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mercoledì 31 luglio 2019

#VIDEO / Confronto sulla Sinistra (Federico Rampini, Corrado Augias)


Federico RAMPINI, 1956, giornalista e saggista
Corrado AUGIAS, 1935, giornalista e scrittore
Confronto sulla Sinistra
a proposito del libro di Federico Rampini, 
La notte della sinistra: da dove ripartire
Mondadori, 2019
da Rai3, 'Quante storie', programma tv diretto da Corrado Augias
9 aprile 2019
video, 29min11

Un confronto aperto e assai 'dialettico' tra due intellettuali di sinistra: emerge un dissenso netto, che parte da due visioni su molti punti assai diverse, del passato sicuramente, ma anche rispetto al che fare futuro. 
Una mezzora di video ben spesa: stimolante e provocante (mf)

In Mixtura i contributi di Federico Rampini qui
In Mixtura i contributi di Corrado Augias qui

sabato 15 luglio 2017

#MOSQUITO / Politica, mai come oggi (Carlo Galli)

Mai come oggi la pretesa che la politica abbia un rapporto, anche mediato, con una qualche elaborazione di pensiero è vilipesa e derisa come una “lunare” farneticazione intellettualistica, o come “ideologia”; mai come oggi la politica si proclama orgogliosamente acefala, tutta centrata sulla tattica, sul calcolo pragmatico, sull’azione, sull’emozione e per nulla sulla riflessione; tutta sul fare e per nulla sul pensare. I risultati sono il discredito, la cecità, l’impotenza della politica. (...)

*** Carlo GALLI, 1950, politico, accademico, filosofo politico, Democrazia senza popolo: Cronache dal parlamento sulla crisi della politica italiana, Feltrinelli, 2017
https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Galli_(politico)

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lunedì 10 luglio 2017

#VIDEO / Sinistra, deve saper essere plurale (Gianfranco Pasquino)


Sinistra, deve saper essere plurale
Gianfranco PASQUINO, 1942
politologo, saggista, docente della John Hopkins University, 
youtube, gianfrancopasquino, 6 luglio 2017
video 2min05

Non m’importa quante sono le sinistre: due, tre, cinque, tante, sparse. Non m’interessano le ambizioni dei dirigenti che si dicono di sinistra. Sono sicuro che la sinistra deve sapere diventare e rimanere plurale che vuole dire rispettosa delle proprie differenze, ma in grado di scegliere priorità e produrre decisioni. Deve perseguire una società giusta che riconosca il pluralismo e la competizione delle idee e che crei di volta in volta eguaglianze (plurale) di opportunità.
(dalla presentazione)

In Mixtura altri contributi di Gianfranco Pasquino qui

sabato 17 giugno 2017

#VIDEO / Democrazia rappresentativa, due modi per distruggerla (Gianfranco Pasquino)


Come distruggere la democrazia rappresentativa
Gianfranco PASQUINO, 1942
politologo, saggista, docente della John Hopkins University, 
youtube, gianfrancopasquino, 14 giugno 2017
video 3min36

Chi vuole, più o meno consapevolmente, distruggere la democrazia rappresentativa chiede l’introduzione del vincolo di mandato e l’imposizione di un limite al numero dei mandati. 
Con la prima otterrà il risultato di impedire ai rappresentanti eletti di reagire a urgenze e emergenze (terremoti, inondazioni, epidemie, guerre) sulla base di quello sanno. 
Con il secondo si priverà della possibilità di premiare gli eletti che hanno operato bene. Poiché i parlamentari bravi sono pochi, mandarli a casa “burocraticamente” impoverisce la democrazia rappresentativa.
(dalla presentazione)


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sabato 3 giugno 2017

#VIDEO / Legge elettorale 'alla tedesca': imitazioni e manipolazioni (Gianfranco Pasquino)


Legge elettorale alla tedesca: 
imitazioni e manipolazioni
Gianfranco PASQUINO, 1942
politologo, saggista, docente della John Hopkins University, 
youtube, gianfrancopasquino, 1 giugno 2017
video 3min19

Sostenere che la proposta di nuova legge elettorale fatta da coloro che avevano spergiurato sull’Italicum equivalga all’attuale legge tedesca, che si chiama “rappresentanza proporzionale personalizzata”, è un’ennesima manipolazione dell’opinione pubblica e dei commentatori che non sanno e non vogliono sottoporre a verifica quanto dicono i politici. La nuova legge sarà poco proporzionale e niente personalizzata.
(dalla presentazione)

