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mercoledì 9 gennaio 2019

#MOSQUITO / Il dominio totale e gli imbecilli (Hannah Arendt)

Il dominio totale non consente libertà d'iniziativa in nessun settore della vita, non può ammettere una attività che non sia interamente prevedibile. Ecco perché i regimi totalitari sostituiscono invariabilmente le persone di talento, a prescindere dalle loro simpatie, con eccentrici e imbecilli la cui mancanza d'intelligenza e di creatività offre dopotutto la migliore garanzia di sicurezza.

*** Hannah ARENDT, 1906-1975, filosofa tedesca, Le origini del totalitarismo, 1951, citata in 'libriantichionline', qui


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domenica 15 luglio 2018

#MOSQUITO / Totalitarismo e bugie (Hannah Arendt)

Totalitarismo. Il totalitarismo comincia con il disprezzo per quello che abbiamo. Il secondo passo è: ‘Le cose devono cambiare, non importa come, qualsiasi cosa è meglio di quello che abbiamo’. I governi totalitari organizzano questo sentimento di massa e organizzandolo lo articolano e articolandolo fanno sì che in qualche modo le persone lo apprezzino. Prima le persone si sentivano dire: non uccidere, e loro non uccidevano. Adesso si sentono dire: uccidi, e sebbene pensino che uccidere sia molto difficile, lo fanno perché ormai rientra nel normale codice di comportamento. Imparano chi uccidere, come uccidere e come farlo insieme. È la famosa Gleichschaltung, il processo di allineamento. Sei allineato non con le autorità superiori, ma con il tuo vicino, con la maggioranza. Solo che invece di comunicare con l’altro, adesso sei incollato a lui. E naturalmente ti senti bene. Il totalitarismo fa leva sui pericolosi bisogni emotivi di persone che vivono nel totale isolamento e nel timore dell’altro.

Bugie. Nel momento in cui non abbiamo più una stampa libera, può succedere di tutto. Quello che consente a uno stato totalitario di governare è che le persone non sono informate. Come fai ad avere un’opinione se non sei informato? Se tutti ti mentono sempre, la conseguenza non è che tu credi alle bugie, ma che nessuno crede più a nulla. Questo succede perché le bugie, per loro natura, devono essere cambiate, e un governo che mente deve riscrivere continuamente la sua storia. Quello che arriva alla gente non è solo una bugia, ma un gran numero di bugie, a seconda di come tira il vento della politica. E un popolo che non può più credere a nulla, non può neanche decidere. È privato non solo della capacità di agire ma anche della capacità di pensare e giudicare. E con un popolo così ci puoi fare quello che vuoi.  

*** Hannah ARENDT, 1906-1975, filosofa tedesca, in 'The New York Review of Books', 26 ottobre 1978, citata da Giovanni De Mauro, 'Internazionale', 1264, 13 luglio 2018, traduzione di Bruna Tortorellaqui


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mercoledì 20 dicembre 2017

#MOSQUITO / D'accordo con sé stessi (Hannah Arendt)

Quando Socrate torna a casa, non è solo, egli è con sé. Con questo compagno immaginario che lo attende, è chiaro, Socrate deve pervenire a qualche tipo di accordo, giacché vivono sotto lo stesso tetto. Meglio essere in discordia con il mondo intero che non con l’unica persona con la quale sei costretto a convivere dopo aver lasciato la compagnia degli altri.

*** Hannah ARENDT, 1906-1975, filosofa tedesca, La vita della mente, a cura di Alessandro Dal Lago, Il Mulino, 2009


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venerdì 16 dicembre 2016

#MOSQUITO / Educazione, se amiamo il mondo e i figli (Hannah Arendt)

L'educazione è il momento che decide se noi amiamo abbastanza il mondo da assumercene la responsabilità e salvarlo così dalla rovina, che è inevitabile senza il rinnovamento, senza l'arrivo di esseri nuovi, di giovani. Nell'educazione si decide anche se noi amiamo tanto i nostri figli da non estrometterli dal nostro mondo lasciandoli in balìa di se stessi, tanto da non strappargli di mano la loro occasione d'intraprendere qualcosa di nuovo, qualcosa d'imprevedibile per noi; e prepararli invece al compito di rinnovare un mondo che sarà comune a tutti.

*** Hannah ARENDT, 1906-1975, filosofa tedesca, Tra passato e futuro, 1970, Garzanti, 1991



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domenica 20 novembre 2016

giovedì 30 giugno 2016

#CIT / Potere e forza (Hannah Arendt)

citazione del gennaio 1952
in Diari, a cura di Chantal Marazia, Neri Pozza, 2007, 
riprodotta anche in ‘Domenica di Repubblica’, 16 settembre 2007
https://it.wikipedia.org/wiki/Hannah_Arendt

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domenica 26 giugno 2016

#MOSQUITO / Tempo, quando gli anni diventano più lunghi (Hannah Arendt)

La nostra cognizione del tempo si orienta esattamente rispetto al numero di anni che abbiamo vissuto. Più si è giovani, più un anno è lungo, ma anche un’ora o un giorno. Se ho cinque anni, un anno corrisponde a un quinto della mia vita; se ne ho cinquanta, è soltanto un cinquantesimo. Ciò cambia solo quando si diventa vecchi e si inizia a contare partendo dalla morte e non più dalla nascita. Allora gli anni diventano di nuovo impercettibilmente più lunghi. 

*** Hannah ARENDT, 1906-1975, filosofa tedesca, gennaio 1954, Diari, a cura di Chantal Marazia, Neri Pozza, 2007, riprodotta anche in ‘Domenica di Repubblica’, 16 settembre 2007


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domenica 12 giugno 2016

#MOSQUITO / Male, irriconoscibile nella Germania hitleriana (Hannah Arendt)

E come nei paesi civili la legge presuppone che la voce della coscienza dica a tutti “Non ammazzare,” anche se talvolta l’uomo può avere istinti e tendenze omicide, così la legge della Germania hitleriana pretendeva che la voce della coscienza dicesse a tutti: “Ammazza,” anche se gli organizzatori dei massacri sapevano benissimo che ciò era contrario agli istinti e alle tendenze normali della maggior parte della popolazione. Il male, nel Terzo Reich, aveva perduto la proprietà che permette ai più di riconoscerlo per quello che è - la proprietà della tentazione. Molti tedeschi e molti nazisti, probabilmente la stragrande maggioranza, dovettero esser tentati di non uccidere, non rubare, non mandare a morire i loro vicini di casa (che naturalmente, per quanto non sempre conoscessero gli orridi particolari, essi sapevano che gli ebrei erano trasportati verso la morte); e dovettero esser tentati di non trarre vantaggi da questi crimini e divenirne complici. Ma Dio sa quanto bene avessero imparato a resistere a queste tentazioni.

*** Hannah ARENDT, 1906-1975, filosofa, storica, scrittrice tedesca naturalizzata statunitense, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, 1963-1964, Feltrinelli, 2001


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sabato 21 maggio 2016

#SGUARDI POIETICI / Un ragazzo e una ragazza (Hannah Arendt)

Un ragazzo e una ragazza
al torrente e nei boschi 
prima sono giovani assieme 
poi assieme sono vecchi. 
Fuori giacciono gli anni 
e ciò che chiamiamo vita 
dentro vive l’assieme, 
che non conosce né anni né vita. 

*** Hannah ARENDT, 1906-1975, filosofa, storica tedesca naturalizzata statunitense, Diari, a cura di Chantal Marazia, Neri Pozza, 2007


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martedì 6 ottobre 2015

#MOSQUITO / Cuore, quando diventa pietra (Hannah Arendt)

Il cuore è un organo curioso; soltanto quando è spezzato, batte al proprio ritmo; se non si spezza, si pietrifica. La pietra che ci cade dal cuore è quasi sempre quella in cui il cuore si era quasi trasformato. 

*** Hannah ARENDT, 1906-1975, filosofa tedesca, gennaio 1954, Diari, a cura di Chantal Marazia, Neri Pozza, 2007, riprodotta anche in ‘Domenica di Repubblica’, 16 settembre 2007.


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venerdì 2 ottobre 2015

#RITRATTI / Antonio Tabucchi, Dino Buzzati, Hannah Arendt

Antonio TABUCCHI, 1943-2012
scrittore e docente di lingua e letteratura portoghese
uno dei massimi conoscitori di Fernando Pessoa

«La vita non si racconta, te l'ho già detto, 
la vita si vive, e mentre la vivi è già persa, è scappata.»
(da Antonio Tabucchi, Tristano muore, Feltrinelli, 2004)

° ° °

DinoBUZZATI,1906-1972
giornalista e scrittore

«L'ora miracolosa che almeno una volta tocca a ciascuno. 
Per questa eventualità vaga, 
che pareva farsi sempre più incerta col tempo, 
uomini fatti consumavano lassù la migliore parte della vita.»
(da Dino Buzzati, Il deserto dei tartari, Rizzoli, 1940)

° ° °

Hannah ARENDT, 1906-1975
filosofa, storica, saggista tedesca naturalizzata statunitense

«Io non credo che possa esistere 
qualche processo di pensiero 
senza esperienze personali.»
 (da Alessandro Dal Lago, a cura, La lingua materna, Mimesis, Milano, 1996)


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venerdì 22 maggio 2015

#MOSQUITO / Competenza, una separazione inquietante (Hannah Arendt)

Se la conoscenza (nel senso moderno di ‘know how’, di competenza tecnica) si separasse irreparabilmente dal pensiero, allora diventeremmo esseri senza speranza, schiavi non tanto delle nostre macchine quanto della nostra competenza, creature prive di pensiero alla mercé di ogni dispositivo tecnicamente possibile, per quanto micidiale. 

*** Hannah ARENDT, 1906-1975, filosofa tedesca, Vita activa, 1958, Bompiani, Milano, 1964. 



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