giovedì 20 luglio 2017

#PIN / Punto di vista (MasFerrario)


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#CIT / Popolocrazia, no (Ilvo Diamanti)

citazione da Ilvo Diamanti, Dalla democrazia alla popolocrazia,
'la Repubblica', 20 marzo 2017.

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#IN_LETTURA / Laurits Andersen Ring, Edward Hopper, Maruki Maramoto

Laurits Andersen RING, 1854-1933
artista danese
(via pinterest)

* * *

 
Edward HOPPER, 1882-1967
pittore statunitense
(via pinterest)

° ° °

Maruki MARAMOTO
(via pinterest)

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#LINK #VIDEO / I giorni di Giuda (Paolo Borsellino)

Nel giorno del venticinquennale della strage di via d'Amelio pubblichiamo il video integrale (*) e il testo dell'ultimo intervento pubblico di Paolo Borsellino
Con questo commosso e polemico discorso, pronunciato a Palermo il 25 giugno 1992 nel corso di una manifestazione promossa da MicroMega, Borsellino rivelò a tutti il clima di diffidenza e di isolamento che di fatto condannò a morte Giovanni Falcone.
(*) il video è frutto del lavoro del giornalista Pippo Ardini, scomparso l'8 dicembre 2009
(dalla presentazione, 'MicroMega online', 19 luglio 2017, qui)

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(...) Ho letto giorni fa, ho ascoltato alla televisione - in questo momento i miei ricordi non sono precisi - un'affermazione di Antonino Caponnetto secondo cui Giovanni Falcone cominciò a morire nel gennaio del 1988. Io condivido questa affermazione di Caponnetto. Con questo non intendo dire che so il perché dell'evento criminoso avvenuto a fine maggio, per quanto io possa sapere qualche elemento che possa aiutare a ricostruirlo, e come ho detto ne riferirò all'autorità giudiziaria; non voglio dire che cominciò a morire nel gennaio del 1988 e che questo, questa strage del 1992, sia il naturale epilogo di questo processo di morte. Però quello che ha detto Antonino Caponnetto è vero, perché oggi che tutti ci rendiamo conto di quale è stata la statura di quest'uomo, ripercorrendo queste vicende della sua vita professionale, ci accorgiamo come in effetti il paese, lo Stato, la magistratura che forse ha più colpe di ogni altro, cominciò proprio a farlo morire il 1° gennaio del 1988, se non forse l'anno prima, in quella data che ha or ora ricordato Leoluca Orlando: cioè quell'articolo di Leonardo Sciascia sul "Corriere della Sera" che bollava me come un professionista dell'antimafia, l'amico Orlando come professionista della politica, dell'antimafia nella politica. Ma nel gennaio del 1988, quando Falcone, solo per continuare il suo lavoro, il Consiglio superiore della magistratura con motivazioni risibili gli preferì il consigliere Antonino Meli. C'eravamo tutti resi conto che c'era questo pericolo e a lungo sperammo che Antonino Caponnetto potesse restare ancora a passare gli ultimi due anni della sua vita professionale a Palermo. Ma quest'uomo, Caponnetto, il quale rischiava, perché anziano, perché conduceva una vita sicuramente non sopportabile da nessuno già da anni, il quale rischiava di morire a Palermo, temevamo che non avrebbe superato lo stress fisico cui da anni si sottoponeva. E a un certo punto fummo noi stessi, Falcone in testa, pure estremamente convinti del pericolo che si correva così convincendolo, lo convincemmo riottoso, molto riottoso, ad allontanarsi da Palermo. Si aprì la corsa alla successione all'ufficio istruzione al tribunale di Palermo. Falcone concorse, qualche Giuda si impegnò subito a prenderlo in giro, e il giorno del mio compleanno il Consiglio superiore della magistratura ci fece questo regalo: preferì Antonino Meli. (...)

*** Paolo BORSELLINO, magistrato, 1940-1992, I giorni di Giuda. L'ultimo intervento di Paolo Borsellino (VIDEO), intervento alla manifestazione di MicroMega del 25 giugno 1992, in 'MicroMega online', 19 luglio 2017, qui

LINK testo integrale e VIDEO qui


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#SGUARDI POIETICI / Versicoli quasi ecologici (Giorgio Caproni)

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: «Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.

