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venerdì 6 settembre 2019

#EX_LIBRIS / Livia, una presenza propiziatrice (Andrea Camilleri)

S'arrisbigliò malamente: i linzòla, nel sudatizzo del sonno agitato per via del chilo e mezzo di sarde a beccafico che la sera avanti si era sbafàto, gli si erano strettamente arravugliate torno torno il corpo, gli parse d'essere addiventato una mummia. Si susì, andò in cucina, raprì il frigorifero, si scolò mezza bottiglia d'acqua aggilàta. Mentre beveva, taliò fòra dalla finestra spalancata. La luce dell'alba prometteva giornata bona, il mare una tavola, il cielo chiaro senza nuvole. Montalbano, soggetto com'era al tempo che faceva, si sentì rassicurato circa l'umore che avrebbe avuto nelle ore a venire. Era ancora troppo presto, si ricurcò, si predispose ad altre due ore di dormitina tirandosi il linzòlo sopra la testa. Pensò, come sempre faceva prima d'addormentarsi, a Livia nel suo letto di Boccadasse, Genova: era una prisenza propiziatrice a ogni viaggio, lungo o breve che fosse, in «the country sleep», come faceva una poesia di Dylan Thomas che gli era piaciuta assà.

*** Andrea CAMILLERI, 1925-2019, scrittore, sceneggiatore, regista, Il ladro di merendine, Sellerio, 1996qui


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sabato 31 agosto 2019

#MOSQUITO / Avere necessariamente un'idea (Andrea Camilleri)

L’ultima cosa che ho imparato consiste nell’avere necessariamente un’idea, chiamala pure ideale, e a essa attenersi fermamente ma senza nessuna faziosità, ascoltando sempre le idee degli altri diverse dalle proprie, sostenendo le proprie ragioni con fermezza, spiegandole e rispiegandole, e magari perché no, cambiando la propria idea. Ricordati che, sconfitta o vittoriosa, non c’è bandiera che non stinga al sole.

*** Andrea CAMILLERI, 1925-2019, scrittore, sceneggiatore e regista italiano, da Ora dimmi di te. Lettera a Matilda, Bompiani, 2018



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domenica 4 agosto 2019

#CIT / I cambiamenti veri (Andrea Camilleri)

L'omo, va a sapiri pirchì, si fa pirsuaso istintivamenti 
che ogni cangiamento comporti un certo movimento, 
'nveci i cangiamenti veri 
succedono ammucciati sutta all'apparenza dell'immobilità.

*** Andrea CAMILLERI, 1925-2019, scrittore, sceneggiatore e regista italiano, da Un giro in giostra, in Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta, Sellerio editore, Palermo, 2011.
https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Camilleri


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venerdì 26 luglio 2019

#MOSQUITO / Comunismo e capitalismo (Andrea Camilleri)

Credo che il comunismo, nei termini in cui lo abbiamo letto, anche perché noi italiani ne siamo stati felicemente fuori pur essendo molti di noi comunisti, era destinato a una implosione. Come quando si vedono crollare su se stessi i grattacieli americani precedentemente minati.

Può un vero cristiano amare il capitalismo? Perché se è vero che da un lato è stato possibile quantificare le vittime del comunismo, le vittime del capitalismo, invece non vengono quantificate da nessuno.

** Andrea CAMILLERI, 1925-2019, scrittore, sceneggiatore, regista, a cura di Saverio Lodato, 'L'Unità', 3 aprile 2005, in 'wikiquote.org', qui


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mercoledì 24 luglio 2019

#MOSQUITO / La felicità è duplicabile (Andrea Camilleri)

L'aspetto che più mi piace della felicità è che è duplicabile, se riesci a rinnovare dentro di te la memoria di un momento felice, quell'evento ha ancora un'eco di felicità. La felicità è un istante, l'accensione di un fiammifero che in quei pochi secondi di luce ti permette però di vedere a lungo.

