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mercoledì 5 maggio 2021

#MOSQUITO / Resilienza, il pericolo di un termine alla moda (Andrea Colamedici e Maura Gancitano)

Ci sono espressioni che entrano nel linguaggio comune e che inizi a usare senza domandarti più quale sia il loro reale scopo e quanto, di conseguenza, ti influenzino. Una delle più diffuse e pervasive è la parola ‘resilienza’, considerata dai più come la panacea di ogni male e la via d’uscita perfetta dai nostri tempi oscuri, complessi e faticosi.
Bisogna impadronirsi della propria esistenza, non farsi sovrastare dagli avvenimenti, riuscire ad affrontare qualunque situazione spiacevole. 
Eppure, a guardarlo bene, il concetto di resilienza, così come viene di solito applicato, è la perfetta negazione di questi consigli.
Si tratta, infatti, di un termine mutuato inizialmente dall’ingegneria che ha attraversato la biologia, l’informatica, l’ecologia, la psicologia e che negli ultimi anni ha finito con il descrivere la capacità di resistere agli urti, di tornare a se stessi dopo aver vissuto un trauma o una deformazione. Come i metalli che subiscono manipolazioni ma poi tornano uguali a come erano prima, così devi fare anche tu. 
Come gli Sbullonati, quei pupazzetti degli anni Novanta ai quali si infliggevano sadicamente crash test e torture terribili, perché tanto tornavano sempre come prima (pezzo più, pezzo meno), così anche tu dopo ogni ko devi tornare in piedi.

L’idea malsana in questa interpretazione più diffusa del termine è quella di dover tornare a tutti i costi e il più in fretta possibile a una situazione di benessere. Adottarla senza spirito critico rischia di farci assorbire altre istanze: il rifiuto del dolore, della fatica, la mancata volontà di vivere la notte oscura, lo sforzo e l’incapacità di imparare a stare nelle difficoltà. La spinta a non concedersi mai uno spazio di buio e di oscurità: essere resilienti costringe a calcare perennemente il palcoscenico dell’esistenza senza potersi mai permettere il lusso di restare in disparte, di essere inefficienti, imperfetti, rotti. Perché il dolore non deve necessariamente diventare un dono da trasformare.
Talvolta, deve restare dolore, anche e soprattutto perché fa male. Non bisogna mostrarsi sempre più forti delle circostanze, adattabili a tutto, traslando un concetto del mondo fisico in un ideale morale verso cui slanciarsi.
Essere resilienti spesso rappresenta il desiderio che tutto ritorni a un mondo senza problemi, e non offre concrete azioni da compiere per cambiare le cose nel presente.
Il problema è che questo atteggiamento porta, alla fine, a rendersi funzionali al mondo, che può così masticare e scaricare ciò che sei senza rischi e rimorsi: tanto sei resiliente, sai trarre il meglio da ogni cosa. Nulla ti tocca davvero.
E così, a forza di assecondare i colpi della vita, a forza di fingere un piglio stoico senza esserlo davvero, come resiliente diventi semplicemente impotente. Sempre più bravo a rialzarti dopo la caduta. Fa bene, invece, fissare il suolo.
Come spiegano Evans e Reid in Resilient Life, la resilienza è parte del passaggio politico fondamentale da regime liberista a regime neoliberista; un nuovo fascismo con implicazioni disastrose e antiumaniste.

*** Andrea COLAMEDICI e Maura GANCITANO, filosofi, editori di Tlon, Prendila con filosofia. Manuale di fioritura personale, HarperCollins, 2021. Anche in facebook, 1 maggio 2021, qui


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sabato 20 luglio 2019

#MOSQUITO / Filosofia, il momento in cui comincerà (Andrea Colamedici, Maura Gancitano)

La filosofia è una navigazione, e navigare implica sempre la disposizione ad abbandonare la terraferma.
Se vuoi scoprire nuove terre e decidi di imbarcarti, a un certo punto accadrà questo: sarai sul mare e saprai di avere alle spalle la tua terra, ancora a portata di sguardo, e davanti a te qualcosa di nuovo è pericoloso; se ti volterai indietro potrai ancora vedere i lineamenti di ciò che per te vuol dire casa, sicurezza e abitudine, ma se vorrai scoprire nuove terre dovrai smettere di voltarti e andare avanti, sapendo che, se ti voltassi, vedresti solo il mare.
Quello sarà il momento in cui comincerà la filosofia: quando dietro di te non ci sarà più casa, e davanti non ci sarà ancora qualcosa.
Intorno solo l’ignoto, pronto a provocare esperienze di incredibile meraviglia.

