Visualizzazione post con etichetta _Borgna Eugenio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta _Borgna Eugenio. Mostra tutti i post

venerdì 15 novembre 2019

#MOSQUITO / Nostalgia e rimpianti, ciò che unisce e ciò che separa (Eugenio Borgna)

... Non si può vivere senza attese, e senza speranza, ma anche senza nostalgia: senza ripercorrere i pensieri che ci portano verso il passato, verso i passaggi dell'anima, verso gli umbratili ricordi degli orizzonti dei ricordi, che hanno dato un senso alla vita.
La nostalgia vive del passato, e del passato vivono anche i rimpianti, ma come distinguere questi da quella? Se il dimorare nel passato riavvicina nostalgia e rimpianti, qualcosa di essenziale li separa: nel rimpianto si rimpiange qualcosa che non c’è più, e quello che si rimpiange si cerca disperatamente di cancellarlo dalla memoria, mentre quello di cui si ha nostalgia continua a vivere nella memoria, e a dare un senso alla vita...

*** Eugenio BORGNA, 1930, medico, psichiatra, saggista, Il tempo e la vita, Feltrinelli, 2015, citato in facebook, 15 ottobre 2019, qui



In Mixtura i contributi di Eugenio Borgna qui
In Mixtura ark #Mosquito qui

domenica 7 ottobre 2018

#MOSQUITO / L'ascolto gentile (Eugenio Borgna)

Le parole, diceva lo scrittore austriaco Hugo von Hofmannsthal, sono creature viventi. Ci sono infiniti modi di confrontarsi con loro. L’ascolto gentile non è astratto, è semplicemente aperto alla comprensione di ciò che viene detto. Il rapporto nasce se condiviso da una parte da chi parla, e sta sempre chiedendo aiuto in modo esplicito o implicito; dall’altra, da chi ascolta, con una sola condizione preliminare: la capacità d’attenzione, che richiede tempo e rinuncia a parte di sé. Simone Weil la considerava una forma di preghiera. 

[D: A 87 anni, cosa ha imparato il professor Borgna, non solo dal rapporto con i pazienti?]
Che la cultura conta poco: si può essere psichiatri senza avere questa capacità, ed essere persone semplici con quell’innata intuizione di conoscenza che passa sulle onde delle emozioni. Poi ho imparato che le donne ascoltano con maggiore attenzione. E, soprattutto, ho colto i molti significati che si nascondono nelle parole che s’interrompono, messe nel frigorifero del silenzio. Chiuse in un sorriso, in una lacrima. Sarà anche per questo che leggere la poesia aiuta: chi ama Rilke o Leopardi è chiamato alla percezione degli stati d’animo.

*** Eugenio BORGNA, 1930, medico, psichiatra, saggista,  dichiarazione a Edoardo Vigna, giornalista, Abbiamo smesso di ascoltare?, '7', 18 giugno 2018, qui


In Mixtura i contributi di Eugenio Borgna qui
In Mixtura ark #Mosquito qui

martedì 19 luglio 2016

#CIT / Fragilità (Eugenio Borgna), con Alberto Giacometti


da Cinzia Pilosio, 'facebook', 19 luglio 2016
Eugenio BORGNA, 1930
medico, psichiatra, saggista
 https://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Borgna

Alberto GIACOMETTI, 1901-1966
scultore, pittore, incisore svizzero
https://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Giacometti

In Mixtura altri 6 contributi di Eugenio Borgna qui

martedì 8 marzo 2016

#MOSQUITO / Le parole, un immenso potere (Eugenio Borgna)

[D: Cosa rappresentano le parole per un medico come lei?]
Le parole hanno un immenso potere. Ci sono parole troppo dure e violente. Troppo inumane. Che i medici, non tutti per fortuna, rivolgono al malato. E ci sono parole in grado di aiutare l'altro. Le mie parole sono state anche domande a me stesso e agli altri. Sono i dubbi e le incertezze che ho seminato lungo la mia lunga vita.