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lunedì 13 febbraio 2017

#SENZA_TAGLI / Politica? Una mandrakata (Alfredo Morganti)

Pare che Luca Lotti in Consiglio dei Ministri abbia spiegato ai colleghi che il PD, in vista delle imminenti elezioni, deve tenere un ‘profilo’ di sinistra. Nel marketing commerciale (e pure in quello politico) si chiamerebbe ‘posizionamento’. Lotti non dice che serve una ‘politica’ di sinistra. No, dice ‘profilo’ di sinistra. La differenza tra ‘politica’ e ‘profilo’ è il vero spartiacque contemporaneo. È come se avesse detto: il partito faccia quel che vuole, dal punto di vista pratico non cambia nulla. Si presenti però come partito di sinistra, si dia questo profilo (ossia questo posizionamento, questa ‘apparenza’) e sia in termini filosofici un ‘fenomeno’ di sinistra. La sostanza, insomma, non deve cambiare. Anzi, non è in discussione. In fondo, che cos’è la ‘narrazione’, se non la pellicola con cui avvolgiamo la politica per darne un’immagine che non corrisponde alla sua effettiva realtà? Davvero un raccontar storie. O meglio, un modo per rendere l’immagine che diamo di noi stessi una cosa assolutamente priva di connessioni con la nostra natura politica più vera. Quasi a volerla nascondere, e in effetti è così. Puntare al profilo vuol dire ‘salvare’ la politica da svolte concrete, da cambiamenti effettivi (pur invocandoli costantemente), dalla messa a nudo della ‘sostanza’, la cui esistenza è semplicemente dedotta dal fatto che ci sia qualcuno che intende narrarla, e dunque camuffarla, ma nulla più. Resta un’opacità di fondo, esemplificata dal Patto del Nazareno. 

La politica ridotta a comunicazione è il tema vero che svolge Lotti, raccomandando al PD (in sede di Consiglio dei Ministri!) di darsi un profilo di sinistra. Ciò, al contrario di quel che accadde nella campagna referendaria, quando Renzi sentenziò che il referendum si sarebbe vinto a destra: quello che serviva allora era un profilo di destra. Una narrazione di destra. Oggi non più. Agire sul profilo è come agire sullo specchio della superficie, sulle apparenze, sulla patina pubblicitaria, sulla percezione che l’elettorato ha di te. Quale sia la tua vera identità poco importa, anzi meglio nasconderla. Al più può riguardare ristretti consessi, non altri. Pensate al jobs act. Una legge di destra, una ideologia di destra quella che ha prodotto il regime degli sgravi a buffo e il contratto a termine con indennizzo. Che però si tentò di ‘profilare’ come di sinistra, dicendo che dava lavoro, combatteva la flessibilità e la precarietà. Non era vero, ovviamente. Ma la narrazione, il profilo erano posizionati a sinistra, il ‘fenomeno’ era di sinistra. La sostanza della legge, invece, era tutt’altra. Una mandrakata insomma. Un gioco illusionistico quello a cui è ridotta la politica oggi, nelle mani di guru, agenzie pubblicitarie, politici di scarsa preparazione, scarso sentimento popolare e scarsa sostanza. Ma cinici e disincantati come rare volte è accaduto. Gente col profilo di sinistra, ma con il cuore a destra. Anzi, spesso senza cuore. Come automi ‘narrativi’ programmati a ‘vincere’ e basta. Sembra che anche la politica, ormai, la facciano gli algoritmi.

*** Alfredo MORGANTI, La politica? Una mandrakata, 'muovatlantide', 11 febbraio 2017, qui

mercoledì 14 dicembre 2016

#VIDEO / Dignità e nuovo modo di fare politica (Maria Elena Boschi)


Maria Elena Boschi 
oggi sottosegretario del Governo Gentiloni
Dignità e nuovo modo di fare politica
video 2min25

Soltanto due minuti. Un video da incorniciare.
Per ricordare come ci hanno preso e continuano a prenderci per i fondelli. (mf)

venerdì 23 settembre 2016

#RITAGLI / Sud Europa, "Costituzioni inadatte" (JP Morgan)

Quando la crisi è iniziata era diffusa l'idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica. Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei Paesi del Sud, e in particolare le loro Costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell'area europea. (...)

