mercoledì 31 maggio 2017

#CIT / Uomo e macchina (Marcello Marchesi)


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#SPOT / Fotografare oggi (Jean Jullienn)

Jean JULLIENN, 1983
artista grafico francese residente a Londra

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#PUBBLICITA' VINTAGE / Agip Supercortemaggiore, Lavazza Caffè Paulista, Vecchia Romagna Etichetta Nera

Agip Supercortemaggiore
(via pinterest)

° ° °

Lavazza Caffè Paulista
(via pinterest)

° ° °

Vecchia Romagna Etichetta Nera
(via pinterest)

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#SGUARDI POIETICI / La mia vita è felice (Daigu Ryokan)

La mia vita è semplice,
affidata al volere del Cielo.
Tre razioni di riso nella bisaccia,
un fascio di legna nel focolare.
Nessuna traccia di scienza o di ignoranza:
fama e ricchezza non sono che polvere.
Stanotte piove nella mia capanna;
distendo le gambe a mio piacere.

*** Daigu RYOKAN, 1758-1831, poeta giapponese, La mia vita è semplice, da Luigi Soletta (a cura) Poesie di Ryokan, Monaco dello zen, Edizioni La Vita Felice, Milano, 1994.


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#MUSICHE & TESTI / Borghesia (Claudio Lolli)


Borghesia
Claudio LOLLI, 1950
cantautore, poeta e scrittore
canzone inserita nell’album Aspettando Godot, 1972, qui


Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia, 
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. 

Sei contenta se un ladro muore, se si arresta una puttana,
se la parrocchia del Sacro Cuore ha acquistato una nuova campana. 
 Sei soddisfatta dei danni altrui, ti tieni stretti i denari tuoi, 
assillata dal grande tormento che un giorno se li riprenda il vento. 
E la domenica, vestita a festa, con i capifamiglia in testa, 
ti raduni nelle tue chiese, in ogni città, in ogni paese. 
Presti ascolto all’omelia rinunciando all’osteria, 
così grigia così per bene ti porti a spasso le tue catene.

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia,
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. 

Godi quando gli anormali sono trattati da criminali, 
chiuderesti in manicomio tutti gli zingari e gli intellettuali,
ami ordine e disciplina, adori la tua polizia tranne quando deve indagare 
su un bilancio fallimentare. 
Sai rubare con discrezione, meschinità e moderazione, 
alterando bilanci e conti, fatture e bolle di commissione 
Sai mentire con cortesia, cinismo e vigliaccheria,
hai fatto dell’ipocrisia la tua formula di poesia. 

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia, 
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. 

Non sopporti chi fa l’amore più di una volta alla settimana, 
chi lo fa per più di due ore, chi lo fa in maniera strana
Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista
oppure un figlio commerciante o, peggio ancora, comunista.
Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto, 
sempre fissa ad ascoltare un orizzonte che si ferma al tetto.
Sempre pronta a pestare le mani a chi arranca dentro a una fossa 
sempre pronta a leccar le ossa del più ricco e dei suoi cani.

Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia, 
per piccina che tu sia, il vento un giorno ti spazzerà via. 


Gustave CAILLEBOTTE, 1848-1894
pittore francese

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#MOSQUITO / Vita, non è un gioco a somma zero (Paul Watzlawick)

Ma perché è così difficile rendersi conto che la vita è un gioco a somma diversa da zero? Che si può vincere ‘insieme’ non appena si smetta di essere ossessionati dall’idea di dover battere il partner per non essere battuti? E che - cosa del tutto inconcepibile per lo scaltro giocatore a somma zero - si può perfino vivere in armonia con l’avversario decisivo, la vita? 

*** Paul WATZLAWICK, 1921-2007, psicoterapeuta statunitense di origine austriaca, in Istruzioni per rendersi infelici, 1983, Feltrinelli, 1984.


