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sabato 18 aprile 2020

#VIDEO / Dialoghi del nostro tempo (Gino Strada e Marco Damilano)


DIALOGHI SUL NOSTRO TEMPO
Gino STRADA, 1948
medico, fondatore di Emergency
intervistato da Marco DAMILANO
giornalista, saggista, direttore di 'L'Espresso'
video, 47min26

In Mixtura i contributi di Gino Strada qui
In Mixtura i contributi di Marco Damilano qui
In Mixtura ark #Video qui

mercoledì 8 aprile 2020

#VIDEO / Dialoghi sul nostro tempo (Massimo Cacciari, Marco Damilano)


DIALOGHI SUL NOSTRO TEMPO
Massimo CACCIARI, 1944
filosofo
intervistato da Marco DAMILANO
giornalista, saggista, direttore di 'L'Espresso'
video, 39min25


La 'vera verità' di Massimo Cacciari sul nostro tempo: una verità dura e provocatoria. Il rischio della fine definitiva dell'Europa e lo sfacelo dei suoi paesi. Italia compresa. Il pericolo che corre la democrazia. L'emergenza economia. E soprattutto l'emergenza sociale. (mf)

In Mixtura i contributi di Massimo Cacciari qui
In Mixtura i contributi di Marco Damilano qui
In Mixtura ark #Video qui

mercoledì 14 dicembre 2016

#LINK / Governo Gentiloni e il peso del Giglio magico (Marco Damilano)

E' nato un nuovo governo, del tutto simile a quello precedente, se non fosse per qualche new entry e alcuni cambi di ministero. Ha giurato al Quirinale alle otto di sera, «com'è difficile trovare l'alba/dentro l'imbrunire», diciotto minuti per diciotto ministri e via. Pochi sorrisi. (...)

*** Marco DAMILANO, giornalista, Il Governo Gentiloni e il peso del Giglio magico, 'L'Espresso', 13 dicembre 2016

LINK articolo integrale qui

mercoledì 18 marzo 2015

#LIBRI PIACIUTI / La Repubblica dei selfie (Marco Damilano)

Marco DAMILANO, La Repubblica dei selfie. Dalla meglio gioventù a Matteo Renzi, 
pagine 285, € 18.50, ebook € 9,99

Una ricostruzione a grandi pennellate, ma anche con tocchi sapienti di intelligente approfondimento, della storia d'Italia dal dopoguerra ad oggi: ciclone Renzi compreso.

Un linguaggio secco, nervoso, con immagini di sintesi che sanno colpire e costringono a riflettere.

Siamo anche il nostro passato e senza una conoscenza di questo, l'identità, di un individuo o di una nazione, è debole e precaria. Il libro ha il merito di ricordarcelo. Anche impietosamente: con una critica argomentata non solo alla classe dirigente e alla politica, ma pure a noi stessi. In comune, tra noi cittadini (più per forma che per sostanza) e chi ci ha governato, il frequente scarico ad altri delle nostre responsabilità, la ricerca costante di un capro espiatorio.

Scrive in apertura Damilano: «C’è stata la Repubblica dei partiti, che aveva come religione la Rappresentanza. Poi è arrivata la Repubblica del Cavaliere, fondata sulla Rappresentazione. Quella che sta nascendo è la Repubblica dell’Auto-rappresentazione. Una Selfie-Repubblica, con un’unica bandiera: l’Io.»

Una lettura piacevole, che prova a dipanare il filo tra le tre epoche: scorre veloce e intriga. Ma certo non diverte. E la colpa non è di chi scrive, ma nostra. Di noi che siamo fotografati e veniamo messi di fronte a noi stessi. 
I 'selfie' in genere fungono da iniezione narcisistica: e pompano, beotamente, l'ottimismo di chi si bea di se stesso. Qui però certi fotogrammi sono inesorabili e ci restituiscono un'auto-immagine difficilmente consolatoria. E' il 'difetto' dell'analisi di realtà. Uno dei pochissimi difetti che, come italiani, non abbiamo. Per questo siamo bravissimi nel riempirci la bocca di cambiamento e ci limitiamo a fare cambiamento nei comizi e nelle convention. Magari fotografandolo con qualche 'selfie'. Meno faticoso, e meno fastidiosamente responsabilizzante, di quello, 'vero', faticoso e impegnativo, che si dovrebbe fare nella realtà.
*** Massimo Ferrario, per Mixtura

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Quello del fiorentino Renzi è un machiavellismo da House of Cards, più che il duca Valentino, il modello di riferimento è l’ambizioso, spregiudicato politico americano Frank Underwood, interpretato da Kevin Spacey. Uno che sospira: «La democrazia è così sopravvalutata». Uno per cui la politica è prima di tutto eliminazione dell’avversario o presunto tale. «La politica richiede sacrificio. Il sacrificio degli altri, ovviamente.» E che insegna: «Nessuno è uno scout. Neppure uno scout». E questa sembra scritta proprio per lui, l’ex lupetto diventato politico cannibale, insaziabile di successi. (...) (Marco Damilano, dal libro)
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