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venerdì 7 febbraio 2020

#VERSETTI SATIRICI / Ode al materasso (Paolo Mottana)

O mio caro materasso
Non mi neghi mai l’abbraccio
E non russi come un tasso
Non fai il muso non ti neghi
Dei miei peti te ne freghi
Non mi geli con i piedi
Non sei freddo non sei teso
E giammai tu fai l’offeso
Non mi mostri mai le spalle
Né mi ammorbi con le ascelle
Non mi spingi fino al bordo
Se mi lagno non fai il sordo
Quanto t’amo mio giaciglio
Tu mi curi come un figlio
O mio caro materasso
Son sì preso che ti sposo!

*** Paolo MOTTANA, Ode al materasso, facebook, 4 febbraio 2020, qui


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mercoledì 25 dicembre 2019

#VERSETTI SATIRICI / Il presepio (Trilussa)

Ve ringrazio de core, brava gente,
pè ‘sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v’odiate,
si de st’amore nun capite gnente…

Pé st’amore so nato e ce so morto,
da secoli lo spargo da la croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto senza ascolto.

La gente fa er presepe e nun me sente,
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente e
nun capisce che senza l’amore
è cianfrusaja che nun cià valore.

*** TRILUSSA (Carlo Alberto Salustri), 1871-1950, poeta, scrittore, giornalista, Il presepio, 'Corriere della Sera', 15 dicembre 2019, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Trilussa


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martedì 26 marzo 2019

#VERSETTI SATIRICI / La tartaruga (Trilussa)

Mentre una notte se n’annava a spasso,
la vecchia tartaruga fece er passo più lungo
de la gamba e cascò giù
cò la casa vortata sottoinsù.
Un rospo je strillò: “Scema che sei!
Queste sò scappatelle che costeno la pelle…”
Lo so – rispose lei – ma prima de morì,
vedo le stelle.

*** TRILUSSA (Carlo Alberto Salustri), 1871-1950, poeta, scrittore, giornalista, da Cento Favole, Mondadori, 1934, Oscar Mondadori, 2003
https://it.wikipedia.org/wiki/Trilussa


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martedì 15 gennaio 2019

#VERSETTI SATIRICI / Il disonorevole (Enzo Costa)

La paura io alimento
(mi ha portato in Parlamento)
portentoso carburante,
il terrore della gente:
più con cura lo foraggi
più tu corri nei sondaggi.
Tolleranza zero? Ormai
sono già a meno sei!
La mia lista sempre aggiorno
di chi toglierci di torno:
facce islamiche barbute
rom, rumeni, prostitute
clandestini, squattrinati
presto storpi e spettinati.
Dal buonismo mi dissocio
grido “Negro!” bercio “Frocio!”
io sdogano l’ignoranza
l’odio e la flatulenza
nei talkshow bollo i salotti
con popolareschi rutti
come Bombolo e Monnezza
ma invocando “Sicurezza!”
prefiguro città linde
allo scopo lancio ronde
e se poi ci scappa un rogo
non discrimino lo sfogo,
pur di stampo incendiario,
contro il capro espiatorio
ai maneschi il pelo liscio
di ogni erba gli offro un fascio
...fascio...fascio...fascio...
(sostantivo non casuale
per il mio slogan finale):
Sicurezza! Sicurezza!
Primavera di bellezza.


*** Enzo COSTA, 1964-2014, giornalista, scrittore, autore satirico, Il disonorevole, 'l'Unità',  29 giugno 2008, segnalato da Aglaja Ivanovna Epancina, facebook, qui. 
Testo direttamente recitato dall'autore in 'reptv', 5 giugno 2014, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Costa

Aglaja Ivanovna Epancina
grafica, illustratrice, pittrice

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venerdì 11 gennaio 2019

#VERSETTI SATIRICI / Er nemmico (Trilussa)

Un Cane Lupo, ch'era stato messo 
de guardia a li cancelli d'una villa, 
tutta la notte stava a fa' bubbù.

Perfino se la strada era tranquilla 
e nun passava un'anima: lo stesso! 
nu' la finiva più!

Una Cagnola d'un villino accosto 
je chiese: — Ma perché sveji la gente 
e dài l'allarme quanno nun c'è gnente? — 
Dice: — Lo faccio pe' nun perde er posto.

