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martedì 20 aprile 2021

#MOSQUITO / Lettera alla madre di un omosessuale (Sigmund Freud)

Vienna 9 Bergasse – aprile 1935

Cara signora, deduco dalla sua lettera che suo figlio è omosessuale. Sono molto colpito dal fatto che non usi mai questo termine nel darmi le informazioni su di lui. Posso chiedere perché lo evita? L’omosessualità non è certo un vantaggio, ma non c’è nulla di cui vergognarsi, non è un vizio, non è degradante; non può essere classificata come una malattia; riteniamo che sia una variazione della funzione sessuale, prodotta da un arresto dello sviluppo sessuale. Molti individui altamente rispettabili di tempi antichi e moderni erano omosessuali, tra di loro c’erano grandi uomini. (Platone, Michelangelo, Leonardo da Vinci, ecc). 

È una grande ingiustizia perseguitare l’omosessualità come un crimine – e anche una crudeltà. Se non mi crede, legga i libri di Havelock Ellis. Mi chiede se posso aiutarla, intendendo dire, suppongo, se posso sopprimere l’omosessualità e fare in modo che al suo posto subentri l’eterosessualità. La risposta è, in linea generale, che non posso promettere che questo accada. 

In un certo numero di casi riusciamo a sviluppare i semi degradati delle tendenze eterosessuali, che sono presenti in ogni omosessuale, ma nella maggior parte dei casi non è più possibile. Dipende dal tipo e dall’età dell’individuo. Il risultato del trattamento non può essere previsto. Quello che l’analisi può fare per suo figlio è un’altra cosa. Se lui è infelice, nevrotico, lacerato da conflitti, inibito nella sua vita sociale, l’analisi può portargli armonia, pace della mente, piena efficienza, sia che rimanga un omosessuale, sia che diventi eterosessuale. Se si decide, può fare l’analisi con me – non mi aspetto che lo farete – lui deve venire a Vienna. Non ho alcuna intenzione di spostarmi da qui. Tuttavia, non trascurate di darmi una risposta.

Cordiali saluti con i migliori auguri,

Freud
Post Scriptum - Non ho trovato difficoltà a leggere la sua scrittura. Spero che non troverete la mia scrittura e il mio inglese difficile da leggere.

*** Sigmund FREUD, 1856-1939, fondatore della psicoanalisi, lettera alla madre di un omosessuale, da 'HuffPost', 19 febbraio 2016 e in 'spiweb.it', qui


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sabato 19 dicembre 2020

#MOSQUITO / La massa è un gregge (Sigmund Freud)

La massa è un gregge docile che non può vivere senza un padrone. È talmente assetata di obbedienza da sottomettersi istintivamente a chiunque se ne proclami padrone. La massa è impulsiva, mutevole e irritabile. È governata quasi per intero dall'inconscio. A seconda delle circostanze gli impulsi cui la massa obbedisce possono essere nobili o crudeli, eroici o pusillanimi; essi sono però comunque imperiosi al punto da non lasciar sussistere l'interesse personale, neanche quello dell'autoconservazione.

*** Sigmund FREUD, 1856-1939, fondatore della psicoanalisi, Psicologia delle masse e analisi dell'io, 1921, Bollati Boringhieri, 1977, citato in 'libriantichionline', qui


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sabato 22 dicembre 2018

#MOSQUITO / Le masse hanno bisogno di illusioni (Sigmund Freud)

Le masse non hanno mai conosciuto la sete della verità. Hanno bisogno di illusioni e a queste non possono rinunciare. L'irreale ha costantemente in esse la precedenza sul reale, soggiacciono all'influsso di ciò che non è vero quasi altrettanto che a quello di ciò che è vero. Hanno l'evidente tendenza a non fare alcuna distinzione tra i due.

*** Sigmund FREUD, 1856-1939, fondatore della psicoanalisi, Psicologia delle masse e analisi dell'io, 1921, citato in 'libriantichionline', qui


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sabato 11 giugno 2016

#MOSQUITO / Morale, la rinuncia (Sigmund Freud)

Morale è chi già reagisce alla tentazione avvertita interiormente, e ad essa non cede. Colui che prima si macchia di una colpa e poi, una volta in preda al rimorso, pone a se stesso elevati obiettivi morali, può essere accusato di fare i propri comodi. Manca in lui l'elemento essenziale della moralità, la rinuncia, essendo la condotta di vita morale un interesse pratico dell'umanità. 

*** Sigmund FREUD, 1856-1939, fondatore della psicoanalisi, citato da Barbara Spinelli, giornalista e saggista, Chiedere scusa, 'la Repubblica', 22 settembre 2011, qui



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