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venerdì 3 maggio 2019

#SENZA_TAGLI / Guardare alle foglie, anche (Alessandra Racca)

Il mondo si impegna parecchio a fare schifo, gli esseri umani di più.
Ma ci sono le foglie nuove sui rami, capite?
Foglie nuove, piccole, di un verde chiaro bellissimo che cambierà presto. 
Ed è una cosa piccola ma gigantesca.
Guardare alle foglie, anche, talvolta.

*** Alessandra RACCA, facebook, 3 aprile 2019, qui


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lunedì 18 marzo 2019

#SGUARDI POIETICI / I tacchi (Alessandra Racca)

I tacchi:
mi domando perché
indosso i tacchi.
I tacchi:
parlo dei tacchi.
I tacchi son due:
un tacco
se lo stacco
è un pezzetto,
ci son cose
che è meglio non stian
sole.
Due tacchi,
ecco perché indosso i tacchi.
I tacchi mi seducono
i tacchi mi innalzano
i tacchi mi sorreggono
i tacchi mi fan fare “tac tac”
“tac tac”:
i tacchi si misurano il tempo l’un l’altro
forse si parlano fra loro
non comprendo a fondo questa lingua segreta
ma i tacchi, fra una chiacchierata e l’altra,
segnalano che io son qui.
I tacchi:
a volte mi fanno perdere l’equilibrio
i tacchi mi fanno bella
i tacchi mi fanno femmina,
- già lo sono, è vero
ma i tacchi lo dicono a tutti -
I tacchi:
altro non ti so dire sui tacchi,
anzi una cosa ancora:
qualcosa di simile accade
quando tu
mi tocchi.

*** Alessandra RACCA, poetessa, I tacchi, da Poesie antirughe, Neo edizioni, 2016, in 'carteggiletterari, 13 marzo 2019, qui


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mercoledì 20 febbraio 2019

#SENZA_TAGLI / Sindrome della primavera precoce (Alessandra Racca)

Si chiama sindrome della primavera precoce, ed è quella roba che viene alle persone come me, i primaveristi, appena intravedono giornate come quelle di questi giorni.
Di oggi ho già comperato svariate primule, collanine colorate, sorriso a caso a persone inconsapevoli, mi sono infiocchettata la testa. Quella roba lì che dite, "Ma poi torna il freddo", sorry, but I don't understand, I'm primaverista, babe.

*** Alessandra RACCA, facebook, 18 febbraio 2019, qui


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sabato 10 novembre 2018

#SENZA_TAGLI / Se fossi un bambino oggi (Alessandra Racca)

Comunque, se io fossi un bambino contemporaneo mi piacerebbe che non mi dicessero che sono speciale, che ho fatto delle cose beeellissime. Io se fossi un bambino contemporaneo mi piacerebbe mi dicessero bon, normale, ti vogliamo bene, bon. E via andare. In quanto bambino contemporaneo mi sentirei più rilassato, che a essere un bambino contemporaneo che fa cose beeeeellissime ed è tanto speciale, mi verrebbe da crederci e poi un’ansia che non mi verrebbe nemmeno da provarci, che se poi ti capita che non fai una cosa beeeellissima e speciale - e prima o poi capita - sei fottuto. Invece bon, profilo via andare, penso che come bambino contemporaneo mi farebbe stare più tranquillo. Che vado bene così e poi si vedrà...

*** Alessandra RACCA, facebook, 8 novembre 2018, qui


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domenica 21 gennaio 2018

#SENZA_TAGLI / Bambini, tenerezza (Alessandra Racca)

Scuola media. Distribuisco parole. Sceglietene una, dico e poi ci raccontiamo come mai proprio quella vi ha colpiti. Fra tante cose belle e alcuni "non so", "a me me l'ha scelta lui", tocca a lui: preadolescenza piena, aria di sfida, maglia del calcio, circondato da amici-branco ridacchianti. 

Che parola hai scelto: piccolo. 
E come mai? 

Viso rosso, occhio illanguidito: Perché mia sorella è piccola ed è... proprio... una cosa bella.

Amici che lo sfottono.
Livelli di tenerezza in me oltre le soglie consentite.

*** Alessandra RACCA, facebook, 19 gennaio 2018, qui


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mercoledì 10 gennaio 2018

#SGUARDI POIETICI / Consigli a me stessa quando piove (Alessandra Racca)

Dormi in silenzio

Non fare rumore quando non ci sei
Coltìvati
ma non covare pietre

i mattoni servono per costruire ponti
i giorni per tessere
il mattino per ricominciare
la carne è pesante per ancorare all’amore

Piangi, lasciati piovere, lasciati stare
Riposa, lasciati vegliare
Brinda, ci sono notti da ubriacare

Se le tue mani ti sembrano opache
dipingi le unghie di rosso

Ricorda che per sopravvivere bisogna disobbedire

Porta con te un ombrello a colori
se non puoi vincerla, sfoggia la malinconia.

