Visualizzazione post con etichetta _Pegoraro Alessandro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta _Pegoraro Alessandro. Mostra tutti i post

venerdì 29 luglio 2016

#LINK / Coaching, un'indagine 2016 (Alessandro Pegoraro)

Sono disponibili i dati della nuova ricerca 2016 – le altre edizioni sono state pubblicate nel 2007 e nel 2012 – che l’International Coaching Federation ha commissionato a Price Waterhouse. Ne emerge il ritratto del coaching come di una professione prevalentemente al femminile (67%), sviluppata soprattutto in America del Nord e in Europa Occidentale, che lavora, in massima parte, con clienti aziendali. Ma vediamo qualche dato.
I coach con un’attività regolare sono circa 53.300 (si tratta ovviamente di stime). L’Europa Occidentale rappresenta il 35% del totale, seguita dall’America del Nord con 33%. Il resto se lo spartiscono l’Est europeo, l’Africa e il Medio Oriente, l’Asia e Oceania.
La maggior parte dei coach è raggruppata tra i 35 e i 60 anni di età. (...)

*** Alessandro PEGORARO, consulente e coach,  Il coaching nel 2016 secondo Icf: una professione in crescita, 'executivesummary', 27 luglio 2016

LINK articolo integrale qui

In Mixtura altri 5 contributi di Alessandro Pegoraro qui

lunedì 2 maggio 2016

#LINK / Fare rete, per fare il salto (Alessandro Pegoraro)

Lavorare “duro” e ottenere risultati può non bastare se lo sforzo non è accompagnato dalla capacità di capire dove sta andando l’azienda. Capita così che valorosi manager “perdano il treno” a favore di colleghi più “accorti”. Ma, ed è questo il punto, come si fa a diventare più “accorti”?
Secondo H. Ibarra e M. Hunter, che sull’argomento hanno scritto un articolo considerato “un classico”, la differenza la fa la capacità di “fare rete”.
Vediamo come. (...)

*** Alessandro PEGORARO, consulente e coach, fondatore di Executive Lab, Per fare il salto ci vuole la rete. Anzi, le reti, 'Execuive Summary', 29 aprile 2016

LINK articolo integrale qui


In Mixtura altri 6 contributi di Alessandro Pegoraro qui

martedì 12 aprile 2016

#LINK / Capi Narcisi, come lavorarci (Alessandro Pegoraro)

(...) ... avere come capo un autentico narciso. Rebecca Knight, professoressa a contratto della Wesleyan University, ci spiega su Harvard Business Review, non solo come convivere ma addirittura come trarre profitto da quella che, a prima vista, può apparire come una vera “disgrazia”.
Ecco i passi suggeriti da Rebecca Knight (...) 

*** Alessandro PEGORARO, consulente, fondatore di Executive Lab, Come lavorare per un narciso, 'Executive Summary', 8 aprile 2016, qui


In Mixtura altri 3 contributi di Alessandro Pegoraro qui

mercoledì 6 aprile 2016

#LINK / Collaboratore, dissentire dal capo (Alessandro Pegoraro)

Sul lavoro può capitare – in realtà capita molto più spesso di quanto pensiamo – di non condividere le opinioni e/o le decisioni di persone che sono molto più “in alto” di noi.
Il buon senso consiglia prudenza, una prudenza che però si trasforma spesso in una resa incondizionata alla gerarchia. Per quieto vivere, o per non rovinarci la carriera, facciamo di necessità virtù e non esplicitiamo il nostro dissenso o i nostri dubbi danneggiando sia il contesto dove operiamo sia la nostra autostima.
Secondo Amy Gallo, contributing editor di Harvard Business Review, è naturale evitare situazioni conflittuali con i nostri superiori. Tuttavia, in molti casi, dissentire non solo è doveroso ma può anche rivelarsi un’occasione di crescita. L’importante è farlo con i modi giusti: (...)

