mercoledì 17 gennaio 2018

#FAVOLINE / E l'insegnante ricordò al ragazzo (MasFerrario)

(twitter, 19 ottobre 2013)

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#HUMOR / Mai tardi per imparare

(via pinterest)
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#QUADRI / George Callaghan

George CALLAGHAN, 1941
artista irlandese
(via pinterest)

° ° °

George CALLAGHAN, 1941
artista irlandese
(via pinterest)

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George CALLAGHAN, 1941
artista irlandese
(via pinterest)

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George CALLAGHAN, 1941
artista irlandese
(via pinterest)

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George CALLAGHAN, 1941
artista irlandese
(via pinterest)

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#SCRITTE / Ma ci pensi mai (Fred De Palma)

citazione da Fred De Palma, 1989
rapper italiano
Stanza 365, 2015, youtube, video qui

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#FOTO / Cavalli in bianco&nero (Hemző Károly)

Hemző Károly, 1928-2012
fotografo ungherese
Harmony in Black & White 
(via twetter, @ArtLify)

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#SGUARDI POIETICI / Canzonetta week-end (Daria Menicanti)

Dio mi brilla sul capo
in una risata di stelle
il lago rimbocca la terra
con dita di schiuma
con onde materne
in danza minuta infinita.
Da un lago, da un cielo così
mai tanto sconfitta come oggi
dovrò ritornare alla vita,
la vita di sempre.

*** Daria MENICANTI, 1914-1995, poetessa, insegnante, traduttrice, Canzonetta week-end, da Un nero d’ombra, Mondadori, 1969, segnalata in 'ilcantodellesirene', 14 gennaio 2018, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Daria_Menicanti


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#RITAGLI / 10 vaccini, la giusta scelta sociale (Fabrizio Pregliasco)

[D: Professor Pregliasco, i Cinque Stelle e la Lega sostengono che i quattro vaccini obbligatori prima della legge Lorenzin erano più che sufficienti. Cosa risponde?]
Il concetto dei 'quattro vaccini obbligatori più che sufficienti' è del tutto opinabile. Si tratta di valutare il vantaggio che deriva dalla protezione di alcune malattie per tutta la comunità. Bisogna togliere di mezzo il complottismo che alcuni politici alimentano attorno ai vaccini. È importante sottolineare che i vaccini di cui parliamo sono stati sottoposti a trial clinici, a un meccanismo di valutazione chiamato Health technology assessment (Hta) e hanno ricevuto l'approvazione sia in Italia che all'estero.
Per ognuno di questi vaccini è stata condotta una strategia vaccinale che prevede obiettivi e indicatori di risultato. Ma sempre partendo dal fatto che a monte ci sono una constatazione del dato scientifico e un parere favorevole della farmacovigilanza internazionale. Non si tratta assolutamente di materiale sperimentale, ma di vaccini che sono autorizzati anche in Europa, in America e nel mondo.

[D: Tutti questi vaccini servono per il bene della comunità?]
La decisione politica di renderli obbligatori si basa su una valutazione positiva ottenuta tramite Health technology assessment, un approccio multidimensionale e multidisciplinare per l'analisi delle implicazioni medico-cliniche, sociali, organizzative, economiche, etiche e legali di una tecnologia attraverso la valutazione di più dimensioni quali l'efficacia, la sicurezza, i costi, l'impatto sociale e organizzativo. L'evidenza di questa modalità di valutazione Hta è di opportunità di costi e beneficio che si attendono dall'introduzione di questi vaccini.

[D: I critici respingono il concetto dell'obbligatorietà. Le cosa ne pensa?]
Il dissenso, comprensibilmente, riguarda soprattutto l'approccio forzoso della legge. È chiaro che l'approccio della condivisione e dell'alleanza terapeutica sarebbe preferibile agli obblighi, e deve restare l'obiettivo per il futuro. Anche la legge attuale insiste sulla necessità di rafforzare la comunicazione per aumentare il livello di informazione e consapevolezza tra i cittadini.
Non bisogna però dimenticare che le considerazioni che hanno portato all'obbligatorietà si basano su dati scientificamente dimostrati. Le basi scientifiche riguardano ben tre assunti: i trial clinici, la valutazione Hta dei risultati attesi e la necessità di garantire l'immunità di gregge.

[D: Ripeterlo non è mai abbastanza. Quanto è importante garantire l'immunità di gregge?]
Chi dice che l'effetto gregge è una bufala dice una bestialità enorme. È chiaro che l'obbligo non è necessario per il singolo, ma diventa opportuno quando si parla del bene della comunità. Al singolo viene chiesto un atto di solidarietà verso la comunità, laddove c'è l'opportunità di ridurre i costi sociali delle malattie.
È bene sottolineare che non tutti i vaccini hanno questo effetto gregge. Per il tetano, ad esempio, la copertura al 100% è un'opportunità perché si tratta di una malattia mortale. Per le malattie contagiose e trasmissibili si fa un discorso di costi sociali e sicurezza per cui i benefici diventano sistematici.

