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lunedì 22 agosto 2022

#MOSQUITO / No alla perfezione (Carl Gustav Jung)

La perfezione è irraggiungibile. Inoltre, se potessimo differenziare in egual misura le quattro funzioni [Intuizione, sensazione, sentimento, pensiero], otterremmo soltanto il risultato di renderle accessibili alla conoscenza. Perderemmo allora il collegamento assai prezioso con l’inconscio attraverso la funzione inferiore, che è invariabilmente la più debole: la nostra debolezza e inadeguatezza sono il nostro unico ponte con l’inconscio, col mondo inferiore degli istinti, con gli altri esseri umani. 

Le nostre virtù ci consentono soltanto di essere indipendenti. In quella sfera non abbiamo bisogno di nessuno, siamo sovrani, mentre nella nostra inferiorità siamo collegati all’umanità e al mondo degli istinti. Non costituirebbe alcun vantaggio disporre di quattro funzioni perfette, perché una tale condizione equivarrebbe a una totale distanza dagli altri. Non ho mai avuto la mania della perfezione. 

Il mio motto è: per amor del cielo, non siate perfetti, ma sforzatevi con ogni mezzo di essere completi... qualsiasi cosa significhi a livello individuale.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, da Introduzione alla Psicologia analitica. 5 conferenze, 3^ conferenza, Bollati Boringhieri, 2013



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mercoledì 30 settembre 2020

#MOSQUITO / Di chi sono le idee? (Carl Gustav Jung)

... le idee che incontrano un grande seguito non appartengono nemmeno al loro cosiddetto creatore; se mai è egli stesso un seguace delle sue idee. Le idee che conquistano, le idee cosiddette vere, hanno in sé un che di particolare: sorgono da una regione atemporale, da un essere-sempre-esistite, da un terreno psichico primordiale su cui lo spirito effimero del singolo individuo cresce come una pianta che porta fiori, frutti e semi, appassisce e muore. Le idee provengono da un qualcosa che è più grande della persona singola. Non siamo noi a produrre idee, sono piuttosto le idee che formano noi.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, da Der Gegensatz Freud un Jung, in 'Kölnische Zeitung', 7 maggio 1929, in Opere, IV, Freud e la psicoanalisi, il Contrasto Freud e Jung, edizione digitale Bollati Boringhieri, 2015


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domenica 27 settembre 2020

#MOSQUITO / La ricerca nevrastenica del nuovo (Carl Gustav Jung)

All’uomo è stata così a lungo inculcata l’illusione di un continuo e progressivo miglioramento della civiltà, che si cerca di dimenticare il più in fretta possibile ciò che è vecchio per non perdere la coincidenza con il mondo nuovo e migliore la cui immagine viene continuamente sbandierata sotto il naso della gente da incorreggibili progressisti. La nostra nevrastenica ricerca della novità di domani è una malattia e non è civiltà. Civiltà significa essenzialmente continuità e prevede un’ampia conservazione dell’antico; la ricerca del nuovo invece crea inciviltà e sfocia in pura barbarie.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Civiltà in transizione, il periodo fra le due guerre, Opere, 10/2, Bollati Boringhieri, edizione elettronica, 2014
https://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Gustav_Jung


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sabato 12 settembre 2020

#CIT / Maschile e femminile (Carl Gustav Jung)

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961
medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica
Il Libro Rosso, scritto nel corso degli anni 1913-1930, 2009, Bollati Boringhieri, 2012-2014

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sabato 30 maggio 2020

#MOSQUITO / Essere consapevoli della propria colpa (Carl Gustav Jung)

L’essere consapevoli della propria colpa presenta infatti il vantaggio di porsi nella posizione di poter cambiare e migliorarsi. È noto che gli elementi che permangono nell’inconscio non si modificano mai, poiché è solo nella coscienza che si possono apportare correzioni psicologiche. La coscienza della propria colpa può diventare dunque il più potente stimolo morale. In ogni trattamento della nevrosi occorre individuare l’Ombra, altrimenti non è possibile alcun cambiamento (il che non costituisce del resto una scoperta tanto nuova!)

