità (Carlotta Mandel)

Vuoi essere felice? Ascolta: è facile,
rinuncia a ciò in cui credi. Pigramente
rifugiati nel ventre della massa
come avvolto in morbida placenta.
Abiura le tue salde convinzioni;
dà riposo al pensiero indagatore.
Lasciati trascinare. come foglia
nel vento, senza opporti né resistere.
Annullati nel vuoto che sovrasta
e vivrai appagato.

*** Carlotta MANDEL, 1902-1992, poetessa e scrittrice, FelicitàFelici di niente, Alkaest, 1992, segnalata da Luca Mastrantonio, rubrica 'Ufficio poesie smarrite', '7', 'Corriere della Sera', 30 agosto 2018

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#SENZA_TAGLI / Alleanza internazionale, e i 5S? (Enrico Mentana)

È un dato di fatto, non un'accusa o un complimento: Salvini ha un progetto di alleanza internazionale, il m5s no.

Salvini parla la stessa lingua di Orban e di altri esponenti della nuova destra sovranista europea, e non da oggi. No ai migranti, Soros emblema del cosmopolitismo affaristico e favorevole alla "invasione", no agli eurocrati, no al liberalismo, no al multiculturalismo, sì alla politica securitaria, ai confini come limiti della patria, ai valori cristiani contrapposti a quelli liberali, alla famiglia tradizionale contro i nuovi modelli: tutto questo è da anni il milieu comune dei movimenti che già guidano i paesi più forti dell'Europa centrale e ora hanno forte consenso anche in Austria e Italia. 

Rispetto a tutto questo è giusto chiedere: e la posizione dei 5 stelle, principale forza di governo, quale è?

***Enrico MENTANA, giornalista, direttore TgLa7, facebook, 29 agosto 2018, qui


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#MOSQUITO / Nazionalismo come scialuppa di salvataggio (Zygmunt Bauman)

... in fin dei conti il nazionalismo offre la tanto agognata scialuppa di salvataggio (il meccanismo di resurrezione?) per quel poco di autostima che (forse) sopravvive. È la stessa cosa che accadde ai cosiddetti white trash, cioè il sottoproletariato bianco del sud rurale americano che, anziché scivolare in un’autodenigrazione lacerante e autolesionista, trovò un’ancora di salvezza nella presenza dei negroes, visti come esseri subumani cui era negato persino l’unico privilegio che essi invece pensavano di poter vantare: la pelle bianca.

*** Zygmunt BAUMAN, 1925-2017, sociologo polacco, docente emerito all’università di Leeds, Stranieri alle porte, Laterza, 2018




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#PIN / Le parole contano sempre (MasFerrario)


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giovedì 30 agosto 2018

#PIN / Spiegare capire studiare (MasFerrario)


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#VIGNETTE / Liberateci (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
'il fatto quotidiano', 8 giugno 2014, anche qui

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#SPOT / Come n'piatto de matriciana

via facebook, 21 agosto 2018, qui

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#STREET_ART / Parcheggio bambini

via facebook, 26 settembre 2017, qui

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#SGUARDI POIETICI / Non sappiamo congedarci (Anna Achmatova)

Non sappiamo congedarci, –
vaghiamo sempre spalla a spalla.
Ormai comincia a imbrunire,
tu sei pensoso e io taccio.

Entriamo in chiesa, vediamo
messe funebri, battesimi, nozze,
senza guardarci, usciamo…
Perché per noi non è così?

O sediamo sulla neve sfatta
al cimitero, sospiriamo lievemente,
col bastone tu disegni palazzi
dove insieme sempre saremo.

*** Anna ACHMATOVA, 1889-1966, poetessa russa, Non sappiamo congedarci, da È flebile la mia voce e altre poesie, Via del Vento edizioni, Pistoia, 2012,  traduzione di Paolo Galvagni, segnalata in ‘Un filo di voce,’ 6 ottobre 2012, qui 
Anche in 'losguardopoIetico', 547, 14 aprile 2015 (comunicazione a circolazione riservata)
https://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Andreevna_Achmatova


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#FILASTROCCHE / Una scuola al contrario (Germana Bruno)