[D: Soffermiamoci un attimo su questi costi sociali...]
Quando parliamo di costi sociali intendiamo sia l'impatto della malattia sulla vita delle persone, in termini di sofferenza e anni di vita persi, che i costi sanitari che gravitano attorno alle stesse. Per l'interesse della comunità, è importante ridurre i costi sociali di patologie che possono anche sembrare banali, come il morbillo e l'influenza. Prendiamo il caso del morbillo: è una malattia percepita come banale, ma i suoi costi sociali sono potenzialmente molto alti.
Mi preme ricordare che la legge sui vaccini è stata votata a larga maggioranza da un Parlamento democraticamente eletto. La Consulta ne ha confermato la costituzionalità dopo le contestazioni della Regione Veneto. La Corte costituzionale, in particolare, ha riconosciuto che la scelta del legislatore è volta a tutelare la salute individuale e collettiva, ed è fondata sul dovere di solidarietà nel prevenire e limitare la diffusione di alcune malattie.

[D: Quali rischi corriamo se sui vaccini si fa un passo indietro?]
La scienza ci dà questa opportunità e questa metodologia di utilizzo. Poi è ovvio che ci sono opzioni politiche di fronte alle quali l'elettore è posto. È una decisione politica quella di dire 'chissenefrega dei costi sociali ed economici, io non mi fido, voglio più sicurezze'. Si può scegliere di non volere la solidarietà, di non spingere affinché i cittadini si prendano cura della comunità. Chi cavalca questi sentimenti fa emergere della paure infondate e alimenta una cultura basata sul timore e sul sospetto.
Il punto è molto semplice: la comunità rischia il riemergere di patologie con costi sociali e sofferenze che potrebbero essere evitate. Se non si coglie l'opportunità di abbassare questi rischi con un piano di pianificazione e vaccinazione, torniamo indietro. Possiamo farlo, è una scelta politica. Basta esserne consapevoli.

*** Fabrizio PREGLIASCO, virologo dell'Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell'Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, intervistato da Giulia Belardelli, “Dieci vaccini sono la giusta scelta sociale”. Intervista al virologo Fabrizio Pregliasco, 'HuffPost', 16 gennaio 2017, qui


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#MOSQUITO / Follia umana, ci vuole una insurrezione delle coscienze (Enzo Bianchi)

Da venti anni anni avanziamo a piccoli passi verso la barbarie. Il disprezzo per gli avversari, gli uni contro gli altri, ti dice della corruzione di un clima. Quando c’erano le ideologie il mondo era diviso in due ma il rispetto per l’avversario c’era sempre. Ora è tutto frammentato da tensioni xenofobe e localistiche che sono delle vergogne, da indifferenza più assoluta. Temo il rancore degli scarti della società contro di noi. (...) Ma abbiamo anche noi una responsabilità: dove piglia le armi l’Isis? Gliele diamo noi.
Questa è la follia umana. Dopo i disastri delle due guerre mondiali nel Novecento siamo tornati al punto di partenza. Non accendo più la tv perché persino nei talk show per le casalinghe è solo violenza verbale.

[D: Una speranza?] 
L’umanità ha la forza per risollevarsi. Il progresso non è accrescimento sempre. La storia ce lo insegna. Noi proveniamo dagli animali. L’uomo è cresciuto grazie al suo spirito e alla sua mente. Ci vuole una insurrezione delle coscienze e degli animi per dire basta a questa barbarie.
Intanto cominciamo a mangiare insieme e a dividere la tavola. Fare famiglia. Vuol dire contribuire, nel nostro piccolo, a far avanzare l’umanità.

*** Enzo BIANCHI, monaco, fondatore della comunità di Bose e già priore della comunità, saggista, intervistato da Riccardo Balaam, Enzo Bianchi «Coltivo la vita e invoco la ribellione delle coscienze», 'Il Sole 24 ore', 14 gennaio 2018, qui


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#SENZA_TAGLI / Litigio, il bisogno di rassicurazione (Omar Montecchiani)

Quando ti trovi in una qualsiasi discussione più o meno accesa, nella quale provi un forte ribollimento di pancia e il sangue ti va alla testa, e senti la rabbia e la disperazione raggrumarsi in gola fino a soffocarti, puoi porti un'unica domanda: 
"In questo momento, che cosa sto cercando di dimostrare?"

A volte è possibile percepire di stare semplicemente difendendosi, ed è allora che si può scegliere di proteggersi, di prendere le distanze, e di rassicurarsi, piuttosto che continuare ad attaccare. 
Magari attraverso l'ascolto di ciò che si sente, profondamente e intimamente. L'ascolto profondo infatti è già un prendersi cura, è un accogliere, un fare spazio senza giudizio. E quindi significa dare voce a qualcosa che li sotto urla, ma con le parole sbagliate. 
In quel momento, in quel preciso istante, c'è qualche parte di noi, forse, che vive il presente ma affonda le sue radici in un passato nel quale si è sentita trascurata, ignorata, respinta. In quel momento, qualunque discussione, anche vinta, qualunque ragione tu possa ottenere ora, non potranno mai e poi mai rassicurare quella parte di te che cerca di difendersi attaccando. 
Il bisogno di allora, qualunque esso sia, non è stato colmato da chi nella tua mente avrebbe dovuto farlo. 
Puoi farlo solo tu, ora, adesso, con le tue mani e con le tue capacità, con il tuo sentire, scoprendo che è possibile camminare per il mondo anche da soli, e vedere molte cose. Molte più cose, probabilmente, di quante pensavamo di poter vedere allora quando ci siamo sentiti ignorati e trascurati.

*** Omar MONTECCHIANI, 1978, counselor, facebook, 22 dicembre 2017, qui


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