Carosello
Vi ricordate questa sigla? Il 1 gennaio del 1977 veniva trasmessa l'ultima puntata del "Carosello"
Posted by 3nz.it on Venerdì 1 gennaio 2016
La sigla di CAROSELLO
3nz- RepTV
video 0min21
Un amarcord per chi ha anni per ricordare: il 1 gennaio del 1977 veniva trasmessa l'ultima puntata di "Carosello"... (mf)
Mariarosa è il personaggio creato dalla Bertolini per Carosello: una bambina molto abile nel risolvere le situazioni, buona, semplice e genuina come le torte che prepara per sé ed i suoi amici come premio per ogni buona azione che essi compiono.
Il primo carosello di Bertolini, dal titolo Mariarosa al mercato, va in onda nel 1970.
Si tratta di una pubblicità storica.
Il ritornello, composto da Romano Bertola (1936, paroliere, compositore, scrittore, cantante), è rimasto nella memoria di molti di quell'epoca.
La Linea, cartone disegnato da Oscar CAVANDOLI (1920-2007)
video, 1min39
Oscar Cavandoli realizza 35 film pubblicitari de La Linea Lagostina della durata di 2' 30", sulla musica Io cerco la Titina di Charles Chaplin e doppiati da Carlo Bonomi, il quale presta la propria voce al personaggio nel caratteristico grammelot dall'accento milanese che lo caratterizza.
L’essenzialità del tratto, l’originalità del personaggio e il carattere un po’ brontolone segnano il successo mondiale della Linea e la sua ascesa nell’Olimpo dei personaggi animati. (da wikipedia)
«Pun pun, appuntamento yes, appuntamento … con Punt e Mes».
Lo studio Armando Testa di Torino lancia una pubblicità leggendaria per questo aperitivo, un punto d’amaro e mezzo di dolce.
La biondissima attrice Margaret Rose Keil è la protagonista del carosello, con la canzone di sottofondo di Nicola Arigliano (1923-2010).
Il carosello si chiude con la protagonista che finalmente incontra il suo uomo: «Ci stringemmo forte forte poi bevemmo un Punt e Mes». «Pun pun, appuntamento yes, appuntamento ... con Punt e Mes».
° ° °
«Punt e Mes è un prodotto dalla storia leggendaria.
Il 19 aprile del 1870 nella bottega Carpano, un agente di borsa preso da una discussione con i colleghi sulla crescita di certi titoli di borsa quel giorno – saliti di un punto e mezzo – ordinò il solito Carpano ma questa volta corretto con una mezza dose di china, utilizzando un’espressione dialettale “Punt e Mes”. Era prima di pranzo e nacque così un aperitivo completo che piacque da subito, come ha ricordato il barista dell’epoca Maurizio Boeris.
La bizzarra origine della nuova denominazione fu, subito dopo, esaltata da una curiosa abitudine degli “habitué” del locale e cioè di ordinare il Punt e Mes con un gesto. Infatti bastava che il cliente, facesse al cameriere un gesto consistente nel sollevare il pollice (un Punt) e nel tracciare poi una linea orizzontale nell’aria (Mes) con la mano tesa, per ottenere immediatamente il Punt e Mes desiderato. » (dal sito della Carpano, 'carpano.it')
Nei caroselli i Brutos cantavano una canzone, durante la quale uno dei componenti riceveva una serie di ceffoni.
Al termine del brano un altro Brutos recitava il tormentone: «Gianni, nonostante tutti gli schiaffi che hai preso, hai sempre una buona cera!». E la risposta era: «Ottima direi, è cera Grey».
Tanti spassosi animali che intonano un’allegra canzoncina dal ritornello martellante,
«Tutti quanti amici siam, ed insieme noi cantiam, questo allegro ritornello, fantasmusicarosello».
Insieme a Miguel, la più bella serie di Carosello prodotta da Paul Campani (1923-1991), alla fine degli anni '60.
Si presenta davanti ai nostri occhi un coro di animali impossibili, l'alce-giraffa, la lepre-armadillo, l'ermellino-scoiattolo-renna, fatti con parti di due bestie fuse insieme.
Sono tutti amici di Gioele, un buffo animaletto che somiglia molto a Fido Bau (anche lui opera di Campani). In ogni episodio una di queste bestie fantastiche spiega la sua natura e la sua storia.
Ma il carosello è interamente costruito sulla musica e sui coretti degli animali. (da 'carosellomito.net)
In Messico, Miguel el Merendero porta scompiglio e dolciumi cioccolatosi.
Un Paradiso per qualsiasi bambino del mondo.
E nasce il concetto di merenda dolce.
