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lunedì 4 maggio 2020

#VIDEO / Gli anziani e il coronavirus (Lella Costa)


Lella COSTA
1952, attrice, scrittrice 
Gli anziani e il coronavirus
EPCC, sky, 29 aprile 2020
video, 7min38

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lunedì 1 luglio 2019

#MOSQUITO / Edith Stein, ciò che possiamo fare (Lella Costa)

Se la vita intera di Edith è una battaglia, la sua morte è un paradosso. Aveva rifiutato ben due volte la religione in cui era nata, prima con l’ateismo, poi con la conversione. In compenso aveva abbracciato con fervore la sua patria, ne aveva curato i feriti, galvanizzato le donne, arricchito il pensiero. Quella patria la uccide in quanto ebrea: lei, cattolica. Per questo, perché Edith incarna così nitidamente l’insensatezza di ogni persecuzione, dobbiamo tenere la sua foto sul nostro metaforico comodino di europei. Tutti: cristiani, ebrei, musulmani, buddisti, atei, non sa/non risponde. La guerra di Edith fonda il nostro progetto di pace. Ed è straziante pensare che a farle compagnia non ci siano né una rosa né un tulipano, e nemmeno mille papaveri rossi. L’unica cosa che possiamo fare per renderle omaggio è mantenere viva la sua memoria. 
Come dice Emily: «Essere ricordati è quasi come essere amati / ed essere amati è il Paradiso».

*** Lella COSTA, 1952, attrice, scrittrice, Ciò che possiamo fare. La libertà di Edith Stein e lo spirito dell'Europa, Solferino, 2019
Edith Stein (in religione Teresa Benedetta della Croce, Breslavia, 1891–Auschwitz, 1942) è stata una monaca cristiana, filosofa e mistica tedesca dell'Ordine delle Carmelitane Scalze, vittima della Shoah. Di origine ebraica, si convertì al cattolicesimo dopo un periodo di ateismo che durava dall'adolescenza. Venne arrestata nei Paesi Bassi dai nazisti e rinchiusa nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau dove, insieme alla sorella Rosa, terziaria carmelitana scalza, venne trucidata. Nel 1998 papa Giovanni Paolo II la proclamò santa e l'anno successivo la dichiarò patrona d'Europa.


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lunedì 28 marzo 2016

#SGUARDI POIETICI / Perché finalmente lo abbiamo imparato (Lella Costa)

Perché finalmente lo abbiamo imparato 
che c’è tempo soltanto se c’è un tempo, 
un tempo per ogni cosa.
Un tempo per perdere tempo.
C’è un tempo per cambiare e un tempo per tornare gli stessi di sempre,
un tempo per gli amori e un tempo per l’amore, 
un tempo per essere figli e un tempo per farli, i figli. 
C’è un tempo per raccogliere tutte le sfide, 
un tempo per combattere tutte le battaglie, 
un tempo per fare la pace, 
un tempo per esigerla, la pace.
E se c’è un tempo bellissimo per ricordare 
allora ce ne deve essere anche uno calmo per dimenticare.
Perché se c’è un tempo per dormire e uno per morire, 
forse – forse – se siamo sempre stati bravi e attenti, 
e continuiamo a tener gli occhi spalancati 
allora, forse, c’è anche un tempo infinito 
per sognare. 

*** Lella COSTA, scrittrice e attrice di teatro, da Alice, una meraviglia di paese, spettacolo teatrale, 2005, in ‘Il mio vivere in poesia’, 25 luglio 2013,  http://bit.ly/17TivbU (scansione in versi di mf)


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lunedì 21 settembre 2015

#VIDEO / Così vicini, così lontani (Lella Costa)


Lella COSTA, 1952, attrice, scrittrice, doppiatrice
Così vicini, così lontani, 2013, TedxCaFoscari
video, 15min07


Dopo 3000 anni di narrazione è difficile e presuntuoso pensare di scrivere qualcosa di davvero nuovo, Lella Costa mostra come alcune storie eterne, che fanno parte della memoria e dell'identità collettiva, ancora oggi ci rappresentino, e ci aiutino a decifrare la contemporaneità. (dalla presentazione del video).

Un intervento sul raccontare e sulle storie 'perfette'. E sull'attualità dei 'classici'.
Un'esposizione intelligente, piacevole, qua e là provocatoria e sottilmente ironica: capace di alternare la riflessione con la recitazione (splendida) di brevi brani di autori da non dimenticare. 
Chi conosce e apprezza Lella Costa trova qui un altro suo 'pezzo' di (incredibile) bravura: che muove testa ed emozioni.
La ascolti e non puoi restare indifferente. (mf)

giovedì 27 agosto 2015

#MOSQUITO / Teatro, e il pubblico (Lella Costa)

(...) Il teatro è molto di più di quello che succede sul palcoscenico, è un incontro tra uno spettacolo vivente e un pubblico altrettanto vivente. (...)

