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venerdì 3 dicembre 2021

#SGUARDI POIETICI / Le osterie (Alda Merini)

A me piacciono gli anfratti bui
delle osterie dormienti,
dove la gente culmina nell’eccesso del canto,
a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,
e i calici di vino profondi,
dove la mente esulta,
livello di magico pensiero.
Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto
malvissuto e scostante,
meglio l’acre vapore del vino
indenne,
meglio l’ubriacatura del genio,
meglio sì meglio
l’indagine sorda delle scorrevolezze di vite;
io amo le osterie
che parlano il linguaggio sottile della lingua di Bacco,
e poi nelle osterie
ci sta il nome di Charles
scritto a caratteri d’oro.

*** Alda MERINI, 1931-2009, poetessa, aforista, scrittrice, Le osterie, da Vuoto d’amore, 1991, 'n 'il canto delle sirene', 2 dicembre 2021, qui


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martedì 17 agosto 2021

#SGUARDI POIETICI / Ho conosciuto in te le meraviglie (Alda Merini)

Ho conosciuto in te le meraviglie
meraviglie d'amore sì scoperte
che parevano a me delle conchiglie
ove odoravo il mare e le deserte
spiagge corrive e lì dentro l'amore
mi son persa come alla bufera
sempre tenendo fermo questo cuore
che (ben sapevo) amava una chimera.

*** Alda MERINI, 1931-2009, poetessa, aforista, scrittrice, Ho conosciuto in te le meraviglie, da Le rime petrose, edizione privata, 1983, in 'libriantichionline.it', qui


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domenica 28 febbraio 2021

#SGUARDI POIETICI / E poi fate l'amore (Alda Merini)

E poi fate l'amore.
Niente sesso, solo amore.
E con questo intendo
i baci lenti sulla bocca,
sul collo,
sulla pancia,
sulla schiena,
i morsi sulle labbra,
le mani intrecciate,
e occhi dentro occhi.
Intendo abbracci talmente stretti
da diventare una cosa sola,
corpi incastrati e anime in collisione,
carezze sui graffi,
vestiti tolti insieme alle paure,
baci sulle debolezze,
sui segni di una vita
che fino a quel momento
era stata un po' sbiadita.
Intendo dita sui corpi,
creare costellazioni,
inalare profumi,
cuori che battono insieme,
respiri che viaggiano
allo stesso ritmo.
E poi sorrisi,
sinceri dopo un po'
che non lo erano più.
Ecco,
fate l'amore e non vergognatevi,
perché l'amore è arte,
e voi i capolavori.

*** Alda MERINI, 1931-2009, poetessa, aforista, scrittrice, E poi fate l'amore, da Le poesie di Alda Merini, La Vita Felice, 2007, in 'ilcantodellesirene', 28 febbraio 2021, qui


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lunedì 15 febbraio 2021

#SGUARDI POIETICI / In cima ad un violino (Alda Merini)

In cima ad un violino 
ci sta forse un respiro 
che nessuno raccoglie 
perché è un senso d’amore. 
Tu suoni per il vento e viaggi 
dove la pace sussurra tra le piante 
tutta una nostalgia.

*** Alda MERINI,  1931-2009, poetessa, aforista, scrittrice, In cima ad un violino, da Clinica dell'abbandono, Einaudi, 2004, in 'aldamerini.it', qui


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sabato 23 novembre 2019

#SGUARDI POIETICI / Canto delle donne (Alda Merini)

