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giovedì 29 dicembre 2016

#MOSQUITO / Violenza, non fa parte della natura umana (Umberto Veronesi)

A parte la fede nella trascendenza non c’è nulla, negli insegnamenti delle religioni, che non sia già presente nella coscienza dell’uomo e nella sua attitudine ad amare piuttosto che odiare. In questo ci aiutano le più recenti ricerche della scienza: la violenza non dipende né da istinti di natura che condividiamo con gli animali, né da come è fatto il nostro cervello, né da un ipotetico vantaggio evoluzionistico a favore dei più forti. 

Darwin è stato frainteso: la selezione non favorisce il più forte, ma il più «adatto». Gli animali non si fanno la guerra, anzi tra loro si è constatata l’utilità dell’aiuto reciproco ai fini della sopravvivenza e propagazione della specie. Il fraintendimento di Darwin è avvenuto, a mio giudizio, in malafede. Si è usata la scienza per giustificare la guerra, spiegata come «necessità biologica». Intorno alla pericolosa teoria della guerra come «sola igiene del mondo» si è costruito nei decenni tutto un sistema che si propone di accreditare l’aggressività come istinto naturale dell’uomo e degli altri animali. Ma non è così. Per confutare questo genere di falsità, nel 1986, scelto dalle Nazioni Unite come Anno mondiale della Pace, un team internazionale di differenti discipline s’impegnò a produrre un manifesto scientifico che facesse il punto sulle conoscenze più avanzate sui comportamenti della specie umana. Tre anni dopo, la «Dichiarazione di Siviglia» riunì tutte le osservazioni, che smentiscono radicalmente l’ipotesi che la violenza faccia parte della natura umana.

*** Umberto VERONESI, 1921-2016, medico, oncologo, saggista, Credo nell'uomo, non in Dio, Edizioni Corriere della Sera, 2013


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martedì 23 agosto 2016

#MOSQUITO / Dio e il cancro (Umberto Veronesi)

Ho pensato spesso che il chirurgo, e soprattutto il chirurgo oncologo, abbia in effetti un rapporto speciale con il male. Il bisturi che affonda nel corpo di un uomo o di una donna lo ritiene lontano dalla metafisica del dolore. In sala operatoria, quando il paziente si addormenta, è a te che affida la sua vita. L’ultimo sguardo di paura o di fiducia è per te. E tu, chirurgo, non puoi pensare che un angelo custode guidi la tua mano quando incidi e inizi l’operazione, quando in pochi istanti devo decidere cosa fare, quando asportare, come fermare un’emorragia. (...)

Ci sei solo tu in quei momenti, solo con la tua capacità, la tua concentrazione, la tua lucidità, la tua esperienza, i tuoi studi, il tuo amore (o anche la tua carità come la chiamava don Giovanni) per la persona malata. Allo stesso modo di Auschwitz, per me il cancro è diventato la prova della non esistenza di Dio. Come puoi credere nella Provvidenza o nell'amore divino quando vedi un bambino invaso da cellule maligne che lo consumano giorno dopo giorno davanti ai tuoi occhi? Ci sono parole in qualche libro sacro del mondo, ci sono verità rivelate, che possano lenire il dolore dei suoi genitori? Io credo di no, e preferisco il silenzio, o il sussurro del "non so".

*** Umberto VERONESI, 1925, oncologo, Il mestiere di uomo, Einaudi, 2014


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domenica 21 febbraio 2016

#RITAGLI / Maternità surrogata, a favore (Umberto Veronesi)

Sono a favore della maternità surrogata perché è una forma di donazione: una donna dona a una persona che può essere una sorella, una cugina o un'amica" o una perfetta sconosciuta "una maternità che quella non può avere". 
La scienza prepara il terreno, rende le cose possibili. La maternità surrogata oggi è possibile. Sta poi all'interpretazione morale di una società accettarla, regolamentarla o rifiutarla.
L'uomo può donare un proprio organo, un rene, una parte del fegato, il sangue, i gameti, le cellule midollari. Quindi penso che la maternità surrogata sia una cosa nobile, anche perché mettere al mondo una persona nuova è sempre un evento positivo. Se pensiamo che nascere è meglio che non nascere - non siamo sicuri che sia così, ma è plausibile - allora questa donna fa nascere un bambino che non sarebbe mai nato.

*** Umberto VERONESI, oncologo, saggista, politico, dichiarazione a Adn Kronos, 19 febbraio 2016, qui