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giovedì 1 novembre 2018

#RITAGLI #VIDEO / Salvini e Di Maio (Yanis Varoufakis)

Salvini sta sfruttando la frammentazione e l’incoerenza logica dell’establishment per portare, attraverso la sua rabbiosa xenofobia, un nuovo momento fascista in Italia. (...) 

Lui è il più grande sostenitore di Bruxelles. Juncker, Merkel, Macron ed altri sono aggrappati al potere con l’argomento: ‘Qualunque errore abbiamo commesso, dopo di noi c’è Salvini. Ma allo stesso tempo Bruxelles è il più grande sostenitore di Salvini. Imponendo all’Italia regole che garantiscono la stagnazione e il calo dei redditi per la maggior parte degli italiani, permettono a Salvini l’uscita tattica nel populismo xenofobo. (...) 

Di Maio ha deciso di andare a letto con signor Salvini, ora deve dormirci insieme. Troppo tardi per lui per tornare indietro verso un gruppo progressista nel Parlamento europeo se è a letto con Salvini. (...)
Devono decidere se continuare il percorso nel quale sono la stampella della razzista e xenofoba Lega e di lavorare per loro, oppure tornare in un blocco umano. Se lo faranno, daremo il benvenuto.

*** Yanis VAROUFAKIS, ex ministro delle Finanze della Grecia, politico, saggista, fondatore di DiEM25, da Alberto Sofia, Migranti, Varoufakis: “Salvini xenofobo, riporta l’Italia verso il fascismo. Di Maio a letto con lui, ora deve dormirci”, 'ilfattoquotidiano.it', 26 ottobre 2018, qui
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giovedì 25 ottobre 2018

#VIDEO / DiEM25, verso le elezioni europee (Yanis Varoufakis)


Yanis VAROUFAKIS, 1961
economista, politico, saggista greco
fondatore di DiEM25
 tv 'InMezz'ora', ottobre 2018, intervistato da Lucia Annunziata
video 14min30

Ragioni e torti del governo 5S-Lega. 
Cosa avrebbe dovuto fare e cosa dovrebbe fare l'Italia. 
Perché un presidente del Consiglio non è mai andato a Bruxelles per rinegoziare le regole per tutti?

«Noi come Diem 25 ci candideremo alle elezioni europee. Metteremo tutta la nostra forza per combattere contro il governo Salvini (...) L'alternativa esiste. (...) Di Maio è la stampella su cui si appoggia Salvini. Farà un movimento transnazionale: ma con chi? Con Orban, con Le Pen?»


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domenica 9 aprile 2017

#MOSQUITO / Ricchezza, un accentramento che giustificherebbe una rivoluzione (Lorenzo Marsili, Yanis Varoufakis)

Se nel secondo dopoguerra la tassazione massima arrivava anche a picchi dell’80% per i più abbienti – per finanziare gli investimenti del New Deal si arrivò anche al 90% –, quella cifra viene presto più che dimezzata. Si abbandona la tassazione patrimoniale, in molti paesi si diminuisce o si abolisce la tassa di successione, si riducono le tasse sui profitti delle imprese e sulle plusvalenze finanziarie. La ricchezza si accentra nelle mani di pochi: se nel 1973 il famoso 1% catturava il 9% della ricchezza generata in un anno, nel 2013 il rapporto è esattamente raddoppiato, passando al 18%. L’accentramento della ricchezza arriva così a livelli che giustificherebbero più di una rivoluzione: nel 2014 è stato sancito che 62 uomini detengono un patrimonio pari, a livello mondiale, a quello del 50% più povero – 3 miliardi di persone. Un numero che si è ancora ridotto nel 2017: ne bastano ora solo 8 per avere una ricchezza pari a quella di 3,6 miliardi di persone.

*** Lorenzo MARSILI e Yanis VAROUFAKIS, Il terzo spazio. Oltre establishment e populismo, Laterza, 2017
https://en.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Marsili
https://it.wikipedia.org/wiki/Gian%C4%ABs_Varoufak%C4%ABs


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giovedì 17 settembre 2015

#RITAGLI / Europa, ferita a morte come la Grecia (Yanis Varoufakis)

(...) [D: Quindi addio alla politica?]
Tutto il contrario. Presto ci sarà un annuncio ufficiale. Il partito Syriza che ho servito non esiste più. Si è smembrato per la nostra capitolazione. Non volendo unirmi a ciò che è emerso dalla frattura, ho guardato là dove anche il problema greco può trovare una soluzione: l’Europa. 

[D: Spieghi meglio]
La Grecia è affondata, ma è l’intera democrazia europea ad essere ferita a morte. A meno che gli europei non capiscano che la loro economia è diretta da pseudo tecnocrati non eletti e non punibili, gente che sta commettendo un errore dopo l’altro, la democrazia continentale rimarrà l’ombra di quello che pensiamo che sia. 

