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venerdì 17 gennaio 2020

#MOSQUITO / Allora un giorno dico al moccioso e a Craxi (Sandro Pertini)

Sai cosa ha detto il moccioso? No, non scriverlo che si offende. Dunque Martelli dice che se i comunisti hanno guadagnato due punti alle elezioni, uno è per la morte di Berlinguer, l' altro perché io l' ho riportato a casa in aereo, come un padre. 
Allora un giorno dico al moccioso e a Craxi: "Voi due fate una cosa, tornate a Verona, suicidatevi sulla tomba di Giulietta e io vi riporto a Roma in aereo".

*** Sandro PERTINI, conversazione con Giorgio Bocca, A pranzo Pertini si confessa, 'la Repubblica', 16 dicembre 1094, qui


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martedì 5 novembre 2019

#MOSQUITO / Ricchi, quando viene l'ora dei lupi (Sandro Pertini)

A volte capita che debba andare ai ricevimenti e allora vedo quei professionisti ricchi e provo una tale pena per loro. Hanno conquistato il denaro, sì. Hanno conquistato il successo e il potere. Eppure sono frustrati perché si sono accorti di aver avuto una vita vuota. Non vorrei essere al posto loro quando viene l’ora dei lupi. Ingmar Bergman la chiama l’ora dei lupi, l’ora in cui ci troviamo soli anche se accanto c’è la compagna della nostra vita, e non possiamo mentire a noi stessi.

*** Sandro PERTINI, 1896-1990, 7^ Presidente della Repubblica (1978-1985), in Oriana Fallaci, Intervista con il potere, Rizzoli, 2009



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lunedì 30 aprile 2018

#MOSQUITO / Piazzale Loreto, lo scempio (Sandro Pertini)

Quando mi dissero che il cadavere di Mussolini era stato portato a piazzale Loreto, corsi con mia moglie e Filippo Carpi. I corpi non erano appesi. Stavano per terra e la folla ci sputava sopra, urlando. Mi feci riconoscere e mi arrabbiai: ‘Tenete indietro la folla!’. Poi andai al Cln e dissi che era una cosa indegna: giustizia era stata fatta, dunque non si doveva fare scempio dei cadaveri. Mi dettero tutti ragione: Salvadori, Marazza, Arpesani, Sereni, Longo, Valiani, tutti. E si precipitarono a piazzale Loreto, con me, per porre fine allo scempio. Ma i corpi, nel frattempo, erano già stati appesi al distributore della benzina. Così ordinai che fossero rimossi e portati alla morgue. Io, il nemico, lo combatto quando è vivo e non quando è morto. Lo combatto quando è in piedi e non quando giace per terra. Però, Oriana, bisogna anche capirlo il popolo. Bisogna capirla la plebe che ha sofferto infamie e miserie e prepotenze e, appena può, infila in una picca la testa della contessa di Lamballe. Bisogna allargare le braccia e dire: «Te lo sei voluto, contessa di Lamballe». Succederà lo stesso in Spagna quando si desteranno. Succederà lo stesso in Grecia, in Cile. È la nemesi della storia. E quando io parlo di socialismo...

[D: Pertini, cosa significa per lei la parola socialismo?]
Significa libertà. E libertà significa giustizia. Perché non può esserci libertà senza giustizia sociale e non può esserci giustizia sociale senza libertà. (...)

*** Sandro PERTINI, 1896-1990, 7^ Presidente della Repubblica (1978-1985), intervistato da Oriana Fallaci, 'L’Europeo', 27 dicembre 1973


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martedì 6 marzo 2018

#MOSQUITO / Bisogna essere degni del popolo italiano (Sandro Pertini)

Bisogna essere degni del popolo italiano. 
Non è degno del popolo italiano colui che compie atti di disonestà.
I corrotti e i disonesti sono indegni di appartenere al popolo italiano, e devono essere colpiti senza alcuna considerazione.

*** Sandro PERTINI, 1896-1990, 7^ Presidente della Repubblica (1978-1985), Messaggio di fine anno agli Italiani, 1980, citato in 'aforismario.net', qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Sandro_Pertini


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domenica 4 marzo 2018

#MOSQUITO / Moralità, una sola (Sandro Pertini)

Sicché gli ho detto: «Senta, la politica se non è morale non m’interessa. Io, se non è morale, non la considero nemmeno politica. La considero una parolaccia che non voglio pronunciare». 
E lui: «Ma caro Pertini! In politica, fare i morali è un’ingenuità!». 
E io: «Senta, mi dia pure del sentimentale o dell’ingenuo. Tanto non me ne offendo, per me anzi è un onore. Ma non esiste una moralità pubblica e una moralità privata. La moralità è una sola, perbacco, e vale per tutte le manifestazioni della vita. E chi approfitta della politica per guadagnare poltrone o prebende non è un politico. È un affarista, un disonesto».

