giovedì 21 settembre 2017

#CIT / Il pregiudizio dell'amore (Carl Gustav Jung)

da Carl Gustav Jung, Freud e la psicoanalisi, Opere, IV, 
in 8. Principi terapeutici della psicoanalisi, da 8. Psicoanalisi, 1912, 
Bollati Boringhieri, edizione digitale, 2015

In Mixtura altri contributi di Carl Gustav Jung qui
In Mixtura ark #Cit qui

#IN_LETTURA / Federico Andreotti, Françoise Amadieu, George Freudenstein

Federico ANDREOTTI, 1847-1930
pittore
(via pinterest)

° ° °

 Françoise AMADIEU
artista francese
(via pinterest)

° ° °

George FREUDENSTEIN, 1921-2007
artista statunitense
(via pinterest)

In Mixtura ark #InLettura qui

#SPOT / Chiudendo le vostre porte (John Trudell)

John TRUDELL, 1946-2015
attivista, cantautore e attore statunitense
di origine nativa americana
(via facebook)

In Mixtura ark #Spot qui

#SCRITTE / Geova e i suoi testimoni

(via pinterest)

In Mixtura ark #Scritte qui

#SPILLI / M5S, la pagliacciata dei 7 (M. Ferrario)

Finora non ho letto alcun commento che stigmatizzi il comportamento dei 7 candidati a Presidente del Consiglio che parteciperanno alla farsa delle primarie del M5S.

Certo, ho letto critiche anche dure (persino da fonti non pregiudizialmente 'contro', come Marco Travaglio, qui), su Grillo e Casaleggio junior, che hanno deciso una simile sceneggiata. Ma Grillo e la dinastia dei Casaleggio (oggi il giovane, ieri il padre) sono noti: fanno il mestiere cui ci hanno abituati e, purtroppo, non ci riservano mai troppe sorprese incoraggianti. 

Io invece vorrei buttare l'attenzione proprio sui 7 che hanno scelto se stessi, in combutta con chi li ha scelti, per fare da corona alla incoronazione online di Luigi Di Maio.

Chiedo: ma come è possibile che queste persone, sconosciute e incompetenti (più incompetenti dei già tanti incompetenti che circolano in ogni partito), accettino di partecipare ad una simile pagliacciata, facendosi credere (perché spero, per il loro equilibrio mentale, che loro non ci credano davvero) 'candidati alla carica di presidente del consiglio'? Dico: di 'presidente del Consiglio'. Una funzione che, per quanto sputtanata, resta pur sempre una funzione-top di governo di un Paese.

Al di là del fatto che, con le leggi elettorali attualmente in vigore in Italia, nessuno, in nessun partito, può realisticamente proporsi come candidato premier, perché questi signori, che accettano di essere presi per i fondelli e a loro volta hanno deciso di prendere per i fondelli chi domani, in questa generale presa di fondelli di tutto e di tutti, potrebbe votarli con un clic in rete, a sua volta prendendoli per i fondelli, non danno un'occhiata, sfogliando un dizionario a loro scelta, almeno per capire meglio a che gioco si sono prestati e a quale prezzo di immagine personale, al significato del termine 'dignità'?

Siamo in presenza dell'ennesimo 'nuovo-che-avanza' che si infossa nella melma in cui ristagna il presente. 
Non voglio recitare la parte dell'apocalittico, ma l'unico apprendimento che sta diffondendosi, peraltro rinforzato da innumerevoli altri precedenti che hanno velocemente inabissato le facili illusioni ogni volta suscitate dagli infiniti e ossessivi 'nuovi inizi' lanciati a ritmi quasi quotidiani, è quello di spingerci a non sperare più in nulla e in nessuno. 

Non ho mai subito il fascino del M5S: da sempre sto da un'altra parte. Ma non godo nell'avere queste conferme. Anche perché, se guardo altrove, trovo inverecondo e comatoso lo stato di tutti. Di ogni parte: la 'mia' compresa. Di cui peraltro fatico a trovare il luogo in cui dovrebbe essere, anche se la cerco là dove dovrebbe stare.

Una volta, oltre un secolo fa, qualcuno scrisse un libro intitolato Che fare?.
Col senno di poi, possiamo sicuramente dire che le risposte date dalla storia non si sono rivelate eccellenti. Certo, perché lui, quel Lenin che oggi non sappiamo più chi sia stato, aveva le sue idee, che non sono le nostre. 
Ma il problema è che, a proposito di idee, noi non sappiamo (più) quali sono neppure le nostre. 
Mentre il problema del 'che fare' resta: più urgente che mai.

A meno che ci arrendiamo ai pagliacci: essendo diffusi ovunque, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Poi, però, dovremmo chiedere scusa ai pagliacci veri: quelli seri. 
Che hanno l'obiettivo (preciso, chiaro, unico) di farci ridere. Sanno farlo. E lo fanno nei circhi e sui palcoscenici. Non altrove.

