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venerdì 9 marzo 2018

#SGUARDI POIETICI / Ci impegniamo noi e non altri (Primo Mazzolari)

Ci impegniamo noi e non gli altri,
unicamente noi e non gli altri,
né chi sta in alto, né chi sta in basso,
né chi crede, né chi non crede.

Ci impegniamo
senza pretendere che altri s'impegnino,
con noi o per suo conto,
come noi o in altro modo.

Ci impegniamo
senza giudicare chi non s'impegna,
senza accusare chi non s'impegna,
senza condannare chi non s'impegna,
senza disimpegnarci perché altri non s'impegna.

Ci impegniamo
perché non potremmo non impegnarci.
C'è qualcuno o qualche cosa in noi,
un istinto, una ragione, una vocazione, una grazia,
più forte di noi stessi.

Ci impegniamo per trovare un senso alla vita,
a questa vita, alla nostra vita,
una ragione che non sia una delle tante ragioni
che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore.
Si vive una volta sola
e non vogliamo essere "giocati"
in nome di nessun piccolo interesse.

Non ci interessa la carriera,
non ci interessa il denaro,
non ci interessa la donna o l'uomo
se presentati come sesso soltanto,
non ci interessa il successo né di noi né delle nostre idee,
non ci interessa passare alla storia.

Ci interessa perderci
per qualche cosa o per qualcuno
che rimarrà anche dopo che noi saremo passati
e che costituisce la ragione del nostro ritrovarci.

Ci impegniamo
a portare un destino eterno nel tempo,
a sentirci responsabili di tutto e di tutti,
ad avviarci, sia pure attraverso un lungo errare,
verso l'amore.

Ci impegniamo
non per riordinare il mondo,
non per rifarlo su misura, ma per amarlo;
per amare
anche quello che non possiamo accettare,
anche quello che non è amabile,
anche quello che pare rifiutarsi all'amore,
poiché dietro ogni volto e sotto ogni cuore
c'è insieme a una grande sete d'amore,
il volto e il cuore dell'amore.

Ci impegniamo
perché noi crediamo all'amore,
la sola certezza che non teme confronti,
la sola che basta per impegnarci perpetuamente.


*** Primo MAZZOLARI, 1890-1959, prete, scrittore, partigiano, Ci impegniamo, da Tu non uccidere, Edizioni La Locusta, 1950 e a cura di Paolo Trionfini, Edb, 2015, segnalato qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Primo_Mazzolari


In Mixtura i contributi di Primo Mazzolari qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

martedì 10 gennaio 2017

#CIT / Mani pulite (Primo Mazzolari)


Questa frase, generalmente attribuita al sacerdote Lorenzo Milani (1923-1967), ha avuto una certa popolarità in Italia per essere stata citata dallo scrittore Roberto Saviano durante la manifestazione "Dimettiti" al Palasharp di Milano (febbraio 2011). 

La citazione di Saviano è stata poi ripresa e usata come titolo di una raccolta di scritti (pubblicata da Chiarelettere nel maggio 2011) relativi alla vicenda che dal 1965 coinvolse don Milani in un processo per apologia di reato, per aver difeso l'obiezione di coscienza alla coscrizione militare.

Sempre con la medesima attribuzione, la frase è stata ripresa anche dal prof. Massimo Cacciari durante il funerale (gennaio 2012) di don Luigi Maria Verzé, nome al centro di diverse inchieste giudiziarie: "Io non so quanto ci sia di imputabile a don Luigi, ma so quel che diceva don Milani: 'Alla fine della vita ha le mani veramente pulite solo chi le ha tenute sempre in tasca'". 

Ma secondo quanto affermato da Michele Gesualdi (presidente della Fondazione Don Lorenzo Milani) in una lettera indirizzata proprio al prof. Cacciari (gennaio 2012), la frase non sarebbe di don Milani, bensì di don Primo Mazzolari (qui il testo della lettera che vale la pena leggere: Il Presidente M. Gesualdi risponde al Prof. Massimo Cacciari). 

Tuttavia, in conclusione, bisogna dire che la frase corretta di don Mazzolari è un po' diversa rispetto a quella citata, come si può leggere nel brano seguente tratto da Impegno con Cristo (1943): "È finito il tempo di fare da spettatore sotto il pretesto che si è onesti cristiani. Troppi ancora hanno le mani pulite perché non hanno mai fatto niente. Un cristiano che non accetta il rischio di perdersi per mantenersi fedele a un impegno di salvezza, non è degno d'impegnarsi col Cristo".
(da 'aforismario.net', qui)