mercoledì 4 ottobre 2023
#MOSQUITO / Il suicidio, gli scacchi, il silenzio (Massimo Ferrario)
lunedì 4 settembre 2023
#MOSQUITO / 'Sentire' l'etica, il test infallibile (Massimo Ferrario)
domenica 20 agosto 2023
#MOSQUITO / Gli idioti, ieri e oggi (Massimo Ferrario)
martedì 18 luglio 2023
#MOSQUITO / Un anno di calendario (Massimo Ferrario)
martedì 23 maggio 2023
#MOSQUITO / "Dio-Patria-Famiglia": il fascismo e Mazzini (Roberto Balzani)
domenica 23 aprile 2023
#MOSQUITO / L'estrema destra ha fame (Alessandro Gilioli)
mercoledì 19 aprile 2023
#MOSQUITO / Congiura ebraica e sostituzione etnica (Enrico Finzi)
venerdì 17 marzo 2023
#MOSQUITO / Come neutralizzare la politica critica (William Davies)
martedì 31 gennaio 2023
#MOSQUITO / L'uomo d'affari e lo statista (Harold J. Laski)
lunedì 23 gennaio 2023
#MOSQUITO / Oh i bei cretini di una volta! (Leonardo Sciascia)
E' ormai difficile incontrare un cretino che non sia intelligente e un intelligente che non sia cretino. Ma di intelligenti c'è stata sempre penuria; e dunque una certa malinconia, un certo rimpianto tutte le volte ci assalgono che ci imbattiamo in aretini adulterati, sofisticati. Oh i bei cretini di una volta! Genuini, integrali. Come il pane di casa. Come l'olio e il vino dei contadini.
*** Leonardo SCIASCIA, 1921-1989, scrittore, giornalista, saggista, Nero su nero, Einaudi 1979, Adelphi, 2014.
giovedì 12 gennaio 2023
#MOSQUITO / Scuola (George Bernard Shaw)
Ciò che non può l'iniziativa privata dei genitori, può essere fatto ben più efficacemente per mezzo di educatori organizzati in grandi istituzioni create a tale scopo. Poiché, quando se lo possono permettere, i genitori consegnano i figli alla scuola. Ma non c'è, nel complesso, niente al mondo, per dei poveri innocenti, tanto orribile quanto la scuola. Tanto per cominciare è una prigione, ma sotto certi aspetti è anche più crudele. In prigione, per esempio, non siete obbligati a leggere libri scritti da secondini e direttori (che naturalmente non sarebbero secondini e direttori se sapessero scrivere libri leggibili), né siete picchiati o altrimenti tormentati se non sapete ricordarne il contenuto, del tutto impossibile da mandare a memoria. In prigione non siete obbligati a sedere e ad ascoltare carcerieri che trattano, senza fascino o interesse, argomenti che non capiscono e non apprezzano, e sono pertanto incapaci di farveli capire o apprezzare. In prigione possono tormentare il vostro corpo, ma non torturano il vostro cervello e potete difendervi dalla violenza e dall'oltraggio dei compagni di prigione. A scuola non avete questi vantaggi. Con gli scaffali di tutto il mondo, carichi di libri affascinanti e ispirati, vera manna mandata dal cielo per nutrire le vostre anime, voi siete forzati a leggere l'odiosa impostura chiamata «testo scolastico», scritto da un uomo che non sa scrivere; un libro da cui nessun essere umano può imparare alcunché, un libro che, sebbene lo possiate decifrare, non sapete leggere con altro profitto se non questo, che lo sforzo che vi viene imposto vi farà detestare la semplice vista di un libro per tutto il resto dei vostri giorni. Con i milioni di acri di boschi, di valli e colline, con il vento, l'aria, gli uccelli, i ruscelli, i pesci e ogni genere di cose istruttive e sane facilmente accessibili, o con alla porta le strade, le vetrine dei negozi, le folle, i veicoli e ogni tipo di delizie cittadine, voi siete forzati a sedere, non in una stanza abbellita con una certa grazia e confortevolmente arredata, ma in un serraglio con un mucchio di altri bambini, puniti se parlate, puniti se vi muovete, puniti se non vi è possibile dimostrare, rispondendo a una domanda idiota, che anche quando siete scappati dal canile e dallo sguardo del carcere eravate ancora agonizzanti su finti libri detestabili, invece di osare a vivere.
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mercoledì 9 novembre 2022
#MOSQUITO / Quella intossicazione vischiosa (Piero Calamandrei)
Bisogna fare di tutto perché quella intossicazione vischiosa non ci riafferri: bisogna tenerla d’occhio, imparare a riconoscerla in tutti i suoi travestimenti. In quel ventennio c’è ancora il nostro specchio. Solo guardando ogni tanto in quello specchio possiamo accorgerci che la guerra di Liberazione, nel profondo delle coscienze, non è ancora terminata.