I problemi economici dell'Europa sono dovuti al fatto che i sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell'esperienza. Le Costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo. (...)

I sistemi politici e costituzionali del Sud presentano le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti, governi centrali deboli nei confronti delle regioni, tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori, tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo, il diritto di protestare se i cambiamenti sono sgraditi. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I Paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia).

*** JP MORGAN,  società finanziaria con sede a New York, “leader” nei servizi finanziari globali, Aggiustamenti nell'area Euro, documento del 28 maggio 2013, citata da Franco Fracassi, Si scrive Renzi, si legge JP Morgan, 'MicroMega online', 14 aprile 2014

LINK documento integrale in lingua inglese qui

martedì 2 agosto 2016

#VIDEO / Dentro la Riforma, voto e democrazia (Nadia Urbinati)


politologa, docente della Columbia University
Presidente di Libertà e Giustizia
Dentro la Riforma: ha ancora senso votare?
Reggio Emilia, 16 Luglio 2016, PolitiCamp2016
video 21min34

Brevi cenni storici sul rapporto tra voto e democrazia, a partire dalla Grecia fino a noi.
Come cambia la realtà della politica, e in particolare il momento del suffragio, con la crisi dei partiti e l'affermazione dominante dei media, specie ad opera di internet? 
Il problema non è tanto la leadership, che in sé non è antidemocratica, ma come la leadership viene strutturata, organizzata, alimentata, formata in un contesto sociale di quasi totale disintermediazione e di rapporto sempre più diretto tra leader e cittadini. (mf)


In Mixtura altri 2 contributi di Nadia Urbinati qui

lunedì 1 agosto 2016

#VIDEO / Dentro la Riforma, la legge elettorale (Gianfranco Pasquino)


Gianfranco PASQUINO
politologo, docente della John Hopkins University
https://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Pasquino
Dentro la Riforma, la legge elettorale
Reggio Emilia, 16 Luglio 2016, PolitiCamp2016
video 25min31

Gianfranco Pasquino è politologo di autorevolezza indiscussa.
Qui un suo intervento imperdibile: che fa chiarezza sul tema della legge elettorale, anche ampliando l'analisi a livello internazionale per cogliere l'essenza dei sistemi elettorali dell'area anglosassone e continentale.
Parole importanti: che danno ulteriore conferma di quanto sia pasticciato il nostro Italicum
La chiusura è quanto mai efficace: «L'Italicum non cambia la forma di governo parlamentare, ma la deforma e la stravolge»  (mf)


In Mixtura altri 2 contributi di Gianfranco Pasquino qui

mercoledì 27 aprile 2016

#VIDEO / Questione morale (Enrico Berlinguer)


Enrico BERLINGUER, 1922-1984
politico, segratrio del PCI dal 1972 al 1984
Questione morale
Rai, 15 dicembre 1981
video, 0min49


Trentadue anni fa qualcuno aveva visto lungo.
Naturlamente tutti gli dicevano 'ma chi credi di essere'.
Ora siamo dove siamo. (mf)

In Mixtura altri 3 contributi di Enrico Berlinguer qui

lunedì 18 aprile 2016

#VIDEO / Indifferentismo alla politica, una storiella (Piero Calamandrei)


Piero CALAMANDREI, 1889-1956
politico, avvocato, accademico
L'indifferentismo alla politica
tratto dal Discorso sulla Costituzione agli studenti di Milano, 26 gennaio 1955

In Mixtura altri 7 contributi di Piero Calamandrei qui

sabato 7 novembre 2015

#VIDEO / Pensioni, Consulta, Scuola (Stefano Rodotà)


Stefano RODOTA', giurista, saggista
Pensioni, Consulta, Scuola
intervista di Giovanni Floris a 'Di Martedì', maggio 2015
(video, 12min19)

L'intervista al costituzionalista Stefano Rodotà su scuola, pensioni e Consulta: 'Non va bene che nelle emergenze finanziare si intervenga su pensioni e redditi sicuri. Non si possono chiedere sacrifici sempre in una direzione!'