*** Eugenio BORGNA,1930, medico, psichiatra, saggista,  intervistato da Antonio Gnoli, "L'anima non guarisce mai del tutto, le resta sempre accanto un'ombra", 'la Repubblica', 26 maggio 2014

LINK intervista integrale qui


In Mixtura altri 5 contributi di Eugenio Borgna qui

sabato 5 marzo 2016

#MOSQUITO / Guarigione, in psichiatria (Eugenio Borgna)

[D: Cos'è per lei la guarigione?]
Parlando di guarigione in psichiatria c'è il rischio di sconfinare in una segreta violenza.

[D: Cioè?]
Intesa in senso dogmatico la guarigione vorrebbe sanare tutto; risolvere ogni problema legato alla malattia.

[D: E invece?]
La guarigione assoluta, in psichiatria, è solo un gesto totalitario. L'altra faccia, se vuole, del modo in cui la scienza dell'anima si è lungamente accanita sul corpo del malato. Senza pudore né dignità. Personalmente sono convinto che la guarigione avvenga anche quando i sintomi della malattia continuano a manifestarsi. Si può guarire continuando ad avere accanto quest'ombra.

[D: Non ha mai temuto di essere lei stesso avvolto o sfiorato da quell'ombra?]
Mi sta chiedendo se il peso di ciò che ho sostenuto in questi lunghi anni mi abbia in qualche modo coinvolto più del dovuto?.

[D: Sì. Nel senso che se si fa propria la sofferenza del paziente cade ogni distinzione]
Viene meno la distanza e con essa ci si apre alla sofferenza dell'altro. Penso anche che la sofferenza sia una condizione necessaria alla via della conoscenza.

*** Eugenio BORGNA, 1930, medico, psichiatra, saggista, intervistato da Antonio Gnoli, Eugenio Borgna: "L'anima non guarisce mai del tutto, le resta sempre accanto un'ombra", 'la Repubblica', 26 maggio 2014

LINK intervista integrale qui


In Mixtura altri 4 contributi di Eugenio Borgna qui

martedì 16 giugno 2015

#MOSQUITO / Medici, il dovere di chiedere perdono (Eugenio Borgna)

Il dovere di chiedere perdono, quando si fa il medico, è sempre più importante, oggi, nella misura in cui il dilagare della tecnologia conduce alla fatale disumanizzazione del malato. Non sempre si ascoltano i pazienti, non sempre nemmeno li si guarda, divorati dalla fretta di giungere alla diagnosi con i soli strumenti tecnologici e, in ogni caso, alla sola farmacoterapia. Non si ha tempo di condividere il dolore e l’angoscia, la tristezza e la inquietudine, la timidezza e la solitudine di una paziente, o di un paziente. Ciascuno di noi, e non solo in psichiatria, è continuamente esposto al rischio di essere portatore di una violenza, certo, involontaria ma radicalmente antiterapeutica. La violenza delle parole che non testimoniano umana partecipazione e speranza; la violenza delle parole e dei gesti che non rispettano il silenzio e il pudore; la violenza della indifferenza e della noncuranza; la violenza delle comunicazioni che non tengano conto delle attese e del dolore dei pazienti. La illusione, direi, di potere (di dovere) dire la “verità”, ogni (talora apparente) verità a chi sta male; dimenticando l’invito alla prudenza e alla discrezione che rinascono da alcune bellissime parole di Hugo von Hofmannsthal: come è difficile dire la verità senza mentire. Quanti motivi ci sono perché ciascuno di noi non possa non chiedere perdono ai pazienti per le cose, anche tecnicamente adeguate, che siano state fatte senza carità e senza amore. 

