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lunedì 30 novembre 2020

#MOSQUITO / Orgoglio e vanità (Arthur Schopenhauer)

La differenza tra orgoglio e vanità consiste nel fatto che l'orgoglio è la già salda convinzione di un proprio valore preminente, sotto qualsiasi punto di vista, e che la vanità invece è il desiderio di suscitare in altri una tale convinzione, desiderio accompagnato per lo più dalla tacita speranza di potere in conseguenza di ciò fare anche propria tale convinzione. Per questo l'orgoglio è un'alta valutazione di sé che parte dall'interno, che è cioè diretta, mentre la vanità è l'aspirazione ad acquistare dall'esterno, cioè indirettamente, tale valutazione.

*** Arthur SCHOPENHAUER, 1788-1860, filosofo tedesco, Parerga e paralipomena, 1851, anche in 'libriantichionline.com', qui


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venerdì 12 aprile 2019

#MOSQUITO / Chi ha meriti riconosce i meriti altrui (Arthur Schopenhauer)

Chi ha meriti riconosce anche i meriti altrui, s'intende quelli genuini e reali. Ma colui a cui manchi ogni pregio e merito desidera che non ce ne siano affatto: vederli negli altri è come venir disteso sull'eculeo; la pallida, verde, gialla invidia gli rode il cuore: vorrebbe annientare e sradicare tutti coloro che sono personalmente privilegiati; e se invece li deve purtroppo lasciar vivere, ciò può essere solo alla condizione che essi nascondano i loro pregi, li neghino del tutto, anzi li abiurino. Questa è dunque la radice dei così frequenti panegirici in onore della modestia. [...]

Per riconoscere e far valere volontariamente e liberamente il valore altrui, bisogna possederne di proprio. Su ciò si fonda la necessità della modestia nonostante ogni merito, come pure l'esaltazione sproporzionatamente grande di questa virtù, che sola, di tutte le sue sorelle, viene ogni volta aggiunta, da chiunque ardisca elogiare un uomo che si sia distinto in un qualsiasi modo, al suo elogio, per conciliare e placare la collera dei mediocri.

*** Arthur SCHOPENHAUER, 1788-1860, filosofo tedesco, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819, in 'libriantichionline', qui


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domenica 18 febbraio 2018

#CIT / Eccellenza e mediocrità (Arthur Schopenauer)

Arthur SCHOPENHAUER, 1788-1860
filosofo tedesco, 
(fonte non identificata
attribuzione ripetuta in rete in decine di siti)

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martedì 19 dicembre 2017

#MOSQUITO / Uomo, essere pensante solo in un senso assai lato (Arthur Schopenhauer)

Se si considera attentamente quanto grande e palese sia per noi il problema dell’esistenza, di questa esistenza ambigua, tormentata, fuggevole e simile al sogno […] e se poi si osserva come tutti gli uomini – tranne alcuni pochi e rari – sembrano non rendersi conto di questo problema, anzi non esserne affatto consapevoli, bensì preoccuparsi di tutto meno che di esso […] se si riflette bene a ciò, io dico, si può cominciare a credere che l’uomo si chiami essere pensante soltanto in un senso assai lato della parola.

*** Arthur SCHOPENHAUER, 1788-1860, filosofo tedesco, Parerga e Paralipomena, tomo II, a cura di Mario Carpitella, traduzione di Mazzino Montanari  e Eva Amendola Kuhn, Adeplhi, 2003, citato da Vito Mancuso, Il bisogno di pensare, Garzanti, 2017.


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