L'intervista è di qualche mese fa, ma i contenuti, anche al di là del tema specifico delle pensioni, restano importanti: per la chiarezza, la logica e il vigore con cui Stefano Rodotà li esprime (mf)

mercoledì 23 settembre 2015

#VIDEO / Xi Jinping, il leader cinese (Jonah M. Kessel)


Jonah M. KESSEL, giornalista, New York Times
Ritratto del leader cinese Xi Jinping
'internazionale', 23 settembre 2015
video, 3min56

La visita del presidente cinese Xi Jinping negli Stati Uniti arriva in un momento difficile nei rapporti tra i due paesi. Lo spionaggio informatico, la svalutazione dello yuan e l’offensiva di Pechino nel mar Cinese meridionale innervosiscono Washington e i suoi alleati europei. 
Ma chi è Xi Jinping, e come ha costruito il suo potere? 
Ritratto di un leader cinese innovatore e autoritario. Il video del New York Times. (dalla presentazione del video)

Sempre in Mixtura, 1 altro contributo-video di Jonah M. Kessel qui

martedì 11 agosto 2015

#VIDEO / Usa, Donald Trump Show (internazionale.it)

La stampa e gli analisti statunitensi non hanno dubbi: quello andato in onda su Fox News dalle 21 di ieri (le 3 del mattino in Italia) è stato il “Donald Trump show”. 
Anche senza convincere sui contenuti politici, grazie alla capacità di presentarsi come l’uomo nuovo di questa tornata elettorale, l’imprenditore miliardario ha dominato il confronto televisivo tra dieci (dei diciassette) candidati alla nomination repubblicana per la Casa Bianca, in vista delle elezioni del novembre 2016.

Trump si è confermato il candidato più sincero, in grado di rompere gli schemi, anche sfidando i fischi e i boati della platea dell’arena di Cleveland come quando, unico tra i contendenti, si è rifiutato di prendere l’impegno a non candidarsi come indipendente se non sarà lui il leader scelto dal partito conservatore. (...)

*** Lo show di Donald Trump e altre cose successe nel dibattito tra i repubblicani, 'internazionale.it', 7 agosto 2015,

LINK, articolo integrale e 3 video  qui

martedì 4 agosto 2015

#RITAGLI / Post-democrazia (Ilvo Diamanti)

Post-democrazia, il termine qui usato da Ilvo Diamanti per definire lo stato politico cui l'Italia è giunta grazie alla marcia progressiva e solitaria di Renzi che lo ha portato ad essere presidente del Consiglio, è un termine 'forte'. 

Non è stato inventato ora. Ma dal politologo britannico Colin Crouch nel 2003 (Post-democrazia, Laterza, 2005). Con esso, si intende un sistema politico ancora regolato da norme democratiche, ma la cui applicazione è progressivamente svuotata dalla prassi politica, sempre più oligarchica e staccata dalla partecipazione dei cittadini.

'Post' non vuol dire 'anti'. E quindi nessuna accusa di essere contro il sistema democratico. 
Ma, ovviamente, significa 'dopo'. E 'dopo', mi pare chiaro ed evidente, dice che la fase democratica, che c'era prima, non c'è più. Che è subentrata un'altra cosa. 
Cioè: la democrazia correttamente intesa non esiste più.

Le parole, per me, continuano ad avere un senso. 
Le abbiamo trasformate in 'aria fritta', ma siamo 'noi' che l'abbiamo fatto. 
'Loro' restano concretissime. E continuano a significare ciò che significano.
Se diciamo che l'Italia è in' post-democrazia' diciamo una cosa grave. 
Per la quale mi aspetterei che i più alti organi istituzionali, oltre che i politici e i cittadini, dicessero qualcosa.
Dico che 'mi aspetterei'. Ma non è vero: 'non me l'aspetto'.
Perché anche questo è un segnale di conferma. 
Della 'post-democrazia'. (mf)

° ° °

Il Premier Matteo Renzi prosegue nella sua marcia solitaria. Un giorno dopo l'altro, una parola dopo l'altra, disegna una democrazia personale e immediata. Centrata sulla sua persona. Refrattaria alle "mediazioni". Diffidente verso i "mediatori". Si tratti di organizzazioni, associazioni o di soggetti istituzionali. Così, in pochi giorni, è intervenuto "direttamente" contro i sindaci e, prima ancora, contro il sindacato. Colpevoli, entrambi, di ostacolare, in modo diverso, il turismo e, quindi, l'economia italiana. Il sindacato. Con le iniziative che hanno reso difficile l'ingresso agli scavi di Pompei. E con lo sciopero dei piloti Alitalia, che ha generato disagio ai passeggeri. A Pompei come negli aeroporti le iniziative sono state condotte da sigle autonome e singoli comitati. D'altronde, nei servizi, poche persone, collocate in posizione strategica, possono generare grandi disagi pubblici. Tuttavia, il premier ha polemizzato, esplicitamente, contro il sindacato. Senza specificazioni. D'altronde, Renzi, da tempo, conduce la sua polemica contro il sindacato. Che ha il volto di Landini, leader della Fiom e di "Coesione Sociale", che nello scorso autunno ha promosso manifestazioni e scioperi contro il Jobs act e le politiche del lavoro del governo. Il sindacato evocato da Renzi. Chiama in causa Susanna Camusso, che, non per caso, ieri, su Repubblica, ha replicato che la "la Cgil non ci sta a essere usata in modo strumentale dal premier per recuperare il voto moderato". (...)

D'altronde, il capo del governo - e del partito di maggioranza - è un leader "non eletto" in Parlamento. Come i suoi principali oppositori. Beppe Grillo, leader  -  pardon: portavoce e megafono  -  del M5s. E Matteo Salvini, segretario della Lega: parlamentare europeo. Insomma, Renzi è, per ora, il premier di una Repubblica extra-parlamentare. Impegnato a costruire uno specifico modello di democrazia. Maggioritaria e personalizzata. Come prevedono le riforme istituzionali (in particolare, il monocameralismo) e la stessa riforma elettorale. L'Italicum. Che non delineano un "presidenzialismo di fatto" (come ha sottolineato il costituzionalista Stefano Ceccanti sull'Huffington Post ). Piuttosto, una Repubblica ancora "indistinta" (per citare Edmondo Berselli). Ma fondata sul premier. Renzi, d'altronde, nel frattempo agisce "come se" fosse già premier-presidente. Agisce e decide  -  o meglio: promette di agire  -  in fretta. Veloce. Così, dal Giappone annuncia l'approvazione della riforma della pubblica Amministrazione. "Entro giovedì". E si rivolge ai cittadini e agli elettori. Saltando mediazioni e mediatori. Sindacati e sindacalisti. Sindaci e governatori. Scavalca perfino il Parlamento e, soprattutto, i partiti. Compreso il "proprio". Che, d'altronde, costituisce il principale luogo, il principale soggetto-oggetto del suo esperimento.

Il Pd. Tradotto e trasformato nel PDR. Il Partito Democratico di Renzi. O, più semplicemente, nel PdR. Il Partito di Renzi. Un post-partito, veicolo e portabandiera della PDR. La Post-Democrazia di Renzi. Fondata sul premier.

*** Ilvo DIAMANTI, sociologo e sondaggista, La post-democrazia fondata sul premier, 'l a Repubblica', 3 agosto 2015

LINK, articolo integrale qui



Sempre in Mixtura, altri 2 contributi di Ilvo Diamanti, qui

sabato 27 giugno 2015

#VIDEO #POLITICA / Servono politici che si sentano europei (Gianfranco Pasquino)



Gianfranco PASQUINO, 1942
politologo allievo di Norberto Bobbio e Giovanni Sartori
Servono politici che si sentano anzitutto europei, da La sfida europea, 2014 
di Giorgio Giovannetti, Treccani Channel
video, 4min16


Come sta mutando la rappresentanza delle idee e degli interessi?
E' vero che con internet tutto cambia e che andiamo verso la democrazia digitale?
E che cosa resta della politica se dalle piazze si passa al web?
Quali saranno i soggetti che faranno la politica nell'Europa che verrà?
A queste domande cerca di rispondere Gianfranco Pasquino. (da Treccani Channel)

lunedì 22 giugno 2015

#LINK / Burocrazia, il cappio che strangola (Vitalba Azzollini)

I carichi burocratici che gravano sui privati restano rilevanti nonostante gli interventi per ridurre i costi connessi alla regolazione. Stratificazioni normative e inadempimenti sono tra le cause della mancata semplificazione. Che invece libererebbe risorse, senza incidere sul bilancio dello Stato.

(... ) Considerato che l’alleggerimento dei costi renderebbe disponibili per i privati risorse equiparabili a “sgravi” economici, senza incidere sul bilancio dello Stato, appare singolare lo scarso rilievo che istituzioni e media riservano alle inadempienze. Una sorta di “tesoretto” giace inutilizzato tra le pieghe della burocrazia normativa e amministrativa nazionale: gioverebbe alla accountability dei governanti, oltre che alle finanze dei governati, attribuire finalmente a ogni onere il suo “peso”.

*** Vitalba AZZOLLINI, esperta di diritto, 'lavoce.info', Burocrazia, il cappio che strangola gli italiani, blog de 'lavoce.info', 'ilfattoquotidano.it., 19 giugno 2015

LINK, articolo integrale qui



sabato 20 giugno 2015

#LINK / L'enciclica, un manifesto del XXI secolo per la democrazia della Terra (Vandana Shiva)

Molti degli articoli sull'Enciclica di Papa Francesco nella stampa - prima e dopo la presentazione ufficiale di ieri - hanno riassunto questo documento di svolta coi suoi 246 paragrafi sulla crisi ecologica e umana ai soli quattro paragrafi sul cambiamento climatico. Ma Laudato si' è molto più vasto e profondo. È in primo luogo un appello a un cambiamento di consapevolezza e di concezione del mondo dal paradigma dominante del dominio sulla natura e della sua distruzione a un altro nel quale vediamo la Terra come nostra Madre, come la nostra casa comune. (...)

L'intrinseca dignità del mondo è così compromessa. La natura non è materia morta, è viva e quando distruggiamo la natura lei può distruggere noi. La nostra arroganza ci sta rendendo ciechi a questa realtà essenziale che le donne, i piccoli contadini e le culture indigene hanno capito. Molti movimenti saranno resi più forti dall'enciclica. I soli minacciati sono coloro che vorrebbero continuare a cercare di garantire il loro dominio sull'intero pianeta e sulle risorse della Terra, privatizzando i beni comuni, imponendo accordi di libero commercio come il TTP e il TTIP, distruggendo la democrazia e i diritti dei popoli e devastando la Terra che ci sostenta. L'enciclica si basa sull'ecologia integrale, sul legame inscindibile dell'ecologia con la società e con l'economia: quel collegamento-interconnessione che abbiamo cercato di esplorare col manifesto "Terra Viva". (...)

*** Vandana SHIVA, 1952, fisica, ambientalista, femminista, saggista indiana, La 'Laudato si'' è un Manifesto del 21° secolo per la democrazia della Terra, blog 'Huffington Post', 19 giugno 2015

LINK, articolo integrale qui

#LINK / Migranti, ciò che siamo diventati noi europei (Bernard Guetta)

Consideriamo le cifre. Il Libano ha 6 milioni di abitanti e accoglie oltre 1,2 milioni di rifugiati, soprattutto siriani; la Giordania ha una popolazione di 8 milioni di abitanti e oltre 600mila rifugiati; la Turchia, 80 milioni di abitanti, ospita 1,8 milioni di rifugiati. L’Unione europea ha una popolazione di 500 milioni di abitanti e si considera in stato d’assedio perché 100mila migranti e richiedenti asilo hanno raggiunto le sue coste, un diciottesimo di quelli che sono arrivati in Turchia.
Questi numeri ci fanno pensare che paesi dalla lunga tradizione cristiana abbiano totalmente dimenticato cosa sono la carità e la compassione, al contrario di molti paesi musulmani infinitamente meno ricchi.
Forse è arrivato il momento di preoccuparci per quello che siamo diventati, perché mentre i volti di questi bambini stravolti e genitori disperati compaiono in prima pagina sui nostri giornali e il papa ricorda a tutti gli europei l’obbligo di mostrarsi umani, noi guardiamo da un’altra parte e ci tappiamo le orecchie. (...)

Guardiamo in faccia la realtà. I rifugiati sono nostri alleati, perché la loro fuga evidenzia la barbarie di quei jihadisti che temiamo e vogliamo combattere. Sono nostri alleati, ma noi li respingiamo permettendo ai jihadisti di prendersi gioco delle democrazie arabe e dei loro presunti alleati europei.
In questo modo ci tiriamo la zappa sui piedi, terrorizzati da una massa di derelitti il cui unico desiderio è quello di sfuggire alla paura. È un atteggiamento incomprensibile, aberrante. Non so voi, ma io mi vergogno.

*** Bernard GUETTA,  giornalista e saggista francese, I migranti e ciò che siamo diventati noi europei, traduzione di Andrea Sparacino, 'internazionale.it', 18 giugno 2015.

LINK, articolo integrale qui