Io canto le donne prevaricate dai bruti
la loro sana bellezza, la loro "non follia"
il canto di Giulia io canto riversa su un letto
la cantilena dei salmi, delle anime "mangiate"
il canto di Giulia aperto portava anime pesanti
la folgore di un codice umano disapprovato da Dio.
Canto quei pugni orrendi dati sui bianchi cristalli
il livido delle cosce, pugni in età adolescente
la pudicizia del grembo nudato per bramosia.
Canto la stalla ignuda entro cui è nato il "delitto"
la sfera di cristallo per una bocca "magata".
Canto il seno di Bianca ormai reso vizzo dall'uomo
canto le sue gambe esigue divaricate sul letto
simile ad un corpo d'uomo era il suo corpo salino
ma gravido d'amore come in qualsiasi donna.
Canto Vita Bello che veniva aggredita dai bruti
buttata su un letticciolo, battuta con ferri pesanti
e tempeste d'insulti, io canto la sua non stagione
di donna vissuta all'ombra di questo grande sinistro
la sua patita misura, il caldo del suo grembo schiuso
canto la sua deflorazione su un letto di psichiatra,
canto il giovane imberbe che mi voleva salvare.
Canto i pungoli rostri di quegli spettrali infermieri
dove la mano dell'uomo fatta villosa e canina
sfiorava impunita le gote di delicate fanciulle
e le velate grazie toccate da mani villane.
Canto l'assurda violenza dell'ospedale del mare
dove la psichiatria giaceva in ceppi battuti
di tribunali di sogno, di tribunali sospetti.
Canto il sinistro ordine che ci imbrigliava la lingua
e un faro di marina che non conduceva al porto.
Canto il letto aderente che aveva lenzuola di garza
e il simbolo-dottore perennemente offeso
e il naso camuso e violento degli infermieri bastardi.
Canto la malagrazia del vento traverso una sbarra
canto la mia dimensione di donna strappata al suo unico amore
che impazzisce su un letto di verde fogliame di ortiche
canto la soluzione del tutto traverso un'unica strada
io canto il miserere di una straziante avventura
dove la mano scudiscio cercava gli inguini dolci.
Io canto l'impudicizia di quegli uomini rotti
alla lussuria del vento che violentava le donne.
Io canto i mille coltelli sul grembo di Vita Bello
calati da oscuri tendoni alla mercé di Caino
e canto il mio dolore d'esser fuggita al dolore
per la menzogna di vita
per via della poesia.

*** Alda MERINI, 1931-2009, poetessa, aforista, scrittrice, Canto delle donne, da  Sono nata il ventuno a primavera,  Manni editore, 2005, riportata da Costanza Fanelli in 'noidonne.org', 27 dicembre 2017, qui

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martedì 29 gennaio 2019

#SGUARDI POIETICI / L'uccello di fuoco (Alda Merini)

L’uccello di fuoco
della mia mente malata,
questo passero grigio
che abita nel profondo
e col suo pigolio
sempre mi fa tremare
perché pare indifeso,
bisognoso d’amore,
qualche volta ha una voce
così tenera e nuova
che sotto il suo trionfo
detto la poesia.

*** Alda MERINI, 1931-2009, poetessa, aforista, scrittrice, L'uccello di fuoco, da La Terra Santa e altre poesie, Lacaita, 1984, in 'cantodellesirene', 14 gennaio 2019, qui



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martedì 3 luglio 2018

#MOSQUITO / Pazzia, dolore, anima (Alda Merini)

Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini. (...) 

Quando l’anima si nasconde comincia il dolore e noi non abbiamo più né la percezione né la dignità del corpo. Tristemente nascosta l’anima geme in cerca delle sue scaturigini. Ciò che l’uomo chiama delirio non è altro che l’assenza dell’anima.

Alda MERINI, 1931-2009, poetessa, aforista, scrittrice, L'altra verità. Diario di una diversa, Rizzoli, 2006


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lunedì 30 aprile 2018

#SGUARDI POIETICI / Amai teneramente dei dolcissimi amanti (Alda Merini)

Amai teneramente dei dolcissimi amanti
senza che essi sapessero mai nulla.
E su questi intessei tele di ragno
e fui preda della mia stessa materia.
In me l'anima c'era della meretrice
della santa della sanguinaria dell'ipocrita.
Molti diedero al mio modo di vivere un nome
e fui soltanto una isterica.

*** Alda MERINI, 1931-2009, poetessa, aforista, scrittrice, da Fiore di poesia, Einaudi, 2014. Segnalato in 'larecherche.it', 27 febbraio 2018, qui

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domenica 18 marzo 2018

#SGUARDI POIETICI / L'albatros (Alda Merini)

Io ero un uccello
dal bianco ventre gentile
qualcuno mi ha tagliato la gola
per riderci sopra
non so.
Io ero un albatro grande
e volteggiavo sui mari
qualcuno ha fermato il mio viaggio
senza nessuna carità di suono.
Ma anche distesa per terra
io canto ora per te
le mie canzoni d'amore.

