venerdì 30 novembre 2018

#SPOT / Il segreto del successo

(riscrittura di una citazione anonima inglese)

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#HUMOR / Il re e la regina

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#SCRITTE / Tust me

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#VIDEO / Giornalismo moderno (Antonio Albanese)


Antonio ALBANESE, 1964
attore, comico, cabarettista, scrittore, regista
Giornalismo moderno
dal film Tutto tutto niente niente, 2012
youtube, 27 marzo 2015 
video 1min10

Giornalismo moderno. Non è tutto così. Ma è molto (troppo) così (mf)

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#SGUARDI POIETICI / Sii il meglio di qualunque cosa tu sia (Douglas Malloch)

Se non puoi essere un pino sulla cima della collina,
sii un arbusto nella valle ma sii
il miglior piccolo arbusto sulla sponda del ruscello;
sii un cespuglio, se non puoi essere un albero.

Se non puoi essere un cespuglio, sii un ciuffo d’erba
e rendi più bella una strada maestra;
se non puoi essere un luccio, sii un pesce persico,
ma il pesce persico più vivace del lago!

Non possiamo essere tutti capitani, dobbiamo essere equipaggio,
c’è qualcosa da fare per tutti qui,
ci sono grandi compiti da svolgere e ce ne sono di più piccoli
e il compito che devi svolgere tu è il più vicino a te.

Se non puoi essere una strada maestra, sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole, sii una stella.
Non è con le dimensioni che vinci o perdi
sii il meglio di qualunque cosa tu sia.

*** Douglas MALLOCH, 1877-1938, poeta e scrittore statunitense, Be the best of whatever you are, trad. di N. Marini, in 'seieditrice.com', qui
https://en.wikipedia.org/wiki/Douglas_Malloch
Esiste anche una versione leggermente diversa attribuita  a Martin Luther King (vedi qui) 
Ma la poesia di Douglas Malloch è precedente.
Ecco comunque il testo originale di M.L. King:
"If you can't be a pine on the top of the hill, 
Be a shrub in the valley---but be 
The best little shrub at the side of the hill; 
Be a bush if you can't be a tree. 
We can't all be captains, 
We've got to be crew. 
There's something for all of us here; 
There is big work to do, and there's lesser to do 
And the task we must do is the near. 
If you can't be a highway, then just be a trail, 
If you can't be the sun, be a star; 
It isn't the size that you win or you fail--- 
Be the best of whatever you are." 


Testo originale di Douglas Malloch
If you can't be a pine on the top of the hill,
Be a scrub in the valley — but be
The best little scrub by the side of the rill;
Be a bush if you can't be a tree.

If you can't be a bush be a bit of the grass,
And some highway happier make;
If you can't be a muskie then just be a bass —
But the liveliest bass in the lake!

We can't all be captains, we've got to be crew,
There's something for all of us here,
There's big work to do, and there's lesser to do,
And the task you must do is the near.

If you can't be a highway then just be a trail,
If you can't be the sun be a star;
It isn't by size that you win or you fail —
Be the best of whatever you are!

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#VIDEO / Lo spot di Natale 2018 costato 50 euro (Phil Beatstall)


Lo spot di Natale costato 50 euro
Una voce dal passato
Phil Beatstall
fimmaker britannico
via reptv, 22 novembre 2018
video, 2min25

E' costato poco più di 50 euro questo video sul Natale che in pochi giorni ha registrato più di cinque milioni di visualizzazioni su Facebook. Un successo inaspettato. L'autore, il filmmaker professionista britannico Phil Beatstall, 32 anni, lo ha pubblicato nei giorni in cui la Gran Bretagna si emozionava per il maxi spot per le festività dei grandi magazzini John Lewis, con protagonista Elton John. La pubblicità targata John Lewis, stando alle indiscrezioni, è costata almeno 7 milioni di sterline, l'equivalente di 7,8 milioni di euro.
Il giorno di Natale, il protagonista ascolta un nastro registrato da sua madre, morta molti anni prima: si tratta dell'ultima cassetta che la donna ha lasciato a suo figlio e contiene un messaggio speciale.
Molti utenti dei social network, dopo aver visto il video, hanno chiesto a Phil Beatstall di girare uno spot ufficiale per il prossimo anno. ''Non è sempre necessario un budget enorme - ha spiegato il regista Beatstall -  basta una narrativa di forte impatto che trasmetta un messaggio''.
(dalla presentazione)

Un po' srappalacrime, ma per Natale 'ci sta'... (mf)


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#SENZA_TAGLI / I brutti da confronto (Andrea Colamedici)

C’era un mio amico bruttino che andava in giro sempre con compagni veramente brutti, ma aiutatemi a dire brutti. “Sono i brutti da confronto”, mi spiegava citando una teoria che aveva fatto propria. “Io sono normale, ma rispetto a loro sono bello. Quando andiamo a bere insieme io spicco a confronto con loro”.

