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martedì 14 aprile 2020

#SGUARDI POIETICI / Di pomeriggio uno scroscio di pioggia (Jaroslav Seifert)

Di pomeriggio uno scroscio di pioggia
fece profumare anche l’erba pesta
e la sera, piena di primaverile malinconia,
lenta s’univa alla notte.

L’organetto tagliuzzava da tempo
una nuova canzone
quando tra le ali del cigno
entrò la ragazza dal bracciale d’argento.

Notai il suo polso
perché abbracciò il collo del cigno
e i suoi occhi
schivavano il mio sguardo avido.

Finalmente mi lanciò un’occhiata
ed ebbe un piccolo sorriso
per farmi poi un cenno con la mano
e infine mandarmi un bacio.
Fu tutto lì.

Aspettai che apparisse di nuovo
per saltar su da lei durante la corsa,
ma le ali restarono vuote.

Talvolta gli amori sembrano un fiore
di papavero selvatico,
non riesci a portarteli a casa.

Quella volta però le due lampade
sibilavano come serpe contro serpe,
due serpenti l’uno verso l’altro,
e io invano corsi
dietro le sue gambe

nel vasto buio.

*** Jaroslav SEIFERT,  1901-1986, poeta e giornalista ceco, da La colonna della peste, 1980, traduzione di Alena Wildová Tosi, in 'il canto delle sirene', 11 aprile 2020, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Jaroslav_Seifert


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martedì 16 gennaio 2018

#SGUARDI POIETICI / Ho veduto una sola volta (Jaroslav Seifert)

Ho veduto solo una volta
un sole così insanguinato.
E poi mai più.
Scendeva funesto sull’orizzonte
e sembrava
che qualcuno avesse sfondato la porta dell’inferno.
Ho domandato alla spècola
e ora so il perché.

L’inferno lo conosciamo, è dappertutto
e cammina su due gambe.
Ma il paradiso?
Può darsi che il paradiso non sia null’altro
che un sorriso
atteso per lungo tempo,
e labbra
che bisbigliano il nostro nome.
E poi quel breve vertiginoso momento
quando ci è concesso di dimenticare velocemente
quell’inferno.

*** Jaroslav SEIFERT, 1901-1986, poeta e giornalista ceco, Ho veduto una sola volta, da Vestita di luce, Einaudi, 1986, traduzione di Sergio Corduas, segnalato in 'internopoesia', 21 gennaio 2015, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Jaroslav_Seifert


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