Visualizzazione post con etichetta _Szymborska Wislawa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta _Szymborska Wislawa. Mostra tutti i post

venerdì 15 ottobre 2021

#SGUARDI POIETICI / Accanto a un bicchiere di vino (Wislawa Szymborska)

Con uno sguardo mi ha reso più bella,
e io questa bellezza l’ho fatta mia.
Felice, ho inghiottito una stella.

Ho lasciato che mi immaginasse
a somiglianza del mio riflesso
nei suoi occhi. Io ballo, ballo
nel battito di ali improvvise.

Il tavolo è tavolo, il vino è vino
nel bicchiere che è un bicchiere
e sta lì dritto sul tavolo.
Io invece sono immaginaria,
incredibilmente immaginaria,
immaginaria fino al midollo.

Gli parlo di tutto ciò che vuole:
delle formiche morenti d’amore
sotto la costellazione del soffione.
Gli giuro che una rosa bianca,
se viene spruzzata di vino, canta.

Mi metto a ridere, inclino il capo
con prudenza, come per controllare
un’invenzione. E ballo, ballo
nella pelle stupita, nell’abbraccio
che mi crea.

Eva dalla costola, Venere dall’onda,
Minerva dalla testa di Giove
erano più reali.

Quando lui non mi guarda,
cerco la mia immagine
sul muro. E vedo solo
un chiodo, senza il quadro.

*** Wisława SZYMBORSKA,  1923-2012, poetessa e saggista polacca, premio Nobel per la Letteratura nel 1996, Accanto a un bicchiere di vino, da W. Szymborska,  Sale, Libri Scheiwiller, 2005,  traduzione di Pietro Marchesani


In Mixtura i contributi di Wislawa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

mercoledì 29 settembre 2021

#SGUARDI POIETICI / Il vecchio professore (Wislawa Szymborska)

Gli ho chiesto di quei tempi,
quando ancora eravamo così giovani,
ingenui, impetuosi, sciocchi, sprovveduti.

È rimasto qualcosa, tranne la giovinezza
- mi ha risposto.

Gli ho chiesto se sa ancora di sicuro
cosa è bene e male per il genere umano.

È la più mortifera di tutte le illusioni
- mi ha risposto.

Gli ho chiesto del futuro,
se ancora lo vede luminoso.

Ho letto troppi libri di storia
- mi ha risposto.

Gli ho chiesto della foto,
quella in cornice sulla scrivania.

Erano, sono stati. Fratello, cugino, cognata,
moglie, figlioletta sulle sue ginocchia,
gatto in braccio alla figlioletta,
e il ciliegio in fiore, e sopra quel ciliegio
un uccello non identificato in volo
- mi ha risposto.

Gli ho chiesto se gli capita di essere felice.

Lavoro
- mi ha risposto.

Gli ho chiesto degli amici, se ne ha ancora.

Alcuni miei ex assistenti,
che ormai hanno anche loro ex assistenti,
la signora Ludmilla, che governa la casa,
qualcuno molto intimo, ma all'estero,
due signore della biblioteca, entrambe sorridenti,
il piccolo Jas che abita di fronte e Marco Aurelio
- mi ha risposto.

Gli ho chiesto della salute e del suo morale.

Mi vietano caffè, vodka e sigarette,
di portare oggetti e ricordi pesanti.
Devo far finta di non aver sentito
- mi ha risposto.

Gli ho chiesto del giardino e della sua panchina.

Quando la sera è tersa, osservo il cielo.
Non finisco mai di stupirmi,
tanti punti di vista ci sono lassù
- mi ha risposto.

*** Wislawa SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa e saggista polacca, premio Nobel per la Letteratura nel 1996, Il vecchio professore, da W. Szymborska, Due punti,  Adelphi 2007, traduzione di Pietro Marchesani


In Mixtura i contributi di Wislawa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

mercoledì 21 aprile 2021

#SGUARDI POIETICI / C'è chi (Wislawa Szymborska)

C’è chi meglio degli altri realizza la sua vita.
E’ tutto in ordine dentro e attorno a lui.
Per ogni cosa ha metodi e risposte.

E’ lesto a indovinare il chi il come il dove
e a quale scopo.

Appone il timbro a verità assolute,
getta i fatti superflui nel tritadocumenti,
e le persone ignote
dentro appositi schedari.