Der resto, cara mia, 
spesso er nemmico è l'ombra che se crea 
pe' conservà un'idea: 
nun c'è mica bisogno che ce sia.

*** TRILUSSA (Carlo Alberto Salustri), 1871-1950, poeta, scrittore, giornalista, Er nemmico, 1919, citato in 'PoesieRomanesche.altervista', qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Trilussa


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martedì 23 ottobre 2018

#VERSETTI SATIRICI / Timido (Marcello Marchesi)

La guardò
ma c'era gente
non se ne fece niente.

Le parlò nel viale
ma passava un tale
e perse la parola.

La invitò a casa sua
lui solo lei sola
finalmente.
Nella sua stanza
con tanti specchi e poi tanti
sopra sotto davanti...

E in mezzo
a tutta quella gente
non se ne fece niente

*** Marcello MARCHESI, 1912-1978, scrittore, sceneggiatore, regista, paroliere, attore,Timido, da Il dottor Divago, Bompiani, 2013
https://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Marchesi


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martedì 12 giugno 2018

#VERSETTI SATIRICI / La nuova destra (Corrado Guzzanti)

Non ce l’abbiamo con i neri e gli africani 
solo non vogliamo che ci rubino il lavoro. 
Non ce l’abbiamo con gli omosessuali 
solo non vogliamo che ci contaminino col loro morbo. 
Questa è una destra nuova che vuole battersi per il 
rispetto della civiltà e della democrazia. 
Non ce l’abbiamo con gli zingari, 
solo non vogliamo che mettano in pericolo 
la nostra comunità. 
Non ce l’abbiamo cogli extracomunitari, 
solo non vogliamo che occupino le nostre case. 
Questa è una destra nuova che vuole mettersi 
dalla parte del cittadino e del lavoratore. 
La pelle, la lingua, la razza non c’entra. 
E se non capite questo siete degli ebrei. 

*** Corrado GUZZANTI, 1965, scrittore e autore di teatro, La nuova destra, ‘il manifesto’, 29 aprile 2008.
https://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_Guzzanti


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venerdì 8 giugno 2018

#VERSETTI SATIRICI / Il re travicello (Giuseppe Giusti)

Al Re Travicello
Piovuto ai ranocchi,
Mi levo il cappello
E piego i ginocchi;
Lo predico anch’io
Cascato da Dio:
Oh comodo, oh bello
Un Re Travicello!

Calò nel suo regno
Con molto fracasso;
Le teste di legno
Fan sempre del chiasso:
Ma subito tacque,
E al sommo dell’acque
Rimase un corbello
Il Re Travicello.

Da tutto il pantano
Veduto quel coso,
«È questo il Sovrano
Così rumoroso?
(s’udì gracidare).
Per farsi fischiare
Fa tanto bordello
Un Re Travicello?

Un tronco piallato
Avrà la corona?
O Giove ha sbagliato,
Oppur ci minchiona:
Sia dato lo sfratto
Al Re mentecatto,
Si mandi in appello
il Re Travicello.»

Tacete, tacete;
Lasciate il reame,
O bestie che siete,
A un Re di legname.
Non tira a pelare,
Vi lascia cantare,
Non apre macello
Un Re Travicello.

Là là per la reggia
Dal vento portato,
Tentenna, galleggia,
E mai dello Stato
Non pesca nel fondo:
Che scienza di mondo!
Che Re di cervello
È un Re Travicello!

Se a caso s’adopra
D’intingere il capo,
Vedete? di sopra
Lo porta daccapo
La sua leggerezza.
Chiamatelo Altezza,
Chè torna a capello
A un Re Travicello.

Volete il serpente
Che il sonno vi scuota?
Dormite contente
Costì nella mota,
O bestie impotenti:
Per chi non ha denti,
È fatto a pennello
Un Re Travicello!

Un popolo pieno
Di tante fortune,
Può farne di meno
Del senso comune.
Che popolo ammodo,
Che Principe sodo,
Che santo modello
Un Re Travicello!