*** Andrea CAMILLERI, 1925-2019, scrittore, sceneggiatore, regista, La felicità, un segreto ridicolo, testo raccolto da Marino Sinibaldi, 'la Repubblica', 11 marzo 2018, qui

disegno di Marcella Peluffo

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lunedì 22 luglio 2019

#EX_LIBRIS / Rifiuto del risveglio (Andrea Camilleri)

Da tempo gli accapitava 'sta specie di rifiuto dell'arrisbiglio, che non era per prolungare qualichi sogno piacevole che oramà gli capitava di fari sempri cchiù raramenti, no, era pura e semprici gana di restare ancora tanticchia dintra al pozzo scuro, profunno e càvudo del sonno, ammucciato propio in funno in funno, indove sarebbi stato impossibile che qualichiduno l'attrovasse.  

*** Andrea CAMILLERI, 1925-2019, scrittore, sceneggiatore, regista, La pista di sabbia,  Sellerio2007qui


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giovedì 20 giugno 2019

#MOSQUITO / Cellule infette (Andrea Camilleri)

Il fascismo insomma è una fenice che non ha bisogno di ridursi in cenere per rinascere. Sessantaquattro anni di democrazia ancora non sono bastati a ripulire il sangue dell’italiano dentro il quale tuttora vivono cellule infette, pronte a trasformarsi in ogni occasione in virus pericolosi.

*** Andrea CAMILLERI, 1925, scrittore, sceneggiatore, regista, Come la penso, Chiarelettere, 2013, segnalato in 'strisciarossa', 19 giugno 2019, qui


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mercoledì 31 ottobre 2018

#VIDEO / Fortunato a essere cieco (Andrea Camilleri)


Andrea CAMILLERI, 1925
scrittore, sceneggiatore, regista
https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Camilleri
 Fortunato a essere cieco
'Che tempo che fa', 28 ottobre 2018, colloquio con Fabio Fazio
video 2min23

Andrea Camilleri è ospite in collegamento a "Che tempo che fa" di Fabio Fazio su Rai1.
Lo scrittore ha commentato la proposta al Senato per la Commissione anti-odio da parte dalla senatrice Liliana Segre:
"In questo momento è una fortuna essere ciechi… non vedere certe facce che seminano odio. Le parole della Senatrice Segre sono tutte da sottoscrivere. Stiamo perdendo la misura, il peso della parola: le parole sono pietre, possono trasformarsi in pallottole. Bisogna pesare ogni parola che si dice e far cessare questo vento dell’odio, che è veramente atroce. Ma perché l'altro è diverso da me? L'altro non è altro che me stesso allo specchio".
(dalla presentazione)



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mercoledì 1 agosto 2018

#VIDEO / "Come italiano, sento di avere fallito" (Andrea Camilleri)


Andrea CAMILLERI, 1925
scrittore, sceneggiatore, regista
https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Camilleri
"Come italiano sento di aver fallito"
intervistato da Simonetta Fiori
repTv, 7 luglio 2018
video 16min13


"Salvini è un uomo di terra, non conosce il mare. Se lo conoscesse, avrebbe più rispetto di coloro che sono costretti a imbarcarsi su gommoni destinati a naufragio sicuro". 
"Il consenso degli italiani alle posizioni più estremiste rivela il nostro lato peggiore, a cominciare dal razzismo". 
"A novantatre anni, a un passo dalla morte, mi trovo a lasciare in eredità ai nipoti un paese che non mi aspettavo di lasciare. E per questa ragione sento di aver fallito come cittadino italiano". 
(dalla presentazione)

Uno sguardo lucido e accorato sulla situazione politica e sociale attuale, con qualche riferimento al passato (non letto nei libri, ma vissuto in prima persona) e qualche disperata speranza sul futuro.
Un'intervista che potrebbe (dovrebbe) far pensare. 
Ma penseranno solo quelli che già ci pensano. 
E per questo il rischio che domani sia ancora peggio dell'oggi è alto. (mf)

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sabato 24 marzo 2018

#VIDEO / Quando nasci ti danno un biglietto (Andrea Camilleri)


Andrea CAMILLERI, 1925
scrittore, sceneggiatore, regista
La vita, la morte
Quando nasci ti danno un biglietto: indecifrabile
#Cartabianca, Rai3, febbraio 2018
video 1min19


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sabato 9 dicembre 2017

#SGUARDI POIETICI / Ogni giorno in questa enorme Porta Portese (Andrea Camilleri)

Ogni giorno in questa enorme Porta Portese
che viene ancora per poco chiamata Italia,
lui imperversa col suo: “Venghino, signori!”
e spaccia toccasana truffaldini, elisir buoni

per tutti i mali. S’affollano i creduloni, si
contendono il rimedio miracoloso, l’aria
fritta, il niente in boccetta. Intanto, c’è chi
provvede ad alleggerire le tasche dei presenti.

