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sabato 21 luglio 2018

#SGUARDI POIETICI / Le mani amate (María Mercedes Carranza)

Mani sagge:
dita che hanno sentito
e nell'oscurità hanno visto.
Mani che portano nella loro memoria
carni già distrutte per dimenticanza
e nelle unghie
quel vago timore di barbarie.
Mani che passano dalla parola
alle labbra, nell'istante
in cui le dita scompigliano
inferni e gesti e vene.
Pelle complice o miscela di sangue
quando strofina il centro di una dolce colomba.
Mani che dicono anche addio.

*** María Mercedes CARRANZA, 1945-2003, giornalista e poetessa colombiana, Le mani amate, traduzione di Massimo Ferrario, in 'ocultalit.com', 19 dicembre 2017, qui


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Testo originale (Los manos amadas)
Manos sabias:
dedos que han oído
y en la oscuridad han visto.
Manos que llevan en su memoria
carnes destruidas ya por el olvido
y en las uñas
ese vago temor a la barbarie.
Manos que van de palabra
a labio, a instante
en que los dedos desordenan
infiernos y gestos y venas.
Piel cómplice o mezcla de sangres
cuando roza el centro de suave paloma.
Manos que también dicen adiós.

venerdì 13 luglio 2018

#SGUARDI POIETICI / Parole superflue (María Mercedes Carranza)

A tradimento ho deciso oggi,
martedì 24 giugno,
di assassinare alcune parole
Amicizia è condannata
al rogo, per eresia;
la forca spetta
ad Amore perché illeggibile;
non sarebbe male il vile randello,
per apostasia, per Solidarietà;
la ghigliottina come un lampo,
deve fulminare Fratellanza;
Libertà morirà
lentamente e con dolore;
la tortura è il suo destino;
Uguaglianza merita la forca
per essersi prostituita
nel peggior bordello;
Speranza è già morta;
Fede soffrirà la camera a gas;
il supplizio di Tantalo, perché disumana,
se lo prende la parola Dio.
Fucilerò senza pietà Civiltà
per la sua barbarie;
berrà la cicuta Felicità.
Resta la parola Io. Per essa,
per la tristezza, per la sua atroce solitudine,
decreto la peggiore delle pene:
vivrà con me fino
alla fine.

*** María Mercedes CARRANZA, 1945-2003, giornalista e poetessa colombiana, Parole superflue, in blog ‘Poesia e altro’, 29 settembre 2012, qui
Anche in 'losguardopoIetico', n. 163, 22 settembre 2013, documento a circolazione riservata

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Testo originale (Sobran las palabras)

Por traidoras decidí hoy, 
martes 24 de junio, 
asesinar algunas palabras. 
Amistad queda condenada 
a la hoguera, por hereje; 
la horca conviene 
a Amor por ilegible; 
no estaría mal el garrote vil, 
por apóstata, para Solidaridad; 
la guillotina como el rayo, 
debe fulminar a Fraternidad; 
Libertad morirá 
lentamente y con dolor; 
la tortura es su destino; 
Igualdad merece la horca 
por ser prostituta 
del peor burdel; 
Esperanza ha muerto ya; 
Fe padecerá la cámara de gas; 
el suplicio de Tántalo, por inhumana, 
se lo dejo a la palabra Dios. 
Fusilaré sin piedad a Civilización 
por su barbarie; 
cicuta beberá Felicidad. 
Queda la palabra Yo. Para esa, 
por triste, por su atroz soledad, 
decreto la peor de las penas: 
vivirá conmigo hasta 
el final.  

mercoledì 11 luglio 2018

#SGUARDI POIETICI / Il lavoro di vestirsi (María Mercedes Carranza)

Improvvisamente
quando mi sveglio la mattina
mi ricordo di me,
cautamente apro gli occhi
e inizio a vestimi.
Prima sistemo il mio gesto
di persona per bene.
Poi metto le buone
maniere, l’amore
filiale, il decoro, la morale,
la fedeltà coniugale:
ed alla fine lascio i ricordi.
Lavo accuratamente
il mio viso di buona cittadina
vista la mia deteriorata speranza,
mi metto in bocca le parole
spazzolo la bontà
e la indosso come un sombrero
e negli occhi
quello sguardo così affabile.


