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domenica 2 giugno 2019

#MOSQUITO / Internet, una potenza distruttiva (Yves Mény)

Come la diffusione della Bibbia di Gutenberg ha permesso l’esercizio del libero arbitrio e il rifiuto del dogmatismo, internet, con una potenza di fuoco e una rapidità mai viste prima, rende ogni cittadino-utente uguale a chiunque altro, dà lo stesso peso a qualsiasi opinione o preferenza, qualunque essa sia: informata, consapevole, brillante, ignorante, innovativa, consumata o mostruosa. Ogni individuo è come Sansone che demolisce le colonne del Tempio: distrugge, forse senza nemmeno rendersene conto, le fondamenta del sistema rappresentativo su cui si basano tutte le democrazie. L’inizio del terzo millennio sarà forse analizzato come il «momento» che ha rovesciato le credenze e rotto le convenzioni che hanno permesso di costruire la democrazia da due secoli a questa parte.

***  Yves MÉNY, 1943, politologo francese, Popolo ma non troppo, Il Mulino, 2019. 


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sabato 11 maggio 2019

#MOSQUITO / 'We the People', ma quale 'people'? (Yves Mény)

Non ci può essere democrazia senza popolo. Ma questo semplice principio invocato dai rivoluzionari americani o francesi, fin dalle origini, non cessa di essere manipolato, dibattuto, tradito, oggetto di plurime e contrastanti interpretazioni. I Founding Fathers ben potevano dare inizio alla costituzione americana con un solenne e altisonante «We the People» e riprendersi con una mano ciò che avevano concesso con l’altra. Tutto il resto della costituzione è caratterizzato dall’ossessione per le masse che si cerca di controllare, incanalare, limitare. Non c’era evidentemente alcun posto per gli schiavi, ma neanche per le donne. E per tutti gli altri cittadini furono approntate mille barriere e trappole per evitare l’intrusione della folla e la «tyranny of the majority». 

La stessa cosa è avvenuta in Francia, dove si è avuto il pregio di sostituire un’entità astratta e unica, ossia il popolo, a un’entità concreta e anch’essa unica, ossia il re. Anche quando i membri della Convenzione introdussero il suffragio universale, essi ne esclusero le donne e preferirono il linguaggio del terrore alla libera espressione delle urne. Il popolo, indispensabile alla teoria democratica, emerge nella sofferenza e prima della nascita della democrazia, quando questa è ancora molto lontana dall’essere anche solo concepita. Ciò che precede è l’instaurazione della Repubblica, regime antimonarchico che non significa necessariamente democratico.

*** Yves MÉNY, 1943, politologo francese, Popolo ma non troppo, Il Mulino, 2019. 


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