[D: Eppure lei ha sempre creduto nell’euro e nell’Europa] 
Sto lottando con me stesso per continuare a farlo. Aristotele definiva la democrazia come il sistema nel quale governano i poveri, che sono sempre la maggioranza. In questo senso, la sinistra è la custode della democrazia quando non si piega ai pochi potenti che controllano le risorse materiali. Una semplice dose di democrazia liberale nell’Eurogruppo mi sembrerebbe un buon inizio per italiani, greci, spagnoli e tedeschi. (...)

[D: La sconfitta della sua posizione all’Eurogruppo non le è proprio andata giù] 
Alexis Tsipras ed io siamo stati in disaccordo perché lui pensava che il nuovo Memorandum fosse l’unica alternativa al piano Schäuble di cacciare la Grecia dall’Eurozona. Tsipras venne minacciato di un’espulsione così violenta che la parte debole della popolazione avrebbe sofferto in modo indicibile. Quindi capisco come e perché Tsipras è arrivato a scegliere il Memorandum. Ma non sono d’accordo. 

*** Yanis VAROUFAKIS, economista greco, già ministro dell'economia, intervistato da Andrea Nicastro, Crisi Grecia, Varoufakis: «Tsipras? Ha firmato la capitolazione. Io sono libero, ho perso i falsi amici», 'Corriere della Sera', 16 settembre 2015

LINK, articolo integrale qui



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lunedì 20 luglio 2015

#RITAGLI / Grecia, nessuno crede a questo accordo (Yannis Varoufakis)

[D: Ha ricevuto molte critiche per le sue decisioni che hanno ritardato l’accordo…]
La Grecia era già in bancarotta prima che arrivassimo noi di Syriza al governo, quello che è avvenuto dopo è stata una scelta politica per ribaltare la nostra elezione. Le decisioni della Bce ci hanno messo in un angolo dal primo giorno. Nonostante i grandi sforzi che abbiamo fatto questi sono stati cinque mesi di non negoziati. Non erano interessati a trovare un accordo, volevano solo farci cadere o umiliarci forzandoci ad arrenderci. È stata una mossa dittatoriale nel contesto dell’Unione europea. Penso che il modo in cui siamo stati trattati, nonostante avessimo proposte estremamente moderate, è stato un colpo per il concetto d’integrazione europea. L’Unione europea è andata contro la sua storia e ha ucciso la sua anima.

[D: Non pensa di avere delle responsabilità? Non ha dei rimorsi?]
Assolutamente no. Tutti facciamo degli errori, ma noi siamo le vittime. Le istituzioni ci hanno maltrattato e soffocato finché non ci siamo arresi. Il governo non ha fatto nulla per contribuire alla recessione economica, dovuta alla mancanza di liquidità. Questa è stata imposta politicamente, per sabotare l’unico governo europeo che si alzato in piedi contro l’irrazionalità macroeconomica e l’inumanità sociale.

[D: Il risultato è la creazione di nuovo debito. Ora ci sono margini per chiedere un taglio di questo debito?]
No, chi dice questo non ha guardato a cosa è successo. Nel 2010 lo Stato greco è diventato insolvente. I poteri europei hanno deciso che la soluzione fosse, con nuovi prestiti, la creazione del più grande debito dell’Eurozona, con il paese più insolvente, a condizione di un’austerità crescente. Questo ha fatto diminuire l’avanzo primario, con il quale avremmo dovuto pagare i vecchi e i nuovi debiti. E da qui la catastrofe. Noi dal primo giorno abbiamo chiesto una cosa sensata, né di destra né di sinistra: il debito andava ristrutturato.

[D: Tsipras si è sbarazzato di lei?]
Non si è voluto sbarazzare di me. Si è reso conto di avere una pistola puntata e poteva scegliere se essere giustiziato o arrendersi. Ha deciso che la seconda possibilità era la strategia migliore. Ero in disaccordo e mi sono dimesso. Ma capisco in che difficile situazione si trovasse, per questo siamo uniti. Tutto quello che stavamo chiedendo era un’opportunità per riformare il nostro paese.

[D: C’è stato un rimpasto di governo. C’è ancora qualcuno nell’esecutivo che condivide il suo punto di vista, ossia che non approva il programma dei creditori?]
Nessuno crede in questo accordo. So che Tsipras non crede in questo programma imposto al governo. Un programma che lo stesso premier ha descritto come catastrofico. È un giorno triste quello in cui un governo democraticamente eletto viene messo davanti alla possibilità di non vedere mai più riaprire le banche se non accettando delle riforme fiscali che non hanno alcun senso.

[D: Il primo ministro non ha voluto i tecnici nel governo, sarebbero stati utili per implementare questo programma?]
Questa domanda non ha senso. Non ci sono misure tecniche che possano far funzionare un programma non attuabile. Possono esserci ingegneri e fisici che lavorano contro la gravità, ma la gravità vincerà sempre. Questo programma fallirà, non importa chi lavorerà alla sua realizzazione. Di fatto è già fallito. Estendere la crisi nel futuro e pretendere che sia risolta è irrazionale. Neanche il ministro tedesco Wolfgang Schäuble crede in questo programma. Il Fondo monetario internazionale non ci crede e prevede che il debito salirà al 200%. L’accordo c’è stato imposto per vendetta. L’Europa non ha riconosciuto i propri errori e ha continuato a spingere per un programma sapendo già che è fallito.

