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sabato 20 novembre 2021

#SGUARDI POIETICI / Facciamo un patto (Mario Benedetti)

Compagna
tu
sai
che puoi contare su di me
non fino a due
né fino a dieci
ma contare su di me.

Se a volte
sentirai
che ti guardo negli occhi,
e una vena
d’amore riconosci nei miei,
non impugnare fucili
non pensar che
deliro.
Malgrado la vena
o magari perché esiste,
puoi contare su di me.

Se altre volte
mi trovi
oscuro senza motivo,
non pensare che sono giù
puoi contare lo stesso su di me.

Ma facciamo un patto:
io vorrei contare
su di te.
              È così bello
sapere che tu esisti,
uno si sente vivo.
E quando dico questo
voglio dire contare
anche fino a due
anche sino a cinque.
Non perché tu corra
premurosa in mio aiuto,
ma per sapere
con certezza
che sai che puoi
contare su di me.

*** Mario BENEDETTI, 1920-2009, poeta e scrittore uruguayano, Facciamo un patto, da Poesie di altri, 1974, in 'il canto delle sirene', 18 novembre 2021, qui


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mercoledì 23 settembre 2020

#SGUARDI POIETICI / Una donna nuda (Mario Benedetti)

Una donna nuda e al buio
ha un chiarore che ci illumina
in modo che se succede uno sconforto
un black-out o una notte senza luna
è conveniente e persino imprescindibile
tener vicino una donna nuda.

Una donna nuda e al buio
genera uno splendore che dà fiducia
e allora segna festa il calendario
vibrano nei loro angoli le ragnatele
e gli occhi felici e felini
guardano e non si stancano di guardare

Una donna nuda e al buio
è una vocazione per le mani
per le labbra è quasi un destino
e per il cuore uno sperpero.
Una donna nuda è un enigma
ed è sempre una festa decifrarlo.

Una donna nuda e al buio
genera una propria luce e ci accende,
il soffitto si trasforma in cielo
ed è una gloria non essere innocente.
Una donna voluta o intravista
sconfigge per una volta la morte.

*** Mario BENEDETTI, 1920-2009, poeta e scrittore uruguayano, Una donna nuda, da Domande a caso, 1986, in 'ilcantodellesirene', 5 aprile 2013, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Benedetti


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sabato 19 settembre 2020

#SGUARDI POIETICI / Viceversa (Mario Benedetti)

Ho paura di vederti
necessità di vederti
speranza di vederti
sgomento di vederti
ho voglia di trovarti
preoccupazione di trovarti
certezza di trovarti
poveri dubbi di trovarti
ho urgenza di udirti
allegria di udirti
augurio di udirti
e timore di udirti
cioè
riassumendo
sono fottuto
e raggiante
forse più il primo
che il secondo
ed anche
viceversa.

*** Mario BENEDETTI, 1920-2009, poeta e scrittore uruguayano, Viceversa, da Inventario Uno, 1963, traduzione di Martha Canfield,  in 'ilcantodellesirene', 14 settembre 2020, qui

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martedì 15 settembre 2020

#SGUARDI POIETICI / Lei che passa (Mario Benedetti)

Passo che passa
volto che passavi
che vuoi di più
ti guardo
poi mi scorderò
poi e solo
solo e poi
di certo mi scordo.

Passo che passi
volto che passavi
che vuoi di più
ti amo
ti amo solo due
o tre minuti
per amarti di più
il tempo manca.

Passo che passi
volto che passavi
che vuoi di più
ah no
ah non mi tentare
che se ci tentiamo
non potremo scordarci
addio.

*** Mario BENEDETTI, 1920-2009, poeta e scrittore uruguayano, Lei che passa, da L’amore, le donne, la vita, Nottetempo, 2019, traduzione di Stefania Marinoni, in 'ilcantodellesirene', 14 settembre 2020, qui


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sabato 1 giugno 2019

#SGUARDI POIETICI / E' così poco (Mario Benedetti)

Ciò che conosci
è così poco
ciò che conosci
di me
ciò che conosci
sono le mie nuvole
sono i miei silenzi
sono i miei gesti
ciò che conosci
è la tristezza
di casa mia vista da fuori
sono le persiane della mia tristezza
il campanello della mia tristezza

Però non sai
niente
al massimo
pensi a volte
che è così poco
ciò che conosco
di te
ciò che conosco
cioè le tue nuvole
o i tuoi silenzi
o i tuoi gesti
ciò che conosco
è la tristezza
di casa tua vista da fuori
sono le persiane della tua tristezza
il campanello della tua tristezza.

Però non chiami.
Però non chiamo.

*** Mario BENEDETTI, 1920-2009, poeta e scrittore uruguayano, E' così poco, 1975, in 'quotidiano.net', 17 marzo 2016, traduzione di Fabrizio Lorusso, qui


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Testo originale (Es tan poco)
Lo que conoces
es tan poco
lo que conoces
de mí
lo que conoces
son mis nubes
son mis silencios
son mis gestos
lo que conoces
de mí
lo que conoces
es la tristeza
de mi casa vista de afuera
son los postigos de mi tristeza
el llamador de mi tristeza.