C’è bisogno di una scuola
fatta tutta all’incontrario,
ci vorrebbe una capriola
per cambiare l’ordinario.
Alla cattedra un insegnante
a dir poco sorprendente,
un maestro sopraffino,
un qualsiasi bambino,
mentre ai banchi ad imparare,
tutti i grandi per non farsi bocciare.
Prima ora lezione di sorriso,
sii felice e indossalo sul viso,
seconda ora s’impara una gran cosa
star sempre intenti a fare qualche cosa
e fare cento, mille domande
perché tutto è nuovo e entusiasmante.
A terza ora allenati a sognare
e poi pretendi che si possa realizzare,
a quarta ora lezione di spontaneità
per fare e dire sempre ciò che ti va,
così nel bene, come nel male,
senza paura di chi ti sta a giudicare.
Poi, a quinta ora, non si è ancora stanchi,
sembra bellissimo stare tra i banchi
e ancora un’altra grande lezione:
accogli ed ama tutte le persone.
E poi al suono della campanella,
vivi la vita e apprezza quanto è bella!

*** Germana BRUNO, insegnante e scrittrice, Una scuola al contrario, facebook, 24 agosto 2018, qui


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#EX LIBRIS / Le cose importanti accadono per caso (Marco Malvaldi)

– Massimo, qual è la cosa più bella che ti sia mai successa? L’evento che ti ha accelerato la vita in modo maggiore? Sincero.
Massimo non ebbe molto bisogno di pensare.
– Quando ho fatto tredici al totocalcio.
– La seconda?
– Quando ho conosciuto Alice, direi.
– Ne avevi previsto anche uno solo, di questi due?
– Be’, direi che la risposta è ovvia.
– Appunto, la risposta è ovvia – disse Tiziana, passando al vetro accanto. – Non è solo che non puoi controllare tutto, Massimo. Secondo me è proprio il contrario. Le cose veramente importanti della vita accadono per caso. Se tenti di controllare ogni singolo aspetto della tua vita e di non fare niente che possa sfuggire alle tue previsioni, non ti succederà mai niente di veramente importante.

*** Marco MALVALDI, 1974, scrittore, A bocce ferme, Sellerio, 2018


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#SPOT / 10 comandamenti della logica

via facebook, 25 agosto 2018, qui

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mercoledì 29 agosto 2018

#BREVITER / Il popolo il popolo il popolo

via facebook, 27 agosto 2018, qui

Anche se:
(1) andrebbero aggiunti i voti 5S;
(2) a furia di ripetere popolo popolo popolo i numeri crescono;
(3) i sondaggi danno oggi i gialloneri oltre il 60% dei votanti.
(mf)

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#SPILLI / Il motto (stupido) del 'volere è potere' (Massimo Ferrario)

Quando si ripete, a sé stessi ma anche agli altri, a discorotto, senza riflettere, il motto (frusto e stupido) per cui ‘volere è potere’, si tradisce una voglia di onnipotenza che spesso nasconde una sofferta impotenza. Rendendo più difficile, per sé e per gli altri, la conquista di quella sana potenza che dovrebbe essere aspirazione di ogni sana persona. 

Il volere, per potere, non basta: ci vuole il potere. 

E il potere non è solo nelle nostre mani. 
Qualche volta, si, per avere potere, bisogna volere, ma volere il potere. Qualche altra volta, anche volendo il potere, non riusciamo ad averlo perché non è possibile: non dipende da noi. Almeno in quel momento. O forse, per ciò che vogliamo, pure per sempre.

Solo un dio vuole-e-può: un essere umano può-e-non-può. Dipende. E non solo da lui, ma dalle circostanze, dai rapporti di forza col contesto, da quanto incide il passato, dagli obiettivi che si vogliono ottenere. Eccetera eccetera.

Il volere da solo, capace di risolvere il problema del potere, è un sogno/mito. Autoconsolatorio.
Oppure un modo per colpevolizzare chi non ce la fa: a essere patologicamente onnipotente. Impedendogli così di acquisire il giusto sentimento di potenza che è condizione indispensabile, benché insufficiente, per essere potenti. Cioè avere il potere di fare ciò che si può, anche liberando le risorse nascoste che abbiamo in noi e che talvolta dimentichiamo di avere.

E tutto ciò con buona pace dei troppi sedicenti coach: i quali ripetono a pappagallo, nelle aule, nei libri, nelle chat, slogan amerikani che, nella loro becera rozzezza, sono un insulto per l’essere umano. 
Perché, con questo approccio catechistico-prescrittivo che non distingue e astrae, l'essere umano, quello vero e in carne ed ossa, unico e irripetibile, viene violentato nelle sue specificità singole: composte di fattori (come biografia, caratteristiche di personalità, motivazioni, possibilità intrinseche, condizionamenti individuali) tutti peculiari e propri di quella persona e non di un'altra.

