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martedì 2 maggio 2017

#MOSQUITO / Psiche, quando l'anima scompare (James Hillman)

Nota bene.
Quando la psicologia diviene una specializzazione e la psiche è divulgata in un libro di testo, l'anima scompare. Quando l'anima cade sotto il controllo dell'università, nello spirito laico illuministico, essa perde ogni realtà, ogni sostanza, e qualsiasi rilevanza per la vita. La psicologia accademica è stata, perciò, una psicologia senz'anima fin dall'inizio. Forse tutto questo era inevitabile, dal momento che sono necessarie due vie per osservare i fenomeni. Forse era inevitabile che l'intero movimento della psicoanalisi si svolgesse fuori del mondo accademico e che i primi istituti di didattica psicoanalitica fossero indipendenti dalle università, perchè queste non volevano avere nulla a che fare con le concezioni psicoanalitiche. La psicoanalisi rimise la psiche al centro della psicologia riconoscendole un potere pieno ed autonomo. E va osservato che, curiosamente, non appena la psicoanalisi si avvicina al mondo accademico e si affilia con cliniche e dipartimenti universitari, essa perde l'anima.

*** James HILLMAN, 1926-2011, psicoanalista, filosofo statunitense, Il mito dell'analisi, citato da 'L'anima fa arte', 'facebook', 26 marzo 2017, qui


In Mixtura altri contributi di James Hillman qui

domenica 4 gennaio 2015

#VIDEO #PSY / Intervista a James Hillman


James HILLMAN, 1926-2011, 
psicoanalista e filosofo statunitense, 
di matrice junghiana, fondatore della psicologia archetipica
intervista di Silvia Ronchey, video, 48min31


«In quel giardino io ero nella Psiche, mi accorgevo che tutto era psicologia intorno a me, tutto parlava psicologicamente. Il mondo è come un giardino in quanto si manifesta; è un mondo di cose come alberi, sentieri, ponti; è anche un mondo di intuizioni, di metafore, di insegnamenti - a disposizione di ogni anima che passa - dati con la facilità dei riflessi sul lago: il giardino rende più intellegibile e più bella l'interiorità dell'anima.» (James Hillman)

Vedi anche la 'bella' ultima intervista di Silvia Ronchey a James Hillman poco prima della morte: «Sto morendo, ma non potrei essere più impegnato a vivere», in 'La Stampa TuttoLibri', 29 ottobre 2011, qui


In Mixtura altri contributi di James Hillman qui

venerdì 2 gennaio 2015

#EXLIBRIS / Psiche, conoscerla

«Chi vuol conoscere la psiche umana apprenderà ben poco dalla psicologia sperimentale. È meglio che appenda al chiodo la toga dello studioso, dica addio al suo gabinetto di consultazione e vada per il mondo, con cuore umano, a vedere coi propri occhi gli orrori delle carceri, dei manicomi e degli ospizi, le sordide bettole di periferia, i bordelli e le bische, i salotti della società’ elegante, le borse, i convegni dei socialisti, le chiese, i revival e le estasi delle sette, per sperimentare di persona amore e odio, la passione in tutte le sue forme, ritornerà molto più informato, sapra’ molto di piu’ di quanto gli insegnerebbero poderosi tomi alti un palmo e potrà essere per i suoi pazienti un vero psicologo.
(…) Nessun manuale può insegnare la psicologia; la si apprende tramite l’effettiva esperienza. (…)
In psicologia si possiede solo ciò di cui si è fatto esperienza nella realtà. Quindi una semplice comprensione intellettuale non è sufficiente, perché si apprendono solo i termini e non la sostanza interiore dell’evento in questione”.»
(Carl Gustav Jung, Elementi di psicologia)

« (…) un analista può aiutare il proprio paziente soltanto fino al punto in cui è arrivato lui stesso e non un solo passo di più.»
(Carl Gustav Jung, La Psicologia del Kundalini Yoga, Seminario tenuto nel 1932, Bollati Boringhieri, p.167)

«Credi forse che l’uomo che dedica la sua vita alla ricerca conduca un’esistenza spirituale e viva la sua anima in misura maggiore di un altro. Ma anche una vita del genere è esteriore, esattamente com’è esteriore la vita di una persona che vive le cose esteriori. Un simile studioso non vive dunque le cose esteriori, bensì i pensieri esteriori, quindi non vive se stesso, bensì il suo oggetto. […] Si è buttati via in tutti quei libri e in tutti i pensieri formulati da altre persone. Per questo la sua anima è bisognosa, deve umiliarsi e andare nella stanza di ogni sconosciuto, per mendicare quel riconoscimento che lui le nega.
Perciò vedi quei vecchi studiosi correre a ottenere riconoscimenti, coprendosi di ridicolo e in maniera indegna. Si offendono se i loro nome non viene citato, sono tristi se qualcun altro dice meglio di loro la stessa cosa, implacabili con chi cambia di una virgola le loro opinioni. Vai a un convegno di dotti e vedrai questi miserevoli vecchi con i loro grandi meriti e le loro anime affamate, che anelano a riconoscimenti e non riescono mai a placare la loro sete. L’anima ha bisogno della sua ingenuità, non del tuo sapere.»
(Carl Gustav Jung, Libro Rosso, p.267)

«Ci siamo arricchiti in sapere, ma non in saggezza.» (Carl Gustav Jung)

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, da Non bastano SOLO libri e tomi di Psicologia per comprendere la Psiche umana, 26 giugno 2014, in 'carljungitalia', http://bit.ly/1rwV0no