*** Giuseppe GIUSTI, 1809-1850, poeta, Il re travicello, da Versi editi e inediti, edizione postuma, 1853, Le Monnier, anche in wikisource, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Giusti
https://it.wikipedia.org/wiki/Re_Travicello

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mercoledì 15 novembre 2017

#VERSETTI SATIRICI / Lungo silenzio (Marcello Marchesi)

Era diventato muto
cadendo
da una impalcatura.
Scherzi della natura,
dopo dicassette anni
parlò.
La prima parola 
che disse, fu
... Dio...
Miracolo stupendo!
In effetti 
stava finendo
la bestemmia cominciata
diciassette anni prima
quando gli mancò sotto
lo scalino
mentre
cercava la lima

*** Marcello MARCHESI, 1912-1978, scrittore, sceneggiatore, regista, paroliere, attore, Lungo silenzio, da Il dottor Divago, Bompiani, 2013




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mercoledì 25 ottobre 2017

#VERSETTI SATIRICI / Public Relations Man (Marcello Marchesi)

Contatti
con tutti.
Piacere al prossimo
dispiacere a sé.
Al confine sempre
tra gentilezza
e leziosità
viltà
ed educazione
in terra neutra
ma compromessa
da un sorriso ambiguo
ormai incancellabile
anche dalle lacrime.

*** Marcello MARCHESI, 1912-1978, scrittore, sceneggiatore, regista, paroliere, attore, Public Relations Man, da Il dottor Divago, Bompiani, 2013
https://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Marchesi



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sabato 9 settembre 2017

#VERSETTI SATIRICI / Lamento del mercante d'armi (Stefano Benni)

Ho venduto un pezzo di cannone 
poi le ruote e un altro pezzo di cannone 
la culatta e l’otturatore 
il mirino e un altro pezzo di cannone 
e altri tre pezzi di cannone 
e adesso c’è uno in televisione 
che dice che mi spara col mio cannone 
chi lo sapeva che coi pezzi di cannone 
avrebbe fatto un cannone? 
Se lo avessi saputo 
mica avrei accettato l’ordinazione 

Ho venduto cento elicotteri 
con relativo armamento 
e un sistema puntamento missili 
e un sistema anti-sistema di puntamento 
adesso l’elicottero è lì che spia 
come un falco sopra casa mia 
Se lo avessi saputo cosa voleva fare 
non gli avrei venduto la testata nucleare 
era così distinto, un vero signore 
chi poteva sapere che era un dittatore? 

Se avessi saputo che un cliente 
può diventare un nemico 
della mia patria 
dell’Occidente 
vi giuro gente 
lo giuro sui figli 
lo giuro su Gesù 
gli avrei fatto pagare 
il cinquanta per cento in più 
Da qui si vede 
la mia buona fede


*** Stefano BENNI, 1947, scrittore, Lamento del mercante d'armi, da Ballate, Feltrinelli, 1991
https://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Benni



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giovedì 10 agosto 2017

#VERSETTI SATIRICI / L'arrivismo (Trilussa)

Un giorno 'na Lumaca forastiera,
che venne a Roma in mezzo a la verdura,
trovò un Grillo e je disse: — So' sicura
che faccio una bellissima cariera,
ché qui qualunque fregno se presenta
diventa granne subbito, diventa...

E, in fonno, me lo merito. Pur'io
m'arampico striscianno e vado avanti.
Eh, si sapessi! Ce ne stanno tanti
che so' arrivati cór sistema mio!
Basta sapé striscià su l'ideale,
qualunque strada è bona... Dico male?

— Ma indove passi tu ce lassi er segno,
— je fece er Grillo — e questo è 'no svantaggio:
perché ogni tanto capita un passaggio
commodo, forse, ma nun troppo degno,
e nun sta bene che la gente scopra
su quante puzzonate passi sopra.

Io, invece, che m'aregolo ar contrario,
arivo a zompi, ma nessuno vede
in quali pistarecci metto er piede
quanno trovo un appoggio necessario:
volo su tutto, sarto allegramente
e passo per un Grillo indipennente.