Ecco, alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle stanno riuscendo in un’impresa che reputavo sinceramente impossibile, calandosi nei panni del brutto da confronto. Dopo aver ascoltato decine di orrori, gaffe, sfondoni, frasi e modi arroganti, ignoranti e ridicoli, cominciano a starmi quasi simpatici personaggi che prima guardavo solo con disgusto e un certo schifo, e che ora mi sembrano donne e uomini di grande buon senso, competenza e umanità. Giornalisti e politici mediocri mi sembrano giganti a confronto con tanta pochezza, che distrugge tutti gli intenti migliori del Movimento, che pure ha all’interno qualche anima bella (ma sempre più disperata).
E non sono questi vecchi politici e giornalisti a essere cambiati: sono rimasti i soliti idioti.
È che il confronto con vari attuali ministri e sottosegretari rende quasi simpatico perfino uno come Sallusti (ho detto quasi).

*** Andrea COLAMEDICI, filosofo, editore di Tlon, facebook, 29 novembre 2018, qui


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#VIGNETTE / Ultimo tango ad Arcore (Natangelo)

NATANGELO, 1985
 'Il Fatto Quotidiano', 29 novembre 2018, qui

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giovedì 29 novembre 2018

#HUMOR / Laura e Giovanna (Stefano Benni)

via facebook, 16 ottobre 2018, qui

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#SPOT / Il drago di plastica (Rethink Plastic)

via facebook, 28 novembre 2018, qui

L'Ong ambientalista Rethink Plastic ha installato un drago di cartapesta alto tre metri davanti alla Commissione europea a Bruxelles. 
Il motivo? Chiedere la messa al bando dei materiali plastici da tutta l'Ue.

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#FOTO / Coppia a Napoli, 1950 (Guido Giannini)

Guido GIANNINI, 1930
fotografo
Coppia a Napoli, 1950
dalla rete

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#VIGNETTE / Fissato (Stefano Tartarotti)

Stefano TARTAROTTI
facebook, 26 novembre 2018, qui

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#BREVITER / Chi deve difendere chi (mf)

MasFerrario, facebook, 29 novembre 2018

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#SGUARDI POIETICI / Passa lontano (Marilina Giaquinta)

Passa lontano
il rumore della vita,
che il cielo 
non sa guarire 
né riempire di inizi 
e mi resta solo 
quest'ora straniera 
in cui ogni parola
sembra perduta.

*** Marilina GIAQUINTA, facebook, 28 novembre 2018, qui


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#VIDEO / Cyberbullismo, mai più un banco vuoto (Dlvbbdo)


Mai più un banco vuoto
Cyberbullismo
youtube, Fareperbene Onlus, 30 aprile 2018
video, 3min16

Sarebbe da proiettare in ogni scuola... (mf)

«Un ragazzo su dieci tenta il suicidio perché vittima di cyberbullismo e in una scuola su due il bullismo in Italia si manifesta quotidianamente, secondo i dati Censis. Partendo da questi bilanci da vera emergenza sociale e dai terribili episodi di cronaca degli ultimi mesi, «Fare X bene onlus» ha deciso di accendere i riflettori sull’importanza della sensibilizzazione e della prevenzione in ogni ambito della nostra società e in particolare nelle scuole, partendo da Milano, attraverso la realizzazione di un cortometraggio originale ed emozionante. Per fare ciò, dando voce direttamente ai ragazzi e al loro mondo, ha chiesto aiuto a partner di eccellenza internazionale, capaci di unire professionalità e creatività a cuore e sensibilità, e insieme hanno ideato un emozionante corto, ispirato alla vera storia di Carolina Picchio e dedicato a tutte le vittime di cyberbullismo. 
L’idea creativa è di Dlvbbdo, l’agenzia guidata dai direttori creativi esecutivi Stefania Siani e Federico Pepe, e hanno lavorato alla realizzazione del progetto i client creative directors, Luca Ghilino e Giuseppe Pavone. La regia è stata affidata a Federico Brugia, da anni al fianco dell’onlus nella battaglia contro ogni forma di discriminazione e violenza di genere e tra pari, così come l’executive producer, Lorenzo Cefis, e la Filmmaster Productions, casa di produzione del corto, che sarà on air sul web e in tv a partire dalla fine di aprile.
da 'corriere.it', 29 aprile 2018, qui


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#SENZA_TAGLI / Gentilezza napoletana (Marianna Aprile)

Un paio di settimane fa sono stata a Napoli. Facendo manovra, ho graffiato il paraurti di una Bmw parcheggiata. Ho lasciato un biglietto in cui mi costituivo e lasciavo i miei contatti al proprietario. 
Quando mi ha chiamato, mi ha ringraziato e mi ha detto che avrebbe portato l’auto a riparare da un carrozziere di mia fiducia. 
Non avendone uno a Napoli, ho chiesto in giro ad amici napoletani. 
Ma mentre loro provavano a trovarmene uno non troppo lontano dal quartiere in cui vive il signore della Bmw, lui mi ha chiamato per chiedermi se per me andasse bene un carrozziere, suo paziente, che per gratitudine nei suoi confronti mi avrebbe fatto pagare solo la vernice. L’equivalente di una pizza per due a Milano.