«Tutto comincia intorno alla metà degli anni Sessanta, quando il pubblicitario e paroliere torinese Romano Bertola, allievo di Armando Testa, scrive una canzoncina per reclamizzare una carta a carbone della Pelikan.
La proposta, però, non piace all'azienda, e il jingle accantonato dorme per due o tre anni in un cassetto.
Fino a quando la Talmone non lancia il Merendero per pubblicizzare i biscotti Mattutini: «Fu allora - ha raccontato in un' intervista Bertola - che la canzone mi tornò in mente: riutilizzai la musica e cambiai il testo». Ma chi deve cantare il pezzo? La prima idea è di chiamare i Marcellos Ferial (quelli di Cuando calienta el sol), che ne incidono una versione pulita, perfettina, «troppo professionale».
Il lampo di genio (...) arriva imprevisto: «Io - è ancora Bertola che parla - ricordo tre ragazzi che suonavano nelle piole di Torino, Los Gildos,e dico: io prenderei loro.
L' agenzia all'inizio è restia, ma alla fine mi fa provare».
Los Gildos vengono rintracciati e finiscono in sala di registrazione. Ma la sessione non funziona troppo bene, ed ecco il caso insinuarsi, imprevisto e provvidenziale, per dare una svolta al destino. Ancora Bertola: «Mi accorsi che non riuscivano a finire la strofa all'unisonoe allora io, senza sapere che il microfono era aperto, dissi: "Ragazzi, guardate me! Miguel son mi!".
Il fonico, dall'altra parte del vetro, si mise a ridere e mi fece ascoltare la registrazione.
Ecco, quella frase è nata così, con la mia voce, ed è sempre rimasta così anche se non era incisa bene, come una specie di portafortuna».
(da: Claudio Mercandino, La curiosa storia del Merendero, 'la Repubblica', 9 marzo 2011, qui
Abbe Lane e Xavier Cugat (cubano di adozione e statunitense per formazione) fecero coppia fissa in diversi spettacoli in Italia negli anni 50-60.
Lei era il 'sogno-peccato' di quei tempi... (mf)
Jo Condor (un avvoltoio vestito da militare, con un mirino sulla punta del becco), insieme con il fedele Secondor, disturba la vita della Valle Felice, distruggendo cose amate da tutti gli abitanti.
Alla fine i bambini chiedono aiuto al Gigante cantando «Gigante, pensaci tu!»".
Interviene allora il Gigante Amico che riporta la pace e punisce "quel briccone di Jo Condor".
Jo Condor dice la battuta «E che c'ho scritto Jo Condor?»; Il Gigante lo prende per la coda e lo butta via mentre il condor grida «Ma mi lasci... non c'ho la mutua!».
L’autore di quelle storielle è Romano Bertola, classe 1936: scrittore, battutista, copy pubblicitario e compositore-paroliere di famosi jingle commerciali.
Un tuffo nel passato. Per chi c'era.
E per chi non c'era, un tuffo per scoprirlo. (mf)
Ernesto Calindri (1909-1999) e Franco Volpi (1921-1997)
video, 2min16
«Non dura, dura minga, non può durare»
«Oggigiorno tutto è una lusinga, dura minga, dura no. Vive solo chi non se la prende e cantare sempre può».
«Fino dai tempi dei Garibaldini, Chinamartini, Chinamartini, niente bevande ma nei bicchierini, Chinamartini come ai tempi d'oggi dì».
Una leggenda di Carosello narra che un colonnello dell’Esercito Italiano fece causa alla Martini e Rossi, perché riteneva che la figura interpretata da Franco Volpi offendesse l’esercito. (dal web)
Il brandy Vecchia Romagna nasce nel 1939.
Il conte Achille Sassoli de Bianchi lancia il prodotto che farà della Buton l'azienda italiana leader per i liquori.
Dopo la Liberazione esso avrà grande successo presso i soldati americani di stanza a Bologna.
Negli anni Sessanta grande campagna pubblicitaria di Carosello, con Gino Cervi e il personaggio Sorbolik, disegnato come un cartone animato.
Gino Gavioli così ricorda la nascita del Tacabanda:
«A volte i personaggi nascono nei modi più diversi. Come il Tacabanda.
Ero ad Amburgo e vedo un uomo che aveva dietro tutti questi strumenti. Mi fece colpo.
Naturalmente per animarlo non avrei potuto mettergli tutti gli strumenti che aveva. Erano troppi. Doveva avere un disegno più semplice.
Qualche tempo dopo quando ci chiedono un nuovo carosello per la Doria, tiro fuori Tacabanda. Gli mettiamo una spalla, Oracolo, che fa questi strani versi ed ecco che il personaggio è nato.»