*** Piero CALAMANDREI, 1889-1956, politico, avvocato, accademico, Il fascismo come regime della menzogna, Laterza, 2014
giovedì 15 settembre 2022
#MOSQUITO / Esercitare potere (George Orwell)
martedì 23 agosto 2022
#MOSQUITO / Un mutamento antropologico, sembrano uomini (Franco Battiato)
lunedì 22 agosto 2022
#MOSQUITO / No alla perfezione (Carl Gustav Jung)
mercoledì 17 agosto 2022
#MOSQUITO / A chi cresce servono adulti stabili (Alberto Pellai)
Per un adolescente, gli adulti rappresentano l’esempio vivente di ciò che lui diventerà. Per questo noi adulti abbiamo il compito (e anche la responsabilità educativa) di testimoniare la bellezza e la pienezza dell’adultità.
Non vuol dire fingere di avere vite perfette. Bensì, l’esatto contrario. Significa essere consapevoli che la vita va rispettata, celebrata, abitata sapendo che spesso “accade” nel modo più imprevisto e faticoso. Ma ciò nonostante, che rappresenta la più grande occasione che abbiamo per evolverci e dare senso a ciò che siamo.
Oggi l’adultità viene da molti vissuta come un tempo di eterna adolescenza. Si celebra il “ricominciamento” come un valore assoluto raccontandolo spesso come un mandare all’aria tutto ciò che c’era e c’è stato prima, per inventare un nuovo “se stesso” più soddisfacente e appagante. I social, in questo senso, diventano palcoscenici mai spenti su cui si mette in scena il proprio “giorno nuovo”.
Fa bene questo a chi sta crescendo? Probabilmente no.
Da sempre l’adultità è un tempo di “sana stabilità” in cui tutte quelle incertezze sperimentate da adolescente (non so chi sono né chi diventerò, ce la farò?, la vita ha un posto per me?) trovano il loro “posto nel mondo” in una versione stabile e consapevole di se stessi. Ora so chi sono, so cosa ci sto a fare nella mia vita: questo è essere adulti. Non vuol dire produrre una versione rigida di sé.
Vuol dire semplicemente sapere chi si è, lavorando affinché la propria identità adulta coincida il più possibile con l’idea di chi si sarebbe voluti diventare. Più queste due dimensioni sono vicine e contigue tra loro, meno c’è bisogno di ricominciamenti.
Oggi, troppe persone raccontano che nella loro adultità sono diventate diverse dalle persone che avrebbero voluto essere. Così smontano l’adulto che sono per inventarne un altro. E poi un altro ancora. E magari un altro ancora. La società liquida di cui parlava Baumann è fluida e senza certezze. E’ tutta un ricominciamento.
Nessuno però afferma l’enorme valore della stabilità, che troppi oggi raccontano come grigiore, noia, routine. La persona stabile invece è spesso una persona consapevole e molto responsabile. Sa chi è. E ama stare lì, in quel posto esatto in cui ha imparato a collocarsi. Perché è lì che è riuscita a diventare esattamente la persona che voleva essere. Per cui non ha alcun bisogno di ricominciamento.
Gli adolescenti oggi soffrono anche perché gli adulti sono troppo instabili. Sono così incerti su ciò che vorrebbero essere e desiderano, da non divenire più riferimenti stabili per chi cresce. Nessuno parla di quanto male faccia l’instabilità adulta a chi sta crescendo. Tutti celebrano il ricominciamento. A chi cresce non servono adulti ricomincianti.
Servono adulti stabili. Se pensi che possa essere utile, condividi questo messaggio con altri adulti. Riflettere sul bisogno di stabilità del mondo adulto può essere molto utile a chi appartiene alla comunità educante.
*** Alberto PELLAI, 1964, medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore presso il dipartimento di Scienze biomediche dell’Università degli Studi di Milano, saggista, A chi cresce servono adulti stabili, 'facebook,', 16 agosto 2022, qui
lunedì 8 agosto 2022
#MOSQUITO / Elogio della sconfitta (Rosaria Gasparro)
Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce. A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo.
In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare…
A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. E’ un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco.
«Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù…», Pier Paolo Pasolini, 'Vie Nuove', 28 ottobre 1961
domenica 7 agosto 2022
#MOSQUITO / Non ci sarà riscossa materiale se prima non v'è rivolta morale (Errico Malatesta)
mercoledì 3 agosto 2022
#MOSQUITO / Anime libere? (Francesco De Sanctis)
Chiameremo noi forse uomini liberi quei contadini ignoranti delle province napoletane […] la cui anima non appartiene a loro? No, non sono uomini liberi costoro, la cui anima appartiene al confessore, al notaio, all’uomo di legge, al proprietario, a tutti quelli che hanno interesse di volgerli, di impadronirsene. Provvedere all’istruzione popolare sarà la mia prima cura. Noi saremo contenti quando l’ultimo degli italiani saprà leggere e scrivere.
*** Francesco DE SANCTIS, 1817-1883, scrittore, critico letterario, politico, Ministro della pubblica istruzione e filosofo italiano, discorso alla Camera, 13 aprile 1861
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martedì 2 agosto 2022
#MOSQUITO / Sicurezza come conformismo (Erich Fromm)
La nostra cultura tende a creare individui che non hanno più coraggio e non osano più vivere in modo eccitante e intenso. Veniamo educati ad aspirare alla sicurezza come unico scopo della vita. Ma possiamo ottenerla solo al prezzo di un completo conformismo, e di una completa apatia.



















