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mercoledì 10 ottobre 2018

#MOSQUITO / Anima (Thomas Moore)

Anima è la parte più profonda dell’emozione e del pensiero, l’autentico fondamento della nostra vita, la fonte della nostra identità. Ci permette di vivere una vita significativa, e non può essere spiegata attraverso gli studi sul cervello, con la genetica o le altre scienze. Una persona con anima è individuale, viva, autentica, ed è capace di relazionarsi profondamente con l’altro. Anima è enigmatica e non può essere definita o spiegata esaustivamente. Vivere a contatto con Anima significa apprezzare il mistero del tua individualità e quello del mondo. La tua vita è parte della vita collettiva, così se hai cura della tua anima sarà naturale aver cura dell’anima mundi.

*** Thomas MOORE, 1940, psicoanalista statunitense allievo di James Hillman, laureato in scienze religiose, ex monaco, saggista, intervistato da Michele Mezzanotte, Pianeti interiori, 'L'anima fa arte', 11 novembre 2017, qui
https://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Moore_(spiritual_writer)


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lunedì 15 gennaio 2018

#CIT / Anima, le contraddizioni (Adolf Guggenbühl-Craig)

Adolf Guggenbühl-Craig, 1923-2008
psicoanalista di matrice junghiana
da Il vecchio stolto e la corruzione del mito, Moretti & Vitali, 1997
da 'l'animafaarte', 6 gennaio 2018, facebook, qui

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mercoledì 13 dicembre 2017

#MOSQUITO / L'anima, i due mondi (Carl Gustav Jung)

L’anima vostra è bisognosa perché il suo mondo è inaridito. Se guardate fuori di voi vedrete il bosco lontano, i monti e ancora più in alto il vostro sguardo si aprirà agli spazi siderali. E se guardate dentro di voi vedrete anche qui cose vicine, lontane e infinite perché il mondo interiore è altrettanto infinito di quello esterno. Allo stesso modo in cui, tramite il vostro corpo, partecipate della natura multiforme del mondo, così tramite l’anima vostra partecipate della natura multiforme del mondo interiore. Questo mondo interno è davvero infinito e per nulla più povero di quello esterno. L’essere umano vive contemporaneamente in due mondi. Chi è folle vive qui o là, mai però sia qui che là.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Il Libro Rosso, scritto nel corso degli anni 1913-1930, 2009, Bollati Boringhieri, 2012-2014.


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martedì 3 ottobre 2017

#MOSQUITO / Anima, cosa intendere (James Hillman)

Per "anima" io intendo, prima di tutto, più che una sostanza, una prospettiva, più che una cosa in sé, una visuale sulle cose. Questa prospettiva è riflessiva; essa media gli eventi e determina le differenze tra noi stessi e tutto ciò che accade. Tra noi e gli eventi, tra l'agente e l'azione, c'è un momento riflessivo - e fare anima significa differenziare questa zona intermedia.
È come se la coscienza poggiasse su un sostrato dotato di esistenza autonoma e di immaginazione - un luogo interno o una persona più profonda o una presenza costante - che continua ad esserci anche quando tutta la nostra soggettività, il nostro io, la nostra coscienza si eclissano. L'anima si dimostra un fattore indipendente dagli eventi nei quali siamo immersi.

*** James HILLMAN, 1926-2011, psicoanalista, filosofo, Re-visione della psicologia, 1975, Adelphi, 1983, segnalato da Valentina Marroni, 'facebook', 25 settembre 2017, qui


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martedì 2 maggio 2017

#MOSQUITO / Psiche, quando l'anima scompare (James Hillman)

Nota bene.
Quando la psicologia diviene una specializzazione e la psiche è divulgata in un libro di testo, l'anima scompare. Quando l'anima cade sotto il controllo dell'università, nello spirito laico illuministico, essa perde ogni realtà, ogni sostanza, e qualsiasi rilevanza per la vita. La psicologia accademica è stata, perciò, una psicologia senz'anima fin dall'inizio. Forse tutto questo era inevitabile, dal momento che sono necessarie due vie per osservare i fenomeni. Forse era inevitabile che l'intero movimento della psicoanalisi si svolgesse fuori del mondo accademico e che i primi istituti di didattica psicoanalitica fossero indipendenti dalle università, perchè queste non volevano avere nulla a che fare con le concezioni psicoanalitiche. La psicoanalisi rimise la psiche al centro della psicologia riconoscendole un potere pieno ed autonomo. E va osservato che, curiosamente, non appena la psicoanalisi si avvicina al mondo accademico e si affilia con cliniche e dipartimenti universitari, essa perde l'anima.