Pero no sabes
nada
a lo sumo
piensas a veces
que es tan poco
lo que conozco
lo que conozco
de ti
lo que conozco
o sea tus nubes
o tus silencios
o tus gestos
lo que conozco
es la tristeza
de tu casa vista de afuera
son los postigos de tu tristeza
el llamador de tu tristeza.
Pero no llamas.
Pero no llamo

lunedì 5 giugno 2017

#SGUARDI POIETICI / Sono un caso disperato (Mario Benedetti)

Finalmente un critico sagace ha rivelato 
(sapevo che lo avrebbero scoperto) 
che nei miei racconti sono parziale 
e a margine mi esorta 
a far mia la neutralità 
come ogni intellettuale che si rispetti

credo che abbia ragione 
sono parziale 
su questo non c'è dubbio 
più ancora io direi un parziale irrecuperabile 
in fin dei conti un caso disperato 
perché per quanti sforzi faccia 
non potrò arrivare mai a essere neutrale

in vari paesi di questo continente 
specialisti di valore 
hanno fatto il possibile e l'impossibile 
per curarmi dalla parzialità 
per esempio nella biblioteca nazionale del mio paese 
ordinarono lo spurgo parziale 
dei miei libri parziali 
in argentina mi diedero quarantotto ore 
(altrimenti mi ammazzavano) perché me ne andassi 
con la mia parzialità alle costole 
da ultimo in perù imbavagliarono la mia parzialità 
e quanto a me mi deportarono

se fossi stato neutrale 
non avrei avuto bisogno 
di queste terapie intensive 
però cosa posso farci 
sono parziale 
incurabilmente parziale 
e per quanto possa suonare un poco strano 
totalmente 
parziale

già lo so 
questo significa che non potrò aspirare 
a tantissimi onori e riconoscimenti 
e glorie e cariche 
che il mondo riserva agli intellettuali 
che si rispettino 
vale a dire ai neutrali 
con un'aggravante 
poiché ogni volta ci sono meno neutrali 
i riconoscimenti sono ripartiti 
tra pochissimi

dopo tutto e a partire 
dalle mie confesse limitazioni 
devo riconoscere che per quei pochi neutrali 
provo una certa ammirazione 
o meglio li considero con stupore 
perché in realtà è necessaria una tempra d'acciaio 
per mantenersi neutrali davanti a episodi come 
girón 
tlatelolco 
trelew 
pando 
la moneda (*)

è chiaro che uno 
e forse è questo che voleva dirmi il critico 
potrebbe essere parziale nella vita privata 
e neutrale nelle belle lettere 
diciamo indignarsi contro pinochet 
durante l'insonnia 
e scrivere racconti diurni 
su atlantide

non è una cattiva idea 
e chiaramente 
presenta il vantaggio 
che da un lato 
uno ha conflitti di coscienza 
e questo rappresenta sempre 
un buon nutrimento per l'arte 
e d'altro lato non presta il fianco alle gragnole 
della stampa borghese e/o neutrale

non è una cattiva idea 
però 
mi vedo già scoprire o immaginare 
nel continente sommerso 
l'esistenza di oppressi e oppressori 
parziali e neutrali 
torturati e carnefici 
ossia la stessa contesa 
cuba sì yankee no 
dei continenti non sommersi

di maniera che 
poiché pare che per me non esista rimedio 
e che sia definitivamente perduto 
per la fruttuosa neutralità 
la cosa più probabile è che io continui a scrivere 
racconti non neutrali 
e poemi e saggi e canzoni e romanzi 
non neutrali 
però avverto che sarà così 
anche quando non tratteranno di torture e carceri 
o di altri temi che sembrano 
risultare insopportabili ai neutrali

sarà così anche quando tratteranno di farfalle e nubi 
e fantasmi e pesciolini

*** Mario BENEDETTI, 1920-2009, poeta e scrittore uruguayano, Sono un caso disperato, in 'sagarana', n. 36, luglio 2009, qui (anche con testo originale), traduzione di Valerio Evangelisti
(*) La Playa Girón è la Baia dei Porci, teatro nel 1961 di una tentata invasione di Cuba da parte di esuli finanziati dagli Stati Uniti; Tlatelolco , o Piazza delle Tre Culture, è una piazza di Città del Messico in cui, nel 1968, le forze di polizia aprirono il fuoco sugli studenti, uccidendone centinaia; Trelew è una città argentina le cui caserme, negli anni '70, durante la dittatura militare, furono famigerati centri di tortura; Cecilia Pando è una nota attivista del movimento argentino dei parenti delle vittime dei "colonnelli"; La Moneda è il palazzo presidenziale cileno in cui, nel 1973, fu assassinato Salvador Allende.