Perché lo scrivo? Perché se non avessi lasciato quel biglietto, cioè se non fossi stata onesta, non avrei scoperto che nel palazzo dei miei amici di Napoli vive un medico così gentile che i suoi pazienti appena possono sono gentili con lui. E indirettamente con me, che vivo a 800 km di distanza.

A me è parsa proprio una cosa bella assaje.

*** Marianna APRILE, facebook, 27 novembre 2018, qui


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#VIGNETTE / Grazie al cielo (Walter Leoni)

Walter LEONI
facebook, 25 novembre 2018, qui

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mercoledì 28 novembre 2018

#VIDEO / Appello a Mattarella, sì ai No-Tav e no al Decreto Sicurezza (Teresa Piergiovanni)


Teresa PIERGIOVANNI
Presidente Consiglio Studenti Università di Torino
Inaugurazione anno accademico
Mattarella non firmi il Decreto Sicurezza
reptv, 26 novembre 2018
video, 2min53


"Noi stiamo con le comunità che ogni giorno lottano per i propri territori, come il Movimento No Tav in Val di Susa, che ha una frontiera chiusa e invalicabile per chi emigra, ma aperta a una grande opera inutile e dannosa come il tav". 
Così la presidente del Consiglio degli studenti dell'Università di Torino, Teresa Piergiovanni, all'inaugurazione dell'anno accademico al teatro Carignano di Torino, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella. 
Assieme alle frasi contro l'alta velocità anche un appello a Mattarella: "Le chiedo a nome della comunità studentesca che qui rappresento di non firmare il Decreto legge sicurezza e immigrazione".
Video di Alessandro Contaldo

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#VIGNETTE / Un'altra carovana (Martin Two Bulls)

Martin TWO BULLS sr
cartoonist e grafico nativo americano
appartenente alla tribù di Oglala Lakota nel South Dakota
da 'gocomics.com', 27 ottobre 2018, qui
e via facebook, 28 ottobre 2018, qui

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#SPOT / Il nemico

via facebook, 26 novembre 2018, qui

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#SGUARDI POIETICI / Canto senza risposta (Nichita Stănescu)

Perché mai ti amerò, donna sognatrice,
che ti avvolgi intorno a me come fumo, come una vite
intorno al mio petto, alle mie tempie,
sempre tenera, sempre ondeggiante?

Perché mai ti amerò, donna delicata
come un filo d’erba che taglia in due
la luna estiva, gettandola in acqua,
divisa da se stessa
come due innamorati dopo un abbraccio?…

Perché mai ti amerò, occhio malinconico,
sole castano che sorgi dalla mia spalla,
trascinando dietro di te un cielo di profumi
con nubi sottili, senza ombra?

Perché mai ti amerò, ora indimenticabile,
che invece dei suoni
metti in fuga intorno al mio cuore
una mandria di puledri dalle criniere ribelli?

Perché mai ti amerò tanto, amore,
vortice di stagioni che colorano un cielo
(sempre diverso, sempre vicino)
come una foglia cadente. Come un respiro appannato dal gelo.

*** Nichita STĂNESCU, 1933-1983, saggista e e poeta rumeno, Canto senza risposta, traduzione di Fulvio del Fabbro e Alessia Tondini, da Una visione dei sentimenti, 1964,  in Nichita Stanescu, La guerra delle parole, Le Lettere, Firenze, 1999, segnalato in 'bibliotecafondazionebo', 6 novembre 2015,  qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Nichita_St%C4%83nescu


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#SENZA_TAGLI / Mafia e maschismo, si nasce immischiati (Michela Murgia)

Succede sempre così: i giorni dopo la giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne parecchi uomini con intenzioni anche solidali si mettono regolarmente a dire: "però basta con questa colpevolizzazione del maschile in sé, non siamo tutti maschilisti, io per esempio non lo sono, non ho mai picchiato una donna, non voglio scusarmi per le colpe di un intero genere. Ciascuno risponda di sé." 

E' un po' più complicato di così. 

