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mercoledì 21 febbraio 2018

#MOSQUITO / Occidente, quello che mi ha sorpreso (Dalai Lama)

Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell'Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto. 

*** DALAI LAMA, (Tenzin Gyatso), 1935, XIV Dalai Lama, citato in Reata Strickland, Interview with God, Free Press, 2002 (fonte non sicura, ma attribuita da alcuni siti in rete)


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sabato 23 dicembre 2017

#MOSQUITO / Crescita psicologica, come piantare un alberello (Dalai Lama)

È però molto importante essere molto bravi nell'applicare le varie tecniche, e non bisogna adottare un approccio integralista. 
Ad esempio, se siamo troppo presuntuosi, se siamo superbi e arroganti per quello che abbiamo effettivamente raggiunto o per le nostre qualità, l'antidoto consiste nel pensare di più alla sofferenza, ai propri problemi e alla natura insoddisfacente dell'esistenza. Questo aiuterà a ridurre l'orgoglio, e porterà l'individuo a stare con i piedi per terra. Ma se un individuo si sente sopraffatto dalla riflessione sulla natura insoddisfacente dell'esistenza, dalla sofferenza, dal dolore e così via, corre il rischio opposto, quello di scoraggiarsi, di deprimersi e di sentirsi senza speranza. Questo può portare a pensare: «Oh, non so fare niente, non valgo niente». Anche questo estremo è pericoloso. In tali circostanze è importante incoraggiare la propria mente e riflettere su quanto si è raggiunto, sui progressi compiuti fino a quel momento, sulle proprie qualità, e così via, in modo da poter uscire da quello stato d'animo di scoraggiamento. 
Qui bisogna sviluppare un approccio equilibrato e intelligente. È analogo all'atto di piantare un alberello: durante i primi momenti bisogna essere molto abili e delicati perché la piantina non sia danneggiata o dell'eccessiva umidità o dal calore del sole. Quello di cui si ha bisogno è un ambiente equilibrato in cui la pianticella possa crescere in modo sano. In ugual modo, qui si cerca una crescita emotiva e psicologica sana: anche qui è necessario quell'approccio abile e gentile, perché in altro modo si corre il rischio di andare verso uno o l'altro dei due estremi.

*** DALAI LAMA (Tenzin Gyatso), 1935, XIV Dalai Lama, L'arte di essere pazienti, Beat Edizioni, 2011


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martedì 31 ottobre 2017

#MOSQUITO / Aborto e eutanasia, no ma (Dalai Lama)

In generale, l'aborto è negativo, perché è un omicidio. L'altro giorno ho letto qualcosa a proposito dei diritti umani dei feti. Nella prospettiva buddhista è una grande verità, perché anche il feto non nato è considerato un essere senziente, un essere vivente. 
Ad esempio, uno dei precetti fondamentali per un monaco o per una monaca che ha ricevuto pieni ordini è di non uccidere un altro essere umano. Se un monaco o una monaca che ha ricevuto l'ordinazione completa uccide un feto non nato, infrange questo voto di base. Ma, di nuovo, l'ottica fondamentale del buddhismo è di interpretare ogni evento in base alle circostanze. Si può generalizzare, ma si presenteranno sempre casi eccezionali, tra i quali bisogna considerare anche l'eutanasia. È ovvio che, in generale, l'aborto deve essere evitato, ma in determinate e specifiche circostanze può essere una scelta comprensibile… per esempio, se le vite della madre e del bambino fossero in pericolo, o se si presentassero conseguenze molto negative per la famiglia. 
Uguale è il discorso sull'eutanasia. Nell'ottica buddhista, se tenere in vita un paziente fosse molto costoso e creasse difficoltà alla sua famiglia, se non ci fosse nessuna speranza e il paziente restasse in coma senza attività cerebrale, la si potrebbe accettare. Invece, se la famiglia avesse denaro a sufficienza e se volesse tenere il paziente in vita, ne avrebbe pieno diritto. Ma se le circostanze sono tali da creare molti problemi, allora l'eutanasia, in questi casi eccezionali, può essere possibile. E ugualmente l'aborto in particolari circostanze è possibile; ma è necessario giudicare sul momento, caso per caso: questo è in generale l'approccio buddhista.

*** DALAI LAMA (Tenzin Gyatso), 1935, XIV Dalai Lama, L'arte di essere pazienti, Beat Edizioni, 2011


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mercoledì 20 settembre 2017

#MOSQUITO / Religione, l'uso sbagliato (Dalai Lama)

Anche l'uso sbagliato della religione può essere distruttivo. Denominare un certo tipo di religione come terrorismo è sbagliato. Il terrorismo è qualcosa che fa male agli altri e se fa male agli altri, non non sei più buddista, non sei più musulmano. Un vero musulmano mai uccide, un vero buddista mai uccide. È sbagliato titolare con frasi come terrorismo islamico perché la gente si fa un'idea sbagliata.

