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sabato 13 marzo 2021

#SGUARDI POIETICI / Dosso (Umberto Fiori)

Le porte sbattono,
giù per le scale, le chiavi
girano nelle serrature.
Fuori fa chiaro.
Parlano, per la strada.

Alberi, voci, case:
ogni momento è il tuffo
quando sei nato.
Ogni odore, ogni ombra,
ti sembra grande.

A volte di colpo
passando per una piazza
senti la testa sgombra. La verità
la vedi come si spreca,
come si spande.

Mentre se ne va
è bello restare soli.
Si leva di sotto e tu voli.
A soffi, a onde,
il vuoto ti viene addosso.

Sentila che ti scappa tra le gambe
e ti saluta, la verità.
E’ come da bambini,
aggrappati al sedile, quando in macchina
si è scavalcato un dosso.

*** Umberto FIORI, 1949, insegnante, scrittore, poeta e musicista, Dosso, da Chiarimenti, Marcos y Marcos, 1995, in 'internopoesia', 12 marzo 2021, qui


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martedì 26 maggio 2020

#SGUARDI POIETICI / Allarme (Umberto Fiori)

In piena notte
sui viali scatta un allarme.
Si ferma, e poi ripete
due note acute, tremende, con la furia
di un bambino che gioca.
Nei muri bui dei palazzi lì sopra
le finestre si aprono, si accendono.

Tranne la strada
in mezzo ai rami, vuota,
niente si vede.
Si tirano le tende
e si rimane intorno a questo urlo
come si sta in un campo
intorno a un fuoco.

*** Umberto FIORI, 1949, insegnante, scrittore, poeta e musicista, Allarme, da Esempi, Marcos y Marcos, 1992, in 'ipoetisonovivi.com', 14 maggio 2020, qui


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domenica 26 aprile 2020

#SGUARDI POIETICI / Allora, fermi a un imbocco (Umberto Fiori)

Allora, fermi a un imbocco
e all’altro della strettoia,
mille volte ripetere l’invito
– prego, si accomodi!-
e mille volte regalarci il mondo
con gli occhi e con le mani, e mille volte
rifiutare, e invitarci, finché l’asfalto
che ci separa, a furia di cerimonie
si spacchi, e l’erba lì in mezzo ricresca alta
come se mai
ci fosse passato un uomo.

*** Umberto FIORI, 1949, insegnante, scrittore, poeta e musicista, da Tutti, Marcos y Marcos, 1998, in 'ipoetisonovivi.com', 16 aprile 2020, qui


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martedì 3 marzo 2020

#SGUARDI POIETICI / Contatti (Umberto Fiori)

Lo vedi come sono
storto, contratto? Lo vedi questo piede,
quando mi siedo, come lo metto?
È tutto per lo sforzo, in tanti anni,
di non urtare le persone. Stretto
contro un sedile, dentro l’autobus pieno,
stare a posto, evitare
coi miei vicini
persino il minimo contatto.

Sulle panchine delle sale d’aspetto
o in treno, in corridoio, era una pena
ogni momento sentire sfiorarsi il buio
del mio ginocchio e del loro.

Ore e ore, giornate intere:
uno di fianco all’altro
stavamo, come i gusti del gelato
nel bar della stazione.

Di vero tra noi, di giusto,
lo spazio di due dita
era rimasto.

*** Umberto FIORI, 1949, insegnante, scrittore, poeta e musicista, Contatti, da Poesie 1986 – 2014, Mondadori, 2014, in 'ipoetisonovivi.com', 18 febbraio 2020, qui



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domenica 16 dicembre 2018

#SGUARDI POIETICI / Scompartimento (Umberto Fiori)

L’altra sera sul treno
(l’ultimo, sempre pieno) una ragazza,
dando ogni tanto un’occhiata rapida in giro,
scherzava a voce alta sui suoi amori
finiti male,
del suo nuovo lavoro nello studio
di un avvocato, su quanto lei era brava
– però il lavoro: triste – e si faceva
i conti in tasca in pubblico,
lira per lira.
Quando si mettono a nudo
in questo modo, di fronte a gente mai vista,
e la vita – la loro –
te la mettono in piazza come quella
di chiunque, così, ridotta all’osso,
sono talmente belle
certe persone,
talmente pure
che ti fanno tremare.
Parlano come se fossimo
tutti di tutti. Si mettono nelle mani
di chi è lì
come un cane che si lascia
stringere il muso dal padrone,
con le orecchie abbassate
e gli occhi chiusi.
A sentirle parlare
anche tu chiudi gli occhi: sprofondare
vorresti, e invece cresci,
dentro, diventi ripido,
sconfinato e potente
come quel niente che le ha fatte nascere.

*** Umberto FIORI, 1949, insegnante, scrittore, poeta e musicista, 1949, Scompartimento, da Tutti, Marcos y Marcos, 1998, segnalato in 'ipoetisonovivi.com', 13 dicembre 2018, qui


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sabato 25 agosto 2018

#SGUARDI POIETICI / Comodo... (Umberto Fiori)

Comodo, essere gli altri.

In salvo, fuori tiro, 
padroni di andare e venire 
come vi pare. 

Invece io - sempre qui, 
a disposizione. 

*** Umberto FIORI, 1949, insegnante, scrittore, poeta e musicista, Comodo..., da Umberto Fiori, Voi, Mondadori, 2009, citato in ‘in versi’, ‘Corriere della Sera’, 18 maggio 2010.
Anche in 'losguardopoIetico', 474, 20 ottobre 2014 (pubblicazione a circolazione riservata)


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lunedì 22 maggio 2017

#SGUARDI POIETICI / Discorsi (Umberto Fiori)

Parlare con la gente
è fatica:
sempre spiegarsi, ripetere,
mettersi nei suoi panni.
E comunque alla fine
cosa si ottiene?
È dura, la gente.
Tocca sempre riprendere da capo,
chiarire, chiedere, rispondere,
senza mai essere sicuri
se quello che si vuol dire
è veramente arrivato.

Arrivato poi – dove?
Dentro le teste
è buio, non lo sappiamo.
Uno di fronte all’altro
siamo affacciati a un pozzo senza fondo.

Ogni volta ci chiama, tutto quel vuoto,
ci vuole. E noi, giù frasi.

Dirsi quelle due cose,
con le persone,
più ci si tiene più
sembra impossibile.

A volte si sta lì davanti a loro
come i parenti al cimitero
coi fiori in mano
davanti ai marmi, alle foto.

*** Umberto FIORI, 1949, Discorsi, insegnante, scrittore, poeta, musicista, da Poesie 1986-2014. Mondadori, 2014, in 'ipoetisonovivi.com', 6 giugno 2015, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Fiori


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domenica 16 aprile 2017

#SGUARDI POIETICI / Capire male (Umberto Fiori)

Uno vorrebbe che nessuno mai
capisse male.
                       Quello che si dice
vorrebbe che non fosse mai confuso,
strano, o difficile.
Come tutti
esprimersi, come usa.
Le cifre
stampate in fondo al foglio
alla voce totale:
chiaro così.
                   Spiegarsi
come queste belle giornate.

*** Umberto FIORI, 1949, insegnante, scrittore, poeta, musicista, Capire male, da Poesie 1986-2014, Mondadori, 2014, in 'ipoetisonovivi.com', 11 marzo 2015, qui


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