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mercoledì 20 settembre 2017

#MOSQUITO / Religione, l'uso sbagliato (Dalai Lama)

Anche l'uso sbagliato della religione può essere distruttivo. Denominare un certo tipo di religione come terrorismo è sbagliato. Il terrorismo è qualcosa che fa male agli altri e se fa male agli altri, non non sei più buddista, non sei più musulmano. Un vero musulmano mai uccide, un vero buddista mai uccide. È sbagliato titolare con frasi come terrorismo islamico perché la gente si fa un'idea sbagliata.

*** DALAI LAMA (Tenzin Gyatso), 1935, XIV Dalai Lama, intervento alla conferenza sull'educazione alla gioia, Palermo, settembre 2017, citato in 'huffpost', 18 settembre 2017, qui

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giovedì 11 agosto 2016

#MOSQUITO / Religioni del libro, il rischio fondamentalista (Enzo Mazzi)

Una connotazione fondamentalista, radicata nel profondo di tutte le religioni cosiddette «del libro», cioè la cristiana, la ebraica e la mussulmana, che raramente si ha il coraggio di guardare e tanto meno di snidare, ritengo che possa essere la violenza insita nel monoteismo dogmatico. 
E’ illuminante in proposito uno studio fondamentale di Erik Peterson uscito in Germania nel 1935: Il monoteismo come problema politico, pubblicato in Italia nel 1983 dalla Queriniana.
Erik Peterson, dotto teologo, è un oppositore del nazismo e scrive il libro proprio in funzione antiregime. Egli conclude criticando il monoteismo come degenerazione pericolosa anche per il suo tempo, il tempo della dittatura nazista, e dimostrando con rigore scientifico che proprio nel monoteismo si annida la radice della dittatura, della violenza e della guerra. Il monoteismo è sistema di guerra che si ammanta di pace e così riesce a abbassare le difese etiche e psicologiche e a farsi accettare come bene supremo. E’ una guerra vinta nelle co-scienze prima ancora di essere combattuta. 
Il padre scolopio fiorentino Ernesto Balducci, teologo e saggista, riuscì a sintetizzare tutto questo con una affermazione forte ma quanto mai vera: «Il Dio unico è la cifra assoluta dell’aggressività umana. Non si esce dalla cultura di guerra se non si esce dalla cultura del monoteismo sacrale». (...)
Di fronte al baratro di violenza fondamentalista che insanguina il Medioriente non possiamo non interrogarci sulla nostra corresponsabilità e sugli scenari futuri di scontro di civiltà che ci riguardano direttamente. Sia l’ebraismo sia l’islamismo sia il cristianesimo non basta che parlino di pace e che si dedichino a curare le ferite delle guerre. Solo se daranno spazio al pluralismo al proprio interno e si apriranno a una fede laica, rispettosa della molteplicità religiosa e etica, purificata dai dogmatismi, disponibile a intrecciarsi con tutte le religioni e le culture su un piano di parità, saranno capaci di favorire il superamento della spirale della violenza e il raggiungimento della pace. 

*** Enzo MAZZI, 1927-2011, prete di base, fondatore della comunità dell’Isolotto, Le radici dell’aggressività umana, ‘il manifesto’, 29 gennaio 2009

giovedì 31 marzo 2016

#MOSQUITO / Religioni, ma più importanti spiritualità e etica (Dalai Lama)

Ci sono giorni in cui penso che sarebbe meglio se non ci fossero le religioni. (...)
La conoscenza e la pratica della religione sono state utili, questo è vero per tutte le fedi. Oggi però non bastano più, spesso portano al fanatismo e all’intolleranza e in nome della religione si sono fatte e si fanno guerre. Nel XXI secolo abbiamo bisogno di una nuova etica che trascenda la religione. La nostra elementare spiritualità, la predisposizione verso l’amore, l’affetto e la gentilezza che tutti abbiamo dentro di noi a prescindere dalle nostre convinzioni sono molto più importanti della fede organizzata. A mio avviso, le persone possono fare a meno della religione, ma non possono stare senza i valori interiori e senza etica.

*** DALAI LAMA (Tenzin Gyatso), 1935, XIV Dalai Lama, Il mio appello al mondo. Conversazione con Franz Alt, Garzanti, novembre 2015

mercoledì 18 novembre 2015

#RITAGLI / Fanatismo, si combatte con la conoscenza (Edgar Morin)

Non sono d'accordo con il presidente Hollande, il fanatismo si combatte con la conoscenza e con l'imposizione della pace, soprattutto in Medio Oriente. (...)
Voi in Italia, ma è successo anche in Germania, avete combattuto le Brigate rosse e i terroristi neri. Alcuni di loro li ho incontrati, erano ragazzi arrivati a comprendere la follia da cui erano stati travolti, come se una finestra si fosse spalancata davanti a loro inondandoli di luce. Nessuno nasce terrorista. Si ha un'ideologia, una fede, un'allucinazione. Ma chi se ne libera e vede che è soltanto orrore può aiutare gli altri, ancora ciechi. (...)
... Non dobbiamo insegnare la religione ma introdurre la conoscenza delle religioni, perché la religione non è un'invenzione della curia, come diceva Voltaire, ma come diceva Marx è il sospiro della creatura infelice.

*** Edgar MORIN, 1921, filosofo e sociologo francese, dichiarazioni a Mattia Feltri, "Il fanatismo si combatte con la conoscenza. Hollande sbaglia, dobbiamo imporre la pace", 'La Stampa', 16 novembre 2015
https://it.wikipedia.org/wiki/Edgar_Morin


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domenica 26 luglio 2015

#MOSQUITO / Dio, religioni e democrazia (Paolo Flores d'Arcais)

La religione è compatibile con la democrazia solo se disponibile e assuefatta all’esilio di Dio dalle vicende e dai conflitti della cittadinanza, solo se pronta a praticare il primo comandamento della sovranità repubblicana: non pronunciare il nome di Dio in luogo pubblico. 
La religione è compatibile con la democrazia solo se addomesticata, cioè convertita all’autonomia assoluta della norma civile rispetto alla legge religiosa. Solo se persuasa che la sanzione spirituale del peccato non può pretendere il soccorso del braccio secolare che lo renda reato. Di più, la religione deve accettare la libertà del peccato come diritto di ogni cittadino: il peccato mortale garantito e protetto dalla legge, se così ha deciso la sovranità dell’autos nomos. Accettare e interiorizzare. 
Le religioni compatibili con la democrazia sono dunque religioni docili, che hanno rinunciato a ogni fede militante (di sharia e martiri o di legionari di Cristo e altre comunioni e liberazioni) che intenda far valere nel secolo la morale religiosa. Sono religioni sottomesse, che hanno interiorizzato l’inferiorità della «legge di Dio» rispetto alla volontà sovrana degli uomini su questa terra. Sono religioni ri-formate, perché avvezzano il fedele a una vita serenamente scissa tra l’ordinamento della salvezza e l’ordinamento della convivenza, tra l’obbedienza personale ai comandamenti divini e la doverosa promozione della libertà di ciascun altro di violarli. 
La venerata formula «date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio» è perfettamente inservibile perché non stabilisce il confine tra i due ambiti. Chi decide cosa sia di Dio o di Cesare, Dio o Cesare? Non appena «Cesare» sia però l’autos nomos di-tutti-e-di-ciascuno, nessuna ambiguità è più tollerabile: la sovranità democratica è la sola sovrana, e istituisce la libertà religiosa come libertà d culto e di coscienza purché non interferisca con le libertà repubblicane, purché i credenti assumano il «muro di separazione» tra politica e fede come proprio irrinunciabile dovere civico.

*** Paolo FLORES D'ARCAIS, filosofo, direttore di 'MicroMega', da Undici tesi sulla laicità, 'MicroMega', 4, 2015



Sempre in Mixtura, altri 5 contributi di Paolo Flores d'Arcais qui