*** Eugenio BORGNA, 1930, medico psichiatra e saggista, Le emozioni ferite, Feltrinelli, 2009.


In questo blog, altri 3 contributi-video di Eugenio Borgna qui

giovedì 28 maggio 2015

#VIDEO #PSY / La solitudine dell'anima (Eugenio Borgna, Umberto Galimberti)



Eugenio BORGNA, 1930, psichiatra di matrice fenomenologica
Umberto GALIMBERTI, 1942, filosofo e psicoanalista di matrice junghiana
La solitudine dell'anima - Libreria Feltrinelli Duomo, Milano, 1 febbraio 2011
video, 59min22


Nel primo quarto d'ora del video, l'introduzione all'intervento di Eugenio Borgna è affidata a Umberto Galimberti.
Ecco alcuni frammenti della sua presentazione::
«Eugenio Borgna, in quanto psichiatra fenomenologico, è da sempre 'contro' la psichiatria organicistica,  che continua a dominare il campo. (...)
La psichiatria fenomenologica incontra il paziente non rispondendo alla domanda che cos'è la depressione, che cos'è la schizofrenia, m vedendo di capire la modalità specifica con cui 'io sono depresso', 'io sono schizofrenico' . (...)
La psichiatria non è una scienza. Perché si è scienza solo quando si oggettiva. E l'uomo non è oggettivabile. (...)
La psichiatria fenomenologica non ha mai avuto una ordinariato di cattedra all'università perché il farmaco non è rifiutato, ma non è la prima mossa terapeutica. (...)
Borgna distingue, nella Solitudine dell'anima, due tipi di solitudine: aperta e chiusa.» (U. Galimberti)

Eugenio Borgna parte dall'assunto che la poesia è uno strumento fondamentale per capire la vita interiore umana. Cita due versi di Emily Dickinson che lo hanno accompagnato, «come stelle comete» (dice), nella riflessione durante la stesura de libro.
Un primo verso dice: "Non c'è una sola solitudine ma molte solitudini che restano ignorate".
Un secondo verso, ancora più «abbagliante, reciso e rivoluzionario» (l'aggettivazione è di Borgna), afferma: "Forse sarei più sola senza la mia solitudine".
Le parole del relatore procedono calde, ricche, emozionali nello scavo del tema oggetto del libro. 
Il periodare, generoso e abbondante, richiede un certo impegno nell'ascolto, anche per una tonalità di voce che tende all'uniformità. Lo stile è allo stesso tempo strutturato e (positivamente) destrutturato e segue un vocabolario ampio, intenso, fortemente metaforico. 
Se si investe in attenzione costante si viene ripagati dalla quantità (e qualità) di stimoli che si ricevono: si 'sente', ascoltando il relatore, che i suoi pensieri non sono solo acquisizioni teoriche, ma il frutto dell'esperienza viva e partecipe di chi ha incontrato e affrontato per una vita la follia nella professione. (mf)

NB:
(1) - Ecco il link al testo, citato nell'intervento di Eugenio Borgna, di Luciana Sica, La solitudine come rifugio ai tempi dei social network, 'la Repubblica', 18 gennaio 2011, http://bit.ly/1sCmxo2
(2) - Eugenio Borgna, La solitudine dell'anima, Feltrinelli, 2011 (ebook 2014)

mercoledì 4 febbraio 2015

#VIDEO / Le virtù fragili (Eugenio Borgna)


Eugenio BORGNA, 1930, psichiatra di matrice fenomenologica
Le virtù fragili, Festivaletteratura, 4 settembre 2014
video, 29min10

Eugenio Borgna è uno degli psichiatri italiani più importanti del secolo scorso: per la sua azione sul campo e per la ricerca attenta, rigorosa e illuminante sull'anima umana, anche riversata in libri di particolare lucidità e intensità.
Questo intervento prende spunto dal libro La fragilità che è in noi, Einaudi, 2014. (mf)

«Qual è il senso di un discorso sulla fragilità? Quello di riflettere sugli aspetti luminosi e oscuri di una condizione umana che ha molti volti e, in particolare, il volto della malattia fisica e psichica, della condizione adolescenziale - con le sue vertiginose ascese nei cieli stellati della gioia e della speranza, e con le sue discese negli abissi dell'insicurezza e della disperazione -, ma anche il volto della condizione anziana, lacerata dalla solitudine e dalla noncuranza, dallo straniamento e dall'angoscia della morte. La fragilità, negli slogan mondani dominanti, è l'immagine della debolezza inutile e antiquata, immatura e malata, inconsistente e destituita di senso; e invece nella fragilità si nascondono valori di sensibilità e di delicatezza, di gentilezza estenuata e di dignità, di intuizione dell'indicibile e dell'invisibile che sono nella vita, e che consentono di immedesimarci con più facilità e con più passione negli stati d'animo e nelle emozioni, nei modi di essere esistenziali, degli altri da noi.» (Eugenio Borgna, da  La fragilità che è in noi, Einaudi, 2014).