*** María Mercedes CARRANZA, 1945-2003, giornalista e poetessa colombiana, Il lavoro di vestirs, in 'cantierepoesia', 17 ottobre 2012, qui

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Testo originale (El oficio de vestirse)

De repente
cuando me despierto en la mañana
me acuerdo de mí,
con sigilo abro los ojos
y procedo a vestirme.
Lo primero es colocarme mi gesto
de persona decente.
En seguida me pongo las buenas
costumbres, el amor
filial, el decoro, la moral,
la fidelidad conyugal:
para el final dejo los recuerdos.
Lavo con primor
mi cara de buena ciudadana
visto mi tan deteriorada esperanza,
me meto entre la boca las palabras
cepillo la bondad
y me la pongo de sombrero
y en los ojos
esa mirada tan amable.

lunedì 9 luglio 2018

#SGUARDI POIETICI / Di solito succede (María Mercedes Carranza)

Dopo alcuni anni
senza vederci,
ci siamo incontrati di nuovo.
Non più il desiderio, come allora,
ma la nostalgia
di quei giorni di desiderio
ci ha fatti finire a letto.
La gioia di allora
era dolcezza e il godimento
e la voluttà
soltanto compiacenza.
Entrambi, potrei giurarlo,
abbiamo avuto la certezza
di essere sopravvissuti.


*** María Mercedes CARRANZA, 1945-2003, giornalista e poetessa colombiana, Di solito succede, da Ho paura, 1983, segnalata in 'il canto delle sirene', 4 luglio 2018, qui


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sabato 7 luglio 2018

#SGUARDI POIETICI / Ode all'amore (María Mercedes Carranza)

Un pomeriggio che non dimenticherai mai
viene casa tua e si siede a tavola.
A poco a poco avrà un posto in ogni stanza,
e sulle pareti e sui mobili resteranno le sue impronte,
sistemerà il tuo letto e sprimaccerà il cuscino.
I libri della biblioteca, un tessuto prezioso di anni,
si adatterano ai suoi gusti e alla sua somiglianza,
cambieranno di posto le foto.
Altri occhi guarderanno le tue usanze,
il tuo andare e venire tra pareti e abbracci
e saranno diversi i rumori quotidiani e gli odori.
In una qualunque sera che non dimenticherai mai
chi ha scombussolato la tua casa e ha abitato le tue cose
uscirà dalla porta senza dire addio.
Dovrai cominciare a fare di nuovo la casa,
risistemare i mobili, pulire le pareti,
cambiare le serrature, rompere i ritratti,
spazzare tutto e continuare a vivere.

*** María Mercedes CARRANZA, 1945-2003, giornalista e poetessa colombiana, Ode all'amore, traduzione di Massimo Ferrario, in 'circulodepoesia', 3 dicembre 2014, qui


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Testo originale (Oda al amor)
Una tarde que ya nunca olvidarás
llega a tu casa y se sienta a la mesa.
Poco a poco tendrá un lugar en cada habitación,
en las paredes y los muebles estarán sus huellas,
destenderá tu cama y ahuecará la almohada.
Los libros de la biblioteca, precioso tejido de años,
se acomodarán a su gusto y semejanza,
cambiarán de lugar las fotos
Otros ojos mirarán tus costumbres,
tu ir y venir entre paredes y abrazos
y serán distintos los ruidos cotidianos y los olores.
Cualquier tarde que ya nunca olvidarás
el que desbarató tu casa y habitó tus cosas
saldrá por la puerta sin decir adiós.
Deberás comenzar a hacer de nuevo la casa,
reacomodar los muebles, limpiar las paredes,
cambiar las cerraduras, romper los retratos,
barrerlo todo y seguir viviendo.