[D: Come'è cambiato il pubblico negli ultimi anni?]
Si sta perdendo la consapevolezza che quello che tu fai in platea vine eprcepito dal palcoscenico. Non si sentono più tanto squillare i cellulari, ma la gente sta con il tablet acceso durante lo spettacolo al punto che a volte mi domando: "Ma stanno salvando delle vite? Sono collegati con la sala di rianimazione?". Le persone non riescono a smettere di essere connesse.

*** Lella COSTA, attrice, saggista, doppiatrice, intervistata da Valentina Ravizza, Si alzi il sipario!, 'Style Magazine', settembre 2015

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mercoledì 27 maggio 2015

#SENZA_TAGLI #SPOT / Famiglia, senza copyright (Lella Costa, Claudia M. Bertola)

Dovremmo partire dal diritto alla dignità umana per tutti, da quelli che stanno nascendo, penso quindi alle leggi sull'adozione, a chi se ne sta andando, facendo finalmente una legge equilibrata sul fine vita e sul testamento biologico.
Io tendo sempre a considerare le persone come mosse da buone intenzioni - sarò ingenua? - perciò sono favorevole all'estensione della possibilità di adottare anche ai single. Anzitutto perché non è che la famiglia mononucleare, sancita dal sacro vincolo del matrimonio, abbia sempre dato degli esiti così entusiasmanti...
Nessuno può avere il copyright sulla famiglia, e quegli integralisti che ci provano non sempre lo fanno nel reale interesse dei minori. 
Come non chiediamo a una neomamma o un neopapà se siano biologicamente adatti ad essere genitori naturali, così dovremmo avere un atteggiamento meno colpevolizzante con chi ha gli strumenti emotivi, culturali e - perché no? - economici per diventarlo legalmente.
Lo stesso vale anche per una coppia omosessuale, anche se io preferisco parlare semplicemente di due persone.
Conosco una coppia di amici gay che hanno un bambino in affido dal quale stanno ricevendo moltissimo in termini affettivi. Sfatiamo certe informazioni falsate: non tutti gli omosessuali sognano una vita di coppia e dei figli. Però chi ne ha il desiderio dovrebbe poterlo realizzare. Dovrebbe avere il diritto di dare un significato simbolico e giuridico alla propria unione (chiamiamola così se a qualcuno da così fastidio la parola matrimonio...).
Per quanto riguarda invece il divorzio, ben venga un adeguamento legislativo, ma non basterà a risolvere i casi di separazioni violente. Per quelle bisogna lavorare sulla cultura e sull'educazione sentimentale. Le tutele sono sacrosante, prima però viene la preparazione emotiva.

*** Lella COSTA, 1952, attrice, scrittrice e doppiatrice italiana, famosa soprattutto per i suoi monologhi teatrali, Famiglia senza copyright, rubrica 'Opinioni e idee', 'Style Magazine', n. 5, maggio 2015. Lella Costa è tra le interpreti di Ferite a morte, il progetto sul femminicidio ideato da Serena Dandini e portato sui palcoscenici di tutto il mondo.



Claudia Maria BERTOLA, @angioletto9
Famiglia, agosto 2014

giovedì 15 gennaio 2015

#RITAGLI / Il bene delle donne è bene comune

Credo che ci sia un equivoco sul quale, più o meno dolosamente, più o meno consapevolmente, si è giocato negli anni: cioè far credere che le questioni femminili riguardino le donne. 
Non è così. 
Le questioni femminili riguardano l’umanità, se non se ne viene a capo di quelle, non si va da nessuna parte. 
Il bene delle donne è bene comune; il pensiero delle donne è pensiero comune. 
È questa la cosa da cui dobbiamo uscire, pensare che ci sia un femminile che si occupa del femminile e lo fa per sé. 
Noi donne (non mi piace dire “le donne” come se io fossi altro…), le donne hanno un talento per la vita, conquistato o innato, guadagnato o subito, perché comunque non si poteva fare diverso, che ribadisco, in questo momento in particolare, è indispensabile per il Pianeta. Quindi non dare spazio, non dare visibilità, non dare potere a questo talento è profondamente autolesionista, oltre che piuttosto sciocco.

*** Lella COSTA, 1952, attrice, saggista, doppiatrice, famosa soprattutto per i suoi monologhi teatrali, da WE (Women for Expo 15), expo2015.org, http://bit.ly/1BuME2f