In Mixtura altri contributi di Eugenio Borgna qui

mercoledì 28 gennaio 2015

#VIDEO #PSY / La solitudine dell'anima


Eugenio BORGNA, 1930, psichiatra di matrice fenomenologica
Corrado AUGIAS, 1935, giornalista, saggista, scrittore
La solitudine dell'anima, conversazione con C. Augias
RaiTre, "Le storie. Diario italiano", 7 aprile 2011
video, 24min14

Una conversazione 'intensa' sul tema della solitudine.
Profondo, come sempre, Eugenio Borgna, ben coordinato e stimolato da Corrado Augias.
La conferma che la televisione può essere non solo futilità o, peggio, 'spazzatura'. (mf) 

Libro di riferimento:
* Eugenio Borgna, La solitudine dell'anima, Feltrinelli, 2011

La solitudine è una condizione ineliminabile dalla vita: e in essa si riflettono desideri di riflessione e di contemplazione, di tristezza e di angoscia, di silenzio e di preghiera, di attesa e di speranza." La solitudine interiore, la solitudine creatrice, e la solitudine dolorosa, la solitudine-isolamento, sono i due aspetti tematici con cui si manifesta nella nostra vita l'esperienza radicale della solitudine. Questo libro si confronta con i modi con cui l'una e l'altra forma di solitudine si intrecciano, e si separano, nella vita di ogni giorno, nelle esperienze del dolore e della paura, della felicità perduta e della vita mistica; ma anche nelle aree delle esperienze poetiche, della sofferenza psichica, della malattia e del mistero del vivere, e del morire. (dalla presentazione del libro) 

° ° °
Tutti i libri del professor Eugenio Borgna, psichiatra di fama internazionale, hanno indagato il mistero della sofferenza umana, nei vari aspetti della malattia psichica:dalla schizofrenia all'ansia, dalla malinconia alla depressione; ma sempre con cuore attento ad ogni vibrazione dell'anima e della mente umana: quindi anche alle emozioni, alle attese, alle speranze che nutrono il vivere quotidiano delle persone, sane o malate che siano.
In quest'ultima opera,è l'universo sconfinato delle varie solitudini che viene affrontato, anche con l'ausilio di apporti culturali diversi, che sconfinano nella filosofia, nella religione, nel cinema e nella musica, nella letteratura, citando nomi eccelsi di intellettuali che hanno esplorato più le intermittenze del cuore che le diverse forme della razionalità.
La solitudine è cosa ben diversa dall'isolamento, che Eugenio Borgna definisce "come solitudine negativa, in cui si è chiusi in se stessi, perduti al mondo e alla trascendenza nel mondo".
Mentre la solitudine arricchente, come il silenzio,"è esperienza interiore che ci aiuta a vivere meglio la nostra vita di ogni giorno..in essa avvertiamo l'importanza della riflessione e della meditazione,della sensibilità e della carità, delle attese e della speranza, della contemplazione e della preghiera.
"Quali sono invece le cause che inducono a isolarsi, a chiudersi in "una prigione senza porte"?
Borgna ne elenca molte: "la malattia depressiva, la mancanza o la perdita di persone amate, la dissolvenza di ruoli sociali significativi... ma anche la nostra indifferenza e la nostra noncuranza, la nostra desertificazione emozionale, il nostro rifiuto dell'amore. E ancora il dolore fisico, le crisi di fede, la timidezza, i sensi di colpa,  l'acutizzarsi di conflitti sociali, l'angoscia".
Nell'esplorare i più diversi percorsi umani, dalla mistica alla ricerca della felicità perduta, dall'immaginazione poetica al baratro della malattia e della morte, Borgna arriva infine a dare della solitudine una visione positiva e salvifica. (Alida Airaghi, poetessa, recensione al libro, Ibs, http://bit.ly/1C5mzIx)