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mercoledì 29 novembre 2017

#VIDEO / L'arte di essere fragili (Alessandro D'Avenia)


L'arte di essere fragili
Ted per Milano, ottobre 2017
youtube, TedxTalks, 10 novembre 2017
Alessandro D'AVENIA, 1977
insegnante, scrittore, saggista, sceneggiatore
video 18min05

Fragilità. Relazione. Amore. Vita.
L'arte di sperare. L'arte di morire. L'arte di curare. L'arte di rinascere.
Un intervento - pacato, ma appassionato - tutto centrato su questi temi-concetti, con suggestivi riferimenti a Ulisse. 
E una intensa testimonianza del relatore del suo essere insegnante. (mf)


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domenica 17 settembre 2017

#MOSQUITO / Cultura, prendersi cura (Alessandro D'Avenia)

I latini per “curare” usavano la parola colere da cui cultum, da cui il termine “cultura” (l’agricoltura non era altro che il prendersi cura del campo). La cultura non ha nulla a che fare con il consumare oggetti culturali: ci si illude che consumando più libri, più musica, più quadri, si acquisirà più cultura. Conosco persone che consumano tantissimi oggetti culturali, però questo non le rende più umane, anzi spesso finiscono con il sentirsi superiori agli altri. Cultura vuol dire stare nel campo, farlo fiorire, a costo di sudore. Significa conoscere la consistenza dei semi, i solchi della terra, i tempi e le stagioni dell’umano e occuparsene perché tutto dia frutto a tempo opportuno. Nella cultura ci sono il realismo del passato e del futuro e la lentezza del presente, cosa che il consumo non conosce: esso vuole rapidità e immediatezza, non contempla la passione e la pazienza.

*** Alessandro D'AVENIA, 1977, insegnante, scrittore, saggista, sceneggiatore, L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita, Mondadori, 2016


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sabato 17 dicembre 2016

#MOSQUITO / La chiamata, 'quale sarà il tuo verso'? (Alessandro D'Avenia)

Era una sera qualsiasi. Preso dalla noia accesi la TV: mi capitò un film che ha segnato la mia generazione. In quel personaggio vidi in anticipo il mio futuro. Keating leggeva una poesia: 

"«O me o vita, domande come queste mi perseguitano. Infiniti cortei di infedeli. Città gremite di stolti. Che v'è di nuovo in tutto questo, o me o vita? Risposta. Che tu sei qui, che la vita esiste, e l'identità, che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso. Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso.»
Quale sarà il tuo verso?".

Fu allora, avevo 16 anni, che decisi di rispondere alla mia chiamata. Sarei stato un prof. 

*** Alessandro D'AVENIA, insegnante e scrittore, 'facebook', 14 dicembre 2016, qui


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venerdì 9 dicembre 2016

#MOSQUITO / Studio e amore, in Dante vanno insieme (Alessandro D'Avenia)



Mentre preparavo la lezione mi sono imbattuto in questa definizione dantesca di 'studio': "applicazione dell'animo innamorato della cosa a quella cosa". 
Non c'è conoscenza senza amore previo. L'intelletto si dà solo se è d'amore. Per questo studiare è questione prima d'amore e dopo di applicazione. Non possiamo spiegare se prima non studiamo. Non possiamo studiare se prima non amiamo. D'altronde studium in latino significa prima di tutto: passione. 
Credo che la farò incorniciare in classe. 

*** Alessandro D'AVENIA, insegnante e scrittore, 'facebook', 4 dicembre 2016

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venerdì 18 novembre 2016

#MOSQUITO / Giovani, incoraggiarli verso il vero, bello, buono (Alessandro D'Avenia)