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Civiltà in transizione, il periodo fra le due guerre, Opere, 10/2, Bollati Boringhieri, edizione elettronica, 2014


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sabato 14 marzo 2020

#CIT / Amore, odio, paura, volontà di potenza (Carl Gustav Jung)

Il contrario logico dell'amore è l'odio, 
e se vogliamo parlare di Eros 
l'antitesi è Phobos (la paura); 
ma in termini psicologici 
il contrasto è dato dalla volontà di potenza.  
Se domina l'amore (eros) 
non c'è volontà di potenza, 
se domina la potenza 
non c'è amore. 
Un elemento è ombra dell'altro.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Due testi di psicologia analitica, in Opere, vol. 7, Bollati Boringhieri, edizione elettronica, 2014



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giovedì 26 dicembre 2019

#EX_LIBRIS / L'eccezione di Natale (Carl Gustav Jung)

Non amavo andare in chiesa, fatta eccezione per il giorno di Natale. Il canto natalizio "Die ist der Tag, den Gott gemacht" mi piaceva moltissimo; e poi, la sera, naturalmente, c'era l'albero di Natale.

Era questa l'unica festività cristiana che potevo celebrare con fervore; tutte le altre mi lasciavano indifferente.

Solo la vigilia del Capodanno aveva un po' dell'attrattiva del Natale, ma in definitiva stava al secondo posto, e anche l'Avvento aveva qualcosa che non andava d'accordo col vicino Natale, qualcosa che era in rapporto con la notte, il vento, le tempeste, l'oscurità della casa, e che insinuava il sospetto.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Ricordi, Sogni, Riflessioni, a cura di Aniela Jaffè, 1961, Bur Rizzoli


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lunedì 19 novembre 2018

#MOSQUITO / Il vuoto tra le mani, questo è il mio dono (Carl Gustav Jung)

"Va' col vuoto tra le mani, poiché questo è tutto. Questo è il mio dono. Se riesci a portare il vuoto tra le tue mani, allora ogni cosa diventa possibile. Non portarti dietro i tuoi pensieri, la tua conoscenza, non portarti dietro niente di ciò che riempie il secchio, e che non è altro che acqua, perché altrimenti guarderai sempre e solo il riflesso, e nient’altro. Nella ricchezza, nei beni materiali, nella casa, nell’automobile, nel prestigio, tu non vedrai che il riflesso della luna piena nell’acqua del secchio, mentre la luna vera è lì, in alto, che ti aspetta da sempre. Lascia cadere il secchio, cosi che l’acqua sfugga via, e con essa la luna. Solo questo ti permetterà di alzare lo sguardo e vedere la vera luna nel cielo; ma prima devi avere conosciuto il sapore del vuoto, devi lasciar cadere il secchio della tua mente, dei tuoi pensieri: non più acqua, né luna. Il vuoto nelle mani."

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Il Libro Rosso, scritto nel corso degli anni 1913-1930, 2009, Bollati Boringhieri, 2012-2014. Citato in facebook, 31 agosto 2018, qui


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giovedì 15 novembre 2018

#MOSQUITO / Enantiodromia, la corsa verso il contrario (Carl Gustav Jung)

Il vecchio Eraclito, che era veramente un grande saggio, ha scoperto la più portentosa di tutte le leggi psicologiche, cioè la funzione regolatrice dei contrari. L'ha definita enantiodromia, il convergere l'uno verso l'altro, con la qual cosa intendeva che tutto sfocia nel suo contrario.

*** Carl Gustav JUNG,  1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, citato in Raffaele Morelli, 100 consigli per vivere bene, a cura di Davide Mosca, Riza edizioni, 2013.


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venerdì 27 aprile 2018

#MOSQUITO / Psicoanalisi, lasciare la guida al paziente (Carl Gustav Jung)

Anche qui per il principiante c’è il serio pericolo di cadere nel ruolo di consigliere e di distribuire suggerimenti. Per il paziente, gli sforzi che il medico compie in questo senso sono molto comodi, e quindi corruttori. In questa importante circostanza, come sempre nella psicoanalisi, bisogna lasciare la precedenza e la guida al paziente e ai suoi slanci, anche nel caso che la via seguita apparisse una falsa pista. L’errore è una condizione di vita non meno importante della verità.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Freud e la psicoanalisi, Opere 4, Principi terapeutici della psicoanalisi, Bollati Boringhieri, edizione digitale 2015
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mercoledì 25 aprile 2018

#MOSQUITO / La legge morale, un istinto umano (Carl Gustav Jung)

