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domenica 18 marzo 2018

#MOSQUITO / Magistratura e politica, l'equivoco (Paolo Borsellino)

Vi è stata una delega totale e inammissibile nei confronti della magistratura e delle forze dell’ordine a occuparsi esse solo del problema della mafia […]. E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! […] 
Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire: be’, ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè: quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!.

*** Paolo BORSELLINO, 1940-1992, magistrato, testo del 1989, citato da Peter Gomez, Il vecchio che avanza, Chiarelettere, 2018


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giovedì 20 luglio 2017

#LINK #VIDEO / I giorni di Giuda (Paolo Borsellino)

Nel giorno del venticinquennale della strage di via d'Amelio pubblichiamo il video integrale (*) e il testo dell'ultimo intervento pubblico di Paolo Borsellino
Con questo commosso e polemico discorso, pronunciato a Palermo il 25 giugno 1992 nel corso di una manifestazione promossa da MicroMega, Borsellino rivelò a tutti il clima di diffidenza e di isolamento che di fatto condannò a morte Giovanni Falcone.
(*) il video è frutto del lavoro del giornalista Pippo Ardini, scomparso l'8 dicembre 2009
(dalla presentazione, 'MicroMega online', 19 luglio 2017, qui)

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(...) Ho letto giorni fa, ho ascoltato alla televisione - in questo momento i miei ricordi non sono precisi - un'affermazione di Antonino Caponnetto secondo cui Giovanni Falcone cominciò a morire nel gennaio del 1988. Io condivido questa affermazione di Caponnetto. Con questo non intendo dire che so il perché dell'evento criminoso avvenuto a fine maggio, per quanto io possa sapere qualche elemento che possa aiutare a ricostruirlo, e come ho detto ne riferirò all'autorità giudiziaria; non voglio dire che cominciò a morire nel gennaio del 1988 e che questo, questa strage del 1992, sia il naturale epilogo di questo processo di morte. Però quello che ha detto Antonino Caponnetto è vero, perché oggi che tutti ci rendiamo conto di quale è stata la statura di quest'uomo, ripercorrendo queste vicende della sua vita professionale, ci accorgiamo come in effetti il paese, lo Stato, la magistratura che forse ha più colpe di ogni altro, cominciò proprio a farlo morire il 1° gennaio del 1988, se non forse l'anno prima, in quella data che ha or ora ricordato Leoluca Orlando: cioè quell'articolo di Leonardo Sciascia sul "Corriere della Sera" che bollava me come un professionista dell'antimafia, l'amico Orlando come professionista della politica, dell'antimafia nella politica. Ma nel gennaio del 1988, quando Falcone, solo per continuare il suo lavoro, il Consiglio superiore della magistratura con motivazioni risibili gli preferì il consigliere Antonino Meli. C'eravamo tutti resi conto che c'era questo pericolo e a lungo sperammo che Antonino Caponnetto potesse restare ancora a passare gli ultimi due anni della sua vita professionale a Palermo. Ma quest'uomo, Caponnetto, il quale rischiava, perché anziano, perché conduceva una vita sicuramente non sopportabile da nessuno già da anni, il quale rischiava di morire a Palermo, temevamo che non avrebbe superato lo stress fisico cui da anni si sottoponeva. E a un certo punto fummo noi stessi, Falcone in testa, pure estremamente convinti del pericolo che si correva così convincendolo, lo convincemmo riottoso, molto riottoso, ad allontanarsi da Palermo. Si aprì la corsa alla successione all'ufficio istruzione al tribunale di Palermo. Falcone concorse, qualche Giuda si impegnò subito a prenderlo in giro, e il giorno del mio compleanno il Consiglio superiore della magistratura ci fece questo regalo: preferì Antonino Meli. (...)

*** Paolo BORSELLINO, magistrato, 1940-1992, I giorni di Giuda. L'ultimo intervento di Paolo Borsellino (VIDEO), intervento alla manifestazione di MicroMega del 25 giugno 1992, in 'MicroMega online', 19 luglio 2017, qui

LINK testo integrale e VIDEO qui


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giovedì 6 ottobre 2016

#CIT / Rivoluzione e cambiamento (Paolo Borsellino)

Paolo BORSELLINO, 1940-1992
magistrato, ucciso dalla mafia
citazione da Giangiacomo Farina
"Forconi": L'alba dell'ultimo giorno. 
La rabbia della "Rivoluzione" ma la forza è nel voto. Siracusa al collasso
'SiracusaNews.it', 20 gennaio 2012
(via facebook) 

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domenica 19 luglio 2015

#VIDEO / La bellezza del fresco profumo di libertà (Paolo Borsellino)


Paolo BORSELLINO, 1940-19 luglio 1999
magistrato, ucciso dalla mafia
caricato su you tube da Maria Giovanna Modica, 15 luglio 2010
video, 2min13

segnalazione di Francesco Casuscelli



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La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le nostre giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. Ricordo la felicità di Falcone quando in un breve periodo di entusiasmo egli mi disse: "La gente fa il tifo per noi." E con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che l'appoggio morale della popolazione dava al lavoro del giudice, significava qualcosa di più, significava soprattutto che il nostro lavoro stava anche svegliando le coscienze." 
» (Paolo Borsellino, dal video)