Nascere maschi in un sistema patriarcale e maschilista è un po' come essere figli maschi di un boss mafioso. Non sai nemmeno cosa sia la mafia, ma da quel momento tutto quello che mangerai, berrai, vestirai verrà dall'attività mafiosa. E' colpa tua se sei nato in casa di un mafioso? Ovviamente no. Non sei tu il capomafia, non hai fondato tu la cosca, non hai murato bambini nei piloni, non hai ucciso giudici con l'esplosivo, non spacci droga e non chiedi il pizzo a nessuno. Però vivi lì e se hai occhi e orecchie da un certo punto in poi non potrai più dire: non sapevo con chi stavo vivendo. Hai indossato gli abiti che nessuno dei tuoi amici poteva permettersi, hai studiato in scuole esclusive, quando sei stato male ti ha accolto la sanità che nessun sistema statale può offrire, non hai mai preso un pugno da un compagno né una nota sul registro quando il pugno lo hai dato tu e la gente per strada ti saluta con un rispetto che nessuna delle tue azioni giustificherebbe. Fino a quando potrai fare finta che tutto questo avvenga per ragioni diverse dal fatto che sei figlio del boss? Verrà un momento in cui avrai davanti tre scelte possibili e due sono molto chiare: tradire il boss o diventare il boss. Ce n'è però una terza, più sfumata e furba: restare "figlio del boss" senza assumersi responsabilità operative, godendo lo stile di vita che deriva dall'attività criminale senza però commettere mai direttamente un crimine. Altri uccideranno, altri spacceranno e faranno prostituire, altri si comprometteranno. Tu continuerai a dire: "cosa c'entro io? Perché guardi me? Non ho mai ammazzato nessuno, mai nemmeno tirato di coca, figurati venderla!" Per tutta la vita si può mangiare miele senza dover essere l'ape e arrogarsi il diritto di essere considerati responsabili solo delle PROPRIE azioni. 

E' innocenza? No, perché il sistema mafioso si regge da sempre sulla pacifica passività di migliaia di persone che di mestiere non fanno i mafiosi. La legittimazione della mafia è implicita nella mancanza di reazione ostile di chi accanto al mafioso vive e forse persino prospera. L'unica risposta onesta alla mafia è combattere la mafia, non lasciarla lavorare senza immischiarsi. Come nel maschilismo, si nasce già immischiati. Nessuno è innocente se crede di dover rispondere solo di sé.

*** Michela MURGIA, scrittrice, facebook, 27 novembre 2018, qui


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#MUSICHE & TESTI / Porta Romana Bella (Lucio Dalla, Francesco Gucccini, Roberto Vecchioni)


PORTA ROMANA BELLA
Dalla, Guccini, Vecchioni 
live in osteria, 1977
video 2min59
Lucio DALLA , 1943-2012
Francesco GUCCINI, 1940
Roberto VECCHIONI, 1943


Porta Romana bella, porta Romana,
ci stan le ragazzine che te la danno,
ci stan le ragazzine che te la danno:
prima la buonasera e poi la mano.
E gettami giù la giacca ed il coltello
che voglio vendicare il mio fratello,
e voglio vendicare il mio fratello,
e gettami giù la giacca ed il coltello.
La via a San Vittore l'è tuta sasi,
l'ho fatta l'altra sera a pugni e schiaffi.
L'ho fatta l'altra sera a pugni e schiaffi.
la via a San Vittore l'è tuta sasi.
La via Filangeri l'è un gran serraglio,
la bestia più feroce l'è 'l commissario.
La bestia più feroce l'è 'l commissario,
la via Filangeri l'è un gran serraglio.
In via Filangeri gh'é una campana:
'gni volta che la sona l'è 'na cundana.
'Gni volta che la sona l'è 'na cundana,
in via Filangeri gh'é una campana.
Prima faceva il ladro e poi la spia,
e adesso è delegato di Polizia.
E adesso è delegato di Polizia,
prima faceva il ladro e poi la spia.
O luna che rischiari le quattro mura:
rischiara la mia cella ch'è tanto scura,
rischiara la mia cella ch'è tetra e nera;
la gioventù più bella morì in galera.
O luna, luna, luna che fai la spia:
bacia la donna d'altri, ma non la mia.
Amore, amore, amore, amore un corno,
di giorno mangio e bevo, di notte dormo.
Ci sono tre parole in fondo al cuore:
la gioventù, la mamma ed il primo amore.
La gioventù la passa, la mamma muore
e restet cume un pirla col primo amore.
Porta Romana bella, porta Romana,
ci stan le ragazzine che te la danno,
ci stan le ragazzine che te la danno:
prima la buonasera e poi la mano.

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#VIDEO / Auschwitz e gli italiani (Primo Levi)


Auschwitz e gli italiani
Primo LEVI, 1919-1987
scrittore, testimone dei lager, 
The Vision, facebook, novembre 2018
video, 1min37

«Vorrei che gli italiani ricordassero e sapessero questo: Auschwitz era la realizzazione del fascismo. Era il fascismo integrato e completato, il suo coronamento.»


