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venerdì 5 novembre 2021

#SGUARDI POIETICI / Di nuovo le parole (Titos Patrikios)

Le parole si riversano a migliaia
dai dizionari appena li apri
come formiche nere, rosse, bianche
quando calpesti un formicaio.
Come trovare, come scegliere
in quell’affollamento di parole
l’unica che serve,
come salvarsi dalla moltitudine
delle altre che ti si appiccicano addosso
cercando di sopravvivere.
Ma sotto la lingua le parole impronunciate,
le solitarie, che non escono dalla bocca,
quelle ti rodono dentro
lasciando carcasse rinsecchite
di uomini che tentarono di parlare
quand’era ormai troppo tardi.
Finché posso
combinare anche solo due parole
esisto.

*** Titos PATRIKIOS, 1928, poeta e scrittore greco, Di nuovo le parole, traduzione di Nicola Crocetti, da Il piacere della dilazione, 1992, in La resistenza dei fatti, Crocetti, 2007, in 'poesia in rete', 16 ottobre 2021, qui


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martedì 5 maggio 2020

#SGUARDI POIETICI / Debito (Titos Patrikios)

Tra tutta questa morte che è venuta e viene,
guerre, esecuzioni, processi, morte e ancora morte
malattie, fame, fatalità fatali,
amici e nemici assassinati da sicari,
stroncature sistematiche e necrologi pronti,
la vita che vivo è quasi un dono.
Un dono della sorte, se non un furto della vita altrui,
perché la pallottola a cui scampai non andò a vuoto
ma colpì l’altro corpo che si trovò al mio posto.
Così, come un dono immeritato, mi fu data la vita,
e tutto il tempo che mi resta
è come se mi fosse stato regalato dai morti
per narrare la loro storia.

*** Titos PATRIKIOS,  1928, poeta e scrittore greco, Debito, novembre 1957, traduzione di Nicola Crocetti, da Tirocinio (1956-1959), in La resistenza dei fatti, Crocetti Editore, 2007, in 'poesiainrete', 4 maggio 2020, qui


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giovedì 16 agosto 2018

#SGUARDI POIETICI / Rose perenni (Titos Patrikios)

La bellezza delle donne che ci hanno cambiato la vita
più profondamente di cento rivoluzioni
non si perde, non dilegua con gli anni
per quanto svaniscano i tratti
per quanto si deformino i corpi.
Resta nei desideri suscitati un tempo
nelle parole giunte anche in ritardo
nell’esplorazione incerta della carne
nei drammi mai venuti alla luce
nel riflettersi delle separazioni,
nelle identificazioni totali.
La bellezza delle donne che cambiano la vita
resta nelle poesie scritte per loro
rose perenni che effondono sempre lo stesso profumo,
rose perenni, come da sempre dicono i poeti.

*** Titos PATRIKIOS, 1928, poeta e scrittore greco, Rose perenni, traduzione di Nicola Crocetti, da Titos Patrikios, La resistenza dei fatti, Crocetti, 2007
Anche in 'losguardopoIetico', 325, 6 maggio 2014 (pubblicazione a circolazione riservata)


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venerdì 7 ottobre 2016

#SGUARDI POIETICI / Metro (Titos Patrikios)

Gli anni poi passeranno
masse di monti e pietra si frapporranno
tutto sarà dimenticato
come si dimentica il cibo quotidiano
che ci tiene in piedi.
Tutto, tranne quell’istante
in cui sul metrò affollato
ti aggrappasti al mio braccio.

*** Titos PATRIKIOS, 1928, poeta e scrittore greco, Metro, 1959, in La resistenza dei fatti, Crocetti editore, 2007.
Anche in 'ipoetisonovivi.com', 20 novembre 2014, qui