*** Andrea CAMILLERI, 1925, scrittore, regista, docente, Senza titolo, da Poesie incivili, ‘MicroMega’, n. 6, novembre, 2008. 


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martedì 22 novembre 2016

#RITAGLI / Italia, referendum, l'amicizia con Sciascia (Andrea Camilleri)

A guardare l’Italia ridotta così, mi sento in colpa. Avrei voluto fare di più, impegnarmi di più. Nel Dopoguerra ci siamo combattuti duramente, ma avevamo lo stesso scopo: rimettere in piedi il Paese. Oggi quello spirito è scomparso. 

[D: Renzi non è un buon presidente del Consiglio?]
No. È un giocatore avventato e supponente. Mi fa paura quando racconta balle: ad esempio che il futuro dei nostri figli dipende dal referendum. Mi pare un gigantesco diversivo per realizzare un altro disegno. 

[D: Quale?]
Mi sfugge, ma c’è». 

[D: Al referendum andrà a votare?]
Pur di votare No mi sottoporrò a due visite oculistiche, obbligatorie per entrare nella cabina elettorale accompagnato. Io le riforme le voglio: il Senato deve controllare la Camera, non esserne il doppione. Ma questa riforma è pasticciata. E non ci consente di scegliere i nostri rappresentanti. 

[D: Spera nei Cinque Stelle?]
Non mi interessano. Non ci credo. Mi ricordano l’Uomo Qualunque: Grillo è Guglielmo Giannini con Internet. Nascono dal discredito della politica, ma non hanno retto alla prova dei fatti: Pizzarotti è stato espulso dal movimento; la Raggi non mi pare stia facendo grandi cose.

[D: Se vince il No cosa succede?]
Entra in campo Mattarella. Che si comporterà bene; perché è un gran galantuomo. (...)

Leonardo Sciascia era di un anticomunismo viscerale. Eravamo molto amici, ma abbiamo litigato come pazzi. Nei giorni del sequestro Moro lui e Guttuso andarono da Berlinguer e lo trovarono distrutto: Kgb e Cia, disse, erano d’ accordo nel volere la morte del prigioniero. Sciascia lo scrisse. Berlinguer smentì, e Guttuso diede ragione a Berlinguer. Io mi schierai con Renato: era nella direzione del Pci, cos’altro poteva fare? Leonardo la prese malissimo: “Tutti uguali voi comunisti, il partito viene prima della verità e dell’amicizia!“.
Un’altra cosa non mi convinceva di Sciascia. Nei suoi libri a volte rendeva la mafia simpatica. A teatro gli spettatori applaudivano, quando nel Giorno della civetta don Mariano distingue tra “uomini, mezzi uomini, ominicchi, piglianculo e quaquaraquà“. Leonardo mi chiedeva: ma perché applaudono? “Perché hai sbagliato” gli rispondevo. Altre volte rendeva la mafia affascinante. “Lei è un uomo” fa dire a don Mariano. Ma la mafia non ti elogia, la mafia ti uccide; per questo di mafia ho scritto pochissimo, perché non voglio darle nobiltà. Eppure a Leonardo ho voluto un bene dell’anima. Andavo di continuo a rileggere i suoi libri. Per me erano come un elettrauto: mi ricaricavano.

*** Andrea CAMILLERI, 1925, scrittore, sceneggiatore, regista, intervistato da Aldo Cazzullo, "Gli scontri con Sciascia, la vita da cieco e il No al referendum, 'Corriere della Sera', 18 novembre 2016

LINK intervista integrale qui


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venerdì 18 marzo 2016

#VIDEO / Potere, in mano agli analfabeti (Andrea Camilleri)


Andrea CAMILLERI
scrittore, sceneggiatore e regista
Il potere in mano agli analfabeti
video 2min25

Secondo uno studio molto serio di due anni fa, in Italia ci sono 2 milioni di analfabeti totali, 13 milioni di semi-analfabeti, cioè gente che sa fare la propria firma ma non capisce ciò che legge, ed altri 13 milioni di analfabeti di riporto, ossia quelli che hanno perso l'uso della scrittura e della lettura. In totale 28 milioni, la metà degli italiani. La domanda è ovvia: queste persone, quando si recano a votare, su che cosa hanno basato le loro convinzioni? Su quanto hanno visto in televisione.