*** Giorgio CAPRONI, 1912-1990, poeta, critico letterario, Versicoli quasi ecologici, da Res Amissa,
https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Caproni


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#MOSQUITO / Proiezione, sarà la nostra menzogna fatale (Eleonora D'Agostino Trevi)

La menzogna, per la quale gli uomini rischiano di perire, è quella che non consente di riconoscere il male dentro di sé, e di volere perciò rimuoverlo e ignorarlo. Il male proiettato all’esterno non consente di andare oltre noi stessi perché ci fa individuare come nemici coloro che sono diversi, combattere le idee che non abbiamo pensato, rifiutare la realtà che non riusciamo a possedere e a manipolare. 

*** Eleonora D’AGOSTINO TREVI, psicoanalista di matrice junghiana, Hannah Arendt: il male ‘banale’, in AA.VV, Il male, Raffaello Cortina, Milano, 2000


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#SENZA_TAGLI / Bambine, più che ribelli di successo (Matteo Saudino)

Da inguaribile femminista e da romantico e, a volte, patetico ribelle, ho deciso di regalare a mia figlia Sofia il best seller della Mondadori "Storie della buona notte per bambine ribelli". 
Senza aver letto alcuna recensione e critica, mi sono ingenuamente affidato ad una delle presunte regole auree del mercato: se un prodotto vende così tanto, sarà almeno carino.
Ancora una volta però il mercato globale non si smentisce: se un'opera artistica raggiunge un successo eclatante significa che siamo in presenza di un'opera essenzialmente banale e innocua, sia da un punto di vista politico sia da un punto di vista sociale. Il libro, infatti, si fonda su un presupposto intellettuale profondamente sbagliato e disonesto: fa coincidere l'essere una bambina di successo con l'essere una bambina ribelle. 
Se ciò vale per molte delle mini biografie presentate nel libro, certamente non vale per tutte e, anzi, in alcuni casi ci troviamo di fronte a storie di donne di potere punto e basta. Il caso più emblematico è ovviamente quello di Margaret Thatcher, la quale è presentate come una bimba ribelle nelle pagine immediatamente precedenti la vita di Margherita Hack.

L'essere diventata la prima donna premier inglese, con tanto di epiteto maschilista "Lady di ferro", fa della signora Thatcher una ribelle?
Cosa vi è di ribelle nel togliere il latte gratuito nelle scuole elementari e nel tagliare pesantemente il welfare state? Cosa vi è di straordinario nel chiudere le miniere e licenziare migliaia di operai? È manifestazione di ribellione precarizzare il lavoro, dichiarare guerra all'Argentina, aumentare l'export di armi e fare dell'Inghilterra il paese europeo guida del liberismo finanziario e speculativo?
Più che ribelle a me pare una donna cinica, conservatrice, di destra.

Storie delle buonanotte per bambine ribelli è un prodotto conformista, perfetto per un mercato globale acritico e astorico, in cui la Thatcher può tranquillamente convivere con Frida Kahlo o con Rosa Parks, tanto nella notte del mercato e del profitto tutte le vacche sono nere. E soprattutto bisogna escludere Rosa Luxemburg, in quanto rivoluzionaria, comunista e autenticamente femminista.
Personalmente suggerisco una nuova edizione con l'aggiunta di due capitoli dedicati a Sarah Palin e a Daniela Santanchè: sono due donne di successo e pertanto ribelli.

*** Matteo SAUDINO, insegnante di filosofia e storia, Storie della buonanotte per bambine di... successo, 'facebook', 127 luglio 2017, qui


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#RITAGLI / Ius Soli? Meglio 'Birthright Citizenship' (Erri De Luca)

Il governo, cioè il PD, oggi è rappresentato dal decreto infame, dal ministro che va in Libia a dare soldi a un rappresentante che governa solo i metri quadrati del suo ufficio di Tripoli, mentre il resto del paese e la costa sono in mano a formazioni armate che controllano anche la Guardia Costiera. Il nostro governo è incapace di intendere e volere una norma che regolarizza la posizione di cittadini italiani nati nel nostro Paese, che hanno frequentato le nostre scuole, che parlano l'italiano e che appartengono alla vita civile del nostro presente e del nostro futuro. Lo Ius Soli, questo desueto nome latino, va chiamato invece Birthright Citizenship. Usiamo a sproposito la terminologia inglese, ma stavolta siamo andati a nasconderci dietro il latino. Stavolta ci vergogniamo di usare quella lingua, perché quella lingua riconosce quel diritto.

*** Erri DE LUCA, scrittore e poeta, intervistato da Giacomo Russo Spena, Erri De Luca: “Decreto Minniti, vogliono censurare il diritto di critica”, 'MicroMega online', 19 luglio 2017.

LINK intervista integrale qui


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