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martedì 30 maggio 2017

#PIN / Progredire, come (MasFerrario)


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#CIT / Fanatico (Amos Oz)


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#QUADRI / Jack Morrocco, James Crandall, Mark Keller

Jack MORROCCO, 1953
artista scozzese
(via pinterest)

° ° °

James CRANDALL
artista statunitense
(via pinterest)

° ° °

Mark KELLER
artista statunitense
(via pinterest)

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#SPOT / Tempi attuali

(via pinterest, autore non identificato)

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#SGUARDI POIETICI / Nel mio bar (Kajetan Kovič)

Quando morirò,
verranno a saperlo nel mio bar?
Quella sera si scoleranno
qualche bicchiere in più
diventeranno perciò
più allegramente tristi?
Avranno la sensazione che
(senza conoscere la massima)
media vita in morte sumus
e si sentiranno pervadere
da un dolce brivido
essendo ancora vivi?
Sapranno che ero
uono di quelli
che,
non solo al banco,
si estasiavano alla vista
dei bei doni della vita?
Sapranno
quello che io sapevo del vino,
non riguardo a cento bicchieri
bensì a uno solo,
sapranno
ciò che io sapevo delle donne,
non delle donne in genere,
ma di lei
che
come la luce d'agosto
filtrava nel mio sangue
mentre stavo appoggiato
al banco di questo bar
che senza la sua fluttuante
immagine sarebbe nel mio spirito
una sordida tana per soli uomini.

*** Kajetan KOVIČ, 1921-2014, giornalista, poeta, scrittore sloveno, Nel mio bar, traduzione di Jolka Miličin, in 'casadellapoesia', qui


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#VIGNETTE / Legittima difesa, guerra (Mauro Biani)

Mauro BIANI
'il manifesto', 28 maggio 2017

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#MOSQUITO / Virilità, un altro possibile significato (Sándor Márai)

In seguito mutò la sua opinione sull’atteggiamento ‘virile’: la virilità, secondo lui, non significava tanto consumarsi in un qualcosa che non siamo in grado di sopportare - forse è molto più virile cercare un compromesso, una soluzione, nei limiti del possibile, e ‘subire le conseguenze’ talvolta non equivaleva ad altro se non abbassare la testa e mostrare le proprie ferite. 

*** Sándor MÁRAI, 1900-1989, scrittore ungherese, Divorzio a Buda, romanzo, 1935-39, Adelphi, 2002
https://it.wikipedia.org/wiki/S%C3%A1ndor_M%C3%A1rai


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lunedì 29 maggio 2017

#BREVITER / Antipolitica (mf)

MasFerrario, 'facebook', 27 maggio 2017, qui

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#CIT / Vocazione (Gary Hamel)


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#SPOT / Bambini richiesta di attenzione (Agim Sulaj)

Agim SULAJ, 1960
disegnatore albanese
'cartonnmovement', qui

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#HUMOR / Amministratore, e punteggiatura

(via pinterest)


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#SGUARDI POIETICI / Il mio vino (Corrado Govoni)

Mi dissero: «Perché non bevi?
Tu vedi doppio; e puoi dimenticare...»
Mi buttai sopra il vino a bergli l’anima.
Bevvi la vigna in erba
con i pali celesti di solfato,
e bevvi la vendemmia coi suoi canti,
con tutte le sue vespe come gemme
e il pigiatore rosso
che schiacciava danzando l’uva matura.
Ma il vino mi tagliò solo le gambe.
Non vidi doppia che la mia sventura.

*** Corrado GOVONI, 1884-1965, poeta, Il mio vino, da Preghiera al trifoglio, 1953, in 'larecherche.it', qui


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#MOSQUITO / Manager, tutti uguali (Tiziano Terzani)

Io li vedo: si vestono tutti uguali, hanno comportamenti tutti uguali; questa povera gente è costretta a comportamenti che impediscono loro l’esercizio della più bella cosa che anche un manager dovrebbe avere: la fantasia. (...) Anche i manager devono riscoprire i colori dell’arcobaleno. 