Abbiamo dato loro tutto per godere la vita, ma non abbiamo dato loro una ragione per viverla. Abbiamo scambiato la felicità con il benessere, i sogni con i consumi. 
Il risultato è una generazione spesso perduta in un deserto di noia, a caccia di oasi di senso, intrappolata in miraggi emotivi necessari a risarcire una profonda solitudine, non quella feconda del poeta che si allontana dal mondo per ritrovarsene poi più innamorato e arricchito, ma quella di chi si sente abbandonato da tutto e di cui io sono testimone quando raccolgo le confidenze di ragazzi che mi conoscono solo attraverso i miei scritti. Allora mi chiedo: ma accanto a loro non c’è nessuno che li osserva? Noto una tendenza alla resa nell’età fatta per l’eroismo; infatti quelli che non hanno ancora rinunciato a lottare sentono fortissimo il dolore di qualcosa che era loro dovuto ma che hanno perduto, senza sapere bene come: una sorta di smarrimento. Eppure questo dolore, se decidono di non ignorarlo o lasciarlo prosperare, è la loro salvezza perché acuisce la sete, le domande. 
Una volta un collega mi ha criticato dicendomi: “A scuola bisogna seminare dubbi, non certezze”. Non credo che a scuola l’alternativa sia tra dubbi e certezze, ma tra libertà e schiavitù. Non si tratta di seminare certezze, bensì di incoraggiare l’uso della libertà in direzione di ciò che è vero, bello e buono per ampliare il raggio d’azione del vero, del bello, del buono, le tre cose che rendono una vita appassionata e appassionante. E se non avessimo un minimo di certezze perché insegnare Shakespeare, Omero e Dante? Perché le leggi della fisica? Perché la vita delle stelle e delle cellule? Lo facciamo perché pensiamo che questo serva a orientarsi nel mondo, ad abitarlo, anche quando si fa inospitale.

*** Alessandro D'AVENIA, 1977, insegnante, scrittore, saggista, sceneggiatore, L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita, Mondadori, 2016


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lunedì 14 novembre 2016

#MOSQUITO / La rosa, l'universo e noi (Alessandro D'Avenia)

Quando guardo una rosa, mi accorgo che le cose dell’universo non sono tenute a essere belle, eppure lo sono. Perché noi non riusciamo a raggiungere la bellezza di una rosa o dimentichiamo come si fa? Troppo concentrati sui risultati anziché sulle persone, trascuriamo di prenderci cura di noi stessi come esseri viventi, cioè chiamati a essere di giorno in giorno più vivi, capaci di un destino inedito, e ci accontentiamo di attraversare stancamente la ripetizione di giorni senza gioia. Io credo accada perché spesso alla vita preferiamo il suo rivestimento, come se chi ha ricevuto un regalo si accontentasse del pacchetto per paura di rimanere deluso.

*** Alessandro D'AVENIA, 1977, insegnante, scrittore, saggista, sceneggiatore, L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita, Mondadori, 2016


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mercoledì 20 luglio 2016

#SENZA_TAGLI / 'Cor ad cor loquitur' (Alessandro D'Avenia)


Il motto del college in cui viviamo in questi giorni è: Cor ad cor loquitur (il cuore parla al cuore). 

Ed è bello parlare periodicamente a tu per tu con questi ragazzi per capire come va, che difficoltà incontrano, che cosa ostacola il loro pieno fiorire, e aiutarli a guardarsi da fuori, la loro più grande fatica, magari facendo vedere che sono ostacoli che anche noi dobbiamo affrontare o abbiamo affrontato. 

Mi sono interiormente commosso quando uno di loro, alla domanda su cosa gli piacesse di più di questi giorni, ha risposto: "Che voi grandi, a tu per tu, ci dite la verità con affetto". 

Niente spinge più un ragazzo a cambiare del sentirsi voluto bene, mentre gli dici qualcosa che può anche fargli male. Capisce di dover lavorare sul fare, ma l'essere è custodito e amato. Le sue forze si attivano perché guardate con affetto e il brutto si può affrontare senza paura. 

Cor ad cor loquitur. 
Ne farò il mio motto di insegnante, anche se so quanta fatica questo lavoro richieda. Ma voglio provarci, ogni giorno di più.

*** Alessandro D'AVENIA, 1977, insegnante e scrittore, 'facebook', 17 luglio 2016, qui
Il motto cor ad cor loquitur è del cardinale inglese John Henry Newman, 1801-1890