*** James HILLMAN, 1926-2011, psicoanalista, filosofo statunitense, Il mito dell'analisi, citato da 'L'anima fa arte', 'facebook', 26 marzo 2017, qui


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giovedì 12 gennaio 2017

#MOSQUITO / Paesi, l'anima (Tahar Ben Jelloun)

L’anima è qualcosa che non si vede, non si tocca, ma che si percepisce senza poterlo spiegare né descrivere. È uno stato che ci svela a noi stessi in situazioni fortemente emotive o che risveglia nel nostro intimo frammenti di una memoria lontana. È ciò che persiste e resiste al tempo, soprattutto quando anche la memoria collettiva se ne nutre. 

Ci sono paesi che ci incantano e altri che ci maltrattano o sono una pena per gli occhi e ci danno l’ emicrania, dipende dalla nostra disposizione ad accogliere quello che ci viene presentato. Impossibile restare indifferenti alla scoperta di un paese. Quando poi si tratta del paese natale, la posta in gioco è molto alta perché bisogna andare oltre e scoprire quanto siamo coinvolti, quanto le nostre radici fanno parte della terra e del suo potenziale. 

L’anima non si dà, non si concede, non svela niente della sua intimità. È in noi o non è. Un paese è ciò che siamo nel momento in cui lo visitiamo. Nessuno è capace di catturare tutta la ricchezza, tutte le complessità, le contraddizioni di un territorio popolato da gente di cui non parla la lingua e che conosce solo di fama o grazie ai libri. 

In francese esiste un’espressione particolarmente mostruosa: «Ho fatto il Marocco, l’anno prossimo farò il Messico!» Fare un paese. Un modo scorretto e, soprattutto, volgare di sostituire la parola «scoprire» o semplicemente «viaggiare». Non facciamo un paese, sono piuttosto i paesi a farci o disfarci, tutto dipende dal nostro grado di sensibilità e dal nostro coinvolgimento. Bisognerebbe quindi bandire per sempre questa espressione così irritante e decisamente infelice. 

*** Tahar Ben JELLOUN, 1944, scrittore marocchino, Marocco, romanzo, Einaudi, 2010


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venerdì 7 ottobre 2016

#SENZA_TAGLI / Giovani e vecchi (Daniela Fregosi)


Daniela FREGOSI
consulente, formatrice, blogger
attivista, fondatrice di 'Afrodite K La voce dei lavoratori autonomi che si ammalano',
'facebook', 29 settembre 2016

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lunedì 26 settembre 2016

#MOSQUITO / Incapacità, a trasferirsi individualmente nell'anima di un altro (Carl Gustav Jung)

La stragrande maggioranza degli uomini è totalmente incapace a trasferirsi individualmente nell’anima di un altro. E’ questa un’arte rarissima, che non è mai molto sviluppata. Anche l’uomo che presumiamo di conoscere meglio, e che ci conferma di essere da noi perfettamente compreso, è per noi, tutto sommato, un estraneo. E’ diverso, è un altro. Il massimo e il meglio che noi possiamo fare è di indovinare, almeno, quest’altro, rispettandolo e guardandolo dalla soverchiatrice stupidità di volerlo interpretare.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico, psichiatra e psicoanalista, antropologo svizzero, L’io e l’inconscio, 1928, Bollati Boringhieri, 2012


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giovedì 26 maggio 2016

#PIN / Mal d'anima (MasFerrario)

#MOSQUITO / L'anima, cos'è (Carl Gustav Jung)