Gli individui concreti sono ben più complessi di come vengono ridotti nei manualetti o nelle slide di chi pensa di pompare motivazione nelle convention all'urlo di 'volere è potere', accompagnando gli incitamenti con musica drogante e invitando il pubblico danzante a sognare futuri radiosi: chi si lascia abbindolare e si esalta al momento, credendosi vincente, dopo essersi rinserrato, felicemente allineato come pecora in un gregge, in una setta di (sedicenti) onnipotenti che si sorreggono l'un l'altro fin che dura l'effetto-dipendenza del doping subìto e reciprocamente alimentato, finisce poi, alla prova dura della realtà (l'unica che vince l'ubriacatura della hybris), isolato e depresso, scoprendosi/sentendosi inesorabilmente perdente.

Ed è allora il trionfo dell'impotenza: l'altra faccia, ovviamente, dell'onnipotenza
L'ennesimo scacco ad una possibilità di potenza che invece dovrebbe esserci data.

*** Massimo FERRARIO, Il motto (stupido) del 'volere è potere', per Mixtura

Twitter, 15 febbraio 2012 e Mixtura, 11 marzo 2018

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#SPOT / Carità oggi

autore e fonte non identificati
via facebook, 20 luglio 2018, qui

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#BREVITER / Quanto conta il premier Conte (Gianluca Foresi)

via facebook, 28 agosto 2018, qui

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#CIT / Eleganti si nasce (Honoré de Balzac)

Ricchi si diventa, eleganti si nasce.

*** Honoré de BALZAC, 1799-1850, giornalista, scrittore, drammaturgo, saggista e critico letterario francese, Trattato della vita elegante, 1830-1833, 

facebook, 25 agosto 2018, qui

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#TAVOLE / Chi ti ruba il futuro?

Il costo annuo per l'accoglienza dei rifugiati in Ue 
vs.
Il costo annuo dell'evasione fiscale in Ue
facebook, 20 giugno 2018, qui
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#SGUARDI POIETICI / I posti dove si cresce (Annalisa Manstretta)

I posti dove si cresce
non si vedono mai per davvero
ma sempre per finta,
come quando da piccoli si andava sotto il letto
con la pila accesa a cercare le ossa dei dinosauri.
Ci sono, però, questi fantasmi di alberi, voci, case, cielo
e le persone li portano come grandi cappelli sopra la testa.

*** Annalisa MANSTRETTA, 1968 poetessa, senza titolo, in ‘bombacarta’, 30 maggio 2009, qui
Anche in 'losguardopoIetico', 132, 6 agosto 2013 (pubblicazione a circolazione riservata)


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#SENZA_TAGLI / Cosa e perché (Davide Cardile)

Ci sono due domande importanti. Più importanti di un mucchio di manuali e webinar con gli esperti. Due domande che i miei figli mi fanno sempre. 

A turno, si avvicinano. 
"Cosa fai?"
Rispondo facilmente. Scelgo la definizione che mi trovo a portata di mano. 
"Perché?"
Qui le cose si complicano. 
Diverse volte mi è capitato di rispondere di getto, suggerito dall’abitudine, dalla frenesia, dal nervosismo. 
“Perché devo farlo”
"Perché?"

I bambini non si rassegnano. Incalzano. 
Allora puoi solo fare due cose: 
a) Continuare ad alzare la voce. Mentire. A te e loro. 
b) Pensarci davvero. E se pensandoci non trovi un perché forte, un “perché” che giustifichi davvero cosa stai facendo… beh devi alzarti e andare a giocare con loro. O fare altro...

Con altri termini, noi grandi, parleremmo di coerenza, integrità, allineamento. 
I bambini invece sono molto più diretti. E bravi. 
Usano solo due domande. “Cosa” e “Perché?”
E la risposta gliela leggi negli occhi. 

Anche se non hai bambini intorno puoi provarci anche tu. 
Cosa stai facendo? 
Perché? 

*** Davide CARDILE, scrittore, Cosa e perché, 'linkedin', 28 agosto 2018, qui

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#VIGNETTE / Mi spieghi cos'è il fascismo? (Altan)

ALTAN
(fonte e data non identificate)
via facebook, 25 agosto 2018, qui

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martedì 28 agosto 2018

#MUSICHE & TESTI / La borghesina (Sergio Endrigo)


Segrio ENDRIGO, 1933-2005
cantautore
La borghesina, 1981
video, 3min14

Mi sono innamorato di una borghesina
E lei per me trascura i suoi amici
E tradisce il fidanzato
Socialmente parlando
Io sono il suo peccato

Mi piace la sua grazia elefantina
Quando cammina e quando fa l’amore
Col suo fare strascicato
Son sicuro che in fondo
È pigra anche di cuore

A volte vorrei scuoterla fino a farle male
E chiederle perché
Se non le frega niente di sapere
Che ci va a fare all’università?