*** Sandro PERTINI1896-1990, 7^ Presidente della Repubblica (1978-1985), intervistato da Oriana Fallaci, 'L'Europeo', 27 dicembre 1973, qui


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sabato 3 marzo 2018

#CIT / Mia moglie si vergognerebbe (Sandro Pertini)

Sandro PERTINI, 1896-1990
7^ Presidente della Repubblica (1978-1985)
citazione tratta dall'intervista di Nantas Salvalaggio
'Domenica del Corriere', 10 marzo del 1974
segnalata qui

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mercoledì 28 febbraio 2018

#RITAGLI / Se adeguarsi vuol dire rubare, io non mi adeguo (Sandro Pertini)

Dicono che un partito moderno si deve 'adeguare'. Ma adeguare a che cosa, santa Madonna? Se adeguarsi vuol dire rubare, io non mi adeguo. Meglio allora il partito non adeguato e poco moderno. Meglio il nostro vecchio partito clandestino, senza sedi al neon, senza segretarie dalle gambe lunghe e dalle unghie ultralaccate, che alle prime elezioni del dopoguerra si colloca come il secondo partito italiano. 

[D: Che cosa ha suggerito ai suoi amici socialisti?]
Dobbiamo tagliarci il bubbone da soli e subito. Non basta il borotalco a guarire una piaga. Ci sono i ladri, gli imbroglioni? Bene, facciamo i nomi e affidiamoli al magistrato. 

[D: Hanno mai provato a corrompere lei?] 
Le racconto questa: un tempo sono stato segretario del partito. Mi telefona un compagno deputato anche lui. Dice: ' Senti, Sandro, c' è un mio amico di Napoli, costruttore, avrebbe bisogno di un tuo consiglio, vedi se lo puoi aiutare...' . 
Viene il compagno di Napoli. Lei sa come sono i costruttori, specie napoletani: hanno un modo di infiorare le cose, che ti sembra di aver la casa davanti, mentre non ci sono neanche le fondamenta.
Alla fine mi butta questa proposta: 'Ascolta, compagno, se mi fai avere l' appalto, ci sono dieci milioni per te e per il partito...' . 
Allora mi alzo, e dico: 'Sei un mascalzone, compagno, fuori di qua' . 
Il costruttore mi guarda: ' Tu mi offendi' , protesta. 
'Naturale. E se non te ne vai, chiamo le guardie e ti faccio arrestare. Fuori!'. 

*** Sandro PERTINI, 1896-1990, 7^ Presidente della Repubblica (1978-1985), intervistato da Nantas Salvalaggio, 'Domenica del Corriere', 10 marzo del 1974, citato in 'la Repubblica', Quando Pertini disse: "Pulizia o pianto tutto", 8 aprile 1993, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Sandro_Pertini

lapide, Ariccia, Roma

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giovedì 13 ottobre 2016

#VIDEO / Libertà, e giustizia sociale (Sandro Pertini)


Sandro PERTINI, 1896-1990
politico
7^ Presidente della Repubblica Italiana, in carica dal 1978 al 1985, 
Io sono socialista
Associazione Nazionale Sandro Pertini, youtube, 21 settembre 2014
video 1min42

«Per me, libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà.
Ecco: se a me, socialista, offrissero la realizzazione della riforma più radicale, di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. Se il prezzo fosse la libertà, io questa riforma la respingerei, perché la libertà è un bene troppo prezioso. Ce la dà madre natura la libertà: l'uomo dev'essere libero di esprimere i suoi pensieri, i suoi sentimenti, e quindi la libertà deve essere unita alla giustizia sociale. Ecco come io sono socialista.
(...)
Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero! Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è la libertà che intendo io».
Sandro PERTINI

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martedì 11 ottobre 2016

#MOSQUITO / Rifiuto della grazia, lettera alla madre (Sandro Pertini)