*** Alda MERINI, 1931-2009, poetessa, aforista, scrittrice, L'albatros, 1991?, in Vuoto d'amore, a cura di Maria Corti, Einaudi, Torino 1991. 
Poesia ispirata all’omonima poesia di Charles Baudelaire, presente nella raccolta Les fleurs du mal,1857.  
Il testo è stato cantato da Milva, video, 3min05, qui
Segnalato in 'canzoni contro la guerra', qui


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mercoledì 20 dicembre 2017

#SGUARDI POIETICI / La sete e la rosa (Alda Merini)

Pochi sanno che la rosa ha sete
e pensano che Dio l’abbia
creata per loro,
la mettono sul seno
di vecchie baldracche
e la lasciano morire nell’ombra. 
L’amatore stacca la rosa
e la regala ad un’altra 
e pensa di farle un dono.
La rosa muore di malinconia,
diventa un gambo
ed a lungo andare un chiodo.
Così verrà un giorno
che il mondo sarà pieno di chiodi 
perché nessuno ha dato
da bere alla rosa.
Così quando io scrivo i miei versi 
tu credi di meritarli
e li metti sulla punta d’uno spillo
e li doni a una stupida ragazza. 

*** Alda MERINI, 1931-2009, poetessa, aforista, scrittrice, La sete e la rosa, da Un segreto andare, Tallone, 2006, citata in 'Il canto delle sirene', 4 dicembre 2011, qui


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giovedì 17 novembre 2016

#SGUARDI POIETICI / Le mie impronte digitali (Alda Merini)

Le mie impronte digitali
prese nel manicomio 
hanno perseguitato le mie mani
come un rantolo che salisse
la vena della vita,
quelle impronte digitali dannate
sono state registrate nel cielo
e vibrano insieme ahimè 
alle stelle dell’Orsa maggiore. 

*** Alda MERINI, 1931-2009, poetessa, Le mie impronte digitali, citata da Alberto Piccinini, rubrica ‘vuoti di memoria’, ‘il manifesto’, 11 luglio 2008.


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giovedì 29 settembre 2016

#MOSQUITO / Cose vere, non le maschere (Alda Merini)

Amo le cose vere... non amo le parrucche… figuriamoci le maschere!
L’unica maschera concessa nella vita è nascondere il proprio dolore dietro un sorriso per non perdere la propria dignità!

*** Alda MERINI, 1931-2009, poetessa, aforista, scrittrice, L'altra verità. Diario di una diversa, Rizzoli, 2006


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sabato 30 luglio 2016

#CIT / Parole (Alda Merini)


da Luca Massacesi, 'facebook', 29 luglio 2016

Alda MERINI, 1931-2009
poetessa, aforista, scrittrice

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sabato 11 giugno 2016

#SGUARDI POIETICI / Io non ho bisogno di denaro (Alda Merini)

Io non ho bisogno di denaro 
ho bisogno di sentimenti  
di parole  
di parole scelte sapientemente 
di fiori detti pensieri 
di rose dette presenze 
di sogni che abitino gli alberi 
di canzoni che facciano danzare le statue  
di stelle che mormorino  
all'orecchio degli amanti. 
Ho bisogno di poesia  
questa magia che brucia  
la pesantezza delle parole  
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
          
*** Alda MERINI, 1931-2009, poetessa, aforista, scrittrice Io non ho bisogno di denaro, ‘aldamerini.it’, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Alda_Merini


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venerdì 3 giugno 2016

#SGUARDI POIETICI / Ho acceso un falò (Alda Merini)

Ho acceso un falò
nelle mie notti di luna
per richiamare gli ospiti
come fanno le prostitute
ai bordi di certe strade,
ma nessuno si è fermato a guardare             
e il mio falò si è spento.

*** Alda MERINI, 1931-2009, poetessa, aforista, scrittrice,  Ho acceso un falò, da Alda Merini, La terra santa, Scheiwiller, 1984. Anche in 'aldamerini.it', qui


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lunedì 21 marzo 2016

#SGUARDI POIETICI / Bambino (Alda Merini)

Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia 
legalo con l'intelligenza del cuore. 
Vedrai sorgere giardini incantati 
e tua madre diventerà una pianta 
che ti coprirà con le sue foglie. 
Fa delle tue mani due bianche colombe 
che portino la pace ovunque 
e l'ordine delle cose. 
Ma prima di imparare a scrivere 
guardati nell'acqua del sentimento.

*** Alda MERINI, 1931-2009, poetessa, scrittrice, aforista, Bambino, citata in 'aldamerini.it, http://www.aldamerini.it/poesie-di-alda-merini/36-bambino


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