*** Massimo Ferrario, M5S, la pagliacciata dei 7, per Mixtura

Treccani, sinonimi e contrari

In Mixtura ark #Spilli qui

#RITAGLI / Trump e il mondo, lo spettro di un nuovo fascismo (John Le Carrè)

[D: E cosa direbbe il suo alter ego letterario dell'America di Trump?]
Che è un paese sceso in guerra contro la verità. Che semina odio. Che minaccia di riscrivere la Costituzione. Il prossimo passo potrebbe essere dare alle fiamme i libri. È lo spettro di un nuovo fascismo, contagioso come un virus: non a caso se ne vedono già gli effetti, in Polonia, in Ungheria, perfino nella Birmania di Aung San Suu Kyi. Nel mondo sta accadendo qualcosa di estremamente preoccupante. A me ricorda l'atmosfera che portò all'ascesa del fascismo in Germania, Italia, Spagna, Giappone .

[D: Da ex spia e autore di spionaggio, crede che la Russia abbia davvero cercato di interferire sulle presidenziali americane?]
Non ne ho le prove, ma suppongo di sì. E trovo comico che proprio l'America gridi allo scandalo: se c'è un paese che ha interferito per mezzo secolo nelle elezioni degli altri sono gli Stati Uniti. Comunque Trump e Putin si somigliano, hanno lo stesso disprezzo per la democrazia liberale: perciò si piacciono.

*** John LE CARRE', 1931, scrittore britannico, intervistato da Enrico Franceschini, "Meglio la guerra fredda di questi nuovo Muri", 'la Repubblica', 9 settembre 2017

LINK intervista integrale qui


In Mixtura altri contributi di John Le Carré qui
In Mixtura ark #Ritagli qui

#SENZA_TAGLI / San Gennaro, miracolo o trucco? (focus)

Il mistero partenopeo più famoso nel mondo è senza dubbio l’ampolla conservata nel Duomo e che si dice contenga il sangue di San Gennaro. La particolarità di tale reliquia è che tre volte l’anno la sostanza da solida si trasforma in liquida, un fenomeno considerato prodigioso dai fedeli.

Succede il 16 dicembre, il sabato precedente la prima domenica di maggio (ricorrenza del trasferimento del corpo del santo da Pozzuoli a Napoli) e il 19 settembre, durante la festa del santo (quest'anno peraltro è possibile seguirlo in diretta streaming).

Si tratta di un miracolo, di un fenomeno inspiegabile o di un trucco chimico?

In un articolo apparso su Nature, alcuni studiosi del CICAP diretti da Luigi Garlaschelli hanno mostrato di avere ottenuto una sostanza dal colore del sangue utilizzando molisite (minerale presente sul Vesuvio), sale da cucina e carbonato di calcio. L’origine del prodigio di San Gennaro (la Chiesa non lo chiama miracolo) sarebbe secondo loro dovuta alle proprietà tissotropiche della sostanza ricreata, cioè la sua capacità di liquefarsi dallo stato solido se agitata.

«Il comportamento del sangue di San Gennaro però è imprevedibile» spiega l’abate Vincenzo De Gregorio, che da 12 anni maneggia le ampolle durante le cerimonie. «A volte si liquefa subito all’uscita dalla cassaforte o addirittura dentro. Davanti a papa Ratzinger ritengo di avere mosso a sufficienza le ampolle, ma il sangue non si è sciolto. Ed era il papa».

*** focus.it, La scienza del miracolo di San Gennaro, 19 settembre 2017, qui


In Mixtura ark #SenzaTagli qui

#LINGUA_ITALIANA #LINK / Spa, l'origine (Vera Gheno)

Chiunque abbia mai avuto a che fare con una spa, sia nel senso di stazione termale sia in quello più ampio di centro benessere (con o senza una fonte termale), ha sicuramente sentito menzionare che il significato della parola spa sarebbe legato alla locuzione latina salus (o sanitas) per aquam (o per aquas), cioè 'salute attraverso l'acqua/le acque'. Secondo questa interpretazione (accolta anche nel GRADIT e citata nel Devoto-Oli, seppure come secondaria), il termine spa sarebbe un acronimo, e anche per questo motivo lo si trova sovente scritto tutto maiuscolo: SPA.

Questa affascinante ricostruzione etimologica, tuttavia, va considerata una specie di etimologia popolare, ossia una ricostruzione a posteriori della storia di una parola: si parte dal suo significato attuale per costruire una narrazione che giustifichi tale significato. (...)

*** Vera GHENO, linguista, Ci rilasssiamo alla 'spa'?, 'Accademia della Crusca', 19 settembre 2017,

LINK articolo integrale qui


In Mixtura altri contributi di Vera Gheno qui
In Mixtura ark #LinguaItaliana qui