*** DALAI LAMA (Tenzin Gyatso), 1935, XIV Dalai Lama, intervento alla conferenza sull'educazione alla gioia, Palermo, settembre 2017, citato in 'huffpost', 18 settembre 2017, qui

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giovedì 31 marzo 2016

#MOSQUITO / Religioni, ma più importanti spiritualità e etica (Dalai Lama)

Ci sono giorni in cui penso che sarebbe meglio se non ci fossero le religioni. (...)
La conoscenza e la pratica della religione sono state utili, questo è vero per tutte le fedi. Oggi però non bastano più, spesso portano al fanatismo e all’intolleranza e in nome della religione si sono fatte e si fanno guerre. Nel XXI secolo abbiamo bisogno di una nuova etica che trascenda la religione. La nostra elementare spiritualità, la predisposizione verso l’amore, l’affetto e la gentilezza che tutti abbiamo dentro di noi a prescindere dalle nostre convinzioni sono molto più importanti della fede organizzata. A mio avviso, le persone possono fare a meno della religione, ma non possono stare senza i valori interiori e senza etica.

*** DALAI LAMA (Tenzin Gyatso), 1935, XIV Dalai Lama, Il mio appello al mondo. Conversazione con Franz Alt, Garzanti, novembre 2015

giovedì 29 ottobre 2015

#MOSQUITO / Karma, la sua legge (Dalai Lama)

È solo quando comprendiamo la legge del karma, o causa ed effetto, che siamo ispirati ad affrontare il sentiero che pone fine alla sofferenza. Pensieri e azioni negativi producono risultati e condizioni negativi, così come pensieri e azioni positivi producono risultati e condizioni positivi. Quando avremo sviluppato una profonda convinzione nella legge di causa ed effetto, saremo capaci di percepire le cause e le condizioni delle nostre proprie sofferenze. La nostra felicità o infelicità presente non è nient’altro che il risultato delle nostre azioni precedenti.

*** DALAI LAMA (Tenzin Gyatso), 1935, XIV Dalai Lama, La via della liberazione, 'Il Saggiatore', 2012


venerdì 3 luglio 2015

#SPILLI / Parlare e ascoltare (Dalai Lama, M. Ferrario)

(dal web)
Quando parli stai soltanto ripetendo ciò che già sai.
Ma quando ascolti puoi imparare qualcosa di nuovo.


Ma è appunto per questo che parliamo tanto e ascoltiamo poco.
E se poi dovessimo per caso imparare qualcosa di nuovo...? (mf)

lunedì 18 maggio 2015

#MOSQUITO / Insegnanti (Dalai Lama)

(1) - Po-to-wa (°) diceva che pur avendo dato molti insegnamenti non aveva mai accettato mentalmente neanche il più piccolo complimento, poiché a insegnare era mosso soltanto dalla sua compassione per gli esseri senzienti. E considerava sua responsabilità l’insegnamento, poiché il suo scopo primario era aiutare gli altri. Non c’è alcuna ragione di far sentire gli altri in debito o di accettarne i ringraziamenti, poiché ciò che state in realtà facendo è soddisfare a un vostro proprio impegno. Quando mangiate il vostro cibo, non c’è motivo di ringraziar voi stessi, poiché mangiare è qualcosa che dovete fare.

(2) - In India ci fu un tempo un insegnante con molti discepoli che chiese loro di andare a rubare. L’insegnante era un membro della casta dei brahamani ed era molto povero. Disse loro che quando i brahmani diventano poveri hanno il diritto di rubare. In quanto favoriti del dio Brahma, creatore del mondo, egli disse, sarebbe non virtuoso che un brahmano non rubasse. 
I discepoli stavano per partirsene nella loro spedizione ladresca, quando il brahmano s’accorse che uno studente se ne stava in silenzio a testa china. Il brahmano gli chiese allora perché non si muovesse. 
Lo studente disse: «Quel che tu ora ci hai consigliato di fare va contro il Dharma, perciò io non credo di poterlo fare». 
Ciò piacque al brahmano, che disse: «Ho messo alla prova la vostra conoscenza. Pur essendo voi tutti miei allievi, e tutti a me leali, tra voi c’è differenza di giudizio. Questo ragazzo mi è molto leale, ma quando gli ho consigliato qualcosa di sbagliato, lui è stato capace di riconoscere che andava contro il Dharma e di non farlo. Ciò è corretto. Io sono il vostro insegnante, ma voi dovete valutare i miei consigli, e se sono contro il Dharma non li dovete seguire».
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(°) 1031-1106

*** DALAI LAMA (Tenzin Gyatso), 1935, La via della liberazione.Gli insegnamenti fondamentali del buddismo tibetano, Il Saggiatore, 2009