La legge morale non è altro che una manifestazione esteriore dell’impulso, innato nell’uomo, a reprimere e domare sé stesso. Questo impulso all’addomesticamento о alla civiltà si perde negli insondabili e oscuri abissi della storia dell’evoluzione, e non potrà perciò mai e poi mai venire considerato come la conseguenza d’un insieme di norme imposte dall’esterno. È l’uomo stesso che si è creato le sue leggi, obbedendo a un suo istinto. Perciò non possiamo capire i motivi dell’ansiosa repressione del problema sessuale nel bambino se teniamo conto solo degli influssi morali dell’educazione. I motivi reali sono radicati molto più profondamente nella natura stessa dell’uomo, nel suo sia pure tragico conflitto tra civiltà e natura, о tra coscienza individuale e sentimento collettivo.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Freud e la psicoanalisi, Opere 4, Un caso di nevrosi di una bambina, Bollati Boringhieri, edizione digitale 2015


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martedì 24 aprile 2018

#CIT / Amore, il concetto infantile (Carl Gustav Jung)

citazione da 
Freud e la psicoanalisi, Opere 4, Principi terapeutici della psicoanalisi
Bollati Boringhieri, edizione digitale 2015

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sabato 14 aprile 2018

#MOSQUITO / L'uomo com'è veramente (Carl Gustav Jung)

Nel migliore dei casi il malato esce dall’analisi com’è veramente, cioè in armonia con sé stesso, né buono né cattivo, com’è per l’appunto l’uomo in quanto essere naturale. Se per educazione s’intende il mezzo con il quale si dà a un albero, potandolo, una bella forma artificiale, allora la psicoanalisi non è un metodo educativo. Chi invece ha un concetto superiore dell’educazione, considera migliore il metodo di coltivazione atto a far crescere un albero in modo che esso adempia perfettamente le condizioni di crescita che la natura gli ha assegnato. Spesso si cade nel timore ridicolo che l’uomo, così com’è in realtà, sia un essere impossibile, e che, se tutti gli uomini fossero come sono realmente, ne deriverebbe una terribile catastrofe sociale. Quando parlano dell’“uomo com’è veramente”, molti individualisti di oggi intendono, in modo assai unilaterale, solo l’elemento eternamente insoddisfatto, anarchico e avido dell’uomo, e dimenticano completamente che lo stesso uomo ha creato anche le forme saldamente fondate della civiltà, le quali sono dotate di maggiore solidità e forza delle correnti anarchiche sotterranee. La robustezza della personalità sociale è una delle più indispensabili condizioni d’esistenza per l’uomo. Se non fosse così, l’uomo cesserebbe di esistere. L’elemento avido e inquieto che incontriamo nella psicologia del nevrotico non è l’uomo come veramente è, ma un’immagine distorta, infantile. In realtà l’uomo normale ha “coscienza civile e morale”, crea le leggi e le osserva; non perché sia costretto a farlo dall’esterno — questa sarebbe un’idea infantile — ma perché preferisce la legge e l’ordine al capriccio, al disordine e alla mancanza di leggi.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Principi terapeutici della psicoanalisi, in 8. Psicoanalisi, da Opere, 4, Freud e la Psicoanalisi, Bollati Boringhieri, edizione digitale


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lunedì 19 marzo 2018

#MOSQUITO / La mia mente ha raggiunto il fondo (Carl Gustav Jung)

La mia mente ha raggiunto il fondo. Io, che ho dovuto rappresentare una salda torre per molte persone deboli, sono il più debole di tutti. Lei mi perdonerà se sono come sono? Mi perdonerà se La offendo nell'essere così e nel dimenticare i miei doveri di medico nei Suoi confronti? (...) 
Sono alla ricerca di qualcuno che capisca come amare, senza penalizzare l'altro, renderlo prigioniero o dissanguarlo completamente; cerco questa persona non ancora realizzata che renda possibile un amore indipendente da vantaggi o svantaggi sociali. Per mia sfortuna io non posso vivere senza che nella mia vita vi sia la gioia dell'amore, dell'amore impetuoso e sempre in trasformazione. (...)
Quando in me nasce l’amore per una donna, la prima cosa che provo è il rincrescimento, la pietà per la povera donna che sogna la fedeltà eterna e altre cose impossibili, ed è destinata a un doloroso risveglio. (...) Vorrei avere delle certezze precise, di modo che io possa tranquillizzarmi circa le Sue intenzioni.