Mamma,
con quale animo hai potuto fare questo? Non ho più pace da quando mi hanno comunicato, che tu hai presentato domanda di grazia per me. Se tu potessi immaginare tutto il male che mi hai fatto ti pentiresti amaramente di aver scritto una simile domanda.
Debbo frenare lo sdegno del mio animo, perché sei mia madre e questo non debba mai dimenticarlo. Dimmi mamma, perché hai voluto offendere la mia fede? Lo sai bene, che è tutto per me, questa mia fede, che ho sempre amato tanto. Tutto me stesso ho offerto ad essa e per essa con anima lieto ho accettato la condanna e serenamente ho sempre sopportate la prigione. E’ l’unica cosa di veramente grande e puro, che io porti in me e tu, proprio tu, hai voluto offenderla così? Perché mamma, perché? Qui nella mia cella di nascosto, ho pianto lacrime di amarezza e di vergogna – quale smarrimento ti ha sorpreso, perché tu abbia potuto compiere un simile atto di debolezza?
È mi sento umiliato al pensiero che tu, sia pure per un solo istante, abbia potuto supporre che io potessi abiurare la mia fede politica pur di riacquistare la libertà. Tu che mi hai sempre compreso, che tanto andavi orgogliosa di me, hai potuto pensare questo? Ma, dunque, ti sei improvvisamente cosi allontanata da me, da non intendere più l’amore, che io sento per la mia idea?
Come si può pensare, che io, pur di tornare libero, sarei pronto a rinnegare la mia fede? E privo della mia fede, cosa può importarmene della libertà? La libertà, questo bene prezioso tanto caro agli uomini, diventa un sudicio straccio da gettar via, acquistato al prezzo di questo tradimento, che si è osato proporre a me.
Nulla può giustificare questo tuo imperdonabile atto.
Lo so, più di te sono colpevoli coloro che ti hanno consigliata di compierlo. Vi sono stati spinti dall’amicizia che per me sentono e dalla pietà che provano per le mie condizioni di salute?
Ma pietà ed amicizia diventano sentimenti falsi e disprezzabili, quando fanno compiere simili azioni. Mi si lasci in pace, con la mia condanna, che è il mio orgoglio e con la mia fede, che è tutta la mia vita. Non ho chiesto mai pietà a nessuno e non ne voglio. Ma mi sono lagnato di essere in carcere e perché, dunque, propormi un cosi vergognoso mercato? E tu povera mamma ti sei lasciata persuadere, perché troppo ti tormenta il pensiero, che io non ti trovi più al mio ritorno. Ma dimmi, mamma, come potresti abbracciare tuo figlio, se a te tornasse macchiato di un così basso tradimento? Come potrei vivere vicino, dopo aver venduto la mia fede, che tu hai sempre tanto ammirata?
No mamma, meglio che tu continui a pensarlo qui, in carcere, ma puro d’ogni macchia, questo tuo figliuolo, che vederlo vicino colpevole, però, d’una vergognosa viltà.
Che male ho fatto per meritarmi questa offesa?
Forse ho peccato di orgoglio, quando andavo superbo di te, che con fiera rassegnazione sopportavi il dolore di sapermi in carcere. E ne parlavo con orgoglio ai miei compagni. E adesso non posso più pensarti, come sempre ti ho pensata: qualche cosa hai distrutto in me, mamma, e per sempre. È bene che tu conosca la dichiarazione da me scritta all’invito se mi associavo alla domanda da te presentata. Eccola:
“La comunicazione, che mia madre ha presentato domanda di grazia in mio favore, mi umilia profondamente.
Non mi associo, quindi, ad una simile domanda, perché sento che macchierei la mia fede politica, che più d’ogni altra cosa, della mia stessa vita, mi preme”.
Per questo mio reciso rifiuto la tua domanda sarà respinta. Ed adesso non mi rimane che chiudermi in questo amore, che porto alla mia fede e vivere di esso. Lo sento più forte di me, dopo questo tuo atto.
E mi auguro di soffrire pene maggiori di quelle sofferte fino ad aggi, di fare altri sacrifici, per scontare io questo male che tu hai fatto. Solo così riparata sarà l’offesa, che è stata recata alla mia fede ed il mio spirito ritroverà finalmente la sua pace. Ti bacio tuo Sandro.
P.S. Non ti preoccupare della mia salute, se starai molto priva di mie lettere.
Pianosa, 23 febbraio 1933

*** Sandro PERTINI, 1896-1990, politico, 7^ Presidente della Repubblica Italiana, in carica dal 1978 al 1985, Lettera alla madre, 23 febbraio 1933, in 'Fondazione Sandro Pertini', qui


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lunedì 25 aprile 2016

#MOSQUITO / Nuova Resistenza (Sandro Pertini)

Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. [...] Oggi ci vogliono due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato! 

*** Sandro PERTINI, 1896-1990, politico, 7^ Presidente della Repubblica Italiana, in carica dal 1978 al 1985, discorso del 31 dicembre 1983, citato in 'treccani', fb, 25 aprile 2016



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venerdì 15 aprile 2016

mercoledì 13 gennaio 2016

#MOSQUITO / Libertà, e giustizia (Sandro Pertini)

Battetevi sempre per la libertà, per la pace, per la giustizia sociale. La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame. 

*** Sandro PERTINI, 1896-1990, partigiano, politico, giornalista, presidente della Repubblica nel periodo 1978-1985, discorso di fine anno, 31 dicembre 1983