*** TRILUSSA (Carlo Alberto Trilussa), 1871-1950, poeta, scrittore, giornalista, L'arrivismo, in Poesie, segnalato in 'aforismario.net', qui - Testo del 14 giugno 1914.
https://it.wikipedia.org/wiki/Trilussa


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domenica 4 giugno 2017

#VERSETTI SATIRICI / Paradiso per industriali (Marcello Marchesi)

Paradiso per industriali 
lassù i cavalieri del lavoro 
diventano cavalieri del riposo 
e giocano a bocce contenti 
con le teste dei loro concorrenti.

*** Marcello MARCHESI, 1912-1978, scrittore, sceneggiatore, regista, paroliere, attore, Paradiso per industriali, da Essere o benessere, Rizzoli, 1962
https://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Marchesi


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mercoledì 15 marzo 2017

#VERSETTI SATIRICI / Lo psicoanalista selvaggio (Stefano Benni)

Dottore, dottore 
ho sognato un leone. 
“Sarà una proiezione 
dell’aggressività.” 
Dottore dottore 
ho sognato un serpente. 
“È un simbolo fallico 
di eros latente.” 
Dottore dottore 
ho sognato una gazzella. 
“Di certo è un transfert 
forse di sua sorella.” 
Dottore ho sognato 
dei negri dipinti. 
“Sono i suoi conflitti 
mascherati e respinti.” 
Dottore dottore 
ho sognato i caimani. 
“Lei invero fa sogni 
fantastici e strani.” 
Ma che strani, dottore 
lo vuole capire che sono nato in Zaire?

*** Stefano BENNI, 1947, scrittore, Lo psicoanalista selvaggio, da Ballate, Feltrinelli, 1991
https://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Benniscrittore

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lunedì 7 dicembre 2015

#VERSETTI SATIRICI / Le elezioni delle formiche (Renato Soltoggio)

Il popol di formiche
fu chiamato a Consiglio
e disse il Formicone:
per esser democratici
anche noi faremo
regolari elezioni.
Parlò dal suo cantuccio
un’ umile formica:
per chi devo votare
per non votare male?
Rispose il Formicone:
la libertà di voto
esiste, non lo sai?
ma se non voti bene
che cosa mangerai?
Fu eletto il Formicone
con grande maggioranza
fu fatta una gran festa
si bevve in abbondanza.
Passato qualche tempo
senza miglioramento
la povera operaia
andò dai sindacati
a chieder cosa fare
per essere pagati.
Rispose la formica
che stava dietro il banco
che certo era un diritto sacrosanto
ma se avesse portato
un chicco di frumento
poteva prima esporre
il suo caso in Parlamento.
Pagò il suo chicco allora
al buon sindacalista
la povera formica
ma dei reclami lunga era la lista
e fu inutil fatica.
Decisa a far giustizia
andò da un conoscente,
un ricco possidente
che disse alla formica:
di grossa economia
certo è molto occupata
tutta la gerarchia,
però un favore ho fattto
a un piccol dipendente
che nei pubblici uffici
ha fama di valente;
con due chicchi di grano
da dare all’impiegato
e tre per il suo capo
le cose tutte appiano.
Pagata la tangente
ottenne finalmente
di avere gran decoro
nel numer di coloro
che son “benefattori”
perchè fanno le scelte
per i lavoratori.
E giunte le elezioni
votò pel Formicone
dicendo alle compagne,
quasi morte di fame,
di avere ancor pazienza
perchè per l’alluvione,
la congiuntura, il piano,
l’aumento di pensione,
v’eran grossi problemi
in tutta la nazione.
E vinse il Formicone
con grande maggioranza
fu fatta una gran festa
si bevve in abbondanza.

*** Renato SOLTOGGIO, 1941, scrittore, Le elezioni delle formiche, 1968, 'renatosoltoggio.net', qui


venerdì 5 giugno 2015

#VERSETTI SATIRICI / Avarizzia (Trilussa)

Ho conosciuto un vecchio
ricco, ma avaro: avaro a un punto tale
che guarda li quatrini ne lo specchio
pe' vede raddoppiato er capitale.

Allora dice: Quelli li do via
perché ce faccio la beneficenza;
ma questi me li tengo pe' prudenza...
E li ripone ne la scrivania.