Mia cara signora, mi pare che entrambi concordiamo sul fatto che fisica e scienza abbiano effettivamente conquistato il mondo. Resta da chiedersi però se l’anima ne abbia tratto qualche vantaggio. Come le è noto, io pratico una psicologia naturalistica, che si potrebbe definire un’anatomia comparata dell’ anima. Il presupposto è che l’anima sia qualcosa di reale: l’anima infatti possiede una realtà propria, della quale non ci si può liberare semplicemente ignorandola. Essa è per me un fenomeno inesauribile, anche se non so assolutamente che cosa sia in sé e ho soltanto una vaga idea di cosa non sia. L’unica cosa di cui ho certezza è che essa sa esprimere la totalità dei cosiddetti processi psichici. Guardi attorno a sé, non avrà difficoltà a riconoscere come l’anima sia all'origine di tutte le difficoltà apparentemente insolubile che si accumulano sotto i nostri occhi. Per tale motivo mi è sempre stato a cuore gettare un ponte, o almeno osare un tentativo in tal senso, tra le due discipline che si assumono concretamente la responsabilità della cura dell’ anima: la teologia da un lato e la psicologia dall’altro. Per quanto diverso sia il loro punto di partenza, esse si incontrano nell’anima empirica dell’individuo. Forse non bisognerebbe darsi troppa pena per definire il valore dell’anima perché questo è rappresentato dalla nostra esistenza. Mi creda. Sinceramente suo, C.G. Jung.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, lettera ad un'amica, citato da  Gian Piero Quaglino e Augusto Romano, Nel giardino di Jung, Raffaello Cortina Editore, 2010
https://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Gustav_Jung


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domenica 10 gennaio 2016

#MOSQUITO / Plusvalore, d'anima (Silvia Vegetti Finzi)

La psicologia non condivide le spiegazioni causa effetto dei fenomeni fisici. Le modalità di reazione sono innumerevoli e ciascuno vive a modo suo eventi che possono sembrare simili. L'importante è ammettere la sofferenza, elaborarla e condividerla senza ricorrere alle scappatoie della negazione. Solo quando si sia percorso il tunnel del dolore si può approdare alla luce di una ritrovata serenità e ottenere quel «plusvalore d'anima» che ci rende, nei confronti di se stessi e degli altri, più consapevoli, responsabili, empatici e generosi. 

*** Silvia VEGETTI FINZI, 1938, psicologa e docente di psicologia dinamica, Si può ancora essere felici, Edizione I Corsivi Corriere della Sera, ebook, 2013.


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venerdì 13 novembre 2015

#MOSQUITO / Paesi, l'anima (Tahar Ben Jelloun)

L’anima è qualcosa che non si vede, non si tocca, ma che si percepisce senza poterlo spiegare né descrivere. È uno stato che ci svela a noi stessi in situazioni fortemente emotive o che risveglia nel nostro intimo frammenti di una memoria lontana. È ciò che persiste e resiste al tempo, soprattutto quando anche la memoria collettiva se ne nutre.
Ci sono paesi che ci incantano e altri che ci maltrattano o sono una pena per gli occhi e ci danno l’ emicrania, dipende dalla nostra disposizione ad accogliere quello che ci viene presentato. Impossibile restare indifferenti alla scoperta di un paese. Quando poi si tratta del paese natale, la posta in gioco è molto alta perché bisogna andare oltre e scoprire quanto siamo coinvolti, quanto le nostre radici fanno parte della terra e del suo potenziale.
L’anima non si dà, non si concede, non svela niente della sua intimità.È in noi o non è. Un paese è ciò che siamo nel momento in cui lo visitiamo. Nessuno è capace di catturare tutta la ricchezza, tutte le complessità, le contraddizioni di un territorio popolato da gente di cui non parla la lingua e che conosce solo di fama o grazie ai libri.
In francese esiste un’espressione particolarmente mostruosa: «Ho fatto il Marocco, l’anno prossimo farò il Messico!» Fare un paese. Un modo scorretto e, soprattutto, volgare di sostituire la parola «scoprire» o semplice-mente «viaggiare». Non facciamo un paese, sono piuttosto i paesi a farci o disfarci, tutto dipende dal nostro grado di sensibilità e dal nostro coinvolgimento. Bisognerebbe quindi bandire per sempre questa espressione così irritante e decisamente infelice. 

*** Tahar Ben JELLOUN, 1944, scrittore, poeta, saggista marocchino, Marocco, romanzo, Einaudi, 2010