E se non sa cos’è il lavoro
E le altre mille schiavitù
Perché va in piazza
A urlare libertà?
Bla bla 

E poi vorrei
Gridarle in faccia la mia rabbia
E chiederle perché si sposa senza amore
Tanto i soldi lei ce l’ha

Ma forse la odio un poco
Per quelle cose che
Io non ho avuto
Alla sua età

Mi sono innamorato
Di una borghesina
E io con lei dimentico il vissuto
Il politico e il privato
Socialmente parlando
È lei il mio peccato

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#HUMOR / Talmente traumatico tornare al lavoro (lefrasidiOsho)

facebook, 28 agosto 2018, qui

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#SPOT / Braccio di ferro testa-pancia

autore e fonte non identificati
via facebook, 27 agosto 2018, qui

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#PIN / Ma quando ci vuole ci vuole (MasFerrario)


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#SGUARDI POIETICI / Forse in sogno la mano (Antonio Machado)

Forse in sogno la mano 
di chi semina stelle 
fece sonare, dall’oblio, la musica

come una nota della lira immensa, 
e umile fino al nostro labbro 
un’onda di poche parole vere.

*** Antonio MACHADO, 1875-1939, poeta e scrittore spagnolo, Forse in sogno la mano, da Francesco Tentori Montalto, a cura, Le più belle poesie di Antonio Machado, Crocetti editore, 1994.
Anche in 'losguardopoIetico', 271, 13 gennaio 2014 (pubblicazione a circolazione riservata)
https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Machado

foto di Mara Zilio

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#HUMOR / Codice etico 5S-Lega

via facebook, 26 agosto 2018, qui

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#VIDEO #MUSICA / L'ultimo dei Mohicani (Alexandro Querevalu)


Alexandro QUEREVALU
artista peruviano
L'ultimo dei Mohicani
video 4min37
Splendida prestazione... (mf)

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lunedì 27 agosto 2018

#MOSQUITO / E' facile (Hermann Goering)

(1) - Io non ho nessuna coscienza! La mia coscienza è Adolf Hitler.

*** Hermann GOERING, 1893-1946, politico nazista e generale tedesco, citato in Theodor Schieder, Hermann Rauschning, 'Gespräche mit Hitler' als Geschichtsquelle, Opladen 1972, p. 19, nota 25; citato in Joseph Ratzinger, Euntes Docete, Commentaria Urbaniana, Roma, XLIII/1990/3, p. 431-436; citato in Newman, Centro Internazionale degli Amici di Newman. Riportato in 'wikiquote', qui
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(2) - Preferisco sparare un paio di volte troppo vicino o troppo lontano, ma almeno sparo... Ho spiegato chiaramente alla mia polizia: se si spara, sono io che sparo, se uno è per terra morto, sono io che l'ho ammazzato!

*** Hermann GOERING, 1893-1946, politico nazista e generale tedesco, dichiarazione dinnanzi al Tribunale del Reich, citato da Reimund Schnabel, Il disonore dell'uomo,  1966. Riportato in 'wikiquote', qui
-----
(3) - Naturalmente, la gente comune non vuole la guerra ... ma dopotutto sono i leader di un paese che determinano la politica, ed è sempre una questione semplice trascinare le persone, che si tratti di una democrazia o di una dittatura fascista, di un parlamento o di una dittatura comunista. In un modo o nell'altro, le persone possono sempre essere portate agli ordini dei leader. E' facile. Tutto quello che devi fare è dire loro che sono stati attaccati e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e per l'esposizione del paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in tutti i paesi.