*** Tiziano TERZANI, 1938-2004, scrittore e giornalista, intervistato da Francesco Bertolini, rubrica ‘Manager allo specchio’, ‘Economia & Management’, n. 6, dicembre 2002.


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#LINK / Lettura, i ragazzi leggono sempre meno (Alex Corlazzoli)

Si legge sempre meno e persino tra i ragazzi sono ancora troppi quelli che non amano prendere in mano il libro. Oggi in Italia ci sono oltre 4 milioni di lettori in meno di libri rispetto al 2010. La linea dei grafici presentati dall’indagine Istat è sempre più in discesa. Nonostante le case editrici continuino a sfornare libri e le iniziative per la promozione della lettura si moltiplichino in ogni angolo del Paese, i lettori calano. E’ preoccupante che ad entrare in crisi sia anche l’editoria per ragazzi che in Italia è da sempre uno dei settori più forti.
Tra i bambini l’aumento dei non lettori si è verificato soprattutto nella fascia tra gli 11 e i 14 anni (+13,9%), guarda caso proprio nella fase della scuola secondaria di primo grado che in Italia è ritenuta da molti l’anello debole del sistema d’istruzione. (...)

*** Alex CORLAZZOLI, maestro e giornalista, I ragazzi leggono sempre meno, e sono gli adulti (maschi) a dare il cattivo esempio, 'ischool', 26 maggio 2017

LINK articolo integrale qui


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domenica 28 maggio 2017

#RITAGLI / Imprenditori e speculatori (Papa Francesco)

 Il vero imprenditore – io cercherò di fare il profilo del buon imprenditore – il vero imprenditore conosce i suoi lavoratori, perché lavora accanto a loro, lavora con loro. Non dimentichiamo che l’imprenditore dev’essere prima di tutto un lavoratore. Se lui non ha questa esperienza della dignità del lavoro, non sarà un buon imprenditore. Condivide le fatiche dei lavoratori e condivide le gioie del lavoro, di risolvere insieme problemi, di creare qualcosa insieme. Se e quando deve licenziare qualcuno è sempre una scelta dolorosa e non lo farebbe, se potesse. Nessun buon imprenditore ama licenziare la sua gente – no, chi pensa di risolvere il problema della sua impresa licenziando la gente, non è un buon imprenditore, è un commerciante, oggi vende la sua gente, domani vende la propria dignità –, ci soffre sempre, e qualche volta da questa sofferenza nascono nuove idee per evitare il licenziamento. Questo è il buon imprenditore. Io ricordo, quasi un anno fa, un po’ di meno, alla Messa a Santa Marta alle 7 del mattino, all’uscita io saluto la gente che è lì, e si è avvicinato un uomo. Piangeva. Disse: “Sono venuto a chiedere una grazia: io sono al limite e devo fare una dichiarazione di fallimento. Questo significherebbe licenziare una sessantina di lavoratori, e non voglio, perché sento che licenzio me stesso”. E quell’uomo piangeva. Quello è un bravo imprenditore. Lottava e pregava per la sua gente, perché era “sua”: “E’ la mia famiglia”. Sono attaccati…

Una malattia dell’economia è la progressiva trasformazione degli imprenditori in speculatori. L’imprenditore non va assolutamente confuso con lo speculatore: sono due tipi diversi. L’imprenditore non deve confondersi con lo speculatore: lo speculatore è una figura simile a quella che Gesù nel Vangelo chiama “mercenario”, per contrapporlo al Buon Pastore. Lo speculatore non ama la sua azienda, non ama i lavoratori, ma vede azienda e lavoratori solo come mezzi per fare profitto. Usa, usa azienda e lavoratori per fare profitto. Licenziare, chiudere, spostare l’azienda non gli crea alcun problema, perché lo speculatore usa, strumentalizza, “mangia” persone e mezzi per i suoi obiettivi di profitto. Quando l’economia è abitata invece da buoni imprenditori, le imprese sono amiche della gente e anche dei poveri. Quando passa nelle mani degli speculatori, tutto si rovina. Con lo speculatore, l’economia perde volto e perde i volti. E’ un’economia senza volti. Un’economia astratta. Dietro le decisioni dello speculatore non ci sono persone e quindi non si vedono le persone da licenziare e da tagliare. Quando l’economia perde contatto con i volti delle persone concrete, essa stessa diventa un’economia senza volto e quindi un’economia spietata. Bisogna temere gli speculatori, non gli imprenditori; no, non temere gli imprenditori perché ce ne sono tanti bravi! 

*** Papa FRANCESCO, estratto dal discorso per la visita pastorale allo Stabilimento Ilva di Genova, 27 maggio 2017, 'w2.vatican.va', qui


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#SGUARDI POIETICI / Caffè all'aperto (Henrik Nordbrandt)

Pioviggina un po'
ma non abbastanza perché si possa proprio
chiamarla pioggia
e noi lentamente ci bagniamo
ma non abbastanza perché valga proprio
la pena di parlarne
e un po' ci innamoriamo
ma non abbastanza perché si possa proprio
chiamarlo amore.

*** Henrik NORDBRANDT, 1945, poeta danese, Caffè all'aperto, da Il nostro amore è come Bisanzio, Donzelli, 2005, traduzione di Bruno Berni


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#MOSQUITO / Autorevolezza, maestri, allievi, delinquenti (Vittorino Andreoli)

Il maestro non deve convincere l’allievo a ubbidire, ma deve avere doti tali che l’allievo è felice di seguirlo, perché è un esempio. Voler dimostrare tutto è segno di mancanza di autorevolezza. (...) Anche un disonesto o un farabutto può dimostrare, ma mai potrà essere creduto. Questa società è piena di delinquenti sapienti e manca di maestri credibili. 

*** Vittorino ANDREOLI, 1940, psichiatra e scrittore, Elogio della normalità, Marietti, 2002.
https://it.wikipedia.org/wiki/Vittorino_Andreoli


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#VIDEO / Scuola oggi e il possibile futuro (Paolo Mottana)


Paolo MOTTANA
docente ordinario di filosofia dell'educazione all'università di Milano Bicocca
saggista 
Modelli educativi: il presente e il possibile futuro
video 26min59

Un'analisi, dura, severa, senza sconti, del modello educativo imperante: che non dà spazio a bambini e ragazzi, ma li 'schiaccia' per anni, prescrivendone e disciplinandone i comportamenti, dentro scuole che di fatto sono prigioni separate dal mondo reale.
E l'idea, nuova, certamente azzardata', di una 'scuola diffusa'.
Un intervento che non può non far pensare: anche su quanto c'è di possibile concretezza in un'aspirazione utopica che vuole ribaltare una prassi e una cultura secolari. (mf).



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#LINK / Pensionati, in Romania (Julio Gonzalez)

Radu è un ex-contabile rumeno che è andato in pensione da quasi 8 anni. Ha lavorato complessivamente 40 anni però ha potuto recuperare contributi solo per 32. Negli anni ‘90 del secolo scorso, quando la sua azienda nel nord del paese è stata chiusa, Radu ha preso diversi lavori saltuari senza pagare contributi pensionistici al sistema nazionale. Col tempo e con l’arrivo di nuove aziende vicino alla sua città, è riuscito a spostarsi per rientrare nel mondo del lavoro ufficiale riuscendo a contribuire di nuovo alla sua pensione.

Ad oggi, ai suoi 70 anni, vedovo e senza figli, ha qualche problema di salute che sta mettendo un po’ in difficoltà i suoi risparmi. È riuscito a comperare una casa in passato e sta considerando di venderla per poter coprire le spese mediche che gli necessitano. I suoi amici lo sconsigliano di farlo. Radu sta pensando a come trovare nuove alternative. (...)

