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giovedì 12 maggio 2022

#SGUARDI POIETICI / Due (Pierluigi Cappello)

Lascio la camera com’era quando era nei tuoi occhi,
incontrarti è il sapore che trattengo nel sorso di caffè.

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

Un giorno settembre era limpido e ventoso
il silenzio ammutoliva, la terra tornava al cielo.

*** Pierluigi CAPPELLO, 1967-2017, poeta, Due, da Mandate a dire all’imperatore, Crocetti Editore, 2010, in 'poesia in rete', 7 settembre 2019, qui


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domenica 20 marzo 2022

#SGUARDI POIETICI / Primavera (Pierluigi Cappello)

Quanto pesano gli occhiali stasera;
di tante negli ostinati giardini
soltanto una rima: la primavera.

*** Pierluigi CAPPELLO, Primavera, da Azzurro elementare, Rizzoli, 2013, in 'il canto delle sirene', 20 marzo 2022, qui


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sabato 9 maggio 2020

#SGUARDI POIETICI / Quando si è scarsi di ragione o senno (Pierluigi Cappello)

Quando si è scarsi di ragione o senno
càpita che si scambino
fischi per fiaschi
- fa’ che càpiti –
nei sereni di maggio
di’ pure che un usignolo più un usignolo
sommato a un altro usignolo
è una manciata di spiccioli d’oro
gettata nell’aria chissà da chi
chissà per chi
magari fra i tanti per te
quando sei solo.

*** Pierluigi CAPPELLO, 1967-2017, poeta, Quando si è scarsi di ragione o senno, da Azzurro elementare, Rizzoli, 2013, in 'il canto delle sirene', 1 maggio 2020, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Pierluigi_Cappello


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lunedì 16 dicembre 2019

#FILASTROCCHE / Neve (Pierluigi Cappello)

Nasce un sogno ad ogni fiocco
mentre sogni alla finestra,
te li porta lo scirocco
tutti insieme in un’orchestra.

È l’orchestra silenziosa,
è il silenzio della neve
che scendendo piano sposa
il tuo sguardo acceso e lieve.

Tutto tace e si fa notte
e dal manto delicato
fantasie sono tradotte
nel tuo sogno smemorato.

*** Pierluigi CAPPELLO, 1967-2017, poeta, Neve, da Ogni goccia balla il tango. Rime per Chiara e altri pulcini, Rizzoli, 2014

Disegno di Pia Valentinis

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venerdì 16 agosto 2019

#SGUARDI POIETICI / Anello (Pierluigi Cappello)

Quando la passione dura, tutto un mondo scompare
e la tua mano non è più la tua mano
e la mia mano non è più nella tua.

Quando sto con il mio silenzio nel tuo
il mio silenzio splende di giovinezza
e un mondo – che era nascosto – riappare.

*** Pierluigi CAPPELLO, 1967-2017, poeta, Anello, da Mandate a dire all’imperatore, Crocetti Editore, 2010, in 'poesia in rete', 15 agosto 2019, qui


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martedì 16 luglio 2019

#SGUARDI POIETICI / Una rosa (Pierluigi Cappello)

Che cos’è quella rosa sul tavolo
ferma nella sua freschezza come un lago alpino
alta nel suo silenzio più del fragore
dei quotidiani affastellati lì accanto
più del disordine dei notiziari,
la concitazione delle chiavi di casa.
Che cos’è questa parola verdeggiante d’amore
se non il suolo dove lasciarsi cadere
la penombra di un bosco da attraversare
e la mano che si apre e prende la mia
e mi conduce a me.


*** Pierluigi CAPPELLO,  1967-2017, poeta, Una rosa, da Mandate a dire all’imperatore, Crocetti, 2010, in 'ilcantodellesirene', 5 luglio 2019, qui


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giovedì 20 giugno 2019

#SGUARDI POIETICI / Da lontano (Pierluigi Cappello)

Qualche volta, piano piano, quando la notte
si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie di silenzio,
e non c’è più posto per le parole
e a poco a poco si raddensa una dolcezza intorno
come una perla intorno al singolo grano di sabbia,
una lettera alla volta pronunciamo un nome amato
per comporre la sua figura; allora la notte diventa cielo
nella nostra bocca, e il nome amato un pane caldo, spezzato.

*** Pierluigi CAPPELLO, 1967-2017, poeta, Da lontano, da Mandate a dire all'imperatore, Crocetti Editore, 2010, in 'ilcantoellesirene', 11 giugno 2019, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Pierluigi_Cappello


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domenica 8 ottobre 2017

#SGUARDI POIETICI / Piove (Pierluigi Cappello)

Piove, e se piovesse per sempre
sarebbe questa tua carezza lunga
che si ferma sul petto, le tempie;
eccoci, luccicante sorella,
nel cerchio del tempo buono, nell'ora
indovinata
stiamo noi, due sguardi versati in un corpo,
uno stare senza dimora
che ci fa intangibili, sottili come un sentiero
di matita
da me a te né dopo né dove, amore,
nello scorrere
quando mi dici guardami bene, guarda:
l'albero è capovolto, la radice è nell’aria.

*** Pierluigi CAPPELLO, 1967-2017, poeta, Piove, da Mandate a dire all'imperatore, Crocetti Editore, 2010


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mercoledì 7 giugno 2017

#SGUARDI POIETICI / Lontano (Pierluigi Cappello)

Qualche volta, piano piano, quando la notte
si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie
di silenzio,
e non c’è più posto per le parole,
e a poco a poco si raddensa una dolcezza
intorno
come una perla intorno al singolo grano
di sabbia,
una lettera alla volta pronunciamo
un nome amato
per comporre la sua figura; allora
la notte diventa cielo
nella nostra bocca, e il nome amato
un pane caldo, spezzato.

*** Pierluigi CAPPELLO, 1967, poeta, Lontano, da Pierluigi Cappello, Mandate a dire all’imperatore, Crocetti Editore 2010-2011, anche in ‘Poesia.it’, ‘archivio poesia del giorno’, 28 giugno 2011


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