venerdì 28 febbraio 2020

#ARTE / Mélancolie (Albert György)

Albert György, 1946
artista svizzero
Mélancolie, 2012
facebook, 27 febbraio 2020, qui

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#HUMOR / Virus, io comunque sono ottimista

facebook, 26 febbraio 2020, qui

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#SPOT / Siano benedette le persone strane (Jacob Nordby)

Jacob NORDBY, 1973
scrittore statunitense
"Siano benedette le persone strane, 
poeti, i disadattati, 
gli artisti, gli scrittori 
e i musicisti, 
i sognatori e e gli outsiders 
che ci spingono a guardare al mondo 
in maniera diversa"

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#VIGNETTE / No agli allarmismi (Emilio Giannelli)

Emilio GIANNELLI, 1936
'Corriere della Sera', 27 febbraio 2020

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#SGUARDI POIETICI / Subito si cuce questo niente da dire (Mariangela Gualtieri)

Subito si cuce questo niente da dire
ad una voce che batte. Vuole
palpitare ancora, forte, forte forte
dire sono - sono qui - e sentire che c'è
fra stella e ramo e piuma e pelo e mano
un unico danzare approfondito,
     e dialogo
di particelle mai sopite, mai morte
     mai finite.
Siamo questo traslare
     cambiare posto e nome.
Siamo un essere qui, perenne navigare
di sostanze da nome a nome. Siamo.


*** Mariangela GUALTIERI, 1951, poetessa e scrittrice, da Quando non morivo, Einaudi, Torino, 2019, citata in 'poesiainrete', 14 novembre 2010, qui

foto di Jonas Hafner

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#FAVOLE & RACCONTI / Le cene degli ex compagni di classe (Massimo Ferrario)

E' capitato a molti. Di essere raggiunti dalla telefonata del vecchio compagno di classe, preso dalla voglia nostalgica di organizzare un amarcord collettivo.
Prima fatichi a riconoscerlo e ricordarti di lui; poi, lui insiste, dandoti tutti gli elementi per andare indietro negli anni. Liceo classico, III A, soli maschi, quasi vent'anni fa.
E ti lasci convincere.
Ma sì, proviamo a incontrarci e vedere l'effetto che fa ritrovarsi a quarant'anni. E scoprire chi siamo diventati, cosa facciamo, quanto siamo cambiati.
Perché non cedere al fascino di un tuffo nel passato?

Così, il vecchio compagno di classe provvede a tutto. Si preoccupa lui di telefonare a ognuno. Ha ipotizzato ristorante, località, data: dà per scontato che gli impegni di lavoro possano essere un ostacolo per trovare la sera giusta, ma è paziente e pronto a negoziare.  
Dice che alla Trattoria del Lago si mangia bene e si spende poco. Ma ciò che soprattutto entusiasmerà gli ex compagni, lui ne è sicuro, è che al locale lavorano solo cameriere. Una più attraente dell'altra e con scollature mozzafiato. E a quarant'anni questo può essere un argomento ancora convincente.

Viene organizzata la cena. E l'esperienza è un grande successo. Tanto che la promessa è di rivedersi ogni dieci anni. 

Dieci anni dopo, quindi, quando tutti hanno 50 anni, solito giro di telefonate.
Dove andare?
La scelta è unanime: ancora alla Trattoria del Lago. Perché, ricordano, la cucina è eccellente e la scelta dei vini è ampia e di qualità. 

Accadrà lo stesso, quando compiranno prima 60, poi 70 e infine 80 anni.  
Certo, col tempo, il numero dei presenti si restringerà un po', ma rimarrà sempre un gruppetto nutrito di amici felici di ritrovarsi.

Ogni volta gli ex compagni di classe si chiedono quale ristorante scegliere. Ma nessuno ha dubbi: alla fine la scelta cade sempre sulla Trattoria del Lago.
A 60 anni perché il locale è tranquillo e ha una bellissima vista, soprattutto di sera con la luna che si specchia nelle acque.
A 70 anni perché il ristorante ha l'accesso ai disabili e c'è l'ascensore che porta alla sala panoramica.
E a 80 anni perché, ne sono tutti convinti, si tratta di un ristorante di cui qualcuno (ma non ricordano più chi) gli ha parlato bene e finora non ci sono mai stati. 

*** Massimo Ferrario, Le cene degli ex compagni di classe, per Mixtura - Riscrittura di una barzelletta famosa che circola in rete.


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#SENZA_TAGLI / Prova poco riuscita per le future emergenze dietro l'angolo (Enrico Galiano)

Grossi pezzi di ghiaccio si stanno staccando dall'Antartide.
Dove ci sono 20 gradi. In Antartide. 20 gradi.
Stanotte c'era una zanzara gigante in giro per casa. Al 27 di febbraio.

Scaffali vuoti nei supermercati, mascherine finite.
Amuchine come braccialetti Tiffany sugli store online.
“Non capisco tutto questo casino, è un'influenza, che sarà mai”.
Giornali che pur di vendere due copie in più scrivono a caratteri cubitali il numero dei malati e in corpo 2 quello dei guariti.
“Eh ma l'economia si ferma, non possiamo andare avanti così, tanto si ammalano solo i vecchi e quelli che sono già malmessi.”
Uomini politici che indossano mascherine, malati che non potrebbero uscire dalla zona rossa che se ne vanno indisturbati a casa in treno. Senza mascherina.
Ragazzi con gli occhi a mandorla picchiati perché hanno gli occhi a mandorla.
30 ore in aereo descritte come un'esperienza traumatica. Dopo anni – già, ormai anni – che migliaia di persone vivono la stessa cosa tutti i giorni e tutti i giorni si sentono dire di fare la pacchia in mare, di essere in crociera, tornate a casa vostra.

Metto insieme tutti questi pezzi del puzzle, e mi viene da dire solo una cosa: è solo una prova generale, questa, di emergenze molto più difficili che sono già dietro l'angolo.
E come prova non sta riuscendo per niente bene.

*** Enrico GALIANO, insegnante e scrittore, facebook, 27 febbraio 2020, qui


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#BREVITER / I cinesi guariti (Massimo Schiavo)

facebook, 27 febbraio 2020, qui

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#VIGNETTE / Scopiamo? (Chiara Rapaccini)

Chiara RAPACCINI, 1954
artista e scrittrice
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