*** Alessandra RACCA, poetessa, Consigli a me stessa quando piove, da Posie antirughe, Neo edizioni, 2016

 

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venerdì 5 gennaio 2018

#SGUARDI POIETICI / Le cose vive (Alessandra Racca)

Le cose vive iniziano spesso in luoghi di buio
sotto terra o fra le viscere
sono fragili e fortissime
non hanno coscienza di sé
hanno bisogno di tempo
e calore
l'amore non è sempre necessario
o forse, in qualche modo, sì.

*** Alessandra RACCA,1979, poetessa, Le cose vive, facebook, 1 gennaio 2018, qui


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mercoledì 22 novembre 2017

#SGUARDI POIETICI / Anche se non alzi gli occhi (Alessandra Racca)

Ascoltare
il tuo cuore calmo
per una notte sola
e poi partire

Essere altrove
pensarti come
suono che si estende
e muovendosi permane

Come il cielo
che sempre c’è
anche se non alzi gli occhi
a guardare

*** Alessandra RACCA, 1979, poetessa, Anche se non alzi gli occhi, 'signoradeicalzini', 29 marzo 2017, qui


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mercoledì 15 novembre 2017

#SGUARDI POIETICI / Se io potessi (Alessandra Racca)

Fare come la forza del polline
fare come una cosa sospesa

In viaggio

Qualcosa che porta qualcosa

Se io potessi
fare il volo del seme
con la stessa caparbia missione
con la stessa potenza leggera

E poi, a tempo, imparare

La cedevolezza del fiocco

Neve che infine si scioglie
scompare

*** Alessandra RACCA, 1979, poetessa, Se io potessi, 'signoradeicalzini', qui


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mercoledì 8 novembre 2017

#SGUARDI POIETICI / Considerazioni (Alessandra Racca)

Le vacche magre
e le vacche grasse
stanno
ai piedi del letto
belano
e qualcosa non torna

bisogna avere scorte
gioia di vivere
poi non so più
improvvisare
pare un’ottima
opzione

sapere molto
o molto poco
solo una parola di differenza

poi
non è tanto una questione di divertimento
avere fortuna o talento
non so
forse battersi

finché c’è qualcosa da imparare

l’azzardo d’amare

io ci sto

*** Alessandra RACCA, poetessa, Considerazioni, 'facebook', 30 ottobre 2017, qui


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mercoledì 1 novembre 2017

#SGUARDI POIETICI / Se dal giorno dei morti (Alessandra Racca)

Se dal giorno dei morti
qualcuno mi venisse a cercare
non credo vorrei sapere nulla
del Mistero
ma solo stare, direi, come stavamo
per quanto si può 
vicini
senza ben capire.

Un attimo d’infanzia 
di luce, di corpo, di un fare qualunque, mattutino
tu che dici Guarda
qualcosa in cortile
stare lì appaiati e vivi
senza sapere di morire.

*** Alessandra RACCA, 1979, poetessa, 'facebook', 31 ottobre 2017, qui


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lunedì 23 ottobre 2017

#SGUARDI POIETICI / A proposito di un amore che non ho mica capito (Alessandra Racca)

Chissà se siamo riusciti
a dirci tutto o troppo poco
se il gioco è stato vero o baro
se (almeno) tu hai capito l’inizio e la fine
se hai seguito per filo e puoi mandarmi un segno, un suggerimento su
come si esce da questo mezzo
labirinto dove passeggio mano
senza (la tua) mano, cercando oggi
tracce di ieri, ripetendo
(a chi?) la domanda: Ma scusa,
non eri qui? Non era qui? Eri?

*** Alessandra RACCA, 1979, poetessa, A proposito di un amore che non ho mica capito, blog 'signoradeicalzini', 10 ottobre 2016, qui


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venerdì 22 settembre 2017

#SGUARDI POIETICI / Settembre e quei cieli (Alessandra Racca)

Settembre e quei cieli
di latte condensato
il primo freddo nelle ossa
e la sensazione di dovere
Verranno i gialli e i rossi
e le luci intermittenti nelle strade
Per ora ti domandi
se una maglia o due
o se, decisamente, 
la giacca autunnale
ma su una cosa il dubbio non si pone:
non cedere, non oggi, alla ragionevolezza delle calze
non molleggiare nel tepore che imprigiona.
Così riconosci per strada i simili, i pari
intirizziti e fieri:
Libertà! Gridano le dita, smaltate rosse, sanguigne,
Rivoluzione!
Vale pure un po' di freddo ai piedi
la difesa a oltranza
della bella stagione.