*** TRILUSSA (Carlo Alberto Salustri), 1871-1950, poeta, scrittore, giornalista, Avarizzia, in ‘Sofà delle muse’, http://bit.ly/1zHKLNn

martedì 2 giugno 2015

#VERSETTI SATIRICI / Dare e avere (Corrado Guzzanti)

So di non aver dato molto nella mia vita...
So di non aver dato molto ai miei amici,
ai miei fiii,
a mi mooo,
r'cane...
So di non aver dato molto nella mia vita...
So di non aver dato molto a chi invece mi ha dato molto,
a chi mi ha amato e sorretto e aiutato.
So di non aver dato molto nella mia vita.
Ma quel poco...
lo rivorrei indietro.

*** Corrado GUZZANTI, 1965, autore e attore comico, Dare e avere, da Corrado Guzzanti, Il libro de Kipli, Baldini Castoldi Dalai, 1992

In questo blog, altri 5 contributi di Corrado Guzzanti qui

martedì 12 maggio 2015

#VERSETTI SATIRICI / Carità cristiana (Trilussa)

Er Chirichetto d'una sacrestia
sfasciò l'ombrello su la groppa a un gatto
pe' castigallo d'una porcheria.
Che fai?  je strillò er Prete ner vedelllo
Ce vò un coraccio nero come er tuo
pe' menaje in quer modo... Poverello!...
Che? fece er Chirichetto: er gatto èè suo?
Er Prete disse: No... ma è mio l'ombrello!

*** TRILUSSA (Carlo Alberto Salustri), 1871-1950, poeta, scrittore, giornalista, Carità cristiana, in ‘Sofà delle muse’, http://bit.ly/1zHKLNn

lunedì 11 maggio 2015

#VERSETTI SATIRICI / Una grande amicizia (Corrado Guzzanti)

Tra noi, amore mio, c'è una grande amicizia.
Quell'amicizia che non ha bisogno di prove,
che non ha bisogno di verifiche,
quell'amicizia che da sola acquista il valore di
mille pegni d'amore,
mille mazzi di fiori,
mille melense parole,
che illumina di sincerità i nostri sguardi offrendoci
sempre la certezza
su di noi e sui nostri sentimenti.
Un'amicizia che ci fa dono della fiducia, che cancella con
un sorriso i "Dove eri?" e i "Con chi eri?",
che sigilla con una carezza tutte le promesse che ci siamo
fatti: di rimanere sempre uniti e puri nella nostra unione,
un'anima sola, un corpo solo, una sola limpida coscienza.
Se fosse solo amore pagheremmo con mille tormenti,
con mille dubbi la nostra felicità...
ma al di là dell'amore
io ti sono amico;
tu mi sei amica.
Ed io la sento, amore, questa grande amicizia tra di noi.
Con tuo marito, meno.

*** Corrado GUZZANTI, 1965, autore e attore comico, Una grande amicizia, da Corrado Guzzanti, Il libro de Kipli, Baldini Castoldi Dalai, 1992

sabato 7 marzo 2015

#VERSETTI SATIRICI / Quello che non hanno (M. Serra)

Hanno l'abito blu
hanno lenzuola nere
hanno l'insonnia
hanno il potere
hanno giornali e telegiornali
hanno le galere
hanno le banche
hanno l'avere
hanno molti segreti
hanno pochi rimorsi
hanno i messaggi in codice
hanno il decodificatore 
hanno metà dei carabinieri 
hanno tutti i corazzieri 
ancora incerti i pompieri 
hanno Dio 
hanno Patria 
hanno Famiglia 
hanno la testa devastata 
da tutto questo avere
hanno la forza di considerarsi
vittime del dovere
hanno praticamente tutto
il potere di uccidere
e le parole del lutto
le informazioni riservate
e l'eleganza delle parate
hanno la storia
hanno la geografìa
hanno le caserme
hanno le frontiere
e il rispetto della maggioranza
perfino quello hanno
ma per sentirsi bene
gli manca l'essenziale
perché noi, non ci hanno
e per questo stanno male.

*** Michele SERRA, 1954, giornalista, saggista, scrittore, autore televisivo, umorista, Quello che non hanno, da Michele Serra, Poetastro. Poesie per incartare l'insalata, Feltrinelli, 1993


Giuseppe SCALARINI, 1873-1948, disegnatore