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martedì 27 novembre 2018

#PROVERBI / Lo zar è buono (proverbio russo)


Proverbio russo famoso, anche citato da Rosaria Castelletti, Linea diretta con Vladimir Putin: "Le sanzioni? Sbagliano a vederci come avversari", 'la Repubblica', 7 giugno 2018, qui

#VIDEO / Lo spot di Natale (Elton John)


Elton JOHN
Lo spot di Natale
(The Boy and the Piano)
reptv, 15 novembre 2018
video, 2min19

"Che piacere essere parte di questo fantastico spot. È stata un'occasione importante per riflettere sulla mia vita e carriera, partendo da quando iniziai a suonare il piano che mi regalò mia madre. È stato splendido, ho amato ogni minuto del video". 
Elton John commenta così la pubblicità realizzata, come consuetudine all'avvicinarsi del Natale, dai grandi magazzini di lusso John Lewis & Partners.

Nel video, intitolato 'The boy and the piano' ('Il ragazzo e il piano'), che farà scendere più di una lacrima non solo ai fan del cantautore che da tempo ha annunciato il tour di addio alle scene, la vera protagonista è 'Your Song', la prima hit scritta con il paroliere Bernie Taupin. La musica accompagna i ricordi di Elton, immortalato al giorno d'oggi, a ritroso nel tempo, mentre la canzone attraversa le varie fasi della sua carriera, prima nel 1988 e nel 1986, poi nel 1975-76 e nel 1970-71 fino ad arrivare all'adolescente Reg Dwight intento ad allietare i clienti del pub dove suonava e, infine, sul palco durante una recita scolastica.
Nel finale, Elton è un bimbo che riceve dalla madre Sheila il tanto atteso piano su cui imparò a suonare grazie alla zia Winn. Appare una frase: "Alcuni regali sono più di un semplice regalo".
(a cura di Valeria Rusconi)
Video: John Lewis & Partners


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#SPOT / Gli impiegati non lasciano cattivi lavori

"Gli impiegati non lasciano cattivi lavori.
Lasciano cattivi capi"
dalla rete

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#BREVITER / Dire 'cambiare', praticare 'abbindolare' (mf)

MasFerrario, facebook, 27 novembre 2018

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#SGUARDI POIETICI / Tutti gli addii ho compiuto, 59 (Rainer Maria Rilke)

Tutti gli addii ho compiuto. Tante partenze
mi hanno formato fino dall’infanzia.
Ma torno ancora, ricomincio,
nel mio ritorno si libera lo sguardo.

Mi resta solo da colmarlo,
e quella gioia impenitente
d’avere amato cose somiglianti
a quelle assenze che ci fanno agire.


*** Rainer Maria RILKE, 1875-1926, poeta, scrittore, drammaturgo austriaco di origine boema, 59 (Tutti gli addii ho compiuto), da Poesie francesi, Crocetti Editore, 1999, traduzione di Roberto Carifi. 
Riprodotto in 'poesiainrete', 24 maggio 2018, qui


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Testo originale (59)
Tous mes adieux sont faits. Tant de départs 
m’ont lentement formé dès mon enfance. 
Mais je reviens encor,  je recommence, 
ce franc retour libère mon regard.

Ce qui me reste, c’est de le remplir, 
et ma joie toujours impénitente 
d’avoir aimé des choses ressemblantes 
à ces absences qui nous font agir.
Rainer Maria Rilke, da Rainer Maria Rilke, Poèmes français, H. Kaeser, 1944

#VIDEO / Potere, i due modi per annichilire il dissenso (Michela Murgia)


Michela MURGIA, 1972
scrittrice
I due modi con cui il potere annichilisce il dissenso
reptv, 25 novembre 2018
video 2min01

Come si annientano le voci scomode? La scrittrice Michela Murgia individua due strade. "Il silenzio, quello cercato dai regimi autoritari che mettono in prigione o al confino i dissidenti". E poi c'è il meccanismo opposto. "In un sistema ipertecnologico dove siamo tutti iperconnsessi, per far perdere peso a una parola basta affiancarla a milioni di altre che la soffocano e non la fanno più sentire". In questo clima "non esiste più la verità, ma le versioni". E mentre ci illudiamo di partecipare democraticamente al dibattito pubblico, l'opinione di uno vale uno, cioè vale l'altra, cioè vale niente.
(video di Andrea Lattanzi)


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#RITAGLI / Femminismo e politica (Elisabetta Sgarbi)

[D: Si sente femminista? Per una donna avere potere è diverso che per un uomo?] 
«Sono certa della superiorità femminile senza bisogno di essere femminista, né di rivendicarlo. Però conosco anche una “ferocia femminile” che non amo».  