*** Alessandro PEGORARO, consulente, fondatore di Executive Lab, Come dissentire da qualcuno più in alto di voi, 'Executive Summary', 5 aprile 2016

LINK articolo integrale qui


In Mixtura altri 2 contributi di Alessandro Pegoraro qui

venerdì 25 marzo 2016

#SENZA_TAGLI / Leader, tenere un diario (Alessandro Pegoraro)

Il vero fuoriclasse è colui che vede, sente e agisce prima degli altri. Ma per riuscirci deve anche sapersi ascoltare. L’ascolto lo riporta alla radice delle sue caratteristiche più personali, il suo unicum.

In un recente articolo pubblicato sulla Harvard Business Review, Nancy J. Adler, docente di Organizational Behavior and International Management alla Facoltà di Management della McGill University di Montreal, afferma che ascoltarsi non è poi così difficile, a condizione di prendere l’abitudine di tenere un diario e dedicare a questa attività una quindicina di minuti al giorno. In teoria, qualunque diario va bene, anche se, bontà sua, la prof. Adler ne ha creato uno appositamente: Leadership Insight.

Se quindici minuti possono sembrare tanti, all’inizio ne bastano anche tre: l’importante è iniziare. Affinché l’attività sia proficua è importante scegliere un posto adatto, dove non si rischia di essere interrotti, e l’orario giusto, possibilmente lo stesso tutti i giorni. L’idea è quella di avere un appuntamento con se stessi.
Sul diario bisogna scrivere tutto quello che passa per la mente, senza censura. In caso di “blocco dello scrittore” la prof. Adler suggerisce qualche domanda sbloccante: «Su cosa devo concentrarmi per sviluppare la mia leadership o per vivere meglio la mia vita?», oppure: «Qual è l’idea o l’iniziativa più stravagante o più divertente di cui ho sentito parlare nelle ultime 24 ore? Come posso essere più felice o fare felice la mia squadra?».

Per arricchire l’esercizio, la prof. Adler suggerisce anche due altre “attività”. La prima è quella di utilizzare un’opera d’arte. La sua interpretazione ci aiuta a migliorare la nostra percezione della complessità e a renderci più umili. In fondo, la nostra potrebbe essere solo una delle tante. Il lettore è invitato a osservare un quadro per tre minuti, annotando con cura sul diario le sue riflessioni. Fatto questo, è utile riportare i temi del quadro alla situazione economica o aziendale. Cosa mi dice questo quadro in merito alla nostra ultima acquisizione o alla situazione del mio team? Secondo la prof. Adler, è sorprendente la quantità e la qualità delle idee che scaturiscono da questo esercizio.

Un’alternativa all’osservazione del quadro è quella di confrontarsi con le citazioni di personaggi famosi come, ad esempio, quella di Dag Hammarskjold, economista e segretario delle Nazioni Unite negli anni Cinquanta: «Ascolta. Più saprai ascoltare la voce che è in te e più coglierai quello che succede intorno a te, senza paura».

La morale di questo articolo è che tenere un diario, osservare cose al di fuori della nostra routine o riflettere sulle citazioni di personaggi famosi aiuta a rafforzare la nostra visione delle cose e a renderci meno superficiali e scontati.

*** Alessandro PEGORARO, Vuoi diventare un leader fuori dal comune? Tieni un diario, 'Execuive Summary', 21 marzo 2016, qui


In Mixtura 1 altro contributo di Alessandro Pegoraro qui

venerdì 4 marzo 2016

#LINK / Millennials, come insirirli in azienda (Alessandro Pegoraro)

Il tema dei Millennials - la generazione dei nati tra i primi anni ottanta e il 2000 - sta suscitando un grande dibattito sulle testate economiche. Del resto, per questi giovani, è venuto il momento di iniziare il loro percorso in azienda.
In gennaio 'The Economist' ha dedicato al tema dei giovani uno dei suo rapporti. La conclusione è sconfortante: il nostro non è un mondo per giovani.
E l’azienda?
Su questo tema interviene McKinsey sul suo Quarterly di febbraio. (...)

*** Alessandro PEGORARO, consulente, fondatore di Executive Lab, Millennials, come inserirli in azienda, 'Executive Summary', 2 marzo 2016

LINK articolo integrale qui