Pensa quel tanto che serve,
non un attimo in più,
perché dietro quell’attimo sta in agguato il dubbio.

E quando è licenziato dalla vita,
lascia la postazione
dalla porta prescritta.

A volte un po’ lo invidio
-per fortuna mi passa.

*** Wilsawa SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa e saggista polacca, premio Nobel per la Letteratura nel 1996, C'è chi, da Basta così, Adelphi, 2021, traduzione di Silvano De Fanti, citata da Margherita Loy, Poesia, Wislawa Szymborska e l’elogio del dubbio, 'il Fatto Quotidiano', 9 maggio 2013, qui



In Mixtura i contriubti di Wislawa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

domenica 21 marzo 2021

#SGUARDI POIETICI / Il primo amore (Wislawa Szymborska)

Dicono
che il primo amore è il più importante.
Ciò è molto romantico
ma non fa al mio caso.

Qualcosa tra noi c'è stato e non c'è stato,
accadde e si è perduto.

Non mi tremano le mani
quando mi imbatto in piccoli ricordi,
in un rotolo di lettere legate con lo spago
– fosse almeno un nastrino.

Il nostro unico incontro dopo anni:
la conversazione di due sedie
accanto a un freddo tavolino.

Altri amori
ancora respirano profondi dentro me.
A questo manca il fiato anche per sospirare.

Eppure proprio così com'è,
è capace di fare ciò di cui quelli ancora non sono capaci:
non ricordato,
neppure sognato,
mi familiarizza con la morte.

*** Wislawa SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa e saggista polacca, premio Nobel per la Letteratura nel 1996,  Il primo amore, da Attimo, Scheiwiller, traduzione di Pietro Marchesani, e in Maurizio Cucchi, a cura di, La grande poesia,  Szymborska la Repubblica, 2021



In Mixtura i contributri di Wislawa Szymborksa qui
In Mixtura ark #Sguardi Poietici qui

mercoledì 9 dicembre 2020

#SGUARDI POIETICI / La fine e l'inizio (Wislawa Szymborska)

Dopo ogni guerra
c'è chi deve ripulire.
In fondo un po' d'ordine
da solo non si fa.

C'è chi deve spingere le macerie
ai bordi delle strade
per far passare
i carri pieni di cadaveri.

C'è chi deve sprofondare
nella melma e nella cenere,
tra le molle dei divani letto,
le schegge di vetro
e gli stracci insanguinati.

C'è chi deve trascinare una trave
per puntellare il muro,
c'è chi deve mettere i vetri alla finestra
e montare la porta sui cardini.

Non e' fotogenico
e ci vogliono anni.
Tutte le telecamere sono gia' partite
per un'altra guerra.

Bisogna ricostruire i ponti
e anche le stazioni.
Le maniche saranno a brandelli
a forza di rimboccarle.

C'è chi con la scopa in mano
ricorda ancora com'era.
C'è chi ascolta
annuendo con la testa non mozzata.
Ma presto
gli gireranno intorno altri
che ne saranno annoiati.

 C'è chi talvolta
dissotterrerà da sotto un cespuglio
argomenti corrosi dalla ruggine
e li trasporterà sul mucchio dei rifiuti.

Chi sapeva
di che si trattava,
deve far posto a quelli
che ne sanno poco.
E meno di poco.
E infine assolutamente nulla.

Sull'erba che ha ricoperto
le cause e gli effetti,
c'è chi deve starsene disteso
con la spiga tra i denti,
perso a fissare le nuvole.

*** Wislawa SZIMBORKA, 1923-2012, poetessa e saggista polacca, premio Nobel per la Letteratura nel 1996, La fine e l'inizio, Edizioni Scheiwiller, 2009, traduzione di Pietro Marchesani, anche in 'libriantichionline.com', qui


In Mixtura i contributi di Wislawa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

venerdì 27 dicembre 2019

#SGUARDI POIETICI / La chiave (Wislawa Szymborska)

La chiave c’era e non c’è più.
Come entreremo in casa?
Qualcuno la potrà trovare,
la guarderà – per farne cosa?
Camminando la rigira su e giù
come un ferro da buttare.

Ma se lo stesso accadesse
all’amore che io provo per te,
non solo a noi, al mondo intero
questo amore mancherebbe.