*** Hermann GOERING, 1893-1946, politico nazista e generale tedesco, in Gustave Gilbert, Diario di Norimberga, Intervista nella cella di Göring, 18 aprile 1946, 1947. Riportato qui


Si tratta di consigli che mi paiono molto appropriati per i tempi di oggi...
Anche se, per la verità, sembra che i tempi di oggi abbiano già imparato tutto... (mf)

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#SPOT / Quello che ha dato origine al razzismo

dalla rete

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#HUMOR / Il sognatore

via facebook, 25 agosto 2018, qui

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#IMMAGINId'IMPATTO / Violoncello umano (Anke Catesby)

Anke CATESBY
body painter australiano
via facebook, 25 agosto 2018, qui

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#BREVITER / Amarcord (mf)

MasFerrario, facebook, 27 agosto 2018

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MasFerrario, facebook, 27 agosto 2018

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MasFerrario, facebook, 27 agosto 2018

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#SGUARDI POIETICI / Il cardo, l'ortica (Czesław Miłosz)

Cardo, ortica, bardana, belladonna,
hanno un futuro. A loro appartengono i deserti
e le rotaie arrugginite, il cielo ed il silenzio.

Chi sarò per gli uomini delle generazioni future
quando, passato lo strepito delle lingue, avrò il premio del silenzio?

Doveva riscattarmi il dono di comporre parole
ma devo essere pronto ad una terra senza grammatica.

Con cardo, ortica, bardana, belladonna,
e sopra la brezza, la nube del sonno, la quiete.

*** Czesław MIŁOSZ, 1911-2004, poeta e saggista polacco, premio Nobel per la letteratura nel 1980,  Il cardo, l'ortica, da Le regioni ulteriori, in La fodera del mondo, Fondazione Piazzolla, Roma, 1966, traduzione di Valeria Rosselli, segnalato in 'poesiainrete.', 25 agosto 2018, qui


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Testo originale
Oset, pokrzywa, łopuch, belladonna
Mają przyszłość. Ich są pustkowia
I zardzewiałe tory, niebo, cisza.

Kim będę dla ludzi wiele pokoleń po mnie
Kiedy po zgiełku języków weźmie nagrodę cisza?

Miał mnie okupić dar układania słów
Ale muszę być gotów na ziemię bez-gramatyczną.

Z ostem, pokrzywą, łopuchem, belladonną,
Nad którymi wietrzyk, senny obłok, cisza.

Czesław Miłosz, da Dalsze okolice, Wydawn, Znak, 1991

#SENZA_TAGLI / Capitan Bamboccio salvato dai preti si candida a martire (Diego Cugia)

Mamma Vaticano ha salvato Capitan Bamboccio dai guai in cui s’era cacciato, dando riparo sotto le sue materne ali di chioccia sacra agli ostaggi della nave militare Diciotti. Indagato dalla magistratura per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio e comportandosi tale e quale allo zio Silvio per Ruby, la nipotina porno di Mubarak, anche il ministro dell’Interno di questa democrazia nuda (dopo averla spogliata degli ultimi valori rimasti) si candida a martire. «Non mi ferma un procuratore, 60 milioni di italiani sono con me». 

Bum! Nel silenzio mortificante dei 5 Stelle, aggrappati al potere come cozze, don Salvini dilaga: «Ci metto un attimo a portare tutti ad elezioni e diventare presidente del Consiglio». Chi ne dubita? L’irresponsabilità è il suo vangelo. La massa dei seguaci lo segue sull’orlo del baratro, come il pifferaio di Hamelin meglio noto come il cacciatore di topi, che invece di liberare il paese dalla peste finì col trascinarsi nel nulla i ragazzini. I nostri figli, infatti, sono tutti in fila per andare a lavorare all’estero. Ma è giusto così. Un Paese che disconosce le regole, non sa leggere né meditare sugli errori del passato e non rispetta i diritti umani, si merita un condottiero in canotta che grida: «Sono sudatissimo! Un ministro indagato ha diritto di essere sudato!». La mafia ride, i ponti crollano, i poveri aumentano, il lavoro manca. Ma da due settimane l’Italia è immobilizzata dallo show dell’onnipotente infantile Capitan Bamboccio che fa il bullo con cento eritrei con la scabbia e la polmonite.

***Diego CUGIA, 1953, giornalista, scrittore, regista, autore televisivo, Capitan Bamboccio salvato sai preti si candida a martire, facebook,26 agosto 2018, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Diego_Cugia


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#PIN / Deboli, più deboli, più forti (MasFerrario)


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#SENZA_TAGLI / Tace chi non sa appassionare (Andrea Colamedici)

"La storia dovrà registrare la più grande tragedia di questo periodo di transizione sociale non nelle parole al vetriolo e nelle azioni violente delle persone cattive, ma nel silenzio spaventoso e nell'indifferenza delle persone buone". 
L'ingiustizia del silenzio: così la chiamava Martin Luther King
Queste parole, pronunciate nel 1965 ad Atlanta, sono identiche a quelle scritte (a vuoto) da Edith Stein al Papa nel 1932 sul boicottaggio subìto dagli ebrei in Germania: 
"Ma se la responsabilità in gran parte ricade su coloro che li hanno spinti a tale gesto, essa ricade anche su coloro che tacciono"