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giovedì 10 dicembre 2015

#LIBRI PIACIUTI / Certi momenti, di Andrea Camilleri (recensione di M. Ferrario)

Andrea CAMILLERI, Certi momenti, Chiarelettere, 2015
pagine 133, € 15,00, ebook € 5,99

Sapienza letteraria e cuore: così si affabula 
Siamo abituati ad associare Andrea Camilleri al suo commissario Montalbano: qui lo scrittore se n'è liberato e si permette di essere se stesso, lasciandosi andare ai ricordi più personali.

Il libro recupera 'certi momenti' della sua vita, riportando frammenti di un passato più o meno lontano: da quando lo scrittore, ragazzino, comincia a capire cosa sia il fascismo e se ne discosta, aderendo al partito comunista, agli amici dell'adolescenza, fino ai tempi della maturità professionale. 
Figure pubbliche importanti del mondo della cultura (come Benedetto Croce, Elio Vittorini, Primo Levi, Carlo Emilio Gadda, Stefano D'Arrigo, Livio Garzanti) si mescolano con personaggi comuni che sono stati significativi nella biografia dell'autore (Antonio, l'amico tra lo stralunato e l'anarchico; un vescovo, poco dogmatico e molto umano; una prostituta, disperata; un comandante di una nave-traghetto, che rischia la morte pur di salvare l'equipaggio, il coraggio di una cameriera di famiglia nel difendersi dagli assalti di un ufficiale tedesco...). 

La memoria è recuperata in forma di racconti e ne escono ritratti intensi, colorati, sempre nitidi, spesso commoventi, velati di dolcezza. Proposti con stile piano, semplice, accattivante, arguto, si leggono con gusto: l'atmosfera è tale che sembra di avere Camilleri seduto di fronte, nelle vesti di un vecchio nonno che racconta, e tu non finiresti mai di ascoltare, preoccupato solo di non interrompere anche solo con un gesto incontrollato la magia dell'affabulazione che si compie.

C'è ovviamente sapienza letteraria, ma anche e soprattutto cuore, come sempre quando il mestiere del narratore è sorretto da una sensibilità umana calda e genuina, mai retorica: il risultato di questa particolare miscela è una lettura che regala almeno due ore di diletto, vero e intelligente.

*** Massimo Ferrario, per Mixtura
«
«Che facoltà frequenti?» 
«Non mi sono iscritto all’università» mi rispose. 
«Non hai intenzione di continuare gli studi?» 
«Certo che sì, ma dopo.» 
«Dopo che?» 
«Dopo aver fatto il servizio militare.» 
«Scusa, non capisco.» 
«Vedi, se mi chiamano alle armi da studente universitario, dovrò per forza seguire il corso Allievi ufficiali.» 
«Embe’?» 
«Non voglio fare l’ufficiale, non mi piace dare ordini.» 
«Be’, se non fai l’ufficiale dovrai fare il soldato, cioè a dire dovrai ubbidire agli ordini.» 
Mi guardò con un sorriso furbesco: «Gli ordini si possono sempre aggirare». (...)

Nei due anni che seguirono Antonio non si dimostrò solo inadatto alla vita militare, ma anche alla vita comune. Era capace di restare impassibile e immobile durante un bombardamento continuando a non staccare gli occhi da ciò che stava leggendo. Non era coraggio, era una sorta di anarchica indifferenza a ciò che capitava attorno a lui. Forse sentiva oscuramente che non sarebbe vissuto a lungo. Morì, infatti, giovanissimo, alla fine del ’45, per un infarto che gli fece cadere dalle mani Oggi si vola di William Faulkner. (Andrea Camilleri, Certi momentiChiarelettere, 2015)