*** Carl Gustav JUNG,  1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, da una lettera a Sabina Spielrein, 4 dicembre 1908, segnalato in 'vivarium', qui


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martedì 13 marzo 2018

#MOSQUITO / L'altro deve arare il suo campo con il suo aratro (Carl Gustav Jung)

Non vi è una sola mia asserzione che non sia stata stravolta e rovesciata. Perciò io non insisto mai su una mia affermazione. Potete accettarla, ma se non lo fate, va bene lo stesso. Forse me ne vorrete per questo, ma io credo che la volontà di vivere sia presente in ciascuno di noi, e ci aiuterà a scegliere quel che va bene per noi. Quando ho in analisi un individuo, devo stare estremamente attento a non travolgerlo con le mie convinzioni o con la mia personalità, poiché egli deve combattere la sua battaglia solitaria nella vita e deve poter avere fiducia nelle proprie armi, siano anche rozze e incomplete, e nella sua meta, anche se fosse molto lontana dalla perfezione. Se gli dico: “Questo non va bene e bisognerebbe migliorare”, lo privo del suo coraggio. Deve arare il suo campo con un aratro che forse non è del tutto adeguato; il mio potrebbe essere migliore del suo, ma a che gli servirebbe? Lui non ha il mio aratro, ce l’ho io, e non può chiedermelo in prestito. Deve usare i propri utensili, per quanto incompleti, e deve lavorare con le capacità che ha ereditato, per quanto carenti. Naturalmente io lo aiuto, dicendogli ad esempio: “Il suo pensiero è eccellente, ma forse potrebbe migliorare sotto altri aspetti.” Se non vuole darmi retta, non insisterò perché non voglio farlo deviare dal suo cammino.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Psicoanalsi e psicologia analistica, Opere 15, Fondamenti della psicologia analsiitca, Quarta conferenza, Bollati Boringhieri, edizione digitale


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venerdì 2 marzo 2018

#CIT / Ricchezza, come disponibilità a ricevere (Carl Gustav Jung)

Carl Gustav JUNG, 1875-1961
medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica,
facebook, jungitalia, 28 febbraio 2018, qui

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sabato 6 gennaio 2018

#MOSQUITO / L'Occidente e l'Oriente, causalità e tao (Carl Gustav Jung)

Un ex presidente della British Anthropological Society mi chiese: “Riesce a spiegare come mai un popolo intelligente come quello cinese non abbia elaborato alcuna scienza?” Ho risposto: “Ha creato una scienza, solo che Lei non la capisce. Non si basa sul principio di causalità. Il principio di causalità non è l’unico principio possibile; è semplicemente relativo.” 

La gente potrebbe ribattere: “Bisogna essere pazzi per affermare che la causalità è relativa!” Ma guardiamo la fisica moderna! L’Oriente basa il suo pensiero e la sua valutazione dei fatti su un altro principio. Noi non abbiamo neppure una parola per definirlo. L’Oriente, naturalmente, ce l’ha, ma noi non la capiamo. La parola orientale è Tao. 
Il mio amico McDougall aveva uno studente cinese, al quale chiese un giorno: “Che cosa intende esattamente per Tao?” Tipica domanda occidentale! Il cinese spiegò che cosa è il Tao e lui rispose: “Non ho ancora capito.” Il cinese si affacciò al balcone e disse: “Cosa vede?” “Una strada, delle case, delle persone che camminano e i tram che passano.” “Cos’altro?” “Una collina.” “Cos’altro?” “Degli alberi.” “E poi?” “C’è il vento.” Allargando le braccia il cinese disse: “Questo è il Tao.” 

Ecco, dunque. Il Tao può essere qualsiasi cosa. Per designarlo io uso un’altra parola, ma è piuttosto inadeguata: sincronicità. Quando osserva un complesso di fatti, la mente orientale lo accetta così com’è, mentre la mente occidentale lo frammenta in entità, in piccole quantità. Se si osserva, per esempio, il gruppo di persone riunite in questa sala, ci si chiede: “Da dove vengono? Perché si sono radunate?” Ciò non interessa affatto alla mente orientale, che invece si chiede: “Che cosa significa il fatto che queste persone sono insieme?” La mente occidentale non si pone affatto il problema. A voi interessano soltanto il motivo per cui siete qui e quel che state facendo, mentre alla mente orientale interessa il fatto che siete insieme. 