E sono validissime oggi.
"Tacere" non significa semplicemente non dire nulla. È in silenzio spaventoso anche chi, pur avendo visto il declino, non sa appassionare gli altri, chi replica vecchi slogan di apertura e parità e finge di non accorgersi della noia che provocano oggi le "vecchie" idee. 
Tace chi non si prende la briga di tradurle in maniera nuova creando un nuovo immaginario, come invece hanno saputo fare in maniera eccellente le "persone cattive" a cui si riferiva Martin Luther King con le altre "vecchie" idee.
Tace chi si limita a dirsi indignato per gli atti incivili degli "altri" ma non sa più emozionare quel popolo che vorrebbe guidare.

*** Andrea COLAMEDICI, filosofo, editore di Tlon, facebook, 23 agosto 2018, qui


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domenica 26 agosto 2018

#SENZA_TAGLI / Giusto due cosette (Tiziana Campodoni)

Se è vero che non c’è alcun atto al Viminale che attesti l’ordine, illegittimo, per la procura, di bloccare a bordo i migranti della nave italiana Diciotti, in un porto italiano e l’ordine è passato attraverso i post su fb, dai tweet del ministro e da alcune telefonate, mi domando chi abbia preso ordini dai social o per telefono e se questo possa essere bastato per trattenere su una nave militare più di cento persone.

C’è una Costituzione, si richiede ordine scritto se contrario alla Legge. Se l’ordine arriva si può impugnare e opporvisi, se non arriva si attua la Costituzione e si ci attiene alla legge vigente. Perchè c’è la legge vigente. Non si va dietro alla voce grossa, ai ricatti, alle atmosfere roboanti create ad hoc. Ci si attiene saldamente, nervi saldi, ai fatti … questa è tenuta democratica. E compete ad ognuno di noi.

Il ministro dell’interno non è meno responsabile in tutto questo, è colpevole anche d’aver inquinato e saccheggiato – insieme a chi per lunghi anni ha attuato il disconoscimento della realtà, l’uso e sopruso della verità a fini personali mai rispettabili in uno stato di diritto – le menti di questo Paese culla di bellezza e cultura… D’aver iniettato ogni giorno dosi di veleno rancoroso miste a ignoranti idiozie, tossiche paure immotivate per distogliere dai reali laceranti problemi e dai mezzi opportuni per risolverli, e tutto per costruirsi l’immagine dell’eroe potente, troppo spesso a torso nudo, cui aspira, che si pone come unico salvatore, che sollecita una croce su cui essere inchiodato e chiede addirittura a gran voce di essere difeso dai “cattivi” – che son tutti tranne lui – arruolando un esercito di infelici in una guerra distorta contro nemici irreali. Questo è uso infame della democrazia.  E a proposito di uso, l’uso di stato, istituzionale, dell’account personale sui social è profondamente scorretto. Ma non saper distinguere è problema diffuso e assai rischioso. Chi non sa distinguere non è egli stesso “distinto”, non è autonomo e non sa pensare. E pensare il minimo indispensabile non è pensare, come spalancare l’impermeabile non è governare.

Degradare e immiserire le menti di un paese dovrebbe essere reato. Chiunque lo faccia, ovunque lo faccia, sempre.

*** Tiziana CAMPODONI, insegnante, saggista, blogger, Giusto due cosette, 'bluemoonandart.it', 26 agosto 2018, qui


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#SPOT / Follow your heart, but

via facebook, 25 agosto 2018, qui

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#HUMOR / L'app per capire se una donna

facebook, 24 agosto 2018, qui

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#BREVITER / All'orizzonte (mf)

MasFerrario, facebook, 26 agosto 2018

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#SGUARDI POIETICI / La vita (Antonia Pozzi)

Alle soglie d’autunno
in un tramonto
muto

scopri l’onda del tempo
e la tua resa
segreta

come di ramo in ramo 
leggero
un cadere d’uccelli
cui le ali non reggono più.

*** Antonia POZZI, 1912-1938, poetessa, La vita, 18 agosto 1935, in ‘antoniapozzi.it’, qui
Anche in 'losguardopoIetico', n. 512, 27 novembre 2014 (pubblicazione a circolazione riservata)


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