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domenica 1 aprile 2018

#SGUARDI POIETICI / Gli alberi (Philip Larkin)

Gli alberi stanno mettendo le foglie
come qualcosa di ormai annunciato;
Le gemme recenti si allentano e si diffondono
Il loro diventar verdi è una sorta di dolore.

E' che loro sono rinati
e noi invecchiamo? No, anche loro muoiono.
Il loro trucco di ogni anno di sembrare nuovi
è scritto negli anelli della venatura del tronco.

Eppure ancora come castelli si dibattono senza sosta
in tutto il loro spessore compiuto a ogni maggio
L'anno passato è morto, sembrano dire.
Ricomincia di nuovo, di nuovo, di nuovo.

*** Philip LARKIN,  1922-1985, scrittore, poeta, critico britannico, Gli alberi (The Trees), traduzione di Massimo Ferrario,  qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Philip_Larkin



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Testo originale (The Trees)
The trees are coming into leaf
Like something almost being said;
The recent buds relax and spread,
Their greenness is a kind of grief.

Is it that they are born again
And we grow old? No, they die too.
Their yearly trick of looking new
is written down in the rings of grain.

Yet still the unresting castles thresh
In fullgrown tickness every May.
Last year is dead, they seem to say,
Begin afresh, afresh, afresh.

giovedì 29 marzo 2018

#SGUARDI POIETICI / Alba (Philip Larkin)

Svegliarsi e ascoltare un gallo
in lontananza che strilla
Tirare indietro le tende
e vedere le nuvole che se ne volano via -
Come è strano
per  il cuore essere senza amore, e freddo come tutto questo.

*** Philip LARKIN, 1922-1985, scrittore, poeta, critico britannico,  Alba, 1943-1944, da The North Ship, 1945, traduzione di Massimo Ferrario, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Philip_Larkin


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Testo originale (Dawn) qui
To wake, and hear a cock
Out of the distance crying
To pull the curtains back
And see the clouds flying–
How strange it is
For the heart to be loveless, and as cold as these.

domenica 25 marzo 2018

#SGUARDI POIETICI / Questo sia il verso (Philip Larkin)

Ti fottono, mamma e papà.
Possono non volerlo, ma lo fanno.
Ti riempiono dei difetti che loro avevano
e ci aggiungono qualcosa di extra, giusto per te.

Ma sono stati fottuti a loro volta
da pazzi con cappelli e cappotti vecchio stile
che per metà tempo erano sdolcinati e severi
e per metà tempo si prendevano alla gola.

L'uomo passa la miseria all'uomo.
Questa si approfondisce come una piattaforma costiera.
Vienine fuori prima che puoi,
e tu stesso non avere figli.

*** Philip LARKIN,  1922-1985, scrittore, poeta, critico britannico, Questo sia il verso (This Be The Verse), traduzione di Massimo Ferrario,  qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Philip_Larkin



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Testo originale (This Be The Verse)
They fuck you up, your mum and dad.
They may not mean to, but they do.
They fill you with the faults they had
And add some extra, just for you.

But they were fucked up in their turn
By fools in old-style hats and coats,
Who half the time were soppy-stern
And half at one another’s throats.

Man hands on misery to man.
It deepens like a coastal shelf.
Get out as early as you can,
And don’t have any kids yourself.

venerdì 12 gennaio 2018

#SGUARDI POIETICI / Fili (Philip Larkin)

I grandi pascoli hanno recinti elettrici
perché le bestie vecchie stanno buone,
ma i manzi giovani fiutano sempre acqua più pura
da qualche parte altrove. Ciò che sta oltre i fili

li manda a massacrarsi contro i fili,
contro la scossa che gli strappa i muscoli.
I manzi giovani invecchiano da quel giorno
barriere elettriche ai loro sensi immensi.

*** Philip LARKIN, 1922-1985, scrittore, poeta, critico britannico, Fili, traduzione di Claudio Giunta e Gianluigi Simonetti, in 'le parole e le cose', 31 luglio 2016, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Philip_Larkin


Testo originale (Wires)
The widest prairies have electric fences,
For though old cattle know they must not stray
Young steers are always scenting purer water
Not here but anywhere. Beyond the wires

Leads them to blunder up against the wires
Whose muscle-shredding violence gives no quarter.
Young steers become old cattle from that day,
Electric limits to their widest senses.