*** Julio GONZALEZ, manager internazionale, Radu, senior rumeno alla ricerca di una soluzione, 'osservatorio senior', 2017

LINK articolo integrale qui


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sabato 27 maggio 2017

#PIN / Aforisma, il bello (MasFerrario)


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#VIDEO / Il mondo dei sentimenti (Aldo Carotenuto)


Aldo CAROTENUTO, 1933-2005
psicoanalista di matrice junghiana, saggista
Il mondo dei sentimenti, 1996
Cspl, Centro Studi Psicologia e Letteratura
video 18min58

Il sentimento e il suo ruolo nelle relazioni interpersonali. 
Una conversazione condotta in modo piano, colloquiale, 'semplice': ricca di spunti.
Il pensiero di un grande studioso e psicoanalista, che tuttora può essere riferimento importante per chi ama la psicologia del profondo (mf)


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#SPOT / Basterebbe alzarsi in piedi

(autore non identificato, via pinterest)

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#CIT / Autenticità (Pedro Almodóvar)


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#RACCONTId'AUTORE / La strada che non andava in nessun posto (Gianni Rodari)

All’uscita del paese si dividevano tre strade: una andava verso il mare, la seconda verso la città e la terza non andava in nessun posto.

Martino lo sapeva perché l’aveva chiesto un po’ a tutti, e da tutti aveva avuto la stessa risposta:
- Quella strada lì? Non va in nessun posto. È inutile camminarci.
- E fin dove arriva?
- Non arriva da nessuna parte.
- Ma allora perché l’hanno fatta?
- Non l’ha fatta nessuno, è sempre stata lì.
- Ma nessuno è mai andato a vedere?
- Sei una bella testa dura: se ti diciamo che non c’è niente da vedere...
- Non potete saperlo, se non ci siete stati mai. 

Era così ostinato che cominciarono a chiamarlo Martino Testadura, ma lui non se la prendeva e continuava a pensare alla strada che non andava in nessun posto.

Quando fu abbastanza grande da attraversare la strada senza dare la mano al nonno, una mattina si alzò per tempo, usci dal paese e senza esitare imboccò la strada misteriosa e andò sempre avanti. Il fondo era pieno di buche e di erbacce, ma per fortuna non pio­veva da un pezzo, cosi non c’erano pozzanghere. A destra e a sinistra si allungava una siepe, ma ben presto cominciarono i boschi. I rami degli alberi si intrecciavano al di sopra della strada e formavano una galleria oscura e fresca, nella quale penetrava solo qua e là qualche raggio di sole a far da fanale.

Cammina e cammina, la galleria non finiva mai, la strada non finiva mai, a Martino dolevano i piedi, e già cominciava a pensare che avrebbe fatto bene a tornarsene indietro quando vide un cane.
«Dove c’è un cane c’è una casa, - riflette Martino, - o per lo meno un uomo».
Il cane gli corse incontro scodinzolando e gli leccò le mani, poi si avviò lungo la strada e ad ogni passo si voltava per controllare se Martino lo seguiva ancora.
- Vengo, vengo, - diceva Martino, incuriosito. Finalmente il bosco cominciò a diradarsi, in alto riapparve il cielo e la strada terminò sulla soglia di un grande cancello di ferro.
Attraverso le sbarre Martino vide un castello con tutte le porte e le finestre spalancate, e il fumo usciva da tutti i comignoli, e da un balcone una bellissima signora salutava con la mano e gridava allegramente:
- Avanti, avanti, Martino Testadura!
- Toh, - si rallegrò Martino, - io non sapevo che sarei arrivato, ma lei sì.

Spinse il cancello, attraversò il parco ed entrò nel salone del castello in tempo per fare l’inchino alla bella signora che scendeva dallo scalone. Era bella, e vestita anche meglio delle fate e delle principesse, e in più era proprio allegra e rideva:
- Allora non ci hai creduto.
- A che cosa?
- Alla storia della strada che non andava in nessun posto.
- Era troppo stupida. E secondo me ci sono anche più posti che strade.
- Certo, basta aver voglia di muoversi. Ora vieni, ti farò visitare il castello.