*** Andrea COLAMEDICI, Maura GANCITANO, filosofi, editori di Tlon, Lezioni di Meraviglia, Tlon, 2017, citato in facebook, 18 luglio 2019, qui


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giovedì 11 luglio 2019

#SENZA_TAGLI / Nuova aristocrazia e vecchie brioche (Maura Gancitano)

Eppure è evidente di cosa dovrebbe parlare una politica sana, che è quello che la maggior parte delle persone chiede di risolvere da secoli: le diseguaglianze. Il problema della sinistra, non solo in Italia, è non averle risolte e aver risposto con un sorrisetto innocente a chi ne chiedeva conto. Ha voltato lo sguardo, ha tradito, ha espresso opinioni sempre più confuse e azioni contraddittorie. Le diseguaglianze scolastiche, economiche, sociali, di rappresentazione e rappresentanza, la distanza tra chi progetta il prossimo viaggio e chi non ha diritto alla casa fanno percepire che la differenza non è tra chi è nato qui e chi ci è arrivato, ma tra chi ha interesse a aumentare il livello minimo di benessere e chi ha dei privilegi di cui non si rende conto, parla un linguaggio incomprensibile alla maggior parte delle persone che abita questo Paese. È una nuova aristocrazia che continua - dopo più di due secoli di storia - a suggerire al “popolo” di mangiare brioche.

*** Maura GANCITANO, filosofa, direttore editoriale di Tlon, facebook, 10 luglio 2019, qui


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sabato 18 maggio 2019

#SENZA_TAGLI / No, non è normale (Maura Gancitano)

Ci sono tante notizie che andrebbero commentate e che non sono per niente “normali”, ma quella della professoressa sospesa dal servizio mi inquieta in modo particolare, perché significa che anche ciò che accade in una classe come tante in una scuola come tante può essere oggetto di controllo e punizione, se non rispetta l’autorità di chi ha il potere. Chiamiamo con il suo nome questo autoritarismo che porta a entrare in casa di una persona per togliere uno striscione, a chiedere i documenti a qualcuno che sta assistendo a un comizio senza applaudire, a presenziare alle presentazioni dei libri che criticano quel potere, a scrivere liste di persone non gradite, a invadere qualunque spazio possibile.
Non smettiamo di parlarne, non abbassiamo la guardia, non consideriamo normale tutto questo.

*** Maura GANCITANO, filosofa, direttore editoriale di Tlon, facebook, 17 maggio 2019, qui


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mercoledì 20 marzo 2019

#SENZA_TAGLI / Ma il 'politicamente corretto' non è ipocrisia (Maura Gancitano)

Si è diffusa l’idea che il politicamente corretto sia una coperta d’ipocrisia che serve a nascondere ciò che tutti pensano. “Il politicamente corretto mi impedisce di insultare questa persona per il suo aspetto fisico”, “il politicamente corretto mi impedisce di dire che questa persona è inferiore a me perché non segue la mia stessa religione”, “per colpa del politicamente corretto non posso dire che noi occidentali siamo superiori a tutti gli altri”. Quest’idea si basa sul fatto che chi non giudica le persone per le loro caratteristiche, non fomenta l’odio e non usa parole aggressive stia in realtà fingendo. No, non è finzione e non è ipocrisia. È attenzione, è rispetto di tutte e di tutti. Nel politicamente scorretto, invece, c’è il desiderio di ferire, fare male, distruggere al solo scopo di sentirsi più forti degli altri, far sentire gli altri sbagliati e inadeguati. L’ipocrisia è qui: nel considerare normale un modo di pensare e di parlare di cui bisognerebbe davvero vergognarsi.

*** Maura GANCITANO, filosofa, direttore editoriale di Tlon, facebook, 17 marzo 2019, qui


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giovedì 14 marzo 2019

#MOSQUITO / Performance e performer (Maura Gancitano, Andrea Colamedici)

Performance è un termine inglese e deriva dal verbo to perform, che significa “eseguire”. Chi vive nella società della performance è un performer interessato allo sviluppo del proprio progetto. Non lo è solo in ambito lavorativo, ma in ogni momento della sua vita. Desidera avere prestazioni sempre migliori, immaginare che domani sarà più di quello che è adesso. E per avere una performance migliore domani, oggi ha bisogno di un pubblico che lo guardi, dunque deve fare di tutto per essere visibile. 
Di conseguenza il tempo lavorativo e il tempo libero non sono più realmente separati, perché il datore di lavoro può licenziarti per un’idea che esprimi sul tuo profilo Twitter o assumerti per i video che hai caricato su YouTube, o per i tuoi interessi sportivi o spirituali, sebbene esulino dalla mansione per cui ti sei candidato. Non c’è cosa della tua vita che non possa far parte del tuo curriculum e del tuo lavoro. 
Nel lemma “performance” l’Enciclopedia Treccani indica «la realizzazione concreta di un’attività, di un comportamento, di una situazione determinata». È l’esibizione o il funzionamento di qualcosa, a cui segue necessariamente una valutazione positiva o negativa.

