lunedì 17 giugno 2019

#SPOT / Futuro presente (Asier)

ASIER (Asier Sanz), 1969
illustratore e caricaturista brasiliano
via facebook, 17 giugn o2019, qui

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#MEMO / PCI, è peccato grave, 15 luglio 1947 (Curia vescovile di Piacenza)

Scomunica PCI, 15 luglio 1947
via facebook, 16 giugno 2019, qui

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#HUMOR / La sveglia

@steph
via facebook, 14 giugno 2019, qui

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#VIGNETTE / La boxe fascista (Antonio Cabras)

Antonio CABRAS
facebook, 17 giugno 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / Libeccio (Simone Cumbo)

Non numeri.
Mani, occhi, visi...

Urlano grida al Cielo,
in quel mare silente.

Cuori assonnati,
lontani, dispersi,
battono distratti.

Il libeccio
porta una canto funebre.

*** Simone CUMBO, poeta, Libeccio, 2 giugno 2019, qui. Anche in 'Robinson', rubrica 'mail nella bottiglia', 15 giugno 2019.


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#MOSQUITO / La gerarchia morale dei conservatori (George Lakoff)

... i benestanti e tutte le persone in grado di badare a se stesse sono considerati dai conservatori moralmente più probi dei poveri e di coloro che hanno bisogno di aiuto. Ma nella visione conservatrice la superiorità morale ha implicazioni più ampie. L’idea di base è che debba comandare chi è moralmente più valido, che in un mondo ordinato correttamente (ovvero ordinato da Dio) equivale a dire le persone che hanno saputo arrivare in cima. La gerarchia è la seguente: Dio al di sopra dell’uomo, l’uomo al di sopra della natura, gli adulti al di sopra dei bambini, la cultura occidentale al di sopra delle culture non occidentali, il nostro paese al di sopra di tutti gli altri paesi. Sono questi i valori generali dei conservatori. Ma la gerarchia si estende ancora più nello specifico, spiegando le idee oppressive dei conservatori più radicali: gli uomini al di sopra delle donne, i cristiani al di sopra dei non cristiani, i bianchi al di sopra dei non bianchi, gli eterosessuali al di sopra degli omosessuali. Ecco perché in diversi Stati del Sud i bambini disobbedienti possono essere sculacciati dagli insegnanti, le donne che vogliono abortire devono sottoporsi a procedure mediche umilianti (con tanto di permessi scritti rilasciati da mariti e padri), afroamericani e ispanici sono privati del loro diritto di voto e vengono varate leggi contro i matrimoni gay. In breve, la gerarchia morale è parte implicita delle guerre culturali.

*** George LAKOFF, 1941, linguista statunitense, Non pensare all'elefante. Come riprendersi il discorso politico, 2004-2014, Chiarelettere, 2019
https://it.wikipedia.org/wiki/George_Lakoff


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#EX_LIBRIS / Siamo una squadra (Alessandro Robecchi)

È l’ora dell’organizzazione, è il momento dei tempi e metodi, del plurale aziendale, signorina facciamo le fotocopie, signorina prendiamo quella pratica, signorina avvertiamo l’avvocato, che significa signorina fai, signorina prendi, signorina avverti, siamo una squadra, siamo sulla stessa barca, signorina porti pure i caffè. 
Ah, questo no, questo lo dico allo stagista.

*** Alessandro ROBECCHI, 1960, giornalista e scrittore, I tempi nuovi, Sellerio, 2019


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#VIGNETTE / Sale? (Altan)

ALTAN,  1942
Copertina di 'Il Venerdì di Repubblica', 14 giugno 2019

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domenica 16 giugno 2019

#VIGNETTE / Perché non li facciamo entrare? (Mauro Biani)

Mauro BIANI,  1967
'il manifesto', 15 giugno 2019, via facebook, qui

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#HUMOR / Avete mai notato...?

via pinterest

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#MUSICA / Meditation from Thais (Jules Massenet)


Jules MASSENET, 1842-1912
compositore, organista francese
Meditation from Thais per Volino e Piano
Violino: Rusanda Panfili 
Piano: Donka Angatscheva
video, 5min22

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#SGUARDI POIETICI / Ho deciso da che parte stare (Franco Arminio)

Ho deciso da che parte stare
nel tempo che mi resta
e anche dopo.
Io cercherò sempre l’isola azzurra
che si trova nei cuori che obbediscono a Dio
più che al mondo.
Quando parlo di Dio
non penso al Dio dei mestieranti 
delle fede, penso
al Dio delle ortiche, 
al dio delle vacche,
al dio dello sperma.
Il mondo è una meraviglia di cose esatte,
basti pensare alle stelle, al mare
ai gatti.
Non me lo farò guastare
il mondo dalle vostre miserie,
io so che non si esce facilmente
dalle miserie dello spirito,
non credo alla gentilezza
di chi ti ha offeso, credo che molte
amicizie siano un inganno
e che ognuno di noi 
deve cercare un altro
solo se ha un sacro slancio.

*** Franco ARMINIO, 1960, poeta, scrittore, paesologo, facebook, 12 giugno 2019, qui


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#MOSQUITO / Costituzione, il combustibile (Piero Calamandrei)

La Costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica.

*** Piero CALAMANDREI, discorso al salone degli Affreschi della Società Umanitaria, 26 gennaio 1955, citato da Martina Di Pirro, 'ilsalto.net', 2 giugno 2018, qui


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#FOTO / Bimba a Roma, anni 50 (Henri Cartier-Bresson)

Henri CARTIER.BRESSON, 1908-2004
fotografo francese
via facebook, 10 giugno 2019, qui

La storia di questa fotografia è qui

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#VIGNETTE / Pensieri che stanno pensando (Massimo Cavezzali)

Massimo CAVEZZALI, 1950
fumettista
facebook, 14 giugno 2019, qui

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sabato 15 giugno 2019

#PIN / Cambiare non è solo (MasFerrario)

twitter, 14 maggio 2012

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#HUMOR / Ma quelli che fanno sempre le vittime

via facebook, 4 giugno 2019, qui

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#SPOT / Realtà aumentata (Mahamoud Rifai)

Mahamoud RIFAI, 1977
artista giordano
'cartoonmovement', 10 giugno 2019, qui

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#VIGNETTE / Scatto d'orgoglio di Toninelli (Stefano Disegni)

Stefano DISEGNI, 1953
giornalista, fumettista
via twitter, 31 maggio 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / Ah, giovinezza (Giorgio Caproni)

Ah, giovinezza,
come fu fragile il vento,
fra i rami, della tua voce.
Le corse, le sassaiole
a picco sulla specchiera
in frantumi dell’acqua – le bocche
trafelate, le risse
per amore, i boschivi
sguardi quasi marini
lampeggianti fra il grano
già biondo. Oh, altezza
mai più raggiunta dal fuoco
del cuore. Ti penso
col mio linguaggio di allora,
ma a freddo, lo sento dal suono
– sul marmo – di moneta falsa.
Oh stanchezza, stanchezza

*** Giorgio CAPRONI, 1912-1990, poeta, critico letterario, Ah, giovinezza, da Poesie disperse postume, in L’opera in versi, Mondadori, 1998, in 'ilcantodellesirene', 9 giugno 2019, qui

Annibale Carracci, Trionfo di Bacco e Ariannna, 1598-1601

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#MOSQUITO / Il coraggio di lasciarsi amare (Sándor Márai)

Ci vuole un gran coraggio a lasciarsi amare incondizionatamente. Un coraggio che è quasi eroismo. La maggior parte delle persone non sa amare né lasciarsi amare, perché è vigliacca o superba, perché teme il fallimento. Si vergogna a concedersi a un’altra persona, e ancor più ad aprirsi davanti a lei, poiché teme di svelare il proprio segreto. Il triste segreto di ogni essere umano: un gran bisogno di tenerezza, senza la quale non si può (r)esistere.

*** Sándor MÁRAI, 1900-1989, scrittore ungherese, La donna giusta, 1941, Adelphi, 2012


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#BREVITER / Oggi la Digos (Emanuele Cecala)

via facebook, 14 giugno 2019, qui

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#VIGNETTE / Matteo Messia Denaro (Riccardo Mannelli)

Riccardo MANNELLI, 1955
pittore, disegnatore
'Il Fatto Quotidiano', 14 giugno 2019

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venerdì 14 giugno 2019

#PIN / Avevamo gli occhi (MasFerrario)


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#SCRITTE / Chissà quante risposte bellissime

via pinterest

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#SPOT / Gender Diversity, New York (Jujamcyn Theaters)


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#HUMOR / Vorrei avere la stessa calma

via pinterest

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#VIGNETTE / La Libia offre un porto per la prima volta (Mauro Biani)

Mauro BIANI,  1967
'il manifesto', 13 giugno 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / La luna (Werner Aspenström)

Alcuni dicono che la luna è un giovane pescatore
di aringhe che trascina le sue reti sull'acqua.
Altri dicono che è la vedova di un vecchio pescatore
che con ferri scintillanti si intreccia lo scialle della solitudine.
Non lo so. Sono stupito da tanta immobilità.
Mi turba che la notte si sia fermata.

*** Werner ASPENSTRÖM, 1918-1977, poeta svedese, La luna, da Litania, 1952, in 'ilcantodellesirene', 7 giugno 2019, qui


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#SPILLI / L'anima, in politica (Massimo Ferrario)

Almeno per il M5s, si continua a evocare il rischio di perdere l'anima.
Ma un rischio non può che riguardare qualcosa di futuro. 
E manca ogni rischio di perdere l'anima quando l'anima si è già persa. 
Da tempo.
O forse non la si era mai avuta: rifuggendo con disprezzo saccente e arrogante distinzioni considerate antiquate (come destra e sinistra) e inseguendo il mito del post (post-ideologico e post-tutto).

Del resto, anche in questo, i venditori del nuovo, non vendono nessuna novità.
Impossibile trovare un'anima, tra partiti e politici come altrove, se nessuno sa sa più l'anima cos'è.

Almeno in politica, è questo che spiega tutto. 
Più di ogni dottissima riflessione politico-sociologica.
Più di ogni sofisticatissima indagine sui flussi
I flussi vanno e vengono appunto perché mancano gli argini
E gli argini non esistono più perché non servono più: a contenere l'anima.
Quell'anima che dà un senso, un contenitore, una visione.
E attrae anime simili, pur plurali e dialettiche, che cercano di procedere nella stessa direzione: dando corpo (tentando di dare corpo), in un processo incessante e anche 'ostinato e contrario', a principi, valori, passioni.
Mediando. Ma senza cedere a snaturamenti, tradimenti, abiure.
Perdendo, quando necessario, ma sempre senza perdersi: per aver perso l'anima.

*** Massimo FERRARIO, L'anima in politica, per Mixtura

Leo (@Pata_Leo), 1985  
caricaturista colombiano
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giovedì 13 giugno 2019

#SENZA_TAGLI / Dichiarazione di guerra, 10 giugno 1940 (Roberto Saviano)

Poco dopo le 18 del 10 giugno 1940, dal balcone di Palazzo Venezia a Roma, Benito Mussolini annunciò l'entrata in guerra dell'Italia accanto alla Germania nazista. Mentì sui tempi, che avrebbero dovuto essere brevi. Mentì sulla preparazione delle truppe, che non erano assolutamente pronte. Mentì sui mezzi di guerra, che non erano adeguati.

La guerra sarebbe durata 4 anni 10 mesi 15 giorni. I milioni di morti che ha causato impediscono l’assurdo e ridicolo adagio “Mussolini ha anche fatto cose buone”.

*** Roberto SAVIANO, scrittore, facebook, 10 giugno 2019, qui


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#PIN / Se costretti, per dovere, per passione (MasFerrario)


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#CIT / I fanciulli, ciò che dimenticano e ciò che non dimenticano (Jean-Jacques Rousseau)

I fanciulli facilmente dimenticano
ciò che hanno detto e hanno udito dire,
ma non quello che hanno fatto o che altri hanno fatto loro.

*** Jean-Jacques ROUSSEAU, 1712-1788
filosofo svizzero
citazione da Emilio o dell'Educazione, 1762
traduzione di Paolo Massimi, Armando Editore
in 'Robinson', 8 giugno 2019

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#HUMOR / Stasera ho bevuto troppo

via pinterest

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#VIGNETTE / Trittico, in omaggio a Salvini (Natangelo)

NATANGELO, 1985
'il Fatto Quotidiano', 13 giugno 2019, via facebook, qui

° ° °

NATANGELO, 1985
'il Fatto Quotidiano', 12 giugno 2019, via facebook, qui

° ° °

NATANGELO, 1985
facebook, 12 giugno 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / Mai stata prima d'ora così fiera (Sara Ferraglia)

Mai stata prima d'ora così fiera
di non aver religione né bandiera. 
Voi che baciate croci e nominate santi
poi vi contate, felici di esser tanti
qui sulla terraferma, sazi e forti 
e in fondo al mare gli altri, tutti morti. 
Voi sentinelle in piedi, senza velo
pregate il vostro padre che è nel cielo
poi preti e suore dalle lunghe vesti
s'indignano col Papa degli onesti. 
Con gli occhi al cielo al vostro Dio chiedete
di darvi il marchio, che i migliori siete. 
Lui vi accontenterà, ne sono certa, 
facendo intorno a voi terra deserta. 
Ci vorrà tempo e forse anche dolore. 
Scorrerà sangue, non dal vostro cuore
che è duro come l'oro che indossate 
quando all'altare voi vi inginocchiate. 
Pregate dunque contro "l'invasione" 
ma non per me. Non fatelo in mio nome.

*** Sara FERRAGLIA, poetessa, facebook, 10 giugno 2019, qui

Yemaja, dea del mare

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#CIT / Una città dove gli uomini (Karl Kraus)

Karl KRAUS
Detti e contraddetti, Adelphi, 1993

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#MOSQUITO / Superiorità illusoria e individualismo (Richard Wilkinson e Kate Pickett)

Anche se la superiorità illusoria è stata riscontrata in tutto il mondo, e relativamente a ogni tipo di capacità e caratteristica, il grado di esagerazione del proprio talento varia da cultura a cultura. Mentre il 90 per cento degli americani si ritiene un guidatore sopra la media, solo il 70 per cento degli svedesi la pensa allo stesso modo.

Quasi tutte le spiegazioni di queste differenze insistono sul concetto dell’individualismo contrapposto al collettivismo, sull’ipotesi che certe culture tendano a sottolineare l’autonomia, l’indipendenza e l’assertività del singolo mentre altre valorizzano il ruolo dei collettivi come le famiglie, le comunità e il posto di lavoro, nonché i relativi rapporti interni. Le culture occidentali sono più individualiste e hanno maggiori livelli di superiorità illusoria rispetto alle culture orientali.

*** Richard WILKINSON e Kate PICKETT, epidemiologi e docenti universitari statunitensi, L'equilibrio dell'anima. Perché l'uguaglianza ci farebbe vivere meglio, Feltrinelli, 2019


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#VIGNETTE / Asse Salvini-Di Maio contro Conte (ellekappa)

ellekappa, 1955
'la Repubblica', 12 giugno 2019

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mercoledì 12 giugno 2019

#SPILLI / Vittima, chi? (Massimo Ferrario)

Sparare dall’alto e alle spalle. Per difendere 2.000 euro. 
Non è ancora la verità, ma pare essere una ricostruzione molto verosimile. (*)

«Resto sempre e comunque dalla parte della vittima» afferma, imperterrito e ossessivo, il ministro dell’interno. 

Però la vittima non è il morto. E' chi gli ha sparato. 
Legittima difesa come licenza di uccidere. 
Per la difesa della proprietà privata la galera non basta: meglio la morte. 

Ci è toccato di vivere questi tempi. 
Finché non decideremo di viverne altri. 
In cui tornerà l’umano. 
Forse. 
Se ancora sapremo cos’è la categoria dell'umano. 
Perché  anche le categorie possono morire: assassinate, pure loro.

*** Massimo FERRARIO, Vittima chi?, per Mixtura. 
(*) Video, 'corriere.it', 11 giugno 2019, 1min04, qui


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#HUMOR / Tu mi piacevi tantissimo (Raffaele Mangano)

Tu mi piacevi tantissimo.
Poi hai chiesto una birra 
senza schiuma.

*** Raffaele MANGANO, scrittore, facebook, 10 giugno 2019, qui

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#CIT / Non c'è cosa più importante (Luigi Pintor)


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#BREVITER / L'Italia è quel paese in cui (Alessio Izzo)

via facebook, 10 giugno 2019, qui

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#VIGNETTE / E allora perché (Mauro Biani)

Mauro BIANI
'il manifesto', 11 giugno 2019, via facebook qui

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#SGUARDI POIETICI / Il palo del cancello (Werner Aspenström)

È una sensazione abbastanza triste
sebbene io né stia andando
o stia tornando da un funerale
ma sto soltanto presso un cancello,
sì divenuto un palo stesso del cancello
che vede come le rondini, giovani rondini,
si lanciano nello spazio
e bambini rincorrono
le loro ombre.

*** Werner ASPENSTRÖM, 1918-1977, poeta svedese, Il palo del cancello, da Poeti svedesi contemporanei, traduzione di Enrico Tiozzo, in  'L'ombra delle parole', 14 febbraio 2017, qui


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#MOSQUITO / Mai dimenticherò (Elie Wiesel)

Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha trasformato la mia vita in una lunga notte, sette volte maledetta e sette volte sigillata. Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini, i cui corpi vidi trasformarsi in ghirlande di fumo sotto un muto cielo blu.
Mai dimenticherò quelle fiamme che consumavano la mia fede per sempre.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi privò, per tutta l'eternità, del desiderio di vivere. Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima e trasformarono i miei sogni in polvere. Non dimenticherò mai queste cose, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.

*** Elie WIESEL, 1928-2016, di origine ebraica, rumeno naturalizzato statunitense, scrittore, giornalista, saggista, filosofo, attivista per i diritti umani, La notte, 1958, Giuntina, 1980


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#SENZA_TAGLI / Da un frecciarossa all'altro (Bruno Mastroianni)

Frecciarossa, da qualche parte nelle campagne emiliane. Il nostro treno ne sta affiancando un altro, fermo. Prenderemo a bordo con noi i suoi passeggeri. Sì, abbiamo capito bene, non è un errore nell’avviso: c’è un treno colmo di persone bloccato in mezzo al nulla e tocca a noi fare l’operazione di recupero. Tra passeggeri ci guardiamo, dissimulando con sorrisi tirati la preoccupazione per la situazione. Non è il nervosismo per il ritardo, quello è emerso già diverso tempo prima quando il treno ha iniziato a rallentare e ad annunciare a botte di 10’ in 10’ il prolungarsi della corsa. Siamo preoccupati per una cosa diversa: dove metteremo gli altri passeggeri visto che il treno è pieno? Qualcuno pensa dentro di sé “perché non li aiutiamo sul treno loro?”. Ma vogliamo sentirci esseri umani e cacciamo questo pensiero. Qualcuno fa una battuta, qualcun altro torna a far finta di lavorare... in realtà in molti guardiamo preoccupati in direzione delle porte. Così, dopo qualche minuto, tutto ha inizio: una processione di persone sudate e tese (il trasbordo è avvenuto alle 14:30 sotto il sole cocente) inizia a comparire dalla porta in fondo e sfila lungo il corridoio del vagone, in cerca di posto, anche se di posti non ce ne sono molti. Mentre il passaggio di esseri umani continua, qualcuno incrocia lo sguardo di chi è seduto e si forma a tratti un certo imbarazzo misto a fastidio, anzi a dire il vero è proprio imbarazzo nel provare fastidio di fronte a persone in difficoltà a cui è toccato un treno guasto. La situazione poi peggiora: la transumanza raggiunge il punto di saturazione e rallenta fino a fermarsi. Il corridoio centrale ora è pieno di un unico lungo cordone di persone una dietro l’altra. Si stringono sempre più, si ammassano. Valige enormi, una signora anziana con un carrellino per aiutarsi a camminare, turisti con borsette e borsoni, uomini con le giacche eleganti stropicciate e sudate. Noi seduti lì, tutto sommato comodi, fortunati, a guardare questo serpentone di umani così vicini a noi, ma così lontani. Si creano così come due treni separati: uno che si dipana sui sedili ai lati, fatto di persone sedute e comode, e uno centrale, un millepiedi di esseri sudati e affaticati che si ammassano l’uno sull’altro nel corridoio. Ognuno sta nella sua schiera e si trincera mentalmente al suo interno. Soprattutto chi, dal suo comodo sedile, immagina cosa vorrà dire arrivare fino a Milano in quelle condizioni, e non ne vuole far parte nemmeno col pensiero. Poi succede qualcosa. Un tizio sulla quarantina (stavo per dire ragazzo, ma solo perché coetaneo) fa velocemente il suo zaino, raccoglie le sue cose, si alza infilandosi nell’ammasso umano e dice: “si sieda qui signora”. Si sta rivolgendo a una donna straniera con uno zaino gigante e l’espressione provata dal sudore. La signora sorride e fa la faccia come per dire “ma che davero?” (sì, come se lo dicesse in romanesco). Poi si siede, mentre il 40enne si guadagna il suo spazio in quella specie di fila umana in stallo. A quel punto anche qualcun altro inizia a fare qualcosa: più spazio per sistemare le valige degli altri, scorrere più avanti per arieggiare un po’ la fila... insomma in un modo o nell’altro ci si aggiusta per rendere più vivibile la situazione. Così, mentre ripartiamo lasciandoci alle spalle il convoglio guasto, immobile in mezzo al nulla come un enorme verme rosso senza vita, ci guardiamo di nuovo tra noi: quel confine prima così netto tra i due treni ora è sfumato e non si vede più tutta quella differenza tra chi sta seduto e chi in piedi, chi asciutto e chi sudato. L’unica cosa che conta ora, per tutti, è arrivare a Milano.

*** Bruno MASTROIANNI, filosofo, esperto di comunicazione, facebook, 11 giugno 2019, qui


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#VIGNETTE / Il M5S guarda ottimista al futuro (Natangelo)

NATANGELO, 1985
'Il Fatto Quotidiano', 11 giugno 2019, via facebook, qui

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