*** Alessandra RACCA, 1979, poetessa, 'facebook', 18 settembre 2017, qui


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sabato 1 luglio 2017

#SGUARDI POIETICI / Venuzze (Alessandra Racca)

Da qualche anno a inizio estate
affiorano
come ragnatele colorate
nidi di vene sottili sottopelle
Guardo le gambe e mi dico
è così che si manifesta il tempo
Dove stavano prima
questi segni?
Perché vengono
a galla ora?
Seduta sulla sponda del mio corpo
affronto questi inizi d’estate
scrutando ciò che sale in superficie
dal profondo
Seduta sulle sponde del mio corpo
ho gli occhi di me bambina
sul corpo di mia nonna
eppure queste gambe sono mie
a me tocca affrontare ora
la mia parte di mistero

*** Alessandra RACCA, 1979, poetessa, Venuzze, 'facebook', 30 giugno 2017, qui


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venerdì 5 maggio 2017

#SGUARDI POIETICI / Nel fitto del dialogo interiore (Alessandra Racca)

ll miglior amico di una ragazza è il suo borbottio
Dorothy Parker
Nel fitto del dialogo interiore
s’innesta ogni tanto una voce
amico o amato o paesaggio d’uomo
gli racconto di me del farsi dei giorni
Stanotte lo sai mi sono svegliata e ridevo
non ricordo il sogno ma tu c’eri
Son molte le voci con cui ci diciamo
un borbottio popolato o un altro modo
di farsi compagnia a corpi di parole

*** Alessandra RACCA, 1979, poetessa, Nel fitto del dialogo interiore, inedito, 'internopoesia', 6 aprile 2017, qui


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sabato 25 marzo 2017

#SGUARDI POIETICI / Ascoltare (Alessandra Racca)

Ascoltare 
il tuo cuore calmo
per una notte sola
e poi partire

Essere altrove
pensarti come 
suono che si estende
e muovendosi permane

Come il cielo 
che sempre c'è 
anche se non alzi gli occhi
a guardare

*** Alessandra RACCA, 1979, poetessa, 'facebook', 24 marzo 2017, qui


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martedì 7 marzo 2017

#FILASTROCCHE / Filastrocca del tutto mediocre (Alessandra Racca)

Mediocre la mia vita
mediocre il mio vicino
mediocre la musica il canto il vino
mediocre il libro, l’ossessione
mediocre il dolore, la confusione
l’essere in terra, il tu, l’io
mediocre l’idea o l’assenza di dio
mediocre il centro la speranza
mediocre ogni verso ogni mia stanza
concetto passione o l’irrazionale
bisogno di averti vicino

A volte mi pare mediocre il mattino

Poi viene qualcosa che mi fa voltare
e all’improvviso comincio a osservare

Non era il mondo, era il guardare:
mediocre il mio occhio
mediocre il pensiero
non vedere davvero.

*** Alessandra RACCA, 1979, poetessa, Filastrocca del tutto mediocre, in www.signoradeicalzini', qui


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mercoledì 22 febbraio 2017

#SGUARDI POIETICI / Che hai da guardare? (Alessandra Racca)

Hanno messo vestiti di velluto e berretti nelle vetrine.
E sul fiume ricomincia il rito delle foglie a cadere.

Il rimprovero
immagino, di un passante che mi guarda scuro
per questo rinnovato
pensare alla stagione:
Cos’hai da stupirti ancora? Sempre viene e di te non si cura.

Sarà che siamo esseri nel tempo
sarà che ti penso
come cosa che trascorre via
sarà che mi ha salvata sempre
questa meraviglia mia.

*** Alessandra RACCA, 1979, poetessa, Che hai da guardare?, in 'signora dei calzini', qui


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venerdì 17 febbraio 2017

#SGUARDI POIETICI / Natante (Alessandra Racca)

Piove.

Mia madre piange
il suo non poter più essere figlia.

Io piango
il mio non esser madre.

Col mio essere figlia
faccio a pugni da tempo.

“Voi donne non siete
mai
contente e siete così enormemente
piene d’acqua”. 

Le donne in questa stanza
son belle
forse non son mai contente,
a volte piangono ma
sanno consolare.

Prendo mia madre in braccio
benché non sia ancora vecchia,
benché non sia ancora il mio turno
d’esser madre di madre.

Piccola piccola madre mia
stasera vorrei cullare il tuo pianto.

Mia madre sorride acqua
dentro i suoi occhi.

Piove.

Non c’è nulla di più potente dell’acqua, sai?
Né fuoco, né vento, né terremoto.
E un tempo, si sa,
la vita prese ad agitarsi nell’acqua.

Piove e questa stanza è piena d’acqua:
io son quel piccolo feto
bambina
nuoterò tutto l’inverno
nascerò a primavera
prima uscirà acqua
poi me.

Non preoccupatevi quando piangerò.
Piangere serve per respirare.

*** Alessandra RACCA, 1979, poetessa, Natante, da Poesie antirughe, Neo Edizioni, 2012, segnalata in ‘grafemi’, 7 dicembre 2011, qui 


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