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venerdì 1 maggio 2015

#MUSICHE & TESTI / Inno del 1^ maggio (Pietro Gori)



Inno del 1^ Maggio, 1892
testo di Pietro GORI, 1865-1911
anarchico, giornalista, avvocato, poeta, scrittore e compositore
musica di Giuseppe Verdi, 1813-1901, dal Va Pensiero, coro del Nabucco  
video, 4min24



L'Inno del Primo Maggio fu scritto da Pietro Gori sulla base della melodia del Va’ pensiero, il coro del Nabucco verdiano, nel 1892, nel carcere milanese di San Vittore dove era stato rinchiuso preventivamente: si avvicinava il primo maggio, in Sicilia i lavoratori cominciavano a prendere coscienza politica radunandosi nei Fasci (cui probabilmente si fa riferimento nel testo del canto) e gli agitatori anarchici dovevano essere messi in condizione di non nuocere all’ordine pubblico… 
Ma Gori sapeva che la parola e il canto racchiudono una forza immane, e nella sua cella scrisse il “bozzetto drammatico in un atto” Primo Maggio, che avrebbe riscosso un grande successo, specialmente negli Stati Uniti dove Gori sarebbe stato qualche anno più tardi. 
A Paterson (“capitale” degli anarchici nordamericani – di lì sarebbe tornato in Italia Gaetano Bresci per uccidere Umberto I) Gori rappresentò il bozzetto anche come attore, e così fece in molte altre città americane, tra cui Chicago. 
Rappresentazione significativa, quella, dacché il Primo Maggio nasceva proprio per ricordare i cinque anarchici impiccati a Chicago in seguito allo sciopero e alle manifestazioni organizzate per ottenere la giornata lavorativa di otto ore. Alla fine del Prologo del Primo Maggio, il coro attaccava l’Inno del Primo Maggio, che sarebbe divenuto il canto privilegiato della ricorrenza.
Al primo maggio anarchico di Carrara viene sempre cantato. 
Impossibile dimenticare Alfonso Nicolazzi, anarchico piemontese trapiantato a Carrara, scomparso nell’estate del 2005, che lo cantava con la sua voce potente, tanto che quello era diventato il suo canto. E domani tutti (e il mio amico Nando davanti al monumento a Meschi) canteranno, anche per lui, Vieni o maggio
(Marco Rovelli, in Canzoni contro la guerra, qui)

Vieni o Maggio t'aspettan le genti
ti salutano i liberi cuori
dolce Pasqua del lavoratori
vieni e splendi alla gloria del sol 

Squilli un inno di alate speranze
al gran verde che il frutto matura
e la vasta ideal fioritura
In cui freme Il lucente avvenir

Disertate falangi dl schiavi
dai cantieri da l'arse officine
via dai campi su da le marine
tregua tregua all'eterno sudor

Innalziamo le mani incallite
e sian fascio dl forze fecondo
noi vogliamo redimere il mondo
dal tiranni de l'ozio e de l'or

giovinezza dolori ideali
primavere dal fascino arcano
verde maggio del genere umano
date al petti il coraggio e la fé

Date fiori ai ribelli caduti
collo squardo rivolto all'aurora
al gagliardo che lotta e lavora
al veggente poeta che muor

venerdì 30 gennaio 2015

#MUSICHE & TESTI / Addio Lugano bella



Giorgio GABER (1939-2003), Enzo JANNACCI (1935-2013), 
Lino TOFFOLO (1934), Otello PROFAZIO (1935), Silverio PISU (1937-2004)
Addio Lugano bella, 1894, una storica interpretazione del 1964
testo di Pietro GORI (1865-1911)
anarchico, giornalista, avvocato, poeta, scrittore e compositore italiano


Addio Lugano bella 
o dolce terra pia
scacciati senza colpa 
gli anarchici van via
e partono cantando 
con la speranza in cor.
E partono cantando 
con la speranza in cor.

Ed è per voi sfruttati 
per voi lavoratori
che siamo ammanettati 
al par dei malfattori
eppur la nostra idea 
è solo idea d'amor.
Eppur la nostra idea 
è solo idea d'amor.

Anonimi compagni
amici che restate
le verità sociali 
da forti propagate
è questa la vendetta 
che noi vi domandiam.
E questa la vendetta 
che noi vi domandiam.

Ma tu che ci discacci 
con una vil menzogna
repubblica borghese 
un dì ne avrai vergogna
noi oggi t'accusiamo 
in faccia all'avvenir.
Noi oggi t'accusiamo 
in faccia all'avvenir.

Banditi senza tregua 
andrem di terra in terra
a predicar la pace 
ed a bandir la guerra
la pace per gli oppressi 
la guerra agli oppressor.
La pace per gli oppressi 
la guerra agli oppressor.

Elvezia il tuo governo 
schiavo d'altrui si rende
d'un popolo gagliardo 
le tradizioni offende
e insulta la leggenda 
del tuo Guglielmo Tell.
E insulta la leggenda 
del tuo Guglielmo Tell.

Addio cari compagni 
amici luganesi
addio bianche di neve 
montagne ticinesi
i cavalieri erranti 
son trascinati al nord.
E partono cantando 
con la speranza in cor.