[D: Lei ha fatto l’assessore, cosa ne pensa delle derive populiste della politica oggi? Si sente ancora a sinistra?] 
«Facevo l’assessore indipendente di sinistra, ma era un altro mondo. Io penso che ci siano argomenti fondamentali su cui dividersi: la redistribuzione della ricchezza, la centralità assoluta dei Beni Culturali, la scuola, l’Università, il diritto ad uguali possibilità di lavoro, l’accoglienza, la difesa dei corpi intermedi, a cominciare dal Parlamento. Tutti aspetti che vedo più a sinistra, ma magari la mia lente è deformata. Soprattutto non tollero la semplificazione. La politica è l’arte complicatissima di tenere in equilibrio molte cose. Per paradosso, do fiducia a un politico quando - oltre a fare promesse - dice anche che sarà molto difficile realizzarle».

*** Elisabetta SGARBI, 1965, editrice di La Nave di Teseo, scrittrice e regista cinematografica, intervistata da Raffaella Silipo, Elisabetta Sgarbi, " Sicura della superiorità femminile, ma non amo la ferocia di certe donne, 'La Stampa', 24 novembre 2018


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#VIGNETTE / Conte e il debito con l'Europa (Fulvio Fontana)

Fulvio FONTANA
vignettista
facebook, 25 novembre 2018, qui

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lunedì 26 novembre 2018

#HUMOR / Dizionario di marketing per milanesi

(dalla rete)

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#VIDEO / Famiglia è (Erica Labelle)


Erica LABELLE (e i bambini dell'asilo)
argentina, insegnante di musica in un asilo nido di Olavarrìa
Familia es
(Conosciamo i nostri diritti)
FacsoProducciones, youtube, 7 novembre 2018
video 2min36


... Famiglia è mamma e papà, 
o due mamme o due papà, 
nonni, zii, cugini e amici. 
E' l'amore che conta qui ...

Una canzone diventata virale e (ovviamente) subito oggetto di polemiche... (mf)


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#BREVITER / Curiosa quell'epoca in cui (Sara L. Canu)

via facebook, 26 novembre 2018, qui

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#SPOT / Bibbia e violenza contro le donne (Uaar)

UAAR, via facebook, 25 novembre 2018, qui
Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

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#SGUARDI POIETICI / A coloro che verranno (Bertolt Brecht)

1.
Davvero, vivo in tempi bui!
La parola innocente è stolta. Una fronte distesa
vuol dire insensibilità. Chi ride,
la notizia atroce
non l'ha saputa ancora.

Quali tempi sono questi, quando
discorrere d'alberi è quasi un delitto,
perchè su troppe stragi comporta silenzio!
E l'uomo che ora traversa tranquillo la via
mai più potranno raggiungerlo dunque gli amici
che sono nell'affanno?

È vero: ancora mi guadagno da vivere.
Ma, credetemi, è appena un caso. Nulla
di quel che fo m'autorizza a sfamarmi.
Per caso mi risparmiano. (Basta che il vento giri,
e sono perduto).

"Mangia e bevi!", mi dicono: "E sii contento di averne".
Ma come posso io mangiare e bere, quando
quel che mangio, a chi ha fame lo strappo, e
manca a chi ha sete il mio bicchiere d'acqua?
Eppure mangio e bevo.

Vorrei anche essere un saggio.
Nei libri antichi è scritta la saggezza:
lasciar le contese del mondo e il tempo breve
senza tema trascorrere.
Spogliarsi di violenza,
render bene per male,
non soddisfare i desideri, anzi
dimenticarli, dicono, è saggezza.
Tutto questo io non posso:
davvero, vivo in tempi bui!

2.
Nelle città venni al tempo del disordine,
quando la fame regnava.
Tra gli uomini venni al tempo delle rivolte,
e mi ribellai insieme a loro.
Così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.

Il mio pane, lo mangiai tra le battaglie.
Per dormire mi stesi in mezzo agli assassini.
Feci all'amore senza badarci
e la natura la guardai con impazienza.
Così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.

Al mio tempo le strade si perdevano nella palude.
La parola mi tradiva al carnefice.
Poco era in mio potere. Ma i potenti
posavano più sicuri senza di me; o lo speravo.
Così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.

Le forze erano misere. La meta
era molto remota.
La si poteva scorgere chiaramente, seppure anche per me
quasi inattingibile.
Così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.

3.
Voi che sarete emersi dai gorghi
dove fummo travolti
pensate
quando parlate delle nostre debolezze
anche ai tempi bui
cui voi siete scampati.

Andammo noi, più spesso cambiando paese che scarpe,
attraverso le guerre di classe, disperati
quando solo ingiustizia c'era, e nessuna rivolta.

Eppure lo sappiamo:
anche l'odio contro la bassezza
stravolge il viso.
Anche l'ira per l'ingiustizia
fa roca la voce. Oh, noi
che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza,
noi non si potè essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuta l'ora
che all'uomo un aiuto sia l'uomo,
pensate a noi
con indulgenza.