L’indomani sera andai a trovarla. Foffa era tutta vestita di nero, con un vestito che qualcuno le aveva prestato: le stava largo, l’insaccava. Aveva gli occhi rossi e gonfi di pianto, il volto devastato dal dolore. Non sapevo cosa dirle per confortarla, perciò le domandai perché avesse voluto vedermi. 
«Per salutarti» mi rispose. 
«Domani me ne vado. Ora non ho più bisogno di fare la buttana. Per la prima volta sono in grado di prendere una decisione in piena libertà. Per tutta la mia vita non ho fatto altro che obbedire alla volontà degli altri. Ora, finalmente, posso fare a modo mio. Posso decidere del mio futuro.» 
«Dove pensi di andare?» le domandai. 
«Non voglio dirlo a nessuno.» 
«Hai bisogno di soldi?» 
«No, ti ringrazio.» Si alzò. 
«Ti posso abbracciare?» mi chiese. 
Ci abbracciammo. Mi accompagnò alla porta. 
L’indomani mattina, che era domenica, scesi come al solito verso mezzogiorno per bere un aperitivo al caffè Castiglione. 
«La sentisti la notizia?» mi disse il mio amico Carmelo, che era il proprietario del caffè e che stava alla cassa. 
«Quale notizia?» 
«Foffa.» 
«Che ha fatto?» 
«Stanotte l’equipaggio di un peschereccio che stava rientrando ha intravisto una persona che dal molo si buttava a mare. Hanno cercato di soccorrerla, ma era molto buio e non sono riusciti a trovarla subito. Quando l’hanno vista era già troppo tardi. Hanno potuto solo recuperare il cadavere. Era Foffa.»  (Andrea Camilleri, Certi momentiChiarelettere, 2015)
»

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lunedì 1 giugno 2015

#MOSQUITO / Un pensare fascista (Andrea Camilleri)

C’è un modo di pensare, nell’italiano, che è ancora fascista: piace la prevaricazione, la sopraffazione. È un virus mutante, come quello dell’influenza. Si fa il vaccino e già il virus è cambiato. Noi italiani, è sgradevole dirlo, non amiamo i politici che ragionano e agiscono onestamente. Ferruccio Parri, un uomo mite, onesto, era appena stato nominato presidente del Consiglio e già tutta l’Italia lo chiamava ’Fessuccio’. Non piacciono, all’italiano, le persone dimesse: bello il luccicore delle divise, bella la parola tonante. Berlusconi no, non è un fascista. Ma ha un modo di proporsi, da gerarca, che piace molto perché è speculare a una certa mentalità italiana. I giudici scrivono: «Anche da presidente del Consiglio gestì una colossale evasione fiscale». In un Paese normale, questo avrebbe annullato Berlusconi; in Italia gli fa guadagnare voti.

*** Andrea CAMILLERI, 1925, scrittore, sceneggiatore, regista, intervistato da Silvia Truzzi, 'Il Fatto Quotidiano', 2 giugno 2013, ora in S. Truzzi, Un Paese ci vuole, Longanesi, 2015

giovedì 21 maggio 2015

#MOSQUITO / Vecchiaia (Andrea Camilleri)

In gioventù percepisci il tempo come un’entità astratta, nella maturità acquisti la nozione di un tempo in qualche modo collegato concretamente al tuo esistere, nella vecchiaia... 
Nella vecchiaia raggiungi la consapevolezza che il tempo è un flusso continuo che scorre al di fuori di te. Pare deprimente? Allora mettiamola così: il tempo è una giostra sempre in funzione. Tu sali su un cavalluccio o un’automobilina, fai un bel po’ di giri, poi con le buone o con le cattive ti fanno scendere.

*** Andrea CAMILLERI, 1925, scrittore, sceneggiatore, regista, Segnali di fumo,Utet, 2014



Di Andrea Camilleri, in questio blog
#Video #Poesie Civili, 10 poesie 'incivili', 22 gennaio 2015, qui

giovedì 22 gennaio 2015

#VIDEO #POESIE CIVILI / 10 poesie "incivili" (Andrea Camilleri)



Andrea CAMILLERI, 1925, scrittore, sceneggiatore, regista
10 poesie 'incivili' lette dall'autore, 1908
video, 7min02


Giugno 2008. 
In esclusiva per 'MicroMega' una feroce satira contro il fascismo strisciante di Berlusconi, Fini e Bossi e la non opposizione di Veltroni.
Un documento ormai storico.
Ma anche oggi non sembra così inattuale.
In questa Italia in cui il passato non passa mai. (mf)