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lunedì 7 marzo 2022

#SGUARDI POIETICI / La luna di Kiev (Gianni Rodari)

 Chissà se la luna
di Kiev
è bella
come la luna di Roma,
chissà se è la stessa
o soltanto sua sorella…
«Ma son sempre quella!
– la luna protesta –
non sono mica
un berretto da notte
sulla tua testa!
Viaggiando quassù
faccio lume a tutti quanti,
dall’India al Perù,
dal Tevere al Mar Morto,
e i miei raggi viaggiano
senza passaporto».

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, La luna di Kiev,  Filastrocche in cielo e in terra, 1960, Einaudi, 2011


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mercoledì 26 maggio 2021

#FILASTROCCHE / Sulla Luna (Gianni Rodari)

Sulla Luna, per piacere,
non mandate un generale:
ne farebbe una caserma
con la tromba e il caporale.

Non mandateci un banchiere
sul satellite d'argento,
o lo mette in cassaforte
per mostrarlo a pagamento.

Non mandateci un ministro
col suo seguito di uscieri:
riempirebbe di scartoffie
i lunatici crateri.

Ha da essere un poeta
sulla Luna ad allunare:
con la testa nella Luna
lui da un pezzo ci sa stare...
 
A sognar i più bei sogni
è da un pezzo abituato:
sa sperare l'impossibile
anche quando è disperato.

Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori,
sulla Luna e sulla Terra
fate largo ai sognatori!

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, Filastrocche per tutto l'anno, Einaudi, 2010


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domenica 25 ottobre 2020

#MOSQUITO / Intendo per passione la capacità di resistenza e di rivolta (Gianni Rodari)

Intendo per passione la capacità di resistenza e di rivolta. L’intransigenza nel rifiuto del fariseismo, comunque mascherato. La volontà di azione e di dedizione Il coraggio di sognare in grande. La coscienza del dovere, che abbiamo come uomini, di cambiare il mondo in meglio senza accontentarci dei mediocri cambiamenti di scena che lasciano tutto com’era prima. Il coraggio di dire di no quand’è necessario, anche se dire di sì è più comodo. Di non fare “come gli altri”, anche se per questo bisogna pagare un prezzo.

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, Educazione e passione, 1966, da Scuola di fantasia, Einaudi, 2014


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lunedì 13 aprile 2020

#FILASTROCCHE / Non per tutti è domenica (Gianni Rodari)

Filastrocca della domenica,
un po' allegra, un po' malinconica,
malinconica vuol dire mesta:
non per tutti domenica è festa.

Non è festa per il tranviere,
il vigile urbano, il ferroviere,
non è domenica per il fornaio,
per il garzone del lattaio.

Ma tutti i giorni sono neri
per chi ha tristi pensieri;
per chi ha fame, è proprio così:
ogni giorno è lunedì.

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, Non per tutti è domenica, da Gianni Rodari, Filastrocche lunghe e corte, Einaudi, 2010


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venerdì 13 marzo 2020

venerdì 7 febbraio 2020

#FILASTROCCHE / Gli odori dei mestieri (Gianni Rodari)

Io so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri;
sa d’olio la tuta dell’operaio;
di farina il fornaio;
sanno di terra i contadini;
di vernice gli imbianchini;
sul camice bianco del dottore
di medicine c’è un buon odore.

I fannulloni, strano però,
non sanno di nulla e puzzano un po’.

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, Gli odori dei mestieri, da Filastrocche in cielo e in terra, 1960, Einaudi, 1996
https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Rodari
https://it.wikipedia.org/wiki/Filastrocche_in_cielo_e_in_terra


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giovedì 26 dicembre 2019

#FILASTROCCHE / Lo zampognaro (Gianni Rodari)

Se comandasse lo zampognaro
che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?
“Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d’oro e d’argento”.

Se comandasse il passero
che sulla neve zampetta
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
“Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso,
tutti i doni sognati,
più uno, per buon peso”.

