mercoledì 16 agosto 2017

#QUADRI / Thomas Saliot, Vincent Van Gogh, Zachary Johnson

Thomas Saliot, 1968
artista francese

° ° °

Vincent VAN GOGH, 1853-1890
pittore olandese

° ° °


Zachary Johnson
artista statunitense

In Mixtura altri contributi di Vincent Van Gogh qui
In Mixtura ark #Quadri qui

#HUMOR / La pecora

(via pinterest)
In Mixtura ark #Humor qui

#SCRITTE / Vestitino per lavare a terra

(via facebook, 4 agosto 2017, qui)

In Mixtura ark #Scritte qui

#SGUARDI POIETICI / L'alfabeto per insegnare il diritto alla sopravvivenza (Anna Maria Farabbi)

dopo aver fatto la legna
ho nel cervello l'odore del bosco:
la fatica cancella il muso del mulo e il mio
mentre scendiamo a valle da animali alla pari
vorrei essere un bravo maestro ambulante
salutando sul sentiero il primo che passa
piantargli in corpo l'alfabeto la sua utilità
che non insegna solo i giardini della letteratura
ma la creazione del pensiero che è necessità
strumento di precisione diritto alla sopravvivenza

*** Anna Maria FARABBI, 1959, poetessa, traduttrice, saggista, L'alfabeto per insegnare il diritto alla sopravvivenza, da La casa degli scemi, PordenoneLegge, LietoColle, 2017, segnalato in 'facebook', 10 agosto 2017, qui


In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

#MOSQUITO / Nevrosi, un grido di protesta (Aldo Carotenuto)

La "nevrosi" è un grido di protesta della persona verso una situazione sentita come contrastante con la sua vita. Questo è molto importante capirlo, perché in questo modo noi non rendiamo patologico un comportamento. Noi rendiamo invece un comportamento, attraverso una nuova modalità di vederlo, lo rendiamo, in un certo senso, molto individuale. 
Ci sono delle persone per le quali è necessario agire in un modo piuttosto che in un altro. Prendiamo, per esempio, quelle persone che, a un certo punto, decidono di non mangiare e sviluppano un certo tipo di malattia, la così detta "anoressia", ma a pensarci bene noi abbiamo avuto quella che è stata chiamata la "santa anoressia", per cui molte donne, nel passato, erano addirittura delle sante e si consumavano nel non mangiare, mentre adesso non sono più sante, ma sono considerate delle malate, che magari vengono curate in Ospedale. Vorrei far capire una cosa importante: la "nevrosi" è un disturbo della nostra personalità, ma prima di dire che questo disturbo è patologico, noi dovremmo intenderci su che cos'è la normalità. E molte volte noi siamo costretti a riconoscere che la normalità ha un valore storico, nel senso che ciò che era normale quattrocento anni fa oggi non ci interessa. O meglio ancora: ciò che era patologico duecento anni fa, adesso non è più patologico. Io sarei del parere di dire che il nevrotico è la persona che anticipa, di gran lunga, un mondo nuovo e diverso, per il quale sarebbero necessari valori completamente diversi rispetto a quelli attuali. Ma siccome solo allora lui diventa un visionario, diventa una persona che dà fastidio. 
Da questo punto di vista, allora si capiscono, appunto, l'esistenza dei manicomi, l'esistenza di persone, che sono pagate dallo stato per ricondurre a normalità delle persone, che, in realtà, poi, anormali non sono. 
A questo proposito, vorrei per un momento affrontare proprio il problema dei così detti psicofarmaci. Non bisogna negare naturalmente che ci sono dei momenti molto duri, in cui bere una tazzina di caffè o prendere uno psicofarmaco è necessario, perché abbiamo una necessità in quel momento. Ma non si può pretendere che una persona, che offre al mondo un suo disturbo, se questo disturbo non viene capito e non se ne afferra il grande messaggio psicologico, non si può pretendere che venga curata coi farmaci, perché, più che curare, forse il farmaco non fa altro che attutire. E' come togliere l'energia elettrica lì dove c'è un corto circuito. Naturalmente il corto circuito scompare, ma scompare tutta l'elettricità. Questo è un problema, io direi, molto grave, e che richiede, da parte di tutti noi, un impegno. Cioè la "nevrosi" è praticamente un disturbo della nostra personalità, che va preso, veramente, con le molle, perché quel disturbo indica soltanto che c'è, sia nella persona che nell'ambiente, un tentativo di protesta.

*** Aldo CAROTENUTO, 1933-2005, psicoanalista di matrice junghiana, La nevrosi, Enciclopedia Multimediale delle Scienze filosofiche, Rai Educational, tratto dal'intevista Il pensiero di Jung, Roma - Dear, 11 luglio 1996, qui


In Mixtura altri contributi di Aldo Carotenuto qui
In Mixtura ark #Mosquito qui

#SENZA_TAGLI / Un 'malgaro', ieri e oggi (Luciano Chenet)

Saggezza contadina. 
Dialogo con il gestore della malga alta della Valle di Casies. 

«Adesso la gente cammina sui pascoli... non sa nemmeno che l'erba ha un valore qui in montagna, io posso fare sì strade, ma loro tagliano per corto, non importa se calpestano l'erba. Oggi conta risparmiare tempo e conta il prezzo delle cose, quando invece è importante il valore delle cose e spendere il tempo nelle cose 'importanti'... per questo anche noi malgari saremo l'ultima generazione qui a resistere... i giovani hanno fretta e non hanno tempo di imparare da noi vecchi... qui da me vengono tanti... mi fanno le foto... il vecchio della malga, mi vedono con il grembiule blu che ho comprato al supermercato... ogni cosa ha una storia... una volta non erano blu e non erano di cotone i grembiuli qui in Alto Adige, erano di lino e dovevano resistere al peso dei sassi che raccoglievamo nel campo ogni anno, il pascolo doveva essere pulito dai sassi che le talpe portavano in superficie. Il lino era coltivato e i tessitori venivano a casa a tessere... lo si sbiancava con la neve... adesso il pascolo si calpesta, non ha un prezzo e quindi per questa gente non ha valore... 
Oggi coltivano il mais non perché ha valore, ma perché hanno il contributo... si coltiva il contributo, e si pensa al prezzo dimenticandosi del lavoro, poi si troveranno a piedi quando non avranno contributi e capiranno che dovranno coltivare qualcosa che ha valore...»

*** Luciano CHENET, 'facebook', 14 agosto 2017, qui


In Mixtura altri contributi di Luciano Chenet qui