*** Maura GANCITANO, filosofa, direttore editoriale di Tlon, e Andrea COLAMEDICI, filosofo, editore di Tlon, La società della performance, Tlon, 2019


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mercoledì 30 gennaio 2019

#VIDEO / La società della performance (Maura Gancitano)


Maura GANCITANO
filosofa, direttrice editoriale di Tlon
La società della performance
facebook, gennaio 2019
video, 4min51

«Non siamo più semplicemente consumatori: siamo performer che conducono la propria esistenza come se conducessero un'azienda.»

Vedi anche il libro di Maura Gancitano e Andrea Colamedici, La società della performance. Come uscire dalla caverna, Tlon, 2019


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mercoledì 23 gennaio 2019

#SENZA_TAGLI / Fioritura personale e fioritura sociale (Maura Gancitano)

Tante persone hanno sviluppato una nausea nei confronti della politica. 
In effetti negli ultimi mesi non si è parlato d'altro, e qualunque sia la tua timeline ti trovi sempre addosso, giorno dopo giorno, gli stessi temi. Mi hanno detto "quando leggo PD, Grillo, Renzi smetto di leggere" e se da un lato riesco a capirlo dall'altro mi domando se sia questa la soluzione. 
Io non vedo una distanza tra fioritura personale e impegno civile. Vedo un ponte che però non stiamo riuscendo a creare, e per questo ci polarizziamo da una parte o dall'altra in un clima di scontro costante. Eppure la soluzione non è trincerarsi nelle proprie case e pensare a se stessi, ma creare questo ponte al di là dei leader che vogliono che parliamo sempre di loro, dei partiti che cercano il nostro consenso, della disinformazione e delle fake news. Recuperare le riflessioni sui temi, riportare all'attenzione le emergenze che non vengono affrontate - quella ambientale prima di tutto - ed evitare il più possibile la chiusura nel proprio interesse personale. Perché credo che la fioritura personale sia sempre anche una fioritura sociale.

*** Maura GANCITANO, filosofa, direttrice editoriale di Tlon, facebook, 21 gennaio 2019, qui


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martedì 1 gennaio 2019

#SENZA_TAGLI / Per il 2019 una fioritura personale che sia anche collettiva (Maura Gancitano)

Per il 2019 auguro a tutte e a tutti - e anche a me stessa - di desiderare tanto, di avere urgenza senza avere fretta, di scegliere uno scopo facile ma non semplice, di individuare gli ostacoli senza ingigantirli. Di trovare la giusta misura, la temperanza, di vivere momenti fertili e avere buoni propositi che non siano puro interesse personale. Una fioritura personale che sia una fioritura collettiva. Non possiamo controllare quasi niente, ma abbiamo allo stesso tempo una grande responsabilità.

*** Maura GANCITANO, filosofa, direttrice editoriale di Tlon, facebook, 31 dicembre 2018, qui


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lunedì 17 settembre 2018

#SENZA_TAGLI / Commuoversi ricorda che si è vivi (Maura Gancitano)

Fino a qualche anno fa non mi commuovevo mai. Ricordo poche occasioni di vera commozione, e quasi sempre dovute a qualcosa di triste. Poi si è rivoltato tutto, e più passa il tempo più mi riesce difficile nascondere questi momenti, che in genere mi colgono impreparata e che a volte sono costretta a dissimulare senza riuscirci. In un tempo cinico come quello in cui viviamo commuoversi può essere interpretato come un gesto di debolezza o di vanità, e in ogni caso viene interpretato, come se fosse difficile da metabolizzare, da accogliere per quello che è. La commozione ricorda che si è vivi e che ne vale la pena, e in genere non si serve dei grandi traguardi che raggiungiamo, del taglio del nastro alla fine della gara, ma di cose piccole che ci danno la misura del dono e della gratuità.

*** Maura GANCITANO, filosofa, direttrice editoriale di Tlon, facebook, 14 settembre 2018, qui


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sabato 25 agosto 2018

#SENZA_TAGLI / 'Fioritura', non 'crescita' personale (Maura Gancitano)

Quando si parla di “crescita personale” si rischia di veicolare il modo di pensare dello spirito di questo tempo: devi costantemente correre, crescere, accumulare, aumentare il “fatturato personale” come si fa con quello di un’azienda. Preferisco parlare di “fioritura personale”, come si usa in filosofia, perché ciascuno è un fiore diverso, ha un tempo diverso per sbocciare, non deve far finta di essere più di ciò che è, non ha niente da dimostrare. Un fiore può non essere ancora sbocciato, ma sotto la terra umida il bulbo sta compiendo tutti gli sforzi di cui è capace.

*** Maura GANCITANO, filosofa, direttrice editoriale di Tlon, facebook, 23 agosto 2018, qui


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