Sollevato nell’altrui mano
non aprirà nessuna casa
e sarà solo una forma
e che ruggine la roda.

Non da carte, astri o grido di pavone
è tratta questa predizione.
 

*** Wislawa SZYMBORSKA1923-2012, poetessa e saggista polacca, premio Nobel per la Letteratura nel 1996, La chiave, da Domande poste a me stessa, 1954, traduzione di Pietro Marchesani, in 'il canto delle sirene', 4 dicembre 2019, qui


In Mixtura i contributi di Wislawa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

mercoledì 28 agosto 2019

#SGUARDI POIETICI / Ringraziamento (Wislawa Szimborska)

Devo molto
a quelli che non amo.

Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana,
capisco
ciò che l'amore non capisce,
perdono
ciò che l'amore mai perdonerebbe.

Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi su ogni atlante.

È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

«Non devo loro nulla» –
direbbe l'amore
sulla questione aperta.

*** Wislawa SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa e saggista polacca, premio Nobel per la Letteratura nel 1996, Ringraziamento, da Grande numero, Scheiwiller 2006, traduzione di Pietro Marchesani, in 'libriantichionline', qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Wis%C5%82awa_Szymborska


In Mixtura i contributi di Wislawa Szimborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

mercoledì 3 luglio 2019

#SGUARDI POIETICI / Un appunto (Wislawa Szymborska)

La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.

Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;

e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla
nel vento;

e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.

*** Wislawa SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa e saggista polacca, premio Nobel per la Letteratura nel 1996, Un appunto, da La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009), a cura di Pietro Marchesani, Adelphi Edizioni, 2009


In Mixtura i contributi di Wislawa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

sabato 26 gennaio 2019

#SGUARDI POIETICI / Nella moltitudine (Wislawa Szymborska)

Sono quella che sono.
Un caso inconcepibile
come ogni caso.

In fondo avrei potuto avere
altri antenati,
e così avrei preso il volo
da un altro nido,
così da sotto un altro tronco
sarei strisciata fuori in squame.

Nel guardaroba della natura
c’è un mucchio di costumi: di
ragno, gabbiano, topo campagnolo.
Ognuno calza subito a pennello
e docilmente è indossato
finché non si consuma.

Anch’io non ho scelto,
ma non mi lamento.
Potevo essere qualcuno
molto meno a parte.
Qualcuno d’un formicaio, banco, sciame ronzante,
una scheggia di paesaggio sbattuta dal vento.

Qualcuno molto meno fortunato,
allevato per farne una pelliccia,
per il pranzo della festa,
qualcosa che nuota sotto un vetrino.

Un albero conficcato nella terra,
a cui si avvicina un incendio.

Un filo d’erba calpestato
dal corso di incomprensibili eventi.

Uno nato sotto una cattiva stella,
buona per altri.

E se nella gente destassi spavento,
o solo avversione,
o solo pietà?

Se al mondo fossi venuta
nella tribù sbagliata
e avessi tutte le strade precluse?

La sorte, finora,
mi è stata benigna.

Poteva non essermi dato
il ricordo dei momenti lieti.

Poteva essermi tolta
l’inclinazione a confrontare.

Potevo essere me stessa – ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno di totalmente diverso.

*** Wisława SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa e saggista polacca, premio Nobel per la Letteratura nel 1996, Nella moltitudine, traduzione di Pietro Marchesani, da Attimo, Libri Scheiwiller, 2004. Anche in 'poesiainrete', 19 gennaio 2019, qui


In Mixtura i contributi di Wislawa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

martedì 13 novembre 2018

#SGUARDI POIETICI / Vermeer (Wisława Szymborska)

Finché quella donna del Rijksmuseum 
nel silenzio dipinto e in raccoglimento 
giorno dopo giorno versa
il latte dalla brocca nella scodella,
il Mondo non merita
la fine del mondo

*** Wisława SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura nel 1996, Vermeer, citata in ‘dis.amb.igundo’, 2 febbraio 2012, qui

Jan Vermeer (1632-1675), La Lattaia

In Mixtura i contributi di Wislawa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

martedì 16 ottobre 2018

#SGUARDI POIETICI / Nulla due volte (Wisława Szymborska)

Nulla due volte accade
né accadrà.
Per tal ragione si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, malvagia ora,
dài paura e incertezza?
Ci sei — perciò devi passare.
Passerai — e qui sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

*** Wisława SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa e saggista polacca, premio Nobel per la Letteratura nel 1996, Nulla due volte,  traduzione di Pietro Marchesani, da Appello allo yeti, 1957, Libri Scheiwiller, 2009. Segnalata in 'poesiainrete.com', 11 ottobre 2018, qui


In Mixtura i contributi di Wisława Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

venerdì 28 settembre 2018

#SGUARDI POIETICI / Ogni caso (Wisława Szymborska)

Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
È accaduto non a te.

Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.

Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.

In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.

Dunque ci sei? Dritto dall’attimo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

∗∗∗ Wisława SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa e saggista polacca, premio Nobel per la Letteratura nel 1996, Ogni caso, da Ogni caso, 1972, traduzione di Pietro Marchesani, Libri Scheiwiller, 2009. Segnalata in 'poesiainrete.com', 22 settembre 2018, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Wis%C5%82awa_Szymborska


In Mixtura i contributi di Wisława Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui


Testo originale (Wszelki wypadek)

Zdarzyć się mogło.
Zdarzyć się musiało.
Zdarzyło się wcześniej. Później.
Bliżej. Dalej.
Zdarzyło się nie tobie.

Ocalałeś, bo byłeś pierwszy.
Ocalałeś, bo byłeś ostatni.
Bo sam. Bo ludzie.
Bo w lewo. Bo w prawo.
Bo padał deszcz. Bo padał cień.
Bo panowała słoneczna pogoda.

Na szczęście był tam las.
Na szczęście nie było drzew.
Na szczęście szyna, hak, belka, hamulec,
framuga, zakręt, milimetr, sekunda.
Na szczęście brzytwa pływała po wodzie.

Wskutek, ponieważ, a jednak, pomimo.
Co by to było, gdyby ręka, noga,
o krok, o włos
od zbiegu okoliczności.

Więc jesteś? Prosto z uchylonej jeszcze chwili?
Sieć była jednooka, a ty przez to oko?
Nie umiem się nadziwić, namilczeć się temu.
Posłuchaj,
jak mi prędko bije twoje serce.

mercoledì 15 agosto 2018

#SGUARDI POIETICI / Qualche parola sull'anima (Wislawa Szymborska)

L'anima la si ha ogni tanto. 
Nessuno la ha di continuo 
e per sempre. 

Giorno dopo giorno, 
anno dopo anno, 
possono passare senza di lei. 

A volte nidifica un po’ più a lungo 
sole in estasi e paura dell’infanzia. 
A volte solo nello stupore 
dell’essere vecchi. 

Di rado ci dà una mano 
in occupazioni faticose, 
come spostare mobili, 
portare valigie 
o percorrere le strade con scarpe strette. 

Quando si compilano moduli 
e si trita la carne 
di regola ha il suo giorno libero. 

Su mille nostre conversazioni 
partecipa a una, 
ed anche a questo non necessariamente, 
poiché preferisce il silenzio. 

Quando il corpo comincia a dolerci e dolerci, 
smonta di turno, alla chetichella. 

È schifiltosa, 
non le piace vederci nella folla, 
il nostro lottare per un vantaggio qualunque 
e lo strepito degli affari la disgustano. 

Gioia e tristezza 
non sono per lei due sentimenti diversi. 
È presente accanto a noi 
solo quando essi sono uniti. 

Possiamo contare su di lei 
quando non siamo sicuri di niente 
e curiosi di tutto. 

Tra gli oggetti materiali 
le piacciono gli orologi a pendolo 
e gli specchi, che lavorano con zelo 
anche quando nessuno guarda. 

Non dice da dove viene 
e quando sparirà di nuovo, 
ma aspetta chiaramente simili domande. 

Si direbbe che 
così come lei a noi, 
anche noi 
siamo necessari a lei per qualcosa.

