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giovedì 1 luglio 2021

#SPOT / Obbedire (Benito Mussolini)

Il libro della Seconda classe, Letture, La libreria dello Stato, 1936
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venerdì 2 ottobre 2020

#MOSQUITO / Discorso dell'Aventino, 1926 (Benito Mussolini)

Chiunque dell’Aventino voglia ritornare, semplicemente tollerato, in quest’aula, deve solennemente e pubblicamente: primo, riconoscere il fatto compiuto della rivoluzione fascista, per cui una opposizione preconcetta è politicamente inutile, storicamente assurda, e può essere compresa soltanto da coloro che vivono al di là dei limiti dello Stato; secondo, riconoscere non meno pubblicamente e non meno solennemente che la nefanda campagna scandalistica dell’Aventino è miseramente fallita, perché non è mai esistita una questione morale che riguardasse il governo o il partito; terzo, scindere non meno solennemente e pubblicamente la propria responsabilità da coloro che oltre le frontiere continuano l’agitazione antifascista. Accettate ed eseguite queste condizioni, gli sbandati dell’Aventino possono sperare nella nostra tolleranza e rientrare in quest’aula. Senza l’accettazione e l’esecuzione di queste condizioni, sinché sarò a questo posto, e mi riprometto di starci per un pezzo, essi non rientreranno: né domani né mai. 

*** Benito MUSSOLINI, 1883-1945, discorso parlamentare, 17 gennaio 1926, citato da Antonio Scurati, M, l'uomo della provvidenza, Bompiani, 2020


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venerdì 24 gennaio 2020

#MOSQUITO / La donna secondo il fascismo (Ferdinando Loffredo, Benito Mussolini, Giovanni Gentile)

(1) - La indiscutibile minore intelligenza della donna ha impedito di comprendere che la maggiore soddisfazione può essere da essa provata solo nella famiglia, quanto più onestamente intesa, cioè quanto maggiore sia la serietà del marito […] La conseguenza dell’emancipazione culturale – anche nella cultura universitaria – porta a che sia impossibile che le idee acquisite permangano se la donna non trova un marito assai più colto di lei . […] deve diventare oggetto di disapprovazione, la donna che lascia le pareti domestiche per recarsi al lavoro, che in promiscuità con l’uomo gira per le strade, sui tram, sugli autobus, vive nelle officine e negli uffici […] Il lavoro femminile […] crea nel contempo due danni: la «mascolinizzazione» della donna e l’aumento della disoccupazione maschile. La donna che lavora si avvia alla sterilità; perde la fiducia nell’uomo; concorre sempre di più ad elevare il tenore di vita delle varie classi sociali; considera la maternità come un impedimento, un ostacolo, una catena; se sposa difficilmente riesce ad andare d’accordo col marito […]; concorre alla corruzione dei costumi; in sintesi, inquina la vita della stirpe.

*** Ferdinando LOFFREDO, 1908-2009, storico e  studioso sociale, Politica della famiglia, Bompiani, 1938, citato da Ilaria Romeo, 20 gennaio ’27, il governo fascista emana la legge che riduce i salari delle donne della metà rispetto agli uomini, 20 gennaio 2020, qui

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(2) - L’esodo delle donne dal campo di lavoro avrebbe senza dubbio una ripercussione economica su molte famiglie, ma una legione di uomini solleverebbe la fronte umiliata e un numero centuplicato di famiglie nuove entrerebbero di colpo nella vita nazionale. Bisogna convincersi che lo stesso lavoro che causa nella donna la perdita degli attributi generativi, porta all’uomo una fortissima virilità fisica e morale.

*** Benito MUSSOLINI, 1883-1945, 'Il Popolo d’Italia', 31 agosto 1934, citato da Ilaria Romeo, 20 gennaio ’27, il governo fascista emana la legge che riduce i salari delle donne della metà rispetto agli uomini, 20 gennaio 2020, qui

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(3) - La donna non desidera più i diritti per cui lottava […] (si torna) alla sana concezione della donna che è donna e non è uomo, col suo limite e quindi col suo valore […]. Nella famiglia la donna è del marito, ed è quel che è in quanto è di lui.