C’erano più di cento saloni, zeppi di tesori d’ogni genere, come quei castelli delle favole dove dormono le belle addormentate o dove gli orchi ammassano le loro ricchezze. C’erano diamanti, pietre preziose, oro, argento, e ogni momento la bella signora diceva: - Prendi, prendi quello che vuoi. Ti presterò un carretto per portare il peso.

Figuratevi se Martino si fece pregare. Il carretto era ben pieno quando egli riparti. A cassetta sedeva il cane, che era un cane ammaestrato, e sapeva reggere le briglie e abbaiare ai cavalli quando sonnecchiavano e uscivano di strada.

In paese, dove l’avevano già dato per morto, Martino Testadura fu accolto con grande sorpresa. Il cane scaricò in piazza tutti i suoi tesori, dimenò due volte la coda in segno di saluto, rimontò a cassetta e via, in una nuvola di polvere. Martino fece grandi regali a tutti, amici e nemici, e dovette raccontare cento volte la sua avventura, e ogni volta che finiva qualcuno correva a casa a prendere carretto e cavallo e si precipitava giù per la strada che non andava in nessun posto.

Ma quella sera stessa tornarono uno dopo l’altro, con la faccia lunga cosi per il dispetto: la strada, per loro, finiva in mezzo al bosco, contro un fitto muro d’alberi, in un mare di spine. Non c’era più né cancello, né castello, né bella signora. Perché certi tesori esistono soltanto per chi batte per primo una strada nuova, e il primo era stato Martino Testadura.

*** Gianni RODARI, 1920-1980, insegnante e scrittore, La strada che non andava in nessun posto, da Favole al telefono, Einaudi, 962 e 1971.

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#SGUARDI POIETICI / Dono (Czesław Miłosz)

Un giorno così bello
la nebbia s’è alzata presto
e ho lavorato in giardino
i colibrì si fermavano sui fiori di caprifoglio
non c’era cosa al mondo che volessi possedere
non conoscevo nessuno degno di essere invidiato
qualunque torto avessi subito
l’ho dimenticato
pensare che una volta era lo stesso 
non m’imbarazzava
nel corpo non sentivo alcun dolore
quando raddrizzavo la schiena
vedevo il mare azzurro e le vele.

*** Czesław Miłosz MIŁOSZ, 1911-2004, poeta e saggista polacco, premio Nobel per la letteratura nel 1980, Dono, in 'lameditazionecomevia', qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Czes%C5%82aw_Mi%C5%82osz


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#MOSQUITO / Diventare adulti (Toni Morrison)

Diventare adulti non è un processo inevitabile, è una conquista, una bellezza difficile, la gloria di una dura vittoria. Non permettete che gli interessi commerciali e una cultura fatua vi privino di questa soddisfazione. 

*** Toni MORRISON, 1931, scrittrice statunitense contemporanea, premio Nobel per la letteratura nel 1993, discorso ai giovani di un college Usa, ‘la Repubblica’, 16 giugno 2001.


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#VIDEO / Nonna Chicca e il nipote gay (F. Bitti e F. Zaffarano)

Nonna Chicca: "Mio nipote gay vuole un figlio, a 80 anni capirò anche questo"
reptv, 17 maggio 2017
video 5min37
LINK video qui

“Quando ho saputo di Pietro sono morta, poi ho capito che non cambiava niente”.
Nonna Chicca, classe 1934, racconta il rapporto con suo nipote Pietro, 20 anni, gay dichiarato dall’età di 12 anni. Distanti due generazioni ma legati da un amore che ha permesso loro di crescere, confrontarsi e continuare a imparare l’uno dall’altra

*** Federico BITTI e Francesco ZAFFARANO - Video di Leonardo Sorregotti

venerdì 26 maggio 2017

#CIT / Credere (Baltasar Gracián y Morales)

da 'aforismario.net', qui

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#FUMETTI / La cosa più preziosa (Charles M. Schulz)

Charles SCHULZ, 1922-2000
fumettista statunitense

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#SPOT / When nothing goes right

(via pinterest)
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#BRICIOLE / Perché e perché (M. Ferrario)

Ci sono perché che ti obbligano ad una risposta. 
Altri che vanno semplicemente “tenuti lì”. A fermentare e pungere. 
Come quando si guarda di notte un cielo stellato e provi dentro domande che credi di non poter contenere. 
Se riesci a resistere, è l’unico momento che sei vivo.

*** Massimo Ferrario, 2013-2017, Perché e perché, per Mixtura


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#SGUARDI POIETICI / Tu (María Clara González)

“Ognuna mi ha dato solo quello che poteva
  darmi, a ognuna ho dato solo quello che 
  poteva prendere da me”
                                   Hermann Hesse
Non so in che modo
entri nel territorio segreto
che mi abita

Mentre cammini
- Come riconoscendomi -
la api di giugno popolano il mio sguardo

Ti lascio attraversarmi
Ti racconto i miei segreti
Ti avvolgo con le mie risate

So che vai di fretta                                                                                                                                                    
Non ti tratterrò

*** María Clara GONZÁLEZ, 1952, poetessa colombiana, Tu, da Il lento lavoro dell'oblio, 2002, in 'ilcantodellesirene', 22 maggio 2017, qui


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#MOSQUITO / Leader e carisma (Luciano Cavalli)

In generale il carisma non resiste all’insuccesso e alla routine. Anche nel caso in cui un capo carismatico non abbia più obiettivi forti da raggiungere e abbia consolidato il potere, il rischio di perdere il carisma è alto. Ecco perché fra l’altro un leader consolidato ha la necessità di darsi nuovi obiettivi, crearsi nuovi nemici, mantenere, per quanto sia possibile, eccezionale la situazione in cui opera. 

*** Luciano CAVALLI, sociologo, professore emerito dell'università di Firenze, intervistato da Antonio Gnoli, Aiuto il leader è nudo, ‘la Repubblica’, 22 gennaio 1993, qui


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#VIDEO / José Alberto Mujica


José Alberto MUJICA, 1935
politico uruguaiano
video 0min58

Compie 82 anni José Alberto Mujica, il Presidente "povero" dell'Uruguay (2010-2015) che ha scelto di vivere in povertà per donare il suo stipendio ai più bisognosi.


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giovedì 25 maggio 2017

#VIGNETTE / Strage di ragazzini (Natangelo)

NATANGELO
'Il Fatto Quotidiano', 24 maggio 2017

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#PIN / Le cose che non servono a niente (MasFerrario)


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#PUBBLICITA' VINTAGE / Piaggio, chi vespa mangia le mele

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#SCRITTE / Solitudine

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#SGUARDI POIETICI / Nel bosco (Luciano Erba)

E tu pensavi che come a un saggio orientale
ti bastasse stare addossato a gambe incrociate
alle radici sporgenti di un faggio
per allontanare il pensiero di lei
e diventare l'azzurro tra i rami
o magari formica corteccia filo d'erba

sono passati tre lenti fiocchi di nuvole
e sei ancora tu

ami, ma ami senza:
migliore esperienza?

*** Luciano ERBA, 1922-2010, poeta, Nel bosco, da L'ippopotamo, Einaudi, 1989, in 'ilcantodellesirene', 16 maggio 2017, qui


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#MOSQUITO / Dittatori da compiacere (Chinua Achebe)

Avere un dittatore da compiacere è un vero guaio. Poco male se si trattasse solo di ballare a testa in giù. Con un po’ di pratica chiunque ci può riuscire. Il vero problema è che non c’è modo di sapere da un giorno all’altro, da un minuto all’altro, qual è l’alto e quale il basso. 

*** Chinua ACHEBE, 1930-2013, scrittore, poeta, saggista, critico letterario nigeriano, Anthills of the Savannah, 1987, Heinemann, London, citato in Manfried F. R. Kets De Vries, Leader, giullari e impostori, 1993, Cortina, Milano, 1994. 


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