Se comandasse il pastore
dal presepe di cartone
sai che legge farebbe
firmandola col lungo bastone?
“Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino”.

Sapete che cosa vi dico
io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
accadranno facilmente;
se ci diamo la mano
i miracoli si fanno
e il giorno di Natale
durerà tutto l’anno.

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, Lo zampognaro, in 'filastrocche.it', qui


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mercoledì 25 dicembre 2019

#FILASTROCCHE / Il pianeta degli alberi di Natale (Gianni Rodari)

Dove sono i bambini che non hanno
l’albero di Natale
con la neve d’argento, i lumini
e i frutti di cioccolata?
Presto, presto, adunata, si va
nel Pianeta degli alberi di Natale,
io so dove sta.

Che strano, beato Pianeta…
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.
Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l’ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d’argento
che si dondola al vento.

In piazza c’è il mercato dei balocchi.
Un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi, il padrone
ti fa l’inchino e dice: “Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarà un onore…”

Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s’intende,
così ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c’è.

Un bel Pianeta davvero
anche se qualcuno insiste
a dire che non esiste…
Ebbene, se non esiste, esisterà:
che differenza fa?

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, Il Pianeta degli Alberi di Natale, 'Il Pioniere', n. 51, 1954,  rivista per ragazzi, in Filastrocche in cielo e in terra, Einaudi, 1960, in 'flilastrocche.it', qui.

https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Rodari


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martedì 10 dicembre 2019

#RACCONTId'AUTORE / Il sole e la nuvola (Gianni Rodari)

Il sole viaggiava in cielo, allegro e glorioso sul suo carro di fuoco, gettando i suoi raggi in tutte le direzioni, con grande rabbia di una nuvola di umore temporalesco, che borbottava:
– Sciupone, mano bucata, butta via, butta via i tuoi raggi, vedrai quanti te ne rimangono.

Nelle vigne ogni acino d’uva che maturava sui tralci rubava un raggio al minuto, o anche due; e non c’era filo d’erba, o ragno, o fiore, o goccia d’acqua, che non si prendesse la sua parte.

– Lascia, lascia che tutti ti derubino: vedrai come ti ringrazieranno, quando non avrai più niente da farti rubare.

Il sole continuava allegramente il suo viaggio, regalando raggi a milioni, a miliardi, senza contarli.

Solo al tramonto contò i raggi che gli rimanevano: e guarda un po’, non gliene mancava nemmeno uno. La nuvola per la sorpresa si sciolse in grandine.

Il sole si tuffò allegramente nel mare.

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, Il sole e la nuvola, da Favole al telefono, Einaudi, 1962 

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mercoledì 4 dicembre 2019

venerdì 25 ottobre 2019

#FILASTROCCHE / La valigia dell'emigrante (Gianni Rodari)

Non è grossa, non è pesante
la valigia dell’emigrante…
C’è un po’ di terra del mio villaggio,
per non restare solo in viaggio…
un vestito, un pane, un frutto,
e questo è tutto.
Ma il cuore no, non l’ho portato:
nella valigia non c’è entrato.
Troppa pena aveva a partire,
oltre il mare non vuol venire.
Lui resta, fedele come un cane,
nella terra che non mi dà pane:
un piccolo campo, proprio lassù…
Ma il treno corre: non si vede più.

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, La valigia dell'emigrante, da Filastrocche in cielo e in terra, 1960 (precedentemente intitolata Il treno degli emigranti e inserita in Il treno delle filastrocche, 1952), pubblicata in 'antiwarsong.org', 17 gennaio 2013, qui 


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giovedì 24 ottobre 2019

FILASTROCCHE / Indovina se ti riesce (Gianni Rodari)

Indovina se ti riesce:
la balena non è un pesce,
il pipistrello non è un uccello;
e certa gente, chissà perché,
pare umana e non lo è.

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, Il libro dei perché, Einaudi, 2011, citato qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Rodari


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mercoledì 2 ottobre 2019

#FILASTROCCHE / Il cielo è di tutti (Gianni Rodari)

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,
in prosa o in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la Terra è tutta a pezzetti?

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, Il cielo è di tutti, da Il libro degli errori, Einaudi, 1964
Il testo è stato messo in musica dal cantautore livornese Bobo Rondelli, 1963 (VIDEOqui)
https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Rodari
https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Rondelli


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domenica 26 maggio 2019

#RACCONTId'AUTORE / Giacomo di cristallo (Gianni Rodari)

Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l’aria e l’acqua. Era di carne e d’ossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente.

Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca.

Una volta, per sbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente poté vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie.

Un’altra volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come una palla nera che rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu più tale.

Il bambino crebbe, diventò un giovanotto, poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte, quando gli faceva una domanda, prima che aprisse bocca.

Egli si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava “Giacomo di cristallo”, e gli voleva bene per la sua lealtà, e vicino a lui tutti diventavano gentili.

Purtroppo, in quel paese, salì al governo un feroce dittatore, e cominciò un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria per il popolo. Chi osava protestare spariva senza lasciar traccia. Chi si ribellava era fucilato. I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi.

La gente taceva e subiva, per timore delle conseguenze.

Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui: egli era trasparente e tutti leggevano dietro la sua fronte pensieri di sdegno e di condanna per le ingiustizie e le violenze del tiranno. Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo e prendeva speranza.

Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo nella più buia prigione.

Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere, e infine anche le mura esterne. La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri. Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugualmente a dormire. Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perché la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano.

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, Giacomo di cristallo, da Favole al telefono, Einaudi 1962, riprodotto in Giovanni De Mauro, Muri, 'internazionale', n. 1307, 17 maggio 2019, qui


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domenica 19 maggio 2019

#FILASTROCCHE / Il povero ane (Gianni Rodari)

Se andrete a Firenze
vedrete certamente
quel povero ane
di cui parla la gente.

È un cane senza testa,
povera bestia.
Davvero non si sa
ad abbaiare come fa.

La testa, si dice,
gliel’hanno mangiata…
(La “c” per i fiorentini
è pietanza prelibata).

Ma lui non si lamenta,
è un caro cucciolone,
scodinzola e fa festa
a tutte le persone.

Come mangia? Signori,
non stiamo ad indagare:
ci sono tante maniere
di tirare a campare.

Vivere senza testa
non è il peggio dei guai:
tanta gente ce l’ha,
ma non l’adopera mai!

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, da Il povero ane, da Il Libro degli errori, Einaudi, 1964
https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Rodari


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martedì 7 maggio 2019

#SENZA_TAGLI / Grembiule sì o no (Gianni Rodari)

Ho seguito su un grande giornale una piccola polemica. Questa parola deriva dal greco “polemos”, che voleva dire “combattimento”. Ma per fortuna le polemiche giornalistiche si fanno senza bombe atomiche, con la penna o con la macchina per scrivere. 
Dunque un noto professore di pedagogia (che sarebbe la scienza dell’educazione) si diceva contrario all’obbligo per gli scolari di indossare il grembiulino, col collettino col fiocchettino: la tradizionale uniforme dentro al quale i bambini dovrebbero sentirsi tutti uguali di fronte al maestro, ma che contrasta con la personalità, lo spirito di indipendenza, la libertà dei bambini. Due madri di famiglia gli rispondevano sottolineando i vantaggi del grembiulino: economia, praticità, igiene, impossibilità (per le bambine specialmente di fare sfoggio di vanità. 
Voglio entrare anch’io nel “combattimento”. Sono armatissimo, perché ho chiesto l’opinione dei maestri che conoscevo. «Se non ci fosse il grembiulino i bambini poveri avrebbero l’umiliazione di mostrare le loro toppe nei pantaloni ai bambini ricchi, vestiti come figurini». Questo ragionamento non mi convince. La povertà va abolita, non nascosta. Bambini con le toppe nei pantaloni non dovrebbero essercene più, ecco tutto. 
Un altro maestro mi ha detto: «Il grembiulino aiuta la disciplina. Che cosa ne diresti di un esercito senza divisa, un soldato col maglione rosso, un caporale con il gilè a fiorellini?». Nemmeno questo ragionamento mi convince: la scuola non è una caserma. E sulla disciplina bisogna intendersi bene: secondo me una classe non è veramente disciplinata quando ascolta immobile e impassibile le spiegazioni del maestro, pena un brutto voto in condotta, ma quando sta facendo una cosa interessante, così interessante che a nessuno viene in mente di guardare dalla finestra, o di tirare le trecce alle bambine, o di leggere un fumetto sotto il banco. 
Un grembiule o magari una bella tuta da lavoro, mi sembra indispensabile se si fa giardinaggio, se si usa la macchina per stampare (molte scuole al usano), se si fanno pitture con grandi pennelli, per non sporcarsi. Cioè. Accetto il grembiule dove e quando è utile e necessario. Come simbolo di uguaglianza, disciplina, eccetera non lo capisco. Il fiocco, poi, dà proprio fastidio. In certe scuole lo fanno portare lungo lungo, largo largo. Prima si vede il fiocco poi il bambino che c’è dietro. Ma forse in quelle scuole li fanno scrivere col fiocco invece che con la penna. Senza offesa per nessuno, ho detto la mia. Se non siete d’accordo non tiratemi le pietre: tiratemi i collettini bianchi, che fanno meno male. 

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, Grembiule sì o no, 'Corriere dei Piccoli', marzo 1968, da Fulvia degl'Innocenti, Cosa diceva Rodari a proposito del grembiulino a scuola, 'Famiglia Cristiana', 6 maggio 2019, qui


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lunedì 6 maggio 2019

#MOSQUITO / L'ago di Garda (Gianni Rodari)

Se un bambino scrive nel suo quaderno «l'ago di Garda», ho la scelta tra correggere l'errore con un segnaccio rosso o blu, o seguirne l'ardito suggerimento e scrivere la storia e la geografia di questo «ago» importantissimo, segnato anche nella carta d'Italia. La Luna si specchierà sulla punta o nella cruna? Si pungerà il naso? (…) 
Un «libbro» con due b sarà soltanto un libro più pesante degli altri, o un libro sbagliato, o un libro specialissimo?

*** Gianni RODARI,  1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, da Grammatica della fantasia, Einaudi, 20016, in 'le-citazioni.it', qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Rodari

disegno di Gianfranco Guidolin, qui

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giovedì 25 aprile 2019

#SGUARDI POIETICI / La madre del partigiano (Gianni Rodari)

Sulla neve bianca bianca
c'è una macchia color vermiglio;
è il sangue, il sangue di mio figlio,
morto per la libertà.

Quando il sole la neve scioglie
un fiore rosso vedi spuntare:
o tu che passi, non lo strappare,
è il fiore della libertà.

Quando scesero i partigiani
a liberare le nostre case,
sui monti azzurri mio figlio rimase
a far la guardia alla libertà.

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, La madre del partigiano, in Stefano Panzarasa, a cura, L'orecchio Verde, Omaggio a Gianni Rodari. Poesie e filastrocche eco-pacifiste”, 2009, in 'canzoni contro la guerra', qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Rodari


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BandaPopRossa
youtube, 2 giugno 2015
video 3min39

martedì 16 aprile 2019

#FILASTROCCHE / Speranza (Gianni Rodari)

S'io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.
"Speranza a buon mercato!"
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basti per sei.
E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza farla pagare.

*** Gianni RODARI, 1920-1980, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, Speranza, da Filastrocche per tutto l'anno, Einaudi, citato da Germana Bruno, facebook, 14 aprile 2019, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Rodari



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mercoledì 3 aprile 2019

#CIT / Il senso dell'utopia (Gianni Rodari)

Gianni RODARI, 1920-1980
scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, 
citazione da 'Paese Sera', 9 febbraio 1962, 
da Saverio Simonelli, 'inoltre', 6 maggio 2013, qui

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