Visualizzazione post con etichetta _Debravo Jorge. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta _Debravo Jorge. Mostra tutti i post

martedì 17 settembre 2019

#SGUARDI POIETICI / Appunto interiore (Jorge Debravo)

Oggi la mia vita non ha peso:
è vento, meno del vento, meno
di un raggio di luce.
                              Adesso nessuno
mi può gravare.
Non ci sono risentimenti
                                      terreni nella mia anima.
Il mio sangue è una rossa armonia viva.
Sono in armonia con la brace e la quiete,
con la voce d’amore e la voce della vendetta.

Sembra che le mie mani non esistano, sembra
che il mio corpo nuoti in un’acqua innocente.
Come un vento nudo il mio cuore fluttua
e fa suonare dolcemente le campane.

*** Jorge DEBRAVO, 1938-1967, poeta costaricense, Appunto interiore, da Antologia mayor, 1986, in 'Il canto delle sirene', 16 settembre 2019, qui


In Mixtura i contributi di Jorge Debravo qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

martedì 19 febbraio 2019

#SGUARDI POIETICI / La morte è nuda (Jorge Debravo)

La morte è nuda davanti all’uomo.
Nuda, semplice, franca.
Non è un occhio chiuso dall’ombra:
è una pietra bianca, 
una parete schietta, una muraglia 
dura e definitiva.
Morire è affidare la battaglia ad altre mani 
come una mano viva.

La morte è nuda davanti all’uomo
ed è semplice come il passo, 
il cuore, il labbro, 
la sedia e l’abbraccio.

Semplice come i tavoli quotidiani, 
come la cena giornaliera.

Viva come l’amore e, come il corpo, 
concreta e necessaria.


*** Jorge DEBRAVO, 1938-1967, poeta costaricense, La morte è nuda, traduzione di Alessio Branbolini, in 'Fili d'aquilone', 2011, qui


In Mixtura i contributi di Jorge Debravo qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

Testo originale (La muerte está desnuda)
La muerte está desnuda frente al hombre.
Desnuda, simple, franca.
No es ojo cerrado por la sombra:
es una piedra blanca,
una pared escueta, una muralla
dura y definitiva.
Morir es entregar la batalla a otras manos
como una mano viva.

La muerte está desnuda frente al hombre
y es simple como el paso,
el corazón, el labio,
la silla y el abrazo.

Simple como las mesas cotidianas,
como la cena diaria.

Viva como el amor y, como el cuerpo,
concreta y necesaria.

mercoledì 13 febbraio 2019

#SGUARDI POIETICI / Un inno per l'occhio (Jorge Debravo)

Io dico che se l’anima ha un posto,
quel posto è l’occhio.
L’occhio che alimenta il nostro amore 
e la nostra gioia.

L’uomo stesso, l’uomo 
tutto fuoco e sorpresa, 
non potrebbe essere uomo 
senza l’occhio.

La vita, il mare, il cielo, 
tutto era una vaga maceria, 
fino a che un giorno l’occhio riunì tutto ciò ch’era vivo
e lo avvicinò ai volti.

Tutta l’eternità venne giustificata 
il giorno che tutte le cose più vive della vita 
si fecero pozzo di sorpresa
nell’occhio.

*** Jorge DEBRAVO, 1938-1967, poeta costaricense, Un inno per l'occhio, traduzione di Alessio Branbolini, in 'Fili d'aquilone', 2011, qui


In Mixtura i contributi di Jorge Debravo qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

Testo originale (Un himno para el ojo)
Yo digo que si el alma tiene un sitio,
ese sitio es el ojo.
El ojo que sustenta nuestro amor
y nuestro gozo.

El hombre mismo, el hombre
todo fuego y asombro,
no podría ser hombre
sin el ojo.

La vida, el mar, el cielo,
todo era un vago escombro,
hasta que un día el ojo reunió todo lo vivo
y lo acercó a los rostros.

Toda la eternidad quedó justificada
el día que lo más vivo de la vida
se hizo pozo de asombros
en el ojo.

lunedì 11 febbraio 2019

#SGUARDI POIETICI / Che nessuno possieda della terra (Jorge Debravo)

Io non chiedo un coltello nelle mani della Patria.
né un coltello né un fucile per nessuno:
la terra è per tutti, come l’aria.
Mi piacerebbe avere enormi mani
violente, anzi selvagge
per strappar le frontiere, ad una ad una
e lasciar per confine solo l’aria.
Che nessuno possieda della terra
come si possiede un vestito:
che tutti abbiano terra
come hanno l’aria.
E strapperei le guerre alla radice,
neppure una ce ne lascerei
a infestare il paesaggio.
Ed aprirei la terra a tutti, come
se fosse l’aria.
Ché l’aria è di nessuno, di nessuno…
Tutti, di aria, hanno una porzione.

*** Jorge DEBRAVO, 1938-1967, poeta costaricense, Che nessuno possieda della terra, in 'raiawadunia', 20 luglio 2018, qui


In Mixtura i contributi di Jorge Debravo qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

martedì 5 febbraio 2019

#SGUARDI POIETICI / Eternità (Jorge Debravo)

Antenato mio, oggi ti ho visto 
gioioso, reincarnato nei miei due figli.

La sera odorava di maturità e mango.

Sulle guance dei miei bambini
– dolce e affettuosamente – scivolavi.

*** Jorge DEBRAVO, 1938-1967, poeta costaricense, Eternità, traduzione di Alessio Branbolini, in 'Fili d'aquilone', 2011, qui


In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

Testo originale (Eternidad)
Antepasado mío, hoy te he visto
gozoso, reencarnado en mis dos hijos.

La tarde olía a madurez y a mango.

Por las mejillas de mis niños
–dulce y amadamente– resbalabas.