Si potrebbe esprimerlo così. Siete sulla spiaggia e le onde fanno approdare sulla sabbia un vecchio cappello, una vecchia scatola, una scarpa, un pesce morto. Voi pensate: “È semplicemente frutto del caso!” La mente cinese si chiede: “Che cosa significa il fatto che tutte queste cose siano arrivate fin qui?” La mente cinese vive l’esperienza dell’essere insieme, del ritrovarsi insieme al momento giusto, e ha un metodo sperimentale sconosciuto in Occidente, ma che ha molta importanza nella filosofia orientale. È un metodo per prevedere le possibilità, al quale ricorre tuttora il governo giapponese per le situazioni politiche: fu usato, per esempio, durante la Grande Guerra. Questo metodo fu formulato nel 1143 a.C.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Psicoanalisi e psicologia analitica, Opere 15, in Fondamenti della psicologia analitica, 2, Seconda conferenza, Bollati Boringhieri, edizione digitale 2015 


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venerdì 5 gennaio 2018

#MOSQUITO / Conflitti, e proiezione (Carl Gustav Jung)

Il fatto di non voler vedere i nostri errori e di proiettarli sugli altri è all’origine della maggior parte dei conflitti ed è la più solida garanzia che ingiustizia, odio e persecuzioni non scompariranno tanto in fretta. Finché si è inconsapevoli di sé stessi, spesso non ci si accorge nemmeno dei propri conflitti. Si ritiene addirittura impossibile l’esistenza di conflitti inconsci.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Un colloquio con Carl Gustav Jung sulla psicologia del profondo e la conoscenza di sé, in La vita simbolica, Opere 18, Bollati Boringhieri, edizione digitale, 2015
https://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Gustav_Jung


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lunedì 1 gennaio 2018

#RACCONTID'AUTORE / Il cinese della pioggia e il Tao (Carl Gustav Jung)

Come esempio dell’“essere nel Tao” e della sincronicità che accompagna tale stato, citerò la storia del rain-maker Kiao-chau, riferitami dal compianto Richard Wilhelm.

Nel luogo in cui viveva Wilhelm imperversava una grande siccità; per mesi e mesi non era caduta una goccia di pioggia, e la situazione diventava catastrofica. I cattolici moltiplicavano le processioni, i protestanti le preghiere, i cinesi bruciavano bastoncini d’incenso e sparavano fucilate per spaventare i demoni della siccità, ma tutto ciò non serviva a nulla.
Alla fine i cinesi dissero: “Andremo a cercare l’uomo della pioggia.” 
E da un’altra provincia arrivò un vecchio dalla pelle grinzosa. L’unica cosa che chiese fu di avere una casetta tranquilla nella quale si fermò per tre giorni. 
Il quarto giorno le nubi si ammassarono e ci fu una grande tempesta di neve in un periodo dell’anno in cui non la si attendeva assolutamente.
Il risultato fu straordinario, e in città si parlava talmente del prodigioso rain-maker, che Wilhelm andò a domandargli come avesse fatto.
Gli domandò in modo squisitamente europeo: “Di Lei si dice che faccia la pioggia. Mi può dire come è riuscito a fare la neve?”
E il piccolo cinese gli ripose: “Non sono stato io a fare la neve, io non c’entro.”
– “Ma, che cos’ha fatto in questi tre giorni?”
– “Oh, questo posso spiegarlo. Io vengo da un altro paese, dove le cose sono in ordine. Qui invece le cose sono in disordine, non sono come dovrebbero essere secondo il comandamento del Cielo. Perciò tutta la regione non è nel Tao, e neppure io sono nell’ordine naturale delle cose, perché mi trovo in un paese in disordine. Per questo ho dovuto aspettare tre giorni per rimettermi nel Tao e allora, naturalmente, è arrivata la pioggia.” 
[Nota presente nei Collected Works of C. G. Jung, vol. 14, pp. 419 sg. ed estratta da The Interpretation of Visions, protocolli di seminari junghiani riprodotti per uso privato (Zurigo 1939) p. 7.]

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Note, in Opere 14, Mysterium conunctionis, paragrafo 5 Adamo ed Eva, nota n. 1823, 1875-1961, Bollati Boringhieri, edizione digitale, 2015
https://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Gustav_Jung


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