*** Wislawa SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa e saggista polacca, premio Nobel per la Letteratura nel 1996,  Qualche parola sull'anima, da Pietro Marchesani, a cura, Wislawa Szymborska. Opere, Adelphi, 2008.
Anche in 'losguardopoIetico', n. 334, 15 maggio 2014 (pubblicazione a circolazione riservata)
https://it.wikipedia.org/wiki/Wis%C5%82awa_Szymborska


In Mixtura i contributi di Wislaa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

martedì 19 dicembre 2017

#SGUARDI POIETICI / Identificazione (Wislawa Szymborska)

Hai fatto bene a venire – dice.
Hai sentito che giovedì è caduto un aereo?
Be’, sono venuti a cercarmi
proprio a questo proposito.
Pare che lui fosse nella lista passeggeri.
Be’, che vuol dire, può aver cambiato idea.
Mi hanno dato un cachet per tenermi su.
Poi mi hanno mostrato qualcuno, non so chi.
Tutto nero, bruciato, eccetto una mano.
Un brandello di camicia, un orologio, un anello.
Mi sono infuriata, perché di certo non era lui.
Non mi avrebbe fatto lo scherzo di ridursi così.
E di camicie simili sono pieni i negozi.
E quell’orologio è un orologio normale.
E quei nostri nomi sul suo anello
sono nomi molto comuni.
Hai fatto bene a venire. Siediti qui accanto.
Lui, in effetti, doveva tornare giovedì.
Ma quanti giovedì ci sono ancora nell’anno.
Ora metto sul fuoco il bollitore per il tè,
mi lavo i capelli, e poi, che farò poi,
proverò a svegliarmi da tutto questo.
Hai fatto bene a venire, là dentro faceva freddo,
e lui solo con quella specie di sacco a pelo di gomma,
lui, cioè quel povero disgraziato là. 
Ora metto sul fuoco il giovedì, lavo il tè,
perché questi nostri nomi sono in fondo comuni.

*** Wislawa SZYMBORSKA, 1923–2012, poetessa e saggista polacca, premio Nobel per la Letteratura nel 1996, Identificazione, da La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009), a cura di Pietro Marchesani, Adelphi, Milano 2009.
Anche in ‘sagarana’, n. 52, luglio 2013, qui e in 'losgaurdopoIetico', n. 516, 1 dicembre 2014.
https://it.wikipedia.org/wiki/Wis%C5%82awa_Szymborska


In Mixtura altri contributi di Wislawa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

martedì 12 dicembre 2017

#SGUARDI POIETICI / Disattenzione (Wislawa Szymborska)

Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare domanda,
senza stupirmi di niente.

Ho svolto attività quotidiane,
come se ciò fosse tutto il dovuto.

Inspirazione, espirazione, un passo dopo l’altro, incombenze,
ma senza un pensiero che andasse più in là
dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.

Il mondo avrebbe potuto essere preso per un mondo folle,
e io l’ho preso solo per uso ordinario.

Nessun come e perché –
e da dove è saltato fuori uno così –
e a che gli servono tanti dettagli in movimento.

Ero come un chiodo piantato troppo in superficie nel muro
(e qui un paragone che mi è mancato).

Uno dopo l’altro avvenivano cambiamenti
perfino nell’ambito ristretto d’un batter d’occhio.

Su un tavolo più giovane da una mano d’un giorno più giovane
il pane di ieri era tagliato diversamente.

Le nuvole erano come non mai e la pioggia era come non mai,
poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.

La terra girava intorno al proprio asse,
ma già in uno spazio lasciato per sempre.

È durato 24 ore buone.
1440 minuti di occasioni.
86.400 secondi in visione.

Il savoir-vivre cosmico,
benché taccia sul nostro conto,
tuttavia esige qualcosa da noi:
un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal
e una partecipazione stupita a questo gioco
con regole ignote.


*** Wislawa SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura nel 1996, Disattenzione, da Due punti, Adelphi, 2006, traduzione di Pietro Marchesani, segnalata in 'internopoesia', 11 dicembre 2017, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Wis%C5%82awa_Szymborska 



In Mixtura altri contributi di Wislawa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

giovedì 23 novembre 2017

#SGUARDI POIETICI / Ad alcuni piace la poesia (Wislawa Szymborska)

Ad alcuni - 
cioè non a tutti. 
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza. 
Senza contare le scuole, dove è un obbligo, 
e i poeti stessi, 
ce ne saranno forse due su mille.

Piace - 
ma piace anche la pasta in brodo, 
piacciono i complimenti e il colore azzurro, 
piace una vecchia sciarpa, 
piace averla vinta, 
piace accarezzare un cane.

La poesia - 
ma cos'è mai la poesia? 
Più d'una risposta incerta 
è stata già data in proposito. 
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo 
Come alla salvezza di un corrimano.


*** Wislawa SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura nel 1996, Ad alcuni piace la poesia, traduzione di Pietro Marchesani, da Elogio dei sogni, collana Un secolo di poesia, Corriere della Sera, 2011.
https://it.wikipedia.org/wiki/Wis%C5%82awa_Szymborska


In Mixtura altri contributi di Wislawa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

domenica 19 novembre 2017

#SGUARDI POIETICI / L'odio (Wislawa Szymborska)

Guardate com’è sempre efficiente,
come si mantiene in forma
nel nostro secolo l’odio.
Con quanta facilità supera supera gli ostacoli.
Come gli è facile avventarsi, agguantare.

Non è come gli altri sentimenti.
Insieme più vecchio e più giovane di loro.
Da solo genera le cause
che lo fanno nascere.
Se si addormenta, il suo non è mai un sonno eterno.
L’insonnia non lo indebolisce ma lo rafforza.

Religione o non religione –
purché ci si inginocchi per il via
Patria o no-
purché si scatti alla partenza.
Anche la giustizia va bene all’inizio.
Poi corre tutto solo.
L’odio. L’odio.
Una smorfia di estasi amorosa
gli deforma il viso.

Oh, quegli altri sentimenti –
malaticci e fiacchi!
Da quando la fratellanza
può contare sulle folle?
La compassione è mai
arrivata per prima al traguardo?
Il dubbio quanti volenterosi trascina?
Lui solo trascina, che sa il fatto suo.

Capace, sveglio, molto laborioso.
Occorre dire quante canzoni ha composto?
Quante pagine ha scritto nei libri di storia?
Quanti tappeti umani ha disteso
su quante piazze, stadi?

Diciamoci la verità:
sa creare bellezza
Splendidi i suoi bagliori nella notte nera
Magnifiche le nubi degli scoppi nell’alba rosata.
Innegabile è il pathos delle rovine
e l’umorismo grasso
della colonna che vigorosa le sovrasta.

È un maestro del contrasto
tra fracasso e silenzio
tra sangue rosso e neve bianca.
E soprattutto non lo annoia mai
il motivo del lindo carnefice
sopra la vittima insozzata.

In ogni istante è pronto a nuovi compiti.
Se deve aspettare aspetterà.
Lo dicono cieco. Cieco?
Ha la vista acuta del cecchino
e guarda risoluto al futuro.
– lui solo.

*** Wislawa SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura nel 1996, L'odio, traduzione di Pietro Marchesani, da Elogio dei sogni, collana Un secolo di poesia, Corriere della Sera, 2011.
https://it.wikipedia.org/wiki/Wis%C5%82awa_Szymborska


In Mixtura altri contributi di Wislawa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

giovedì 16 novembre 2017

#SGUARDI POIETICI / Funerale (Wislawa Szymborska)

«così all'improvviso, chi poteva pensarlo»
«lo stress e le sigarette, io glielo dicevo»
«così così, grazie»
«scarta quei fiori»
«anche per il fratello fu il cuore, dev'essere di famiglia»
«con questa barba non l'avrei mai riconosciuta»
«se l'è voluto, era un impiccione»
«doveva parlare quello nuovo, ma non lo vedo»
«Kazek è a Varsavia, Tadek all'estero»
«tu sola hai avuto la buona idea di prendere l'ombrello»
«era il più in gamba di tutti, e a che gli è servito?»
«è una stanza di passaggio, Baska non la vorrà»
«certo, aveva ragione, ma non è un buon motivo»
«con la verniciatura delle portiere, indovina quanto»
«due tuorli, un cucchiaio di zucchero»
«non erano affari suoi, che bisogno aveva»
«soltanto azzurre e solo numeri piccoli»
«cinque volte, mai una risposta»
«d'accordo, avrei potuto, ma anche tu potevi»
«meno male che almeno lei aveva quel piccolo impiego»
«be', non so, probabilmente parenti»
«il prete è un vero Belmondo»
«non ero mai stata in questa parte del cimitero»
«l'ho sognato la settimana scorsa, un presentimento»
«non male la figliola»
«ci aspetta tutti la stessa fine»
«le mie condoglianze alla vedova, devo fare in tempo a»
«però in latino era più solenne »
«è la vita»
« arrivederla, signora»
«e se ci bevessimo una birra da qualche parte»
«telefonami, ne parleremo»
«con il quattro o con il dodici»
«io vado per di là »
« noi per di qua »


*** Wislawa SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura nel 1996, Funerale, traduzione di Pietro Marchesani, da Elogio dei sogni, collana Un secolo di poesia, Corriere della Sera, 2011.
https://it.wikipedia.org/wiki/Wis%C5%82awa_Szymborska


In Mixtura altri contributi di Wislawa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

martedì 24 ottobre 2017

#SGUARDI POIETICI / Un parere in merito alla pornografia (Wislawa Szymborska)

Non c’è dissolutezza peggiore del pensare.
Questa licenza si moltiplica come gramigna
su un’aiuola per le margheritine.
Nulla è sacro per quelli che pensano.
Chiamare audacemente le cose per nome,
analisi spinte, sintesi impudiche,
caccia selvaggia e sregolata al fatto nudo,
palpeggiamento lascivo di temi scabrosi,
fregola di opinioni – ecco quel che gli piace.
In pieno giorno o a notte fonda
si uniscono in coppie, triangolo e cerchi.
Poco importa il sesso e l’età dei partner.
I loro occhi brillano, gli ardono le guance.
L’amico travia l’amico.
Figlie snaturate corrompono il padre.
Il fratello fa il ruffiano per la sorella minore.

Preferiscono i frutti
dell’albero vietato della conoscenza
alle natiche rosee dei rotocalchi,
a tutta questa pornografia in definitiva ingenua.
I libri che li divertono non sono illustrati.
Il loro unico svago – certe frasi
segnate con l’unghia o la matita.
È spaventoso in quali posizioni, con quale sfrenata semplicità
l’intelletto riesca a fecondare l’intelletto!
Posizioni sconosciute perfino al Kamasutra.
Durante questi convegni solo il té va in calore.
La gente si siede sulle sedie, muove le labbra.
Ognuno accavalla le gambe per conto proprio.
Un piede tocca così il pavimento,
l’altro ciondola libero nell’aria.
Solo ogni tanto qualcuno si alza,
va alla finestra
e attraverso una fessura delle tende
scruta furtivo per strada.

*** Wislawa SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura nel 1996, Un parere in merito alla pornografia, in Vista con granello di sabbia, Adelphi, 2007.
https://it.wikipedia.org/wiki/Wis%C5%82awa_Szymborska


In Mixtura altri contributi di Wislawa Szmborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

giovedì 7 settembre 2017

#SGUARDI POIETICI / Utopia (Wislawa Szymborska)

Isola dove tutto si chiarisce.

Qui ci si può fondare su prove.

L'unica strada è quella d'accesso.

Gli arbusti si piegano sotto le risposte.

Qui cresce l'albero della Giusta Ipotesi
Con rami da sempre districati.

Di abbagliante linearità è l'albero del Senno
presso la fonte detta Ah Dunque E' Così.

Più ti addentri nel bosco, più si allarga
la Valle dell'Evidenza.

Se sorge un dubbio, il vento lo disperde.

L'Eco prende la parola senza farsi chiamare
e chiarisce volenterosa i misteri dei mondi.

A destra una grotta in cui giace il Senso.

A sinistra il lago della Profonda Convinzione.
Dal fondo si stacca la Verità e viene lieve a galla.

Domina sulla valle la Certezza Incrollabile.
Dalla sua cima si spazia sull'Essenza delle Cose.

Malgrado le sue attrattive l'isola è deserta,
e le tenui orme visibili sulle rive
sono tutte dirette verso il mare.
Come se da qui si andasse solo via,
immergendosi irrevocabilmente nell'abisso.

Nella vita inconcepibile.

*** Wislawa SZYMBORSKA, 1923-2012, poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura nel 1996, Utopia, traduzione di Pietro Marchesani, da Elogio dei sogni, collana Un secolo di poesia, Corriere della Sera, 2011.
https://it.wikipedia.org/wiki/Wis%C5%82awa_Szymborska


In Mixtura altri contributi di Wilsawa Szymborska qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui