martedì 20 agosto 2019

#CIT / Chiamare qualcuno compagno (Paride Batini)

Chiamare qualcuno compagno 
significa attribuirgli 
non solo una convinzione politica, 
ma riconoscergli un valore 
di umanità, onestà, generosità, attendibilità, 
che nessun'altra parola può esprimere 
con uguale compiutezza.

*** Paride BATINI, 1934-2009, leader storico dei 'camalli' genovesi e console della Compagnia unica merci varie (Culmv), citato in Andrea Gallo, Così in terra come in cielo, Feltrinelli, Milano, 2010

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#HUMOR / Quando si tocca il fondo

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#SGUARDI POIETICI / Una donna parla della sua vita (Anna Świrszczyńska)

Un vento mi spinge per le strade,
vento, divinità del mutamento
dalle guance gonfie che soffiano.
Amo quel vento,
mi rallegro
ai mutamenti.

Vado per il mondo
in due o sola
e grati mi sono al tempo stesso
il desiderio e la sua morte
che si chiama appagamento.

C’è qualcosa di troppo in me.
Trabocco dalle mie sponde
come un lievito. Il lievito ha
un suo genere specifico di felicità.

Vado, sempre vado,
a volte si unisce a me un uomo.
Andiamo insieme,
lui dice che è fino alla morte,
poi si perde in un crepuscolo
come cosa senza importanza.

Vado sola,
poi nuovamente a una svolta
appare un nuovo compagno.

Vado, continuamente vado,
un vento mi spinge per le strade.
Sulle mie strade
soffia sempre il vento.

*** Anna ŚWIRSCZYŃSKA, 1909-1984, poetessa polacca, Una donna parla della sua vita, 'poesia.it', 3 gennaio 2019, qui. Anche in Giorgio Origlia, a cura, Anna Swirszczynska. Una vita nel vento, 'Poesia', n. 344, gennaio 2019
https://en.wikipedia.org/wiki/Anna_%C5%9Awirszczy%C5%84ska


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#SPILLI / Piazze e percentuali di voto (Massimo Ferrario)

A proposito delle piazze ‘chiamate’ da Salvini perché gli diano quei ‘poteri pieni’ che oggi non ha (avendo buttato al vento, con una mossa strategica degna di quel grande politico che fino a ieri veniva creduto, anche quelli già eccessivi che aveva), forse va ricordato che chi ha votato Lega:

(1) alle elezioni europeee 2019 rappresenta meno di 1 italiano su 5 (19,4% italiani aventi diritto, pari al 34,3% dei votanti su una affluenza del 56,1%);

(2) alle elezioni politiche 2018 rappresentava meno di 1 italiano su 8 (12,7% italiani aventi diritto, pari al 17,35% dei votanti su una affluenza del 73.0%).

Insomma: 4 su 5, a voler essere generosi, o 7 su 8, almeno finora, NON hanno scelto Salvini.
E questi sono dati certi.

*** Massimo FERRARIO, Piazze e percentuali di voto, per Mixtura


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#MOSQUITO / Vivere il tempo che ci è stato dato (Aldo Moro)

Se fosse possibile dire: saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a questo domani, credo che tutti accetteremmo di farlo, ma, cari amici, non è possibile; oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso, si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà… Camminiamo insieme perché l’avvenire appartiene in larga misura ancora a noi.

*** Aldo MORO, 1916-1978, politico, accademico, giurista, ultimo discorso ai gruppi parlamentari, 28 febbraio 1978, citato in 'stefanoceccanti.it', 28 febbraio 2018, qui - Il testo integrale si può ascoltare qui:


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#FILASTROCCHE / Filastrocca salvagente (Germana Bruno)

Filastrocca un po' ondeggiante
della gente in alto mare,
mentre chi, col salvagente, 
si diverte a galleggiare.
Chi in quel mare, sulla riva,
nuota, sguazza e si diverte, 
chi va invece alla deriva
nelle acque scure e aperte.
Se divento io Ministro
faccio a tutti un bel decreto,
metto ognuno in sicurezza
pongo un grande bel divieto:
dall'articolo numero uno
e ogni comma che comprende,
è impedito a tutti e a ognuno
di lasciare in mare gente.
Chi il decreto non rispetta,
chi la legge trasgredisce,
in prigione andrà di fretta,
non ha cuore e si punisce.

*** Germana BRUNO, insegnante e scrittrice, Filastrocca salvagente, facebook, 15 agosto 2019, qui


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#VIGNETTE / L'apologia del fascismo non è più reato? (Altan)

ALTAN, 1942
'L'Espresso', 18 agosto 2018, qui

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lunedì 19 agosto 2019

#SPILLI / O il carro-attrezzi o gli infermieri (Massimo Ferrario)

Passava per grande stratega. 
Ora, dopo la rottura con giravolta che neppure un bambino avrebbe osato inventarsi, mendica per rientrare in gioco. 

Piagnucola: “Conte è ancora il mio premier”. 
Minaccia: “Andremo in piazza”. 
Pesta i piedi: “Sono e rimango ministro”. 

Bisognerà chiamare il carro attrezzi. O gli infermieri.

*** Massimo Ferrario, O il carro-attrezzi o gli infermieri, facebook, 18 agosto 2019, qui


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#PIN / La pigrizia è utile (MasFerrario)


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#QUADRI / Jean-Émile Labourer

Jean-Émile LABOURER, 1877-1943
pittore, disegnatore, incisore, aquafortista, litografo e illustratore francese
via pinterest

° ° °

Jean-Émile LABOURER, 1877-1943
pittore, disegnatore, incisore, aquafortista, litografo e illustratore francese
via pinterest

° ° °

Jean-Émile LABOURER, 1877-1943
pittore, disegnatore, incisore, aquafortista, litografo e illustratore francese
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#SPOT / Brexit simplified

via facebook, 10 agosto 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / Migrare (Sandro Angelucci)

È volata.
Verso il nord ha migrato la rondine
con le ali bagnate di Sole
e gli occhi verdi di prato.
La piccola testa
volgeva all'indietro, al sud,
al suo prossimo volo.

Partire fa male.
Fa male restare.
Ma ci sono distanze
che nessun metro misura.
Ci sono silenzi, parole
e intere stagioni d'amore
che ti fanno cantare.

*** Sandro ANGELUCCI, 1957, insegnante e poeta, Migrare, da Titiwai, Giuliano Landolfi editore,  2019, in facebook, 17 agosto 2019, qui


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#EX_LIBRIS / Arroganza e autodenigrazione (Irvin D. Yalom)

«E l’arroganza?» chiese Carol, alzando gli occhi dagli appunti. «Il mio cliente è così arrogante, altezzoso e competitivo da non avere nemmeno un amico». «Di solito il migliore approccio è quello del “capovolgimento”: la sua altezzosità probabilmente copre un’immagine di sé piena di dubbi, vergogna e autodenigrazione. Le persone arroganti e ambiziose di solito sentono di dover ottenere risultati eccellenti solo per mantenersi in pari con le proprie aspettative. Quindi non mi metterei a esplorare l’area dell’altezzosità o dell’amore verso se stesso. Si concentri invece sul disprezzo nei propri confronti...»

*** Irvin D. YALOM, 1931, psichiatra, psicoanalista, docente universitario, scrittore, saggista statunitense, Sul lettino di Freud, 1996, Neri Pozza, 2015


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#BREVITER / Questo odio chirurgico e opportunistico (Ficarra e Picone)

FICARRA e PICONE
(Salvatore Ficarra, 1971 e Valentino Picone, 1971)
via facebook, 17 agosto 2019, qui

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#VIGNETTE / Ultima offerta (Antonio Cabras)

Antonio CABRAS
facebook, 18 agosto 2019, qui

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domenica 18 agosto 2019

#SPILLI / A proposito di 'poltrone' (Massimo Ferrario)

In Politica, come altrove, le poltrone sono sinonimo di potere
E il potere non è né buono, né cattivo: dipende dai fini.

Quindi le poltrone, semplicemente, 'servono': niente di più. 
Come il potere, possono contribuire a  fare politica. Oppure a fare Politica.

Se va demonizzato qualcosa, secondo la retorica stucchevole e compulsiva oggi di moda, è il perseguimento di obiettivi personali contro obiettivi pubblici: non il potere di per sé, non le poltrone di per sé. 

Demonizzare le poltrone è stupida demagogia che parla del mezzo per non parlare del fine: con le poltrone puoi fare politica, ma senza le poltrone non puoi fare Politica
Perché, per fare l'una o l'altra, servono le Persone: sono queste a fare la differenza. Se ancora ci ricordassimo la differenza.

Tutto il resto è becero populismo: buono per i troppi gonzi che abboccano.
Serve per continuare a prendere per il fondo schiena il Popolo e (tentare di) farlo diventare bue
Popolino, si diceva una volta.

*** Massimo FERRARIO, Poltrone e dintorni, per Mixtura


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#SCRITTE / In fondo allo scontrino

via facebok, 17 agosto 2019, qui
"Gli immigrati fanno grande la Gran Bretagna.
Anche loro hanno cucinato e servito il cibo per voi oggi"

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#VIGNETTE / Figliolo, i medici temono (Massimo Bucchi)

 
Massimo BUCCHI,  1941
via facebook, 11 marzo 2011, qui (vignetta datata 2004)

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#SGUARDI POIETICI / Il non sapere niente della morte (Daniele Piccini)

Il non sapere niente della morte
non salva gli animali dalla morte
ma li fa passare indenni per terre
e fuochi della fine,
li consola delle epoche
al tramonto.
O forse gli animali
aggiungono al tormento
il sasso del silenzio.
E anche loro avvertono
i grandi mutamenti,
i venti che si accumulano,
la terra che si assottiglia e si apre
sotto il passo, non più asciutto né forte,
della specie.

*** Daniele PICCINI, 1972, filologo e poeta, da Inizio fine, Crocetti Editore, 2013, anche in ‘archivio poesia del giorno’, 18 febbraio 2019, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Daniele_Piccini


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#MOSQUITO / Le persone dentro (Christian Frascella)

«Le persone, dentro, sono piú nere che bianche», mi disse una volta mio padre mentre si sbarbava con la porta aperta. Io ero adolescente e pendevo dalle sue labbra. Mi piaceva guardarlo persino mentre si radeva. Certe volte, quando lui non c’era, lo imitavo passando il suo rasoio su quei quattro peli in croce che mi spuntavano tra i brufoli. «Solo che non lo sanno, – proseguiva. – O non vogliono saperlo. Pensano di non avere colore». Lui diceva così, e ci credeva, perché era un uomo trasparente, pulito come il primo vento della sera. Gli individui sanno di essere neri dentro. O non farebbero certe cose.

Christian FRASCELLA, 1973, scrittore, Il delitto ha le gambe corte, Einaudi, 2019


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#VIGNETTE / E mi raccomando, devi batterti (Fabio Magnasciutti)

Fabio MAGNASCIUTTI
facebook, 14 agosto 2019, qui

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sabato 17 agosto 2019

#IN_LETTURA / Felice Casorati

Felice CASORATI, 1883-1963
pittore e incisore
via pinterest

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#FILASTROCCHE / Vietato l'ingresso (Germana Bruno)

Ho visto una scritta davvero insensata
“A tutti i bambini è vietata l’entrata.”
Son troppo vivaci, monelli, irrequieti,
in questo locale non sono graditi.
Non sai che ti perdi adulto incosciente,
di gioia e allegria non sai proprio niente,
un luogo privato della loro presenza,
è vuoto, sia pure di grande capienza. 
Semmai è insopportabile il frastuono dei grandi,
i loro discorsi, “seri e importanti”,
son note stonate, noiosi rumori,
si lascino quelli piuttosto là fuori.
Se con i bambini non riesci più a stare
ti dico cos’è che tu devi fare:
appenditi al collo un grande cartello
con scritto “ allergico a ciò che è più bello”.

*** Germana BRUNO, insegnante e scrittrice, Vietato l'ingresso, facebook, 5 agosto 2019, qui


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#HUMOR / Ho fatto 'a prova costume

via pinterest

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#SGUARDI POIETICI / Ma dimmi tu questi negri (Andrea Melis)

Ma dimmi tu questi negri 
che vengono a prendersi per disperazione 
ciò che noi ci prendemmo con la violenza, 
la spada e la croce santa, 
lasciandoci dietro solo disperazione

Ma dimmi tu questi negri 
che hanno cellulari e guardano le nostre donne, 
mentre noi da sempre ci fottiamo le loro 
un tanto a botta 
nelle strade nere delle periferie, 
e prendiamo il silicio dalle cave delle loro terre, 
e come osano poi questi negri 
avere desideri proprio uguali ai nostri 
manco fossero umani

Ma dimmi tu questi negri 
che attraversano il mare 
come se fosse messo lì per viaggiare 
e non per tenerli lontani, 
per galleggiare e non per affondare, 
per andare e non per tornare

Ma dimmi tu questi negri 
ex schiavi dei bianchi 
che vengono qui a rubarci il pane 
proprio ora che gli schiavi siamo noi 
messi in ginocchio e catene 
da politici e finanzieri bianchi 
con colletti bianchi 
e canini e incisivi sorridenti 
e perfettamente bianchi, 
che in meno di trent’anni 
ci hanno fatto servi

Ma dimmi tu questi negri 
che hanno scoperto ora che la terra è una, 
è rotonda, 
e che a seguire la rotta della loro fame 
si arriva dritti dritti alla nostra opulenza
Ma dimmi tu questi negri 
che facessero come i nostri nonni: 
cioè tornare nella giungla e sui rami più alti 
visto che sono loro i nostri progenitori
e che l’umanità è tutta africana

Ma dimmi tu questi negri 
che non rispettano i confini della nostra ignoranza 
e i muri della nostra paura
Ma dimmi tu questi negri 
che persino si comprano le sigarette 
dopo che noi ci siamo fumati 
le loro foreste, le loro miniere, 
il loro passato, il loro presente 
ma abbiamo commesso l’imperdonabile errore 
di lasciargli una vita e un futuro 
a cui non rinunciano mica

Ma dimmi tu questi negri 
che si portano il loro Dio da casa 
anziché temere il nostro, 
e sanno ninna nanne e leggende e favole 
più antiche delle nostre 
e osano parlar male la nostra lingua 
ma benissimo la loro 
che però noi non capiamo.

Ma dimmi tu questi negri 
a cui non vogliamo stringere la mano 
né far mettere piede in casa, 
seppure,
a ben guardare, 
abbiano i palmi delle mani e dei piedi 
perfettamente bianchi, 
proprio come i nostri.


*** Andrea MELIS, 1979, poeta cagliaritano, Ma dimmi tu questi negri, in Piccole tracce di vita, Feltrinelli, 2018


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#SPILLI / Tempo di stizza (Massimo Ferrario)

ASSASSINI OBBEDIENTI
Le leggi sono fatte da uomini.
Ma gli uomini possono essere disumani e fare leggi disumane.
Soprattutto quando ti mandano sorrisi e bacioni e brandiscono madonne e crocefissi.
E' già successo. Succede.
In questo caso la disobbedienza è umana e l'obbedienza è disumana.
La storia è piena di assassini obbedienti. 
(facebook, qui)

VAFFA
Dopo i voltafaccia bulleschi, le retromarce vigliacche. 
Ora che ce ne sarebbe bisogno come mai, c’è da sperare che, dopo tutte le giravolte che gli hanno fatto perdere l’anima, almeno non si siano dimenticati certi vaffa di un tempo. 
Perché la politica non si fa con i vaffa, ma ci sono momenti in cui qualcuno non si merita altro. 
Anche solo per telefono. 
Del resto lui ha detto che ha il cellulare sempre acceso. 
(facebook, qui)

METAFORE
Pagliaccio. Coniglio. 
D'accordo.
Però poi chiediamo subito scusa.
A un mestiere di nobili tradizioni circensi: che esige competenza e arte.
E a un povero animale incolpevole: che per quanto riesca a scappare in genere finisce in casseruola. 
(facebook, qui)

PRIMA O POI
Eppure, prima o poi, chi ha titolo e competenza per dire che i sequestri di persona sono sequestri di persona sarà 'costretto' a dirlo.
E i reati torneranno a essere reati: sanciti e puniti come tali. Chiunque li commetta. 
(facebook, qui)

VOMITO
All’emergenza certificata da esperti, lui ignorante di diagnosi medico-psicologiche, risponde, con plebea volgarità, insuperabile becera spavalderia e consueta feroce crudeltà, che si tratta di ‘balle’.
Ipse dixit.
Basterebbe, per fargli sperimentare la ‘pacchia’ degli ‘invasori’, condannarlo a due settimane di rollio in mare in una delle ong criminalizzate. Due delle quali (Aquarius e SeaWatch) la sua Pontida, credendo di essere festosamente goliardica, ha trasformato in tipi di pizze (*).
Duro trattenere il vomito. (mf)
(facebook, qui)

***Massimo Ferrario, Tempo di stizza, facebook, 16 agosto 2019 - (*) vedi qui


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#SPOT / L'unica salvezza

dalla rete

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#MOSQUITO / Tutto il resto è stato anche abbastanza bello, ma conta di meno (Primo Levi)

Insomma, lei aveva capito me, cioè che a me mi va la gente decisa e che sa fare il suo mestiere, e io avevo capito che lei, alla sua maniera, mi stava dietro e cercava di attaccare discorso. Poi l’abbiamo attaccato, il discorso, non c’è stata nessuna difficoltà, voglio dire che siamo andati a letto insieme, tutto regolare, niente di speciale; ma ecco, una cosa gliela volevo dire: che il momento piú bello, quello che uno si dice “questo non me lo dimentico mai più, finché vengo vecchio, finché tiro gli ultimi”, e vorrebbe che il tempo si fermasse lí come quando un motore s’ingrippa: bene, non è stato quando siamo andati a letto, ma prima. È stato alla mensa della fabbrica del commendatore: ci eravamo seduti vicini, avevamo finito di mangiare, parlavamo del più e del meno, anzi, mi ricordo perfino che io le stavo raccontando del mio caposervizio e della sua maniera di aprire le porte, e ho tastato la panca alla mia destra, e c’era la sua mano, e io l’ho toccata con la mia, e la sua non se n’è andata e si lasciava carezzare come un gatto. Parola, tutto il resto che è venuto dopo è stato anche abbastanza bello, ma conta di meno».

*** Primo LEVI, 1919-1987, scrittore, La chiave a stella, Einaudi, 1978
https://it.wikipedia.org/wiki/Primo_Levi
https://it.wikipedia.org/wiki/La_chiave_a_stella


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#VIGNETTE / Pieni poteri (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
'il manifesto', via facebook, 16 agosto 2019, qui

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venerdì 16 agosto 2019

#PIN / Se tu fai troppo per l'altro (MasFerrario)


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#VIGNETTE / Ma che fai? (Dario Campagna)

Dario CAMPAGNA
via facebook, 27 luglio 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / Anello (Pierluigi Cappello)

Quando la passione dura, tutto un mondo scompare
e la tua mano non è più la tua mano
e la mia mano non è più nella tua.

Quando sto con il mio silenzio nel tuo
il mio silenzio splende di giovinezza
e un mondo – che era nascosto – riappare.

*** Pierluigi CAPPELLO, 1967-2017, poeta, Anello, da Mandate a dire all’imperatore, Crocetti Editore, 2010, in 'poesia in rete', 15 agosto 2019, qui


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#MOSQUITO / Questa idea dell'umano (Pietro Ingrao)

Ho imparato in questo secolo l’indicibile dell’umano, di ognuno di noi e della relazione con l’altro che non possiamo mai afferrare fino in fondo. La mia paura è che mi venga tolto non tanto il pane e nemmeno la Costituzione, ma questa idea dell’umano. Vi prego, non permettete che la domanda sull’essere umano venga cancellata.

*** Pietro INGRAO, 1915-2015, politico e militante comunista, intellettuale, poeta, in occasione della festa per i novant'anni, 30 marzo 2005, Auditorium di Roma, in Pietro Ingrao con Maria Luisa Boccia e Alberto Olivetti, Indignarsi non basta, Aliberti editore,  2015


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#VIGNETTE / Attenzione, c'è un complotto (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
'il manifesto', 14 agosto 2019, via facebook, qui

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giovedì 15 agosto 2019

#PROVERBI / Da tre cose ti devi guardare (proverbio salentino)

Da tre cose ti devi guardare 
Il culo dei muli 
Il dente dei cani 
E chi tiene sempre il rosario fra le mani 

(proverbio salentino)

da Alberto Sobrero, Gli ipocriti? Più pericolosi del calcio di un mulo, 'bridge puglia-Usa', febbraio 2018, qui

testo originale
Tre cose t’ài guardare 
Lu culu de li muli 
Lu dente de li cani 
E cci tene sempre rusariu a lli mani 


disegno di Bruno Maggio, qui

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#SPILLI / Tirare indietro (Massimo Ferrario)

Ha ripetuto alla nausea che lui è uno che ‘tira dritto’. 
Ora sembra solo un povero 'macho-fascistoide' stordito: che potrebbe anche ‘tirare indietro’. 
E la cosa per nulla incredibile è che c’è chi potrebbe pure accettare. 

Giravolte invereconde, voltafaccia impensabili, sbruffonerie quotidiane da bulli di quart’ordine. 

È la catastrofe di un ceto dirigente politico inetto e cialtrone che vive solo per arraffare e mantenere potere. 
Comunque e sempre potere. 
Solo potere. 
Prendendoci per il fondoschiena con la retorica fasulla degli interessi del Paese. 

*** Massimo Ferrario, Tirare indietro, facebook, 15 agosto 2019, qui


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#SPOT / Risultato

(dalla rete, autore e fonte non identificati)

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#VIGNETTE / Papà, sto prendendo in considerazione

(dalla rete, autore e fonte non identificati)
- Papà, sto prendendo in considerazione una carriera nel crimine organizzato
- Al governo o nel settore privato?

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#SGUARDI POIETICI / Azzurri la stanchezza e l'inverno (Massimo Salvadori)

Azzurri la stanchezza e l'inverno
quando il tempo passa a volte più lento
e cambia le strade e i loro ricordi.
Passano e vanno
gli aerei che mi piacciono tanto
io qui cammino senza che l'estate riscaldi
il freddo dovrà venire più tardi
adesso è solo un istinto
che deve ancora annunciarsi.
Ti raggiungo dove spesso
ci siamo incontrati
nel nostro posto di sempre
che è sempre qui accanto
anche se non ha luogo e memoria
quello che adesso è lontano.

*** Massimo SALVADORI, poeta e insegnante, facebook, 30 luglio 2019, qui


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#MOSQUITO / Razzismo, cancro morale dell'uomo moderno (Pier Paolo Pasolini)

Il razzismo come cancro morale dell'uomo moderno, e che, appunto come il cancro, ha infinite forme. E' l'odio che nasce dal conformismo, dal culto della istruzione, dalla prepotenza della maggioranza. E' l'odio per tutto ciò che e' diverso, per tutto ciò che non rientra nella norma, e che quindi turba l'ordine borghese. Guai a chi è diverso! questo il grido, la formula, lo slogan del mondo moderno. Quindi odio contro i negri, i gialli, gli uomini di colore: odio contro gli ebrei, odio contro i figli ribelli, odio contro i poeti.

*** Pier Paolo PASOLINI, 1922-1975, poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo, giornalista, scrittore, regista, La rabbia, 'Vie nuove', n. 38, 20 settembre 1962, in 'MicroMega', 5 settembre 2008, qui
Testo poi raccolto, insieme ad altri interventi, nel volume di Gian Carlo Ferretti, a cura, Le belle bandiere, Editori Riuniti, Roma. Pasolini risponde a un lettore che gli aveva rivolto appunto alcune domande sul film (La Rabbia, 1^ parte) da lui diretto e uscito nel 1963


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#SENZA_TAGLI / Uomini terrorizzati dalle donne forti (Andrea Colamedici)

Conosco tantissimi uomini e ragazzi terrorizzati dalle donne forti. Ai loro occhi appaiono come mostri terribili che sottomettono gli uomini al loro fianco e che vogliono imporre al mondo il Terribile Regno della Vagina (una versione turbofemminista della Regina di Cuori di Alice). Provano nei loro confronti parecchia rabbia mista a terrore. Quegli uomini sono convinti di essere forti perché sanno tenere “al posto giusto” le “loro” donne.
Non capiscono che è proprio questo il motivo per cui, in realtà, sono uomini deboli: perché non hanno la capacità di relazionarsi con donne (e persone) emancipate, che sanno gestire il potere e che di fronte a un “fai o non fai così perché te lo dico io che sono un uomo” esplodono in una grossa risata. Non avendo fiducia in se stessi né forza, usano il paradigma del maschio per imporre la propria flebile volontà.
Di conseguenza si contornano di ragazze disposte a recitare la parte delle figure sullo sfondo, delle tipe che non ingombrano e non creano problemi, che dicono al compagno, a prescindere, “tu sai tutto”. 

C’è una grande insicurezza dietro tutto questo: insicurezza di quegli uomini che cercano nelle compagne una prosecuzione della madre che li coccoli e li accudisca, disposte sempre a farsi da parte, e di quelle donne che accettano un ruolo misero e preimpostato per paura e ignoranza. 

È invece dal misurarsi ogni giorno con un altro essere umano che ci mette alla prova, che non abbozza, che ci spinge a superarci, che si può diventare davvero uomini e donne forti. E, soprattutto, liberi.

*** Andrea COLAMEDICI, filosofo, editore di Tlon, facebook, 13 agosto 2019, qui


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#VIGNETTE / Tu sai già odiare? (Altan)

ALTAN, 1942
'L'Espresso', 11 agosto 2019, via facebook, qui

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mercoledì 14 agosto 2019

#SPILLI / Centrifugati, dentro un gioco impazzito (Massimo Ferrario)

Tutti ammirati (anche commentatori di solito assennati) per la mossa ‘spiazzante’ di Salvini: votare la riforma costituzionale che elimina 345 parlamentari e andare subito a votare con la legge attuale congelando la riforma appena votata per i prossimi 5 anni. 

Nessuno che dica con chiarezza che non è neppure teatro. Ma solo una vera e propria ‘cazzata’, sul piano sia della logica che del diritto: un miserevole espediente truffaldino che può sollevare entusiasmo solo tra gonzi e sprovveduti.

Siamo centrifugati, ogni giorno, dentro un gioco impazzito, in un avvitamento senza fine. 

*** Massimo Ferrario, Centrifugati, dentro un gioco impazzito, facebook, 13 agosto 2019, qui


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#SCRITTE / Non so cosa voglio ma

dalla rete

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#HUMOR / I servizi delle prostitute

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#VIGNETTE / La saponetta (Antonio Cabras)

Antonio CABRAS
facevook, 12 agosto 2019, qui

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#SGUARDI POIETICI / Africa mia Africa (Ndjock Ngana)

Africa, Africa mia
Africa fiera di guerrieri nelle ancestrali savane
Africa che la mia ava canta
in riva al fiume lontano
mai t’ho veduta
ma del sangue tuo colmo ho lo sguardo
il tuo bel sangue nero sui campi versato
sangue del tuo sudore
sudore del tuo lavoro
lavoro di schiavi
schiavitù dei tuoi figli
Africa dimmi Africa
sei dunque tu quel dorso che si piega
e si prostra al peso dell’umiltà
dorso tremante striato di rosso
che acconsente alla frusta sulle vie del Sud
allora mi rispose grave una voce
figlio impetuoso il forte giovane albero
quell’albero laggiù
splendidamente solo fra i bianchi fiori appassiti
è l’Africa l’Africa tua che di nuovo germoglia
pazientemente ostinatamente
e i cui frutti a poco a poco acquistano
l’amaro sapore della libertà.

*** Ndjock NGANA, 1952, poeta camerunense di lingua basaa, Africa mia Africa, in 'thepoeti.it', qui


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#BREVITER / Crollata ogni speranza di Politica (mf)

facebook, 13 agosto 2019, qui

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