*** Giovanni GENTILE, 1875-1944, filosofo, pedagogista, accademico, politico, La donna nella coscienza moderna, 1934


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mercoledì 20 giugno 2018

#MOSQUITO / Fascismo, tratto dall'inconscio degli italiani (Benito Mussolini)

Io non ho creato il fascismo, l’ho tratto dall’inconscio degli italiani. Se non fosse stato così, non mi avrebbero seguito per venti anni. Mutevolissimo lo spirito degli italiani. Quando io non sarò più sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent’anni un popolo come l’italiano. Se non avessi fatto altro, basterebbe questo capolavoro per non essere seppellito nell’oblio. Altri potrà forse dominare col ferro e col fuoco, non col consenso, come ho fatto io.

*** Benito MUSSOLINI, intervistato da Ivanoe Fossani, 20 marzo 1945 (ultima intervista prima della morte), in Ivanoe Fossani, Mussolini Si confessa alle stelle, Editrice Latinità, 1952, citato qui 


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domenica 11 febbraio 2018

#MOSQUITO / Di fronte a una razza inferiore e barbara come la slava (Benito Mussolini)

Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani.

*** Benito MUSSOLINI, durante una visita a Pola nel settembre del 1920, citato da Jože Pirjevec e Gorazd BajcFoibe: una storia d'Italia, Einaudi, 2009, segnalato in 'canzoni contro la guerra', qui


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martedì 10 ottobre 2017

#VIDEO / Annuncio delle leggi razziali (video restaurato) (Benito Mussolini)


Mussolini annuncia le leggi razziali 
(18 settembre 1938)
(video restaurato)
youtube, 9 ottobre 2017
video 3min05

Trieste, 18 settembre 1938, mattina. Il cacciatorpediniere «Camicia Nera» attracca al «molo Audace» con «il Duce sulla plancia di comando». È la prima volta che si possono vedere per intero queste immagini, 34 minuti restaurati e digitalizzati dall’istituto Luce. La voce narrante informa sobria che la città è «un solo palpito di attesa e di amore» e in piazza dell’Unità ci sono 150 mila persone, camicie nere e fez, fazzoletti e applausi, gente sui davanzali. L’attesa del comizio, in effetti, è tragicamente giustificata: il discorso di Trieste è il primo e l’unico nel quale Mussolini, con toni raggelanti, annuncia in pubblico le «soluzioni necessarie» per affrontare il «problema ebraico» in quanto «problema razziale», spiega che per mantenere il «prestigio dell’impero» occorre «una chiara, severa coscienza razziale che stabilisca non soltanto delle differenze, ma delle superiorità nettissime» e infine esclama tra le ovazioni: «L’ebraismo mondiale è stato durante sedici anni, malgrado la nostra politica, un nemico irreconciliabile del fascismo». (...)

*** Gian Guido VECCHI, 'Corriere della Sera', 8 ottobre 2017, qui

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venerdì 14 ottobre 2016

#MOSQUITO / Rappresentanza come governabilità (Benito Mussolini)

Tra le molte concezioni della rappresentanza [...] una cosa sola va rigidamente affermata: che la massa dei cittadini intende che l’Assemblea eletta sia la più capace a costituire un Governo [...] atto a risolvere nel modo più rapido, fermo e univoco tutte le molteplici questioni che nella vita quotidiana si presentano, non impacciato da preventive compromissioni, non impedito da divieti insormontabili, non soffocato da dissidi, non viziato dall’origine da differenze ingenite di tendenze e di indirizzi.

*** Benito MUSSOLINI, 1883-1945, presentazione alla Camera della riforma elettorale, legge Acerbo, 1923, citato da Lorenza Carlassare, Costituzionalismo e democrazia nell’alterazione degli equilibri, Costituzionalismo.it, 8 marzo 2004, qui


Palazzo Braschi, Roma, per il plebiscito, 1934