[D: Si sente di dovere delle scuse ai greci per le sue decisioni?]
Il 61,5% ha votato con me, per il No a questo accordo.

[D: Ci sono state proteste negli ultimi giorni, in molti non capiscono perché hanno votato No al referendum…]
Io mi sono dimesso la notte del referendum, perché il governo ha sbagliato non utilizzando il risultato per far pressione sui creditori. Capisco però Tsipras e i miei colleghi che hanno alzato le mani e accettato l’accordo. Non sono più rivoluzionario di Tsipras, né lui di me, è stata una scelta difficile. Gli europei dovrebbero essere molto infelici per quanto è stato fatto a un piccolo e orgoglioso paese che ha sofferto per cinque anni e che sarà costretto a soffrire ancora per molto. Una cosa che non ha nulla a che fare con il rendere l’Europa un posto migliore dove vivere.

[D: Siete stati puniti per quanto potrebbe avvenire alle elezioni in Portogallo, Spagna e Irlanda?]
È una buona domanda, ma preferisco non commentare.

[D: Cosa farà in futuro? Tornerà alla vita che faceva prima?]
Mi sono dimesso perché il governo non era pronto a dare forza al No arrivato dal referendum. Sono un deputato e sono qui per restare e il mio ruolo verrà più che rinforzato da questi eventi. Ci sono 140mila persone che hanno votato per me, penso di essere il parlamentare più votato di tutta Grecia nelle ultime elezioni. Glielo devo, resterò qui, devo combattere per la causa greca e per il 61,5% che ha votato No al referendum.

[D: Lo farà restando in Syriza o creerà un nuovo partito?]
Certamente con Syriza.

*** Yannis VAROUFAKIS, ex ministro greco delle Finanze, intervistato da Cosimo Caridi, Grecia, parla Varoufakis: “Nessuno crede a questo accordo. Tsipras si è arreso, io resto e combatto per la causa del Paese”, da 'Il Fatto Quotidiano', 19 luglio 2015, qui

Sempre in Mixtura, 1 altro contributo di Yannis Varoufakis qui

martedì 6 gennaio 2015

#RITAGLI / Grecia, basta: questo è "fiscal waterboarding"

Fiscal waterboarding. Sono cinque anni che l'Europa su ispirazione tedesca ce lo infligge. Strangolare un popolo per costringerlo al rigore oltre i limiti mentre la gente è senza lavoro e vive con pensioni da fame, si muore di malattie scomparse cinquant'anni fa, con le privatizzazioni forzate sono state consegnate l'area di Hellenikon o la lotteria nazionale a dei lestofanti. Dove dobbiamo andare a finire?

[D: Non chiedete più di uscire dall'euro, ma intanto la Merkel vi invita a rispettare i patti. Qual è la vostra risposta?]
Che è un'ingerenza inaccettabile in una campagna elettorale democratica. L'euro è stato concepito male, e per la Grecia, come per l'Italia, era meglio non aderirvi. Non ha retto all'impatto della crisi finanziaria del 2008, ma ormai non si può tornare indietro. È come un vascello lanciato verso l'America che a metà dell'oceano comincia ad imbarcare acqua. E' inutile stare a disquisire sugli errori degli ingegneri che l'hanno costruito, bisogna stringere i denti e arrivare in porto.

[D: Qual è la vostra proposta?]
Di trasformare il debito verso la Troika, salito da 240 a 280 miliardi per il comporsi degli interessi (che più volte rinegoziati sono scesi al 2% di media ma prima arrivavano a più del 5), in un maxi-bond a scadenza illimitata: cominceremo la restituzione quando le condizioni lo permetteranno e si sarà innescata in Grecia una crescita almeno del 3-3,5%.

[D: Non è troppo?]
Non le abbiamo inventate noi cifre del genere: la Troika quando ci concesse i prestiti di 110 miliardi nel maggio 2010 e 130 nella primavera 2012, diceva che sarebbero bastati per garantirci uno sviluppo del 4,5% l'anno. Che razza di errore, perfino l'Fmi l'ha riconosciuto. La Grecia ha perso talmente tanto che non è irrealistico un rimbalzo, ma da dove esce la crescita se ogni euro disponibile va a ridare i prestiti? Da questi fondi dipende la nostra sopravvivenza. E' la nostra linea rossa, non arretreremo.

*** Yanis VAROUFAKIS, economista, docente alla Texas University di Austin e già preside di Economia ad Atene, consigliere e futuro candidato di Syriza, estratto dall'intervista di Eugenio Occorsio, Il guru economico di Tsipras: «Basta ingerenze e più tempo sul debito», da 'la Repubblica', 5 gennaio 2015.
http://bit.ly/13WadmI