*** Bertolt BRECHT, 1898-1956, scrittore drammaturgo e poeta tedesco, A coloro che verranno, 1938, traduzione di Roberto Fertonani, da Svendborger Gedichte, 1939, in 'canzoni contro la guerra',  qui (testo musicato da Hanns Eisler)
https://de.wikipedia.org/wiki/Hanns_Eisler


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1.
Wirklich, ich lebe in finsteren Zeiten!
Das arglose Wort ist töricht. Eine glatte Stirn
Deutet auf Unempfindlichkeit hin. Der Lachende
Hat die furchtbare Nachricht
Nur noch nicht empfangen.

Was sind das für Zeiten, wo
Ein Gespräch über Bäume fast ein Verbrechen ist.
Weil es ein Schweigen über so viele Untaten einschließt!
Der dort ruhig über die Straße geht
Ist wohl nicht mehr erreichbar für seine Freunde
Die in Not sind?

Es ist wahr: ich verdiene noch meinen Unterhalt.
Aber glaubt mir: das ist nur ein Zufall. Nichts
Von dem, was ich tue, berechtigt mich dazu, mich sattzuessen.
Zufällig bin ich verschont. (Wenn mein Glück aussetzt
Bin ich verloren.)
Man sagt mir: Iß und trink du! Sei froh, daß du hast!

Aber wie kann ich essen und trinken, wenn
Ich dem Hungernden entreiße, was ich esse, und
Mein Glas VVasser einem Verdurstenden fehlt?
Und doch esse und trinke ich.

Ich wäre gern auch weise.
In den alten Büchern steht, was weise ist:
Sich aus dem Streit der Welt halten und die kurze Zeit
Ohne Furcht verbringen.

Aber ohne Gewalt auskommen
Böses mit Gutem vergelten
Seine Wünsche nicht erfüllen, sondern vergessen
Gilt für weise.
Alles das kann ich nicht:
Wirklich ich lebe in finsteren Zeiten!

2.
In die Städte kam ich zur Zeit der Unordnung
Als da Hunger herrschte.
Unter die Menschen kam ich zur Zeit des Aufruhrs
Und ich empörte mich mit ihnen.
So verging meine Zeit
Die auf Erden mir gegeben war.

Mein Essen aß ich zwischen den Schlachten.
Schlafen legte ich mich unter die Mörder.
Der Liebe pflegte ich achtlos
Und die Natur sah ich ohne Geduld.
So verging meine Zeit
Die auf Erden mir gegeben war.

Die Straßen führten in den Sumpf zu meiner Zeit.
Die Sprache verriet mich dem Schlächter.
Ich vermochte nur wenig. Aber die Herrschenden
Saßen ohne mich sicherer, das hoffte ich.
So verging meine Zeit
Die auf Erden mir gegeben war.

Die Kräfte waren gering. Das Ziel
Lag in großer Ferne.
Es war deutlich sichtbar, wenn auch für mich
Kaum zu erreichen. So verging meine Zeit
Die auf Erden mir gegeben war.

3.
Ihr, die ihr auftauchen werdet aus der Flut
In der wir untergegangen sind
Gedenkt
Wenn ihr von unseren Schwächen sprecht
Auch der finsteren Zeit
Der ihr entronnen seid.

Gingen wir doch, öfter als die Schuhe die Länder wechselnd
Durch die Kriege der Klassen, verzweifelt
Wenn da nur Unrecht war und keine Empörung.

Dabei wissen wir doch:
Auch der Haß gegen die Niedrigkeit
Verzerrt die Züge.
Auch der Zorn über das Unrecht
Macht die Stimme heiser. Ach, wir
Die wir den Boden bereiten wollten für Freundlichkeit
Konnten selber nicht freundlich sein.
Ihr aber, wenn es soweit sein wird
Daß der Mensch dem Menschen ein Helfer ist
Gedenkt unsrer
Mit Nachsicht.

#SENZA_TAGLI / La faciloneria ideologica di molti maschi (Ida Dominijanni)

Lotta di classe sì lotta di classe no lotta di classe forse. La faciloneria ideologica con cui tanti compagni (maschi) sono saliti in cattedra per definire la rivolta dei gilet gialli in Francia mi lascia sbigottita. E mi fa pensare a un testo di Chiara Zamboni che scrive che le donne si lasciano ‘ toccare’ dagli eventi prima di esprimersi ( cosa spesso scambiata per colpevole ‘silenzio delle donne’ dai media). Quando accadono cose inedite ci sono due modi per reagire: mettersene in ascolto, farsene attraversare, sentire che cosa provocano in noi. Oppure imbrigliarle nella prima cosa ideologica che ci viene in mente, difendendoci così, oltretutto, dal loro impatto.

*** Ida DOMINIJANNI, 1954, giornalista, facebook, 19 novembre 2018, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Ida_Dominijanni



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#MOSQUITO / A me questa cosa del buonismo (Zerocalcare)

A me questa cosa del buonismo mi fa impazzire. Sono cresciuto con Guerre stellari dove i buoni e i cattivi sono delineati in maniera chiara: sarà un linguaggio semplice e lineare ma io non ho dubbi.
Voglio fare la parte dei buoni.
Avrò le mie contraddizioni ma i buoni e i cattivi ci sono.
Anche i buoni, però, possono perdere la pazienza.

*** ZEROCALCARE, 1983, fumettista, citato in 'strisciarossa', 17 novembre 2018, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Zerocalcare


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#VIGNETTE / Conte a cena con Juncker (Natangelo)

NATANGELO,  1985
'Il Fatto Quotidiano', 25 novembre 2018, qui

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domenica 25 novembre 2018

#FILASTROCCHE / Non parlare se non sai (Germana Bruno)

Non parlare se non sai,
chiedi, studia e lo saprai: 
se non hai mai visto il mare
non puoi dir come nuotare,
ma se sei deciso e audace,
fai un bel tuffo e diventa capace.
Giudicare chi è bagnato
non è giusto, nè garbato:
prova a star tu senza ombrello
e vedrai che non è bello,
non puoi dar dello sciattone
a chi è in quella condizione.
Non parlar se non conosci,
guarda, ascolta, incontra ed esci:
se stai chiuso nel tuo guscio
di nient'altro sarai conscio,
ogni cosa prende un senso
se ci stai infilato dentro.

*** Germana BRUNO, insegnante e scrittrice, facebook, 19 novembre 2018, qui


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#HUMOR / Salva l'acqua e...

via pinterest

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#LINGUA_ITALIANA / La pronuncia dei nomi

facebook, 23 novembre 2018, qui

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#SPOT / Simply

via facebook, 4 luglio 2018, qui

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#SGUARDI POIETICI / Non mio (Czesław Miłosz)

Fingere tutta la vita che il loro sia il mio mondo,
e sapere quanto infamante sia tale finzione.
E tuttavia che fare? Se mi mettessi a urlare
e a profetare, nessuno sentirebbe.
Non a questo servono i loro microfoni, gli schermi.
Altri simili a me vagano per le strade
e parlano da soli. Dormono al parco, sopra una panchina,
o nei sottopassaggi, sull’asfalto. Troppo poche le carceri
per rinchiudervi tutti i poveri del mondo.
Sorrido e taccio. Ormai sono al sicuro.
Sedermi a un tavolo di eletti – questo mi riesce bene.

*** Czesław MIŁOSZ, 1911-2004, poeta e saggista polacco, premio Nobel per la letteratura nel 1980, Non mio, traduzione di Andrea Ceccherelli, da Il cagnolino lungo la strada, Adelphi, 2002. Riprodotto in 'poesiainrete', 22 novembre 2018, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Czes%C5%82aw_Mi%C5%82osz


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Testo originale (Nie mój)

Całe życie udawać, że mój ten ich świat,
I wiedzieć, że hańbiące takie udawanie.
Ale co mogę zrobić? Gdybym wrzasnął
I zaczął prorokować, nikt by nie usłyszał.
Nie na to ich ekrany, mikrofony.
Tacy jak ja błądzą ulicami
I mówią do siebie. Śpią na ławkach w parku,
W pasażach na asfalcie. Bo więzień za mało,
Żeby pozamykać wszystkich ubogich.
Uśmiecham się i milczę. Mnie już nie dopadną.
Do stołu z wybranymi zasiadać – to umiem.

Czesław Miłosz, da Piesek przydrożny, Krakow: Znak, 1997

#SENZA_TAGLI / Internet, qualche consiglio (Vera Gheno)

Alcuni semplici consigli per vivere felici e connessi e senza rughe:
1) leggere oltre il titolo e le prime righe, fino in fondo;
2) assicurarsi di aver capito;
3) farsi venire qualche dubbio in più se quanto letto è funzionale ai propri pregiudizi;
4) quando si risponde o si commenta, chiedersi l'effetto che faranno sugli altri le proprie parole;
5) convogliare con la massima chiarezza possibile il proprio pensiero;
6) ricordarsi che si può scegliere anche il silenzio: non occorre avere una propria opinione ed esporla per forza.

*** Vera GHENO, sociolinguista, autrice (con Bruno Mastroianni) di Tienilo acceso, Longanesi, 2018, facebook, 23 novembre 2018, qui


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#VIGNETTE / L'Europa non ci abbandonerà (Vauro)

VAURO, 1955
'Il Fatto Quotidiano', 24 novembre 2018, qui

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#SPOT / Siamo le nipoti delle streghe

Roma, contro la violenza sulle donne, 24 novembre 2018
via facebook, 24 novembre 2018, qui

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