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lunedì 27 gennaio 2020

#SGUARDI POIETICI / Se ti chiama l'amore (Mila Kačič)

SE TI CHIAMA L'AMORE

ascoltalo
Forse
senti per l'ultima volta
la sua voce allettante

Risveglierà in te fremiti
assopiti
tenerezze
da tempo seppellite
Non hai nessuno a cui darle
Sono ormai solo ricordo
e tormento

Ascoltalo attentamente

Troppo presto ti abbraccerà
il lungo
e vuoto
silenzio
Non aspetterai
che il richiamo
della Terra

Tendi l'orecchio
se ti chiama l'Amore

*** Mila KAČIČ, 1912-2000, poetessa, scrittrice, attrice slovena, Se ti chiama l'amore, da Jolka Milič, La poesia di Mila Kačič, in 'fili d'aquilone', n. 28, ottobre-dicembre 2012 (con testo originale), qui

René Magritte, 1898-1967

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giovedì 23 gennaio 2020

#SGUARDI POIETICI / Rivelazione (Mila Kačič)

Amo giacere al sole.
Supina e a occhi chiusi.
Sull'erba in riva al mare.

Le onde sono i passi dell'uomo
che aspetto
con smania e paura.

S'avvicina sempre di più.
Non conosco il suo viso
e non gli chiedo il nome.
Si avvicina
focoso e impaziente,
odoroso di semi maturi.
Con dolce violenza allarga le mie cosce
e mi trascina in un vortice.

Quando riapro gli occhi
e il cielo lassù si rasserena,
non c'è che il sole,
le erbe
ed io.

Le onde sono di nuovo passi d'uomo
che ritornano al mare.

Amo giacere al sole.
Supina e a occhi chiusi.
Sull'erba in riva al mare.

*** Mila KAČIČ, 1912-2000, poetessa, scrittrice, attrice slovena, Rivelazione, da Jolka Milič, La poesia di Mila Kačič, in 'fili d'aquilone', n. 28, ottobre-dicembre 2012 (con testo originale), qui


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martedì 21 gennaio 2020

#SGUARDI POIETICI / Cercami (Mila Kačič)

Nei giorni di solitudine
cercami tra le cose
che si possono dare per amore.

Nel volo primaverile degli uccelli,
nelle nubi e nel tramonto
sanguigno,
mentre si fonde con il sole.
Nei falò estivi,
tremolanti,
quando li inghiotte
il buio del cielo.
Nella furia dei venti,
intrecciati tra loro
e nei rami degli alberi,
mani che abbracciano.
In tutto mi trovi.

Quando t'immergi nell'acqua,
cercami nell'onda
e m'insinuerò tra le tue gambe.
La conchiglia
che si è attaccata allo scoglio
e non lo lascia più
sono io.

Cercami nel fruscio delle erbe
che il vento piega
e gli si abbandonano estatiche,
mi trovi nelle radici
che invadono il cuore della terra.

In tutte le cose
che si possono dare per amore
e per amore prendono,
cercami.

Dovunque sono io,
è il mio amore.

*** Mila KAČIČ, 1912-2000, poetessa, scrittrice, attrice slovena, Cercami, da Jolka Milič, La poesia di Mila Kačič, in 'fili d'aquilone', n. 28, ottobre-dicembre 2012 (con testo originale), qui


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domenica 19 gennaio 2020

#SGUARDI POIETICI / Sei qui di nuovo (Mila Kačič)

Sei qui di nuovo
come tante notti.

Giungi in silenzio, ti sdrai accanto a me,
con mano esperta cerchi il mio viso.
Con le punte delle dita sfiori la mia fronte,
accarezzi i sopraccigli,
le conchiglie delle palpebre,
con l'indice invece tasti le guance,
circondi pian piano la mia bocca
e sai che sono pur sempre io,
sempre in attesa.

Dopo, la tua mano mi sorvola tutta,
eccitando il mio corpo
che si schiude: Oh, vieni,
sollevami dall'abisso
della disperazione e dei pazzi sogni!

Ma tu sei morto -
e io
mi risveglio
ogni mattina
su un'isola desolata.

*** Mila KAČIČ, 1912-2000, poetessa, scrittrice, attrice slovena, Sei qui di nuovo, da Jolka Milič, La poesia di Mila Kačič, in 'fili d'aquilone', n. 28, ottobre-dicembre 2012 (con testo originale), qui


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giovedì 16 gennaio 2020

#SGUARDI POIETICI / Quando morirò (Mila Kačič)

Quando morirò
non chiudermi gli occhi.
Voglio vedere
il mio nome
appeso alle tue labbra
come una pesante goccia d'amarezza.

Sarai sempre attratto e conteso
da me
e dai marmi da scolpire.

Voglio vedere
la mia morta immagine
sepolta nei tuoi occhi,
la tua mano
ansiosa di trattenere
le ore perdute.

No, non chiudermi gli occhi
quando morirò,
perché io veda
almeno una volta
il tuo rimpianto

*** Mila KAČIČ, 1912-2000, poetessa, scrittrice, attrice slovena, Quando morirò, da Jolka Milič, La poesia di Mila Kačič, in 'fili d'aquilone', n. 28, ottobre-dicembre 2012 (con testo originale), qui


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martedì 14 gennaio 2020

#SGUARDI POIETICI / Come un miracolo (Mila Kačič)

È come un miracolo il contatto di due pelli,
la percezione di un profumo
che è anche il tuo profumo,
lo aspiri con le narici dilatate
per non scordarlo mai più.

È come un miracolo la mano che
scivola carezzevole sulla tua spalla,
sui seni
che non sono altro
che attesa.
Una mano che si fa strada
oltre il ventre, là
dove può andare solo chi
è il tuo uomo,
da sempre una parte di te
che vuole solo visitare i suoi paesaggi.

Il contatto di due pelli
è come una unione,
è desiderio
ed è appagamento.

Ma peggio della morte
è quando nessuno più
ti tocca.


*** Mila KAČIČ, 1912-2000, poetessa, scrittrice, attrice slovena, Come un miracolo, da Jolka Milič, La poesia di Mila Kačič, in 'fili d'aquilone', n. 28, ottobre-dicembre 2012 (con testo originale), qui


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