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mercoledì 20 aprile 2022

#SGUARDI POIETICI / Non ci è rimasto niente, bambina mia (Federico Pichetto)

Non ci è rimasto niente, bambina mia,
solo il corpo in cui ti ho atteso,
solo i fazzoletti in cui ho pianto,
solo un cappellino per ripararti dal freddo.

Non ci è rimasto niente, bambina mia,
si sono portati via tutto,
ingordi della tua infanzia, 
hanno rubato anche il tuo futuro.

Non ci è rimasto niente, bambina mia,
neppure il mio sguardo,
rapito dall’orroree di questi signori
che dalle loro fastose dimore
hanno distrutto la nostra casa.

Per un capriccio, per una vendetta,
per ragioni che non si possono difendere
e che hanno complici ovunque
ma vittime soltanto qui, 
in questa martoriata città.

Non c’è rimasto niente, bambina mia.
Forse solo la morte.
E a chi mi chiede, sfrontato, 
dove si sia nascosto il nostro Dio…

Rispondo che è qui, che è l’unico
che - tra le lacrime -
ha accettato di prenderti in braccio,
di continuare ad amare
ora che l’odio sembra essere diventato 
il nostro unico respiro.

*** Federico PICHETTO, facebook, 26 febbraio 2022, qui


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lunedì 21 febbraio 2022

#SGUARDI POIETICI / Gli ultimi istanti prima di una guerra (Federico Pichetto)

Gli ultimi istanti prima di una guerra
sono attimi preziosi.
Infatti, se fai bene attenzione,
in questo cupo silenzio
potresti sentir piangere la pace
L’uomo vero non è chi attacca,
l’uomo vero è chi sa fermarsi
ad ascoltare quel pianto.

*** Federico PICHETTO, facebook, 19 febbraio 2022, qui


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venerdì 16 ottobre 2020

#SGUARDI POIETICI / Stava lì, in piedi sulla riva del mare (Federico Pichetto)

Stava lì, in piedi sulla riva del mare,
e ripensava ai volti incontrati,
alle ferite subite,
a chi aveva lasciato
e a chi aveva fatto andare.

Tornavano alla mente
antiche parole,
odori e sapori 
di un’infanzia ormai tramontata.

Tornavano gli sguardi,
le paure, le ingenuità
e faceva fatica
a contemplare tutta la strada
che aveva portato il ragazzino
di un tempo a diventare
l’uomo di adesso.

Era difficile accettare di morire,
ma la cosa più difficile - forse -
era accettare di congedarsi
dalla vita di sempre
per abbracciare questa vita,
senza di lui, senza di lei,
senza di loro.

Perché fra le tante cose che temiamo
in fondo quella più terribile
è la necessità di nascere di nuovo,
di ricominciare.
Amando tutto.

*** Federico PICHETTO, facebook, 6 ottobre 2020, qui


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martedì 29 settembre 2020

#SGUARDI POIETICI / E' facile amare di domenica (Federico Pichetto)

È facile amare di domenica
con le campane che suonano a festa,
gli applausi e i riflettori.
Come è difficile amare di giovedì 
senza celebrazioni attorno,
incastonati nell’arido cammino della settimana.

Cerca qualcuno 
che sappia amarti di venerdì,
impara ad amare di martedì,
comprendi che il tuo cuore
- e il cuore degli altri -
è un bisogno d’amore
che non conosce settimana,
ma solo un presente da mendicante.

*** Federico PICHETTO, facebook, 28 settembre 2020, qui


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sabato 6 luglio 2019

#SGUARDI POIETICI / Tornare da te (Federico Pichetto)

Tornare dal bambino
e raccontargli che andrà tutto bene,
andare a prendere l’adolescente
e portarlo al sicuro,
parlare al ragazzo
e chiedergli di avere coraggio,
farsi prossimo all’uomo
e abbracciarlo nel suo dolore,
nel suo costretto silenzio.

Vivere è avere memoria,
non perdere per strada
nessuno di coloro che siamo stati,
ma coltivarli con umiltà,
permettendo loro
di continuare ad esistere
e di custodire ancora il sogno
di essere felici.

*** Federico